Life’s a bitch and then you buy

Avete mai visto le offerte di Mediashopping? All’inizio i loro infomercial venivano trasmessi solo in orari notturni, perchè la gente sveglia in un giorno lavorativo alle 2 di notte non aspetta altro che comprare una macchina per gli addominali  tra una masturbazione su una pubblicità di un telefono erotico e l’altra, dopo qualche mese sono quindi passati alla mattinata fino alla situazione attuale dove addirittura hanno ormai un canale interamente dedicato a loro. Nonostante questi cambiamenti la quantità di fuffa che hanno tentato di vendere è sempre rimasta costante. Come costante è l’onnipresente tizio con gli occhialini 30enne iperattivo. A parte tutto, bisogna ammettere che è bravo, anche quando capisci che anche lui si rende conto della cagata di cui sta parlando, continua stoicamente a leggere le battute con la sua esilarante dizione forzata. Riesce a mitragliare le caratteristiche de "Il Confanetto Don Camillo" come se stesse recitando una press release di Al Quaida mentre un talebano uscito da un rave gli punta un Ak-47 alle tempie.

È chiaramente il tipo di persona che ha trovato il “significato della vita” dopo aver seguito la conferenza di 1 ora e mezza di un tizio con un microfono headset e la camicia sbottonata a righe che cammina sui carboni ardenti. Nonostante tutto questo non era preparato a quello che vidi casualmente la scorsa notte,  “alla Cosa”:


ammirate in silenzio il  "QUADRO GRAZIE LIRA"

Ma a venderla non c’era il ragazzo di cui ho appena parlato – forse troppo giovane per un prodotto del genere- o forse con il viso paralizzato dal botulino. No, era una figura nuova. Un tizio elegante, probabilmente di mezza età, che non avevo mai visto prima. Impeccabile nei suoi modi di fare, anche se era evidente dalla stazza, la faccia e la stempiatura che fosse finito nella shitlist di madre natura da diverso tempo. Era il classico tipo di uomo che dimostra sempre una età maggiore di quella reale. Ora a 40 anni appare un 50enne, a 30 sembrava ne avesse 40 e a 20 era chiuso in camera sua a calcolare i punteggi del fantacalcio con Excel.

Rispetto al suo collega più giovane era decisamente più pacato e ragionato, aveva perfettamente capito l’importanza del QUADRO GRAZIE LIRA. Possedeva il manierismo di un ingegnere aerospaziale che aveva appena fatto atterare uno shuttle a motori spenti con successo 5 minuti prima, ma che poi si era detto “cià, devo fare qualcosa di più importante, devo vendere il QUADRO GRAZIE LIRA”.

Insomma aveva da fare qualcosa di importante, e lo doveva fare ORA SU MEDIASHOPPING. Perché quando a Mediashopping piove merda nei corridoi Mediaset sanno che gli altri frocetti che vendono sciarpe e trampolini si spezzerebbero sotto la pressione de il QUADRO GRAZIE LIRA.

Ma invece è subito evidente che con lui non si fotte: con un braccio potrebbe romperti il culo mentre con l’altro mostra come trasferire al PC le foto con il cavetto usb (venduto separatamente).
Dalla sua risolutezza si intuisce subito che per i suoi colleghi deve essere l’Obi-Wan-Kenobi delle compilation di singoli anni 80 trash.

Non ho mai visto infatti un uomo adulto tanto felice di tenere in mano un quadro di plastica, dall’entusiasmo che scaturiva sembrava avesse  fra le mani  la formula per la cura dell’AIDS o la dieta di Galeazzi. Pareva insomma sfuggirgli che in realtà il “coso” sembrasse piuttosto uno di quei collage che gli insegnanti di sostegno fanno realizzare agli studenti “indietro” per aumentare la loro autostima. “Dai metti le monete in ordine di valore e allinea le 500.000 con le 20.000! Bravo Marcellino, hai finito! Ora vai a lavarti le mani che facciamo un posacenere col Das!”

Per quanto possa essere assurdo un oggetto come questo è stato realizzato poiché erano certi che qualcuno lo avrebbe comprato. In pratica un team di marketing con il MASTER DI PUBLITALIA ’80 ha chiamato al telefono 1000 persone che hanno risposto positivamente all’idea di un fottuto quadro di soldi falsi. Dobbiamo quindi accettare il fatto che la demografia “ACQUIRENTE CAGATA KITCH, 35-65 UOMO NORD” viva in mezzo a noi. Già. Sono quelli che guidano i nostri autobus. In ritardo. Quelli che insegnano nelle nostre scuole. Sbagliando i congiuntivi.

E io lo accetto.

Però, quando qualcuno acquista d’impulso alle 10.37 di mattina il QUADRO GRAZIE LIRA mentre aspetta che finisca la pubblicità di MacGyver, insieme al pacco che riceverà dovrebbe trovarci incluso anche una dichiarazione di rinuncia al voto. Mi dispiace, ma devi prendere una decisione: o appendi di fronte all’affresco dei cani che giocano a poker e il calendario dell’Inter il QUADRO GRAZIE LIRA o hai il diritto di votare. La società italiana non può sostenere entrambi. Perché sono convinto che se spendi 29euroe90centesimi per dei soldi finti incollati su un cartoncino il tuo voto che finirà per essere contato per decidere se costruire o meno una centrale nucleare non valga un cazzo.

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