18giugno2005
sabbia nella vaginaGli Hipster dei Navigli
Nella prima puntata abbiamo scoperto l’universo delle sciampiste, ora ci occuperemo di quello più pretenzioso e creativo (?) degli hipster.
Gli hipster potrebbero essere definiti “modaioli” se il termine modaiolo non fosse un paradosso in italia (qui le persone “di moda” sono considerate i paninari negli anni 80 o i tamarri ora, nel resto del globo essere “di moda”, cioè vestirsi tutti allo stesso modo è fuorimoda), gli hipster credono fermamente di essere dei “trendsetter” e di avere un stile unico, ribelle e irripetibile, in realtà sono la versione over 25 dei 15enni che si sentono alternativi e “fuori dalla massa” dato che non ascoltano Britney Spears che viene mandata per 80 volte al giorno su MTV ma i Good Charlotte o i Korn che vengono trasmetti 79 volte al giorno da MTV (sostituire Good Charlotte e Korn con LCD Soundsystem, Strokes, Yeah Yeah Yeahs, White Stripes e !!!).
Tutto il loro stile attuale, lo “streetware” con crossover moda-inizio-anni-’80 è stato sottratto dagli art director della moda e del design a dei genuini movimenti di sotto-cultura giovanili, i quali a – differenza loro – sono creativi, originali, coerenti e purtroppo ingenui, che li hanno quindi riversati nei giganteschi Centri Commerciali americani pronti per essere “scoperti” dagli pseudo-individualisti. Il simbolo hipster per eccellenza, il Trucker Hat (ex simbolo dei redneck, i leghisti americani), è partito per esempio dai ghetti di NY, dove veniva spesso personalizzato da writer, ed è arrivato alla testa dei VJ di MTV in meno di 12 mesi. Questi tra l’altro sono ormai passati fuori moda (difficile avere una immagine da “ribelle” indossandoli quando ormai il tuo cappello Von Dutch da 150 $ lo indossano le mamme che accompagnano i figli a scuola col SUV) da almeno 3 anni, ma tristemente gli hipster italiani li indossano ancora.
Quella che un normale spazzino chiamerebbe “topaia che cade a pezzi incrostata di piscia di topo” gli hipster la definiscono “location”, adattissima per ambientarci i loro scontati set fotografici oppure organizzare feste assai poco esclusive dove accoppiarsi con scheletriche cocainomani.
L’imperativo dell’hipster è L’IRONIA, tutto ciò che fa deve essere mosciamente sarcastico e “controcorrente”, le commedie sexy anni ‘70 che prima facevano cagare il 98% della popolazione ?( il 2% erano quelli che non avevano il coraggio di comprarsi un porno vero e allora ripiegavano su questi film in vendita nelle edicole per masturbarsi) ora sono un cult. La calze bianche altezza ginocchia che indossavano i playmaker bianchi negli anni ‘80 nella NBA (e i nerd) ? Ora sono un must. Le magliettine scadenti dei mercati pubblici? Un accessorio insostituibile. Nel 2001 gli hipster erano gli idioti imbolsiti che rompevano i coglioni su radio, giornali e TV (per fortuna i blog non li avevano ancora scoperti) scandalizzati dal “Grande Fratello”, ora non fanno altro che parlare di reality show. Ovviamente in modo ironico e condiscendente. Se c’è un concorrente idiota, “è un mito geniale”, se una cantante è stonata “è divina”. Perchè come sappiamo tutti non c’è niente di più divertente che usare ridicole iperbole per descrivere ciò che ci fa cagare, HA HA ! IL DJ FRANCESCO E MEGLIO DEI BEATLES, HA HA HA! Oh cazzo è meglio che smetta, il mouse mi è esploso dal ridere.
Ma l’hipster non si ciba solo di pop culture, deve coltivare il suo smisurato ego rivitalizzando generi ridicoli come il “post-punk”, o idolatrando sopravvalutati e asettici registi etnici che si credono degli “autori” solo perchè fanno dei primi piani in bianco e nero di 6 minuti su una teiera in ebollizione per suggerire tensione.

“ci vediamo al Plastic!”
Qualcuno potrebbe frettolosamente definirli “radical chic”, ma sbaglierebbe clamorosamente. All’hipster non frega niente della politica, esso si sente superiore agli altri per la musica che ascolta e i film che vede piuttosto che per le sue idee rivoluzionarie.
La rivista bibbia del hipster è PIG Magazine, un magazine molto innovativo se “innovativo” significasse “ho copiato lo stile dei teaser di MTV di 3 anni fa” invece di indicare qualcosa di nuovo ed originale. Sul web seguono assiduamente pitchforkmedia.com, una webzine di nerd che recensiscono musica che odiano.
Nella prossima puntata scopriremo il peloso mondo dei Furry.
Continua con questi post simili:
- Gli Amari sono dei semplici poser
- Hipster Nostalgia
- Quando hai la sfiga davanti agli occhi
- Dentro gli hipster
- Vuole fare la modella!
11 Commenti
ale ha scritto il:
18 settembre 2007 alle 15:58.
secondo me tutti sti discorsi sono solo paranoie mentali…chi se ne frega chi sono gli hipster! chi si etichetta in questo modo o con un qualsiasi nome per far parte di una categoria penso sia un idiota. cmq i good charlotte, i korn e chi più ne ha più ne metta fanno schifoXD
gli alternativi ascoltano tutt’altra musica, quella che ti fa sognare, che ti fa crescere e stare bene. la MUSICA
p.s. secondo me i modaioli sono tutti un po’ tamarri (anzi sono dei burini da fare schifo),
1 perchè considero degli imbecilli gli esseri umani tutti uguali, sia per il modo di vestirsi che per il modo di essere ed “esprimersi”,
2 siamo obbiettivi: come si fa ad andare in giro con quei capelli da deficienti e gli occhiali enormi che tentano di riproporre la moda anni 60 (riuscendo però malissimo) e atteggiandosi senza aver letto MAI un libro e vantandosi di conoscere tutti i programmi di Maria De Filippi? (si il marito di Costanzo auhauhauhahh)
3 penso che sia un vero insulto alla miseria spendere centinaia di euro per cose che trovi identiche e più resistenti anche se non firmate.
p.p.s. penso che l’hipster sia semplicemente il fighetto che vuole fare l’alternativo “fuori dalla massa” essendo però dentro fino al collo perchè l’alternativo ha idee politiche ed è istruito altrimenti si distruggerebbe il cervello vedendo televisione di merda dalla mattina fino alla sera senza chiedersi come va il mondo ma solamente se il tronista ha scelto. auhauhauhauhahah
c’è gente che non mangia e questi si vantano di aver comprato un paio di mutande 50 euro per poi metterle in mostra…una bella pedata nel culo a lavorare in miniera
ilMago ha scritto il:
20 settembre 2007 alle 00:54.
La cosa che odio di piu’ e’ che a volte devo rinunciare a cose ‘fiche’ per colpa loro.
Il trucker hat ad esempio, se realizzato in modo originale, magari artigianalmente, mi piace.
Ma nonostante conosca chi ne produce di bellissimi, non posso metterlo.
Ho il terrore che uno zombie metropolitano dall’orientamento sessuale non ben definito si avvicini e mi dica qualche frase che inizi e finisca con -bella!-
ness ha scritto il:
14 dicembre 2007 alle 15:09.
io ho piu paura della mortale combinazione “…bella zio!” per cui cerco di ucciderli prima che la pronuncino
Anna ha scritto il:
13 marzo 2008 alle 14:04.
Generi ridicoli come il “post-punk”?????????
Eh????
Ridicolo in base a cosa???
decollocasuale ha scritto il:
20 maggio 2008 alle 21:52.
fondamentalmente non avete niente da fare di meglio che dire su alle altre persone! io, pur non avendo mai visto questi Hipster ma comunque trovandoli ridicoli basandomi sulle vostre descrizioni, penso che siate circa allo stesso livello! perchè proponete un vostro modo di essere fighi/alternativi: “(sostituire Good Charlotte e Korn con LCD Soundsystem, Strokes, Yeah Yeah Yeahs, White Stripes e !!!)”. io da questa frase, che ho copiato dal vostro testo, immagino che voi ascoltiate quei gruppi li(voi e i vostri amici)! questo non ha senso.. ognuno fa quello che vuole! distinguetevi anche voi. e soprattutto abbasate la cresta che non siete dio in terra.
pietro ha scritto il:
13 ottobre 2008 alle 04:38.
ahah, ma quanti pensi che siano a scrivere sta roba?
ma, c’è qualcuno che comprende i toni e la serietà dei temi, che questo blogger quotidianamente denuncia?
Eugenio ha scritto il:
12 gennaio 2009 alle 20:09.
@Anna –
Concordo con Anna.
Il post-punk non è un genere idiota. Anzi. Consiglio di leggere Simon Reynolds, Post-Punk 1978-1984.
Mi vanno bene in generale le critiche alla miseria esistenziale di questi hipster.
Attenzione però a non denigrare a priori ogni aspetto di una sottocultura che, come tale, rappresenta solo un tentativo di fuga dalla solitudine dei nostri tempi.
MILANO FIXED » Blog Archive » cazzi duri, aperitivo alla moda. ha scritto il:
30 luglio 2008 alle 17:37.
[...] non hai la fissa è meglio che ti vesti da poser, da hipster o da hater, c’è la [...]
elettronoir » Non un passo avanti ha scritto il:
16 gennaio 2009 alle 14:46.
[...] Una buona notizia e una cattiva. Quella cattiva è che Rockit.it ha recensito Non Un Passo Indietro nonostante non glie l’avessimo chiesto, sicuri appunto che sarebbe finito confuso tra le quintalate di demo o sotto le grinfie di qualche hipster dei navigli. [...]











