SuicideGirls / Il Senso di Smilla per la Smegma #2

“GUARDAMI LA VAGINA!”

Il terzo e definitivo stadio è quello che divide le semplici Attention Whore amatoriali da chi ha deciso di farlo per mestiere. A prima vista qualcuno potrebbe non notare la differenza fra le normali pornostar spalmate per tutto il web e quelle che rientrano in questa categoria. La divergenza risiede nel fatto che le prime si spogliano per pagare gli alimenti ai due figli che l’ex marito è riuscito a strappare loro in tribunale, le camwhores per prostituire la loro personalità al mondo intero. Già. Mentre infatti nei normali siti porno l’attenzione è concentrata su tette&culi in quelli camwhore le foto “hard” servono a vendere le insipide opinioni di chi ha deciso di denudarsi. O a promuovare qualche band fallita punk rock o il progetto “avant garde/performance art (loal)” inascoltabile uscito con 6 anni di ritardo. Eh, non c’è da temere , tanto ci sarà sempre qualche hipster o nerd in soccorso a gridare al miracolo musicale.

Come posso dire quello che penso usando eufemismi non offensivi?

Se le tue idee sono così insignificanti che l’unico modo di farle arrivare agli altri è solamente se ci inserisci una foto delle tue tette di fianco, c’è una grossa chance che di quello che pensi non me ne possa fregare un cazzo.

OK non ci sono riuscito, devo lavorare sugli eufemismi.

Anche se MySpace diventerà presto il primo distributore di Attention Whore al mondo, Il sito più famoso (anche se non è stato il primo) che meglio interpreta questo stadio rimane ancora suicidegirls.com.

Nacque nel 2001 con una missione ben precisa: sfuggire ai dogmi di bellezza moderna imposti dalla moda e dal cinema che vedono solo ragazze alte, bionde e magre come modelli accettabili. Ed è per questa voglia di combattere il conformismo che è stato creato un sito dove tutte le modelle sono esclusivamente coi capelli neri, i piercing e i tatuaggi giapponesi.
Il sito proclama orgogliosamente che “ci sono più di 1000 ragazze” che ascoltano la stessa musica dark/goth/emo del cazzo, che si truccano e vestono in modo identico e che si ispirano alla stessa dannata foto di Betty Page di 50 anni fa. Fuck the system!

Ragazze che normalmente sarebbero marginalmente carine diventano gli oggetti del desiderio di sistemisti Unix sparsi per il mondo perché nel loro blog hanno scritto che i “The Smiths” sono “REALLY FUCKING GREAT LOL” hanno i volumi monografici sulle cazzate dei vampiri di Anne Rice e prendono spunti su come vestirti dalle terze di copertina dei libri di Isabella Santacroce . Vengono anche riverite come “alternativa femminista” al porno mainstream perchè nelle foto le SG non sorridono mai e compongono Haiku dove compare 2 volte la parola “morte”, quindi devono essere per forza profonde e intelligenti. Peccato che, nonostante cerchino di tenerlo nascosto, l‘intero sito appartenga ad un uomo di nome Sean Suhl. Ouch.

Alcune ammetto essere veramente carine, anche se sinceramente non capisco l’attrazione generale verso il look “vittima stupro #2” di CSI. Vedere una tizia con le gambe aperte, il trucco sbavato e le calze bucate per me è come un cartello a Gennaio che avverte di strada sterrata prima di un tunnel: lo sai che se entri sarà sporco e consumato.

Un’altra fondamentale differenza con le normali pornostar è la mancanza di paura da parte delle SG nello scambiare i propri indirizzi o informazioni private con i visitatori, questo perché la maggior parte dei loro fan è composta da gente che ascolta i Baustelle o gli Amari – quindi non saprebbero come soddisfarle sessualmente. Nonostante questo possa sembrare una cosa carina, il vero motivo per il quale fanno ciò è invogliare le persone ad acquistare fuffa dalla loro wishlist di Amazon o affini. Perchè di certo il mondo non ha abbastanza cd di remix dei Nine Inch Nails.

sg ciclo della vita

Degna di menzione è la pretenziosità che gira intorno al sito e l’ingiustificato senso di superiorità da parte delle protagoniste perché “hanno un’opinione” e “non hanno paura di dirla”.
Perché , hey,i tatuaggi e piercing sono trasgressivi e simbolo di “contro-cultura”. Se questo fosse il 1987. Invece siamo nel 2006 e basta passeggiare 5 minuti in un qualsiasi centro per vedere decine di materialistiche troie con un angelo sul fondoschiena e un piercing incastonato nella lingua. Trattarle come se fosse una cosa “punk rock” o “alternativa” è ridicolo. Sono trasgressive quanto acquistare un CD dei Coldplay di nascosto dalla mamma.

-“Caro ho scoperto una cosa terribile” – si siede lentamente – “nostra figlia ha comprato un CD dei Coldplay”
– “Gesù Cristo! quando lo hai scoperto?”
– scuote lentamente la testa e sospira – “per caso stamattina rovistando come faccio sempre fra le sue bustine di marijuana e il butt plug
-“CHRIS MARTIN CHE TU SIA MALEDETTO, TU E LE TUE BALLATE POWER POP AVETE DISTRUTTO QUESTA FAMIGLIA!

Ecco in questo caso i “body modification” in voga tra le Suicide Girls sarebbero irriverenti. Se discorsi del genere non vi suonano familiari, NO.

Ma poi sei nuda su internet, chi cazzo se ne frega delle tue idee politiche? Chi se ne frega se sei andata al concerto di “The GruppoPostPunkDelMeseCheHaiLettoSuPitchforkS? Non cambierete il mondo. Non siete “la nuova rivoluzione femminista”. Siete una sega fra una partita di World of Warcraft e l’altra. Fatevi entrare in testa questo mentre montate l’originale video di voi versione Cenerentola Dark con sotto come colonna sonora la cover emocore di un pezzo dei Depeche Mode sul vostro portatile Apple.

E Donnie Darko fa schifo.

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