Studente del DAMS sorpreso che Indymedia non serve ad un cazzo

(ANSA) Bologna, 27 Gennaio — “Lo so che è sorprendente, ma Indymedia non serve proprio a un cazzo” sono queste le parole di uno sconsolato ‘xXxcopkillah86xXx’, deluso che i suoi 4 anni da utente registrato su Indymedia Italia non hanno portato alcun progresso alle cause che promuove. Ma il 20enne studente del DAMS non ha sempre mantenuto questo giudizio sulla comunità di attivisti creata nel 2000. “Ho scoperto Indymedia subito dopo i fatti di Genova nel 2001, ero furibondo per quello che era accaduto e decisi di fare qualcosa per diventare attivo”. Prendendo ispirazione da i Minor Threat e Noam Chomsky si registrò quindi come ‘xXxcopkillah86xXx’, un nick che sostiene essere “controverso”. “xXx perchè sono ‘straight-edge’ e ‘copkillah’ perchè sono anti-establishment” – aggiunge stoppando la canzone dei System of a Down e riponendo l’iPod Video da 60 gb dentro il suo zainetto North Face.

Questa ricostruzione viene contestata duramente da fonti vicine al giovane. Francesco, il fratello maggiore, dichiara infatti: “Mio fratello conobbe una tipa sul forum dei Blink 182, xXxsTeLlinApUnK88xXx, dopo essere stato rimbalzato col nick precedente, Orsacchi8-Blu, decise di cambiare strategia e di tentare con l’approccio aggressivo-dolce-ti-scopo-ma-ti-odio. Fu un successo senza precedenti. 1° base dopo aver ordinato un acqua liscia al bar sotto casa, 2° base nel bagno durante il concerto dei Punkreas e 3° sul manubrio della Ducati di nostro padre. WOW, l’ho sempre detto che le tipe coi dreadlocks la danno via più velocemente di una Sachertorte regalata ad un diabetico”.

xXxcopkillah86xXx, il cui vero nome è Pier Antonio Poretti, ricorda con nostalgia i primi tempi dell’iscrizione “Essere accettati non è stato affatto facile” abbassa la testa per un momento, prende un grosso respiro e continua “all’inizio è stata dura entrare nel gruppo: le mie risposte erano costantemente ignorate e i miei articoli sulla scarsità d’acqua nella regione del Surkistan non ricevevano commenti, ma dopo che postai l’esilarante manifesto taroccato “Meno Tasse Per Totti” ebbi l’opportunità di conoscere uno degli admin e dal quel momento fui uno di loro. Col passare degli anni mi sono occupato di tutti i compiti più gravosi, come creare la gif animata su Genova 2001 che recita “non dimenticheremo mai Genova 2001″. Durante il rapimento delle Sgrena ho ricevuto l’incarico di postare le vignette di Vauro da il ilmanifesto.it. Ero una persona importante.”

Quando gli chiediamo quale fra tutte le situazioni vissute nella community ricorda con più gioia non ha alcun dubbo: “Una volta stavamo analizzando le foto che mostrano chiaramente che il Pentagono è stato colpito da missili e non da un aereo e all’improvviso arriva uno sconosciuto che scrive “W il duce!!!” allora io gli ho risposto con i caratteri più grandi disponbili e tutto in grassetto “STAI ZITTO STRONZO!!!!” e il suo messaggio è stato reso invisibile. Non cancellato, invisibile. Puoi leggerlo ancora se ci clikki sopra. É stato il giorno più bello della mia vita.”

Le soddisfazioni personali non finiscono però qui, le conoscenze militari di Poretti acquisite grazie a “lunghe sessioni sui server Counterstrike di NGI” gli sono servite spesso nelle frequenti discussioni su guerre e terrorismo. Durante un acceso confronto nel forum “Process” iniziato da “anarkiko92″ ha concepito anche un piano per cavarsela in galera.”Devo innanzitutto imparare chi è importante e chi no” dice Poretti “c’è sempre la possibilità di essere la puttana di qualcuno, e se dovesse accadere, il mio culo deve appartenere a qualcuno che può proteggermi. Ma posso anche evitarmi tutto questo perchè ho dato 3 esami a giurisprudenza e posso dare consigli legali agli altri detenuti” — quindi prosegue — “ho anche pensato di chiudermi a chiave in un armadio saltuariamente per abituarmi all’isolamento forzato.” Pier Antonio Poretti, che ha già escogitato piani per sopravvivere al rapimento degli squadroni della morte in Sud America e alle torture psicologiche degli agenti NSA, descrive la sua possibilità di sopravvivere alla prigione di Opera da “buona a molto buona”.

Nonostante tutte queste esperienze, una sensazione di frustrazione fino a quel momento inspiegabile si faceva a poco a poco largo in lui. Sino a quando Pier Antonio, il quale al momento dell’iscrizione si era ripromesso di “risolvere la disuguaglianza sociale nel Chapas a tutti i costi” ha realizzato che aveva passato gli ultimi 4 anni della sua vita a postare fotomontaggi amatoriali di Berlusconi e segnalare troll agli admin. “Erano le 3.16 di domenica mattina e stavo ravanando su Google Images immagini del Presidente del Consiglio in posizioni compromettenti e all’improvviso mi è balenato per la testa ‘MA CHE CAZZO STO FACENDO?’ e sono scoppiato in lacrime. ” — tra i singhiozzi sibila — “Per un 1 secondo mi apparve tutta la mia vita davanti: ed in quei 1000 millesecondi vidi 15enni con la kaffiah al collo che discutevano in modo impreparato di argomenti che non capivano, sentii della musica ska di merda e annusai una insopportabile e pungente puzza di incenso al sandalo. Immediatamente spensi il computer e corsi a farmi una doccia ghiacciata. Il giorno dopo decisi di incominciare una vita nuova.”

Ma, Pier Antonio, confessaci in modo definitivo: tutto il tempo trascorso su Indymedia è stato veramente buttato via? “Certo, è stato uno spreco….” — sospira e poi aggiunge — “Puoi ripetere la domanda?”

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