Il Senso di Smilla Per la Smegma

Chi segue Hatingline da tempo sa che siamo attratti dalla variegata fauna che Internet attira. Gente che crede di volare, scopadelfini, tizi che pensano di essere in contatto con civilità di vega. Abbiamo visto di tutto. Ma in realtà non bisogna scavare nelle situazioni estreme per arrivare alle perle. Basta guardarsi in giro attentamente. E a guardare bene non abbiamo mai parlato delle Attention Whore, fenomeno già citato svariate volte da queste parti, ma mai approfondito.
Di chi sto parlando? Ma di quelle persone, principalmente esponenti del sesso femminile ma non solo, che sono disposte a tutto pur di ottenere un po’ di attenzione su Internet. Data la vastità dell’argomento ho diviso la categoria in 3 diversi stati di gravità.

1° stadio

“GUARDAMI! HO UNA VAGINA!”

il primo stadio è quello più leggero e si basa semplicemente sulla sorpresa. Le Attentiion Whore che lo praticano frequentano luoghi abbandonati dal cromosoma X da tempi immemori, consapevoli di questo giocano la loro carta segreta: la figa. Basta entrare in templi nerd come IRC, forum vari di computer, o giochi online qualsiasi per incontrarne velocemente una. Si notano immediatamente per i modi astrusi in cui il loro nickname viene composto, solitamente una serie infinita di sigle l33t tipo \===^K1KkEtT4^_==/, e l’incessante rigurgito di scialbi fatti della propria vita personale – avvenimenti che non destano l’interesse di nessun essere umano al mondo se non a quelli cui il cervello fa “O. MIO. DIO. STO PARLANDO CON UNA RAGAZZA. SU INTERNET!!1!”, i quali appunto compongono il 98% degli utenti dei luoghi sopra citati.

Grande ilarità viene garantita durante l’inevitabile incontro con i membri della comunità frequentata , quando cioè viene notato che le preziose foto scambiate su internet non combaciano precisamente con la realtà. Di solito quando viene richiesta una spiegazione la risposta ammonta a “Sembro diversa per via della luce”, una scusa che non servì ad Hitler per spiegare l’invasione della Polonia e di certo non basta per capire perché sul monitor non sembra che la tua faccia venga usata per raschiare via la ruggine dalle chiglie delle navi.

Questo fenomeno di “photoshoppaggio” si verifica sempre più di frequente poichè tutte le ragazze con meno di 25 anni nascono con un gene nel DNA che le rende naturalmente predisposte all’utilizzo dell’Airbrush e dello strumento “Clone” di Photoshop. Sorprendente dato che spesso l’unica scuola che hanno frequentato è l’alberghiero, lasciata dopo 2 anni e mezzo per “seguire il sogno della vita”.
Fortunatamente dopo 3 mesi di fugaci speranze cadono in depressione per diventare infine sciampiste.

2° stadio

“GUARDAMI! HO UNA VAGINA E USO LA PAROLA SBORRA SPESSO!”

Il secondo stadio esiste come evoluzione del primo. Data la crescente popolarità di internet, essere semplicemente donna ha smesso di essere un metodo efficace per attirare l’attenzione. Le Attention Whore hanno quindi aggiunto vari elementi per aumentare le probabilità di venire notate. Si va dai classici come bulimia, anoressia e lesbismo fino a situazioni più spregiudicate, come dichiarare di essere state molestate o abusate. Utilizzando come base statistica Splinder circa 175 milioni di donne in Italia sono state molestate almeno una volta, 78 milioni di queste hanno subito uno shock talmente grave che sono corse subito a casa a postare dettagliatamente l’esperienza in Comic Sans giallo su sfondo azzurro-neon.

In questo stadio si può trovare di tutto: da “profonde” poesie gotiche che raccontano cosa si prova ad essere degli iperprivilegiati adolescenti borghesi, aka ll dramma adolescenziale scandito da variazioni di “nessuno mi capisce” racchiuso tra due ali di GIF animate dei Green Day e Lacuna Coil ad attacchi contro blog simili nel tentativo di creare una flamewar e aumentare il proprio profilo. Ma la tecnica di gran lunga più utilizzata è quella di scrivere ridicoli post dove in una maniera wannabe-trasgressiva vengono snocciolate “perverse” pratiche sessuali praticate dall’autrice. Tutto questo in un pallido tentativo di imitare il successo del Nelson Mandela delle attention whore: Melissa P.

Già. Chi non si ricorda il putiferio scatenato da “100 Colpi di Spazzola etc.”?.

Il dibattito fu davvero molto acceso: da una parte varie associazioni in difesa per la famiglia, “intellettuali” e giornalisti che gridavano allo scandalo per i contenuti “scabrosi”, dall’altra chi aveva avuto un rapporto sessuale consenziente negli ultimi 10 anni. Era veramente impossibile evitare di sentirne parlare. Quindi un giorno ho deciso di farla finita: mi sono diretto alla libreria più vicina, ho comprato Choke di Palahniuk, sono tornato a casa ed ho scaricato il PDF di “100 Colpi di Spazzola” da Emule.

E’ bastato sfogliarlo velocemente per intuire il contenuto generale: una raccolta di aneddoti piuttosto noiosi di pseudo-perversioni.
Sembra il tipo di libro scritto da una persona le cui uniche esperienze sessuali ammontano ai servizi in terza serata di “Lucignolo”. Ogni cazzata pseudo-irriverente ha il suo spazio. C’è il capitolo sul sadomaso, quello sul bukkake e le orge passando per le classiche lesbicate e per chiudere con lo scontatissimo sesso telematico condito con la trita morale su “omiodiolerelazionidiquestitempisonofreddeedistanti
eparliamosolotramiteuncomputeraimhè”.

Insomma è porno per 50enni sposati repressi che odiano la propria vita e che non hanno le palle di comprarsi un DVD di Selen.

E se la tua audience è interamente composta da persone a 2 pasticche di Xanax dal sterminare la propria famiglia e/o commettere un suicidio significa che quello che scrivi fa schifo. E il fatto che il Polygen la imiti perfettamente non verte certo a suo favore. Spiacente, ma ll libretto sarebbe stato ignorato facilmente se la compagnia de “Ma non c’è nessuno che pensa ai bambini?!” non gli avesse fatto così tanta pubblicità.

Già perché I pubblicitari sanno perfettamente che la fuori esiste una demografia che basa interamente i propri acquisti su ciò che una persona di autorità trova offensivo. E quando dico “autorità” intendo l’homepage dell’associazione mamme parrucchiere di Casal Binotto su Geocities. Non aspettano altro che qualcuno con un minimo di potere dica che ciò per cui hanno speso il loro denario sia “scandaloso” per sentirsi gli dei del non-conformismo, i Che Guevara de “MINGHIA IN QUESTO DISCO C’E’ SATANA E VOI ASCOLTATE I BLUE!!!1! AAAH SONO UNA PERSONA UNICA E MALEDETTA!!!!1!11”. Hanno un’opinione di loro stessi alterata da una voce nella coscienza che costantemente gli ripete “oh no Francesco! La società non vuole che tu porti i jeans strappati, ma a te non importa nulla!” Yawn. Le uniche persone che possono trovare scandalosa una roba del genere hanno avuto le ultime 2 ragazze che facevano di cognome “.gif” e “.jpeg”.

100 Colpi di Spazzola, e tutti gli altri libri “erotici” usciti negli ultimi anni, non sono altro che Fan Fiction a cui è stata tolta la stigma di sfigaggine ed aggiunto un Editor che corregge i congiuntivi. Confrontate:

Melissa P.

“Mi ha messa come una bambola inerme sopra di lui e ha indirizzato la sua lunga asta verso il mio sesso, ancora così poco aperto e così poco bagnato.
«Voglio farti sentire dolore. Dai, urla, fammi sentire che ti sto facendo male».
In effetti il male c’è stato, sentivo le pareti bruciare e la dilatazione è avvenuta controvoglia. Urlavo mentre la stanza buia mi girava intorno. L’imbarazzo era andato via e al suo posto c’era solo il desiderio di farlo mio.”

Fan Fiction Gay Erotica di Happy Days (courtesy of the completly fucked up EFP)

“Afferro con la mano libera il suo sesso e comincio a massaggiarlo con la stessa foga con cui il mio corpo entra ed esce dal suo.

“Mi… mi fai male… Fonzie!!” dice tra un gemito e l’altro.

“Sei mio…” ripeto “Nessuno a parte me ti deve toccare…” spingo per l’ennesima volta in lui che viene nella mia mano e io vengo in lui marchiandolo una volta di più come mia proprietà. Sento il suo pianto e i suoi singhiozzi per l’umiliazione della violenza subita, così decido di liberarlo dalla mia ingombrante presenza e lo faccio voltare nella mia stretta”

Fan Fiction Gay Erotica di Happy Days uh? Lo sapevo che prima o poi sarei riuscito a infilarla da qualche parte. E a rovinare per sempre anche a voi le repliche.

Era quindi solo questione di tempo prima che questo non ispirasse altre ragazze a provarci. E con l’entrata dei “blog” nel mainstream, BOOM, il gioco è stato fatto. Basta fare una semplice ricerca su Splinder per trovare migliaia di blog tutti uguali che imitano la scrittrice siciliana, quelli marginalmente più popolari sono pornoromantica, hateclub, Dania, heidi666 e Sociopatica

Le autrici sono la versione adulta e munita di blog dei lattanti di 6 anni a cui viene detto di non ripetere una parolaccia che hanno appena sentito perché “non sta bene”, ma continuano a farlo lo stesso. Un gruppo di over 25 enni che trovano che il massimo della ribellione sia scrivere su Internet che ingoiano lo sperma. Quando glielo si fa notare di solito rispondono con “ma è ironico!!1”. Bitch please. Secondo me avete confuso “ironico” con “patetico”, ma lo posso capire, le lettere sono proprio una di fianco all’altra.

In realtà quello che è deliziosamente ironico è il fatto che le più “spinte” siano anche quelle paradossalmente più “femministe”, in un tentativo provinciale di imitare le “grrrl” degli anni ’90 che ora si sono tutte suicidate o producono album di Pink.
Ovviamente nella loro mente il loro comportamento “lascivo” viene razionalizzato come “ha-ha! sto solo dimostrando che al becero maschio interessano solo le tette e nient’altro!”. Mmh ok. Abbiamo imparato a rispettarti come donna tra la foto dove ti spremi le tette fra una banana e il post dove discuti i differenti sapori dello sperma a seconda di cosa si mangia la sera prima. You go grrrl!

Altra parte esilarante è la gente che li segue. Riescono inevitabilemente ad attirare legioni di idioti e Internet Psicologi che affollano i post pronti a snocciolare frasi fatte lette in qualche libro di self-help allegato a mensili femminili spacciandole per riflessioni sulla società.
I loro commentatori maschi sono quasi interamente dei segaioli disperati che cercando di combinare qualcosa facendo i ruffiani, hanno tutti nickname composti da almeno una parola dolce e mielosa, per dimostrare che sono sensibili e capisono i problemi delle donne, e un’altra dove manifestano la loro insicurezza sessuale utilizzando un aggettivo virile per ricordare che a loro non piace succhiare cazzi. Robe tipo “FrastuonoInteriore77” o “OrsacchiottoPsychoXXX”. Mentre le rare commentatrici si dividono tra wannabe grrl e ragazze sottomesse che si sentono meglio con se stesse perché una tizia che non conosceranno mai scrive su un blog di splinder parolacce e tratta con finta sufficienza gli uomini, rendendole così orgogliose – per qualche minuto al giorno – di avere un taglio tra le gambe.

E da questa moda deve sentirsti minacciata la stessa ispiratrice dato che recentemente Melissa P ha aperto un blog – indovinate dove – su Splinder. Ma non c’è davvero paragone con i cloni, basta dare una rapida occhiata per capire chi è sempre in cima.

“Sul divano tuo padre dorme. (…) Ti avvicini a lui, sposti il costume da una parte dell’inguine fino a che le labbra grandi della tua fica calva non si mostrano in tutta la loro volgarità bambina. Premi un dito al centro del tuo sesso bagnato, forse per il sudore o forse per quel disprezzo che ti fa sognare di essere amata.
Fai giri concentrici con il polpastrello fino a che lui non apre gli occhi, ti guarda con occhi da mucca morente e poi si gira dall’altra parte.”

Questo è il professionismo in azione cazzo! Dopo una intro irrilevante dove racconta una noiosa giornata da adolescente, che si potrebbe confondere con altre 1000 uguali sparse per il web, ecco entrare in azione il talento da attention whore la quale fa scoppiare all’improvviso un paragrafo dove si toglie il costume e si masturba vicino al padre.

E’ come assistere alla finale NBA dove Jordan ha segnato 50 punti con 39° di febbre. Solo che al posto degli Utah Jazz c’è l’incesto.

Ma L’attention whore totale su Internet continua a rimanere solo una. E cioè Dandyna, che circa 1 anno fa raggiunse 15 secondi di Internet Fama utilizzando praticamente tutte le tecniche descritte qui. All’inizio finse un tentativo di suicidio, quindi millantò assurde parentele con personaggi famosi, poi pubblicò svariate foto seminude e un “libro” di racconti erotici (?) e infine condì il tutto con le tragiche storielle su anoressia e bulimia.

Ma come Melissa P il problema non è tanto chi lo fa, ma le centinaia di “utili idioti” che amplificano queste cazzate con il loro “sdegno” fino a renderle abbastanza popolari da gratificare ed ispirare chi è propenso a comportarsi così.

Ecco come un articolo racconta uno di questi episodi:

“Si fa notare, quasi un anno fa, con una specie di roulette russa. Un giochino macabro, un conto alla rovescia dei giorni che la separano da un imminente suicidio. Tutte le mattine cambia anche la sceneggiatura della storia che scrive. Oggi mi taglio le vene, domani mi butto dalla finestra oppure ingurgito una scatola di barbiturici. Mi racconta che le arrivano insulti, incitamenti e commenti. Un giorno poi bussa alla porta di casa sua la polizia. Qualcuno, preoccupato li ha chiamati. Risultato: ricovero coatto in psichiatria, e l’immancabile raccomandazione a «non farlo mai più».

Ha Ha! Che bel “giochino”!

Perché se c’è qualcosa di esilarante in questo mondo è banalizzare una tragedia che tormenta tutte le persone che la subiscono con il rimorso di non essere riusciti ad evitarla fino al resto della loro vuota vita. SUICIDIO, MA LOL!

Non capisco come, ma al giorno d’oggi apparentemente ogni problema può essere risolto affermando che si trattava solo di una “provocazione” o di qualcosa di “ironico”. E la cosa preoccupante è che c’è un esercito di apologisti, formato da persone che normalmente si dimostrano intelligenti, che alla menzione di una di queste due parole improvvisamente perde ogni razionalità e perdona qualsiasi stronzata. Hai scritto che ti volevi ammazzare perché ti hanno stuprata in 12? Ha ha ma era un’evidente provocazione! Perché uh mmh lo stupro è brutto ecco! Affermi che tuo padre ti ha molestato quando eri piccolo? Beh, cristo santo, ma è ironico perché eh… uh a tuo padre non piacciono i bambini, ma le bambine HA HA !

Sono convinto che se il Mossad avesse processato Adolf Eichmann su Internet ora e lui avesse usato questa difesa:

“avete presente la storia dell’olocausto? Si… Dai… Era una provocazione, LOLOCAUSTO ;);) ^___^”

Invece di eseguire la condanna a morte gli avrebbero offerto una partita a Counterstrike.

Insomma non importa le cose false che scrivi per attirare attenzione, o se non c’è niente di provocatorio nalla sostanza delle tue affermazioni, nel caso servisse la fuori c’è sempre qualcuno pronto a perdonarti e a prendere le tue difese durante qualsiasi discussione.

Grazie tante coglioni.

Ma non voglio denigrare gratuitamente tutti i blog. Troppo facile. Dico solo che è una fortuna che a tutti non sia consentito “bloggare”. Immaginate che schifo sarebbero i blog se qualunque idiota si potesse registrare gratuitamente per uno spazio pigiando 2 tasti e indicando il proprio indirizzo email.

Sforzatevi di immaginarlo.

fine prima parte, fra un paio di giorni la seconda e ultima.

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