Professioni di cui il mondo può fare a meno

Esatto, per una volta il titolo c’entra con il post! WOAH!

Assistente Segretaria

Questa non è una balla, una volta dovevo fissare un colloquio con un tizio e questo mi risponde “ne parli con l’assistente della mia segretaria *click*”. Wow, assistente?
Sei una segretaria. Il tuo lavoro è schiacciare il tasto che si illumina e passare la chiamata a chi ti paga la minigonna e l’abbronzatura caraibica a gennaio. La tua responsabilità principale è scrivere post-it e riportare 40 anni indietro i diritti civili delle donne. Non hai bisogno di un’assistente per questo.
E’ assurdo. Tanto quanto qualcuno che si fa saltare in aria per 72 vergini. Non perché sia immorale, ma perché sono vergini, cazzo! Se sono andate in paradiso senza aver mai scopato chi ti dice che te la daranno proprio a te?

P.R.

Le Pubbliche Relazioni! O “Public Relations” se credete che a qualcuno freghi qualcosa. Il lavoro sognato da una massa di impomatati, depilati fighetti il cui massimo successo nella vita è riuscire ad allacciarsi le scarpe e respirare nello stesso momento.
Una volta un tizio con i pantaloni Guru è venuto a chiedermi l’ora e io BAM! Gli ho sparato sul posto. Qualcuno dice che sono stato precipitoso, sopraffatto dall’odio verso i “P.R”., altri che il referto medico dice chiaramente che si è trattato di un suicidio.

Ciò che trovo veramente straordinario è che per essere “P.R.” oggi sono richiesti anni di “studi” e un diploma rilasciato da una università. Che è come se ad una prostituta venisse preteso di passare 3 anni alla Playboy Mansion a succhiare il cazzo a Hugh Hefner prima di recarsi sull’autostrada A-2. Però uno poi vede che l’università” in questione è lo IULM e il paragone con il pene raggrinzito dell’ottuagenario maniaco è troppo sfavorevole verso quest’ultimo.

Immaginate quindi, per esempio, dei P.R. rincorsi da un Tirannosaurus Rex, si fermano sfiniti sul bordo di un precipizio e devono decidere se buttarsi o essere sbranati dal dinosauro. Oppure un P.R. che poco prima di sposarsi viene chiamato in missione in Iraq, quando si dirige ad una base militare dei terroristi lo fanno saltare in aria mentre la quasi-moglie gli comunica che aspetta un bambino.

Non ho idea a cosa mi servissero questi esempi, ma mi piace immaginarli.

Statue Viventi

Sto notando un fatto molto preoccupante. Nella mia città gli spacciatori stanno diminuendo e le “statue viventi” pericolosamente aumentando. Non so, forse c’è stata una votazione per scegliere tra le due professioni quali mantenere e non sono stato invitato. Perché io avrei triplo-clikkato su “serial killer”.

E dire che per un breve periodo siamo stati al sicuro. Le strade si erano liberate dei mimi e del loro giochetto “intrappolati dalla parete invisibile”, ma come i virus, ogni volta che troviamo una cura qualcosa di più letale si sviluppa. Ma perché lo fanno? Se il motivo dietro è creativo, perché si assomigliano tutti? Anzi non si assomigliano. Sono tutti uguali.
C’è un tizio cosparso di tinta argentata/bianca che rimane costantemente fermo fino a che qualche disperato non butta dei soldi nella scatola ai suoi piedi. Per qualche moneta fa un breve movimento con la testa. Per quelle da 1 o 2 euro muove braccia e busto. Per una banconota sposta completamente la posizione del corpo.
Non ho mai capito però, dove devo infilare l’assegno per fare arrivare i suoi genitori che lo riportano a casa e lo costringono a frequentare una vera scuola?

O almeno dove colpire per fargli capire che non sono degli “artisti” solo perché fanno “il robot” nel 2006.

Sono quasi più kitch dei tizi vestiti da Legiornari davanti al Colosseo, quelli che si fanno pagare per le foto abbracciati a qualche turista sudato. Ma almeno non scrivono sul loro curriculum “2001-2006 Performance Art – Teatro di strada”.

E lo so. Da bambino ti domandavi “le persone per strada sono sempre tristi, non hanno bisogno di qualcuno che le rallegri?” Ti chiedevi “Posso aiutare a rasserenare la giornata a qualcuno grazie alla mia arte?”.

E la risposta era no.

statue viventi
diverse “statue viventi” volgono lo sguardo verso il loro futuro. La friggitrice di McDonald’s.

Blogger Professionisti

Ah i blog. Chi al giorno d’oggi non ne ha almeno uno? Sono essenziali. Come sarebbe la nostra vita senza un sistema che ci permettesse di elencare i nostri pensieri in modo inversamente cronologico in un layout XHTML/CSS?

Sarebbe vuota, ecco come sarebbe.

Non so neanche come faceva la gente a sopravvivere nel 2001 senza ricopiare un testo di De Andrè e incollare la foto del proprio cellulare ogni giorno. E’ catartico poter gridare al mondo la propria rabbia incollando articoli che il grande pubblico ignora strappandoli al buio della prima pagina di repubblica.it e corriere.it. E quando dico “mondo” intendo i tuoi 3 amici e il tizio che è entrato cercando su google “+”seni giganti” +clavicembalo +”Giovanni Rana”.
Perciò il fatto che qualcuno abbia trasformato tutto ciò in un “lavoro” è veramente emozionante. Non più i blog saranno solo considerati come un posto dove trovare opinioni di pseudo-esperti autonominati su un argomento. Ma ora ci sarà tutto questo più 30 banner testuali di Google. E quando i pareri mancheranno, spazio alle ultime notizie. Ricopiate dai blog clonati americani.

E visto che siete bravi con l’inglese traducete questo: FIND A REAL JOB.

DJ

Di tutti i lavori pretenziosi al mondo, questo è certamente in cima alla lista. Quando letteralmente tutto ciò che il tuo datore di lavoro ti richiede è schiacciare “play” e fare attenzione che esca costantemente un suono dalle casse, e nonostante ciò vai in giro atteggiandoti da musicista, è chiaro che hai problemi a relazionarti con la realtà. E non sei un musicista. E neanche un dannato “artista”. Tutto ciò che fai è suonare musica composta da altri. E questo non richiede alcuna “arte” particolare. Tutto ciò è capace di farlo il mio iTunes con il crossfading attivato.

E a nessuno è mai fregato niente che i “vinili” suonino “peggio” degli MP3. A NESSUNO. Le uniche persone che senti disquisire di “frequenze alte” e “toni medi” sono altri DJ. Perciò smettetela di portarvi appresso 500 vinili in una borsa per darvi un tono e compratevi un iPod o un portatile come il resto dell’umanità. E quando suonate tagliate le stupide gimmick che vi portate appresso. Vi sembrerà strano, ma la gente non vi trova “ironici” perché dopo 6 ore di Kraftwerk avete messo “Wannabe” delle Spice Girls. Pensiamo solo che siete disperati per apparire intelligenti e all’avanguardia.
E fare sesso con una groupie del locale è come lanciare un cotton fioc in una piscina olimpionica. Nessuno pensa che siete riusciti a scalare il K2 a mani nude senza ossigeno, finitela di vantarvi delle tipe che vi fate.

Accontentatevi della storia di quando ha “conosciuto” Fat Boy Slim, o di come si è laureata allo IULM.

Personal Shopper

cash

Barman

La professione di Barman, barista o “disoccupato il 1° di settembre”, come preferite chiamarlo non sarebbe di per se inutile, qualcuno che ci serva da bere qualcosa di più complicato di “Schweppes in un bicchiere” è apprezzabile. Il problema si pone perché, insieme ai “DJ”, sembra che i più grossi stronzi egocentrici del globo siano attratti dal servire liquidi colorati. E nessuno ne vede sinceramente il bisogno.

Entri in un locale che ti piace, pensi di passare qualche ora in compagnia circondato da amici, vai quindi ad ordinare e il tizio dietro al bancone ti lancia uno sguardo come per dire “No. Ora no. Sto terminando la mia creazione. La mia anima, la mia mente e le estremità del mio corpo sono unite in simbiosi col battito del mio cuore mentre sto portando a compimento l’Opera. In questo momento non posso distrarmi. Cristo ora no.”

E tu: “MA STAI INFILANDO UN OMBRELLINO ROSA E GIALLO IN UNA FETTA DI ANANAS, STRONZO”. Ma lo pensi soltanto e non lo dici ad alta voce. Perché che ne sai, magari ha ragione e se colpisce il piattino salta in aria il locale. Come è successo a Cernobyl.
O forse fanno così perché sono convinti che diventeranno tutti come Tom Cruise nel film “Cocktail”: Gay.

Ma non li odio completamente. Spesso i barman sono i miei migliori amici. Considerate questo: la causa maggiore di morte tra le zanzare in estate sono i neon azzurri fosforescenti, la causa maggiore di morte tra i tamarri sono i cocktail azzurri fosforescenti. Coincidenza? No.

A volte, quindi, si tratta di un lavoro socialmente utile.

Però, ogni professione dove una tizia qualsiasi con una quarta che ha visto 424 volte “Coyote Ugly” a cui è richiesto sapere la differenza fra un bicchiere di acqua e una zip dei pantaloni ha la precedenza su di te, non è un vero lavoro.
Quindi, per favore, qualcuno inventi un distributore automatico di drink, come quelli nei corridoi degli uffici o in metropolitana. Almeno una macchina non mi metterebbe il nescafè nel Black Russian (true story)

Il tizio che distribuisce volantini

Ok, “tizio che distribuisce volantini” lo sai che ti disprezzo, ma ti rispetto ugualmente. Conosci le tue vittime, e sai quali posti colpire. Sai anche quando la gente è troppo stanca per tirarti un pugno alla gola.

Per esempio quando ti apposti ai cancelli dopo la fine di un concerto.

Perché, hey, ho solo passato 5 ore in mezzo a 20.000 persone che si spingevano, menavano e sputavano addosso, mi sto trascinando livido e sudato verso la mia macchina e quello che più mi preme ora è avere fra le mani il tuo invitante volantino realizzato con le clipart e le scritte “3D” di Word che annuncia gioioso la lieta novella del concerto della tua cover-band dei Motley Crue fra 6 mesi in un locale horror-kitch a 200 km da casa mia! Di certo lo aggiungo subito al calendario del mio palmare! E non ho un fottuto palmare!

Oppure ti piazzi all’uscita della metropolitana attirando l’attenzione verso un supposto impenitente problema mondiale. Ma “tizio che distribuisce volantini” com’è che tutti i problemi di questa verde Terra finiscono con tu che ti fai 3 mesi in India o <paese sotto dittatura militare in sud america>?
“Tizio che distribuisce volantini”, lo sai, ci sono poveri anche in Italia. O in Albania. Ma aiutarli non ti da quell’aria sofisticata di “vissuto” che ti permette di raccontare ai tuoi superficiali amici quanto cacare in mezzo alla foresta attorniato da lebbrosi nudi e “senza carta igienica!” ti abbia cambiato come persona.
Sai una cosa? Qualunque cosa ti crucci, credo che sia uno di quei problemi che può essere risolto solo con il sottoscritto che se ne sbatte le palle.

Ma poi, perché tutti i problemi del mondo possono essere superati distribuendo pezzi di carta e firmando petizioni su internet? Che generazione del cazzo.

Per fortuna che i supereroi sono stati creati negli anni ’50. Se Stan Lee avesse 20 anni oggi al posto di Wolverine che libera gli ostaggi da una banca ci sarebe un tizio depilato che piange ed ascolta i Baustelle sull’iPod Nano mentre prega che il rapinatore muoia di cancro.

Lo so che è difficile mantenersi studiando. Soprattutto perché non vuoi che il papì-con-bmw ti aiuti economicamente, poichè non è credibile per una persona “impegnata socialmente” come te. Ma ho io il campo per te, si chiama “disoccupazione”. Non pago le tasse perché vadano a sostenere qualche famiglia in momentanea difficoltà o dei bambini orfani di genitori. No. Le pago perché tu possa stare tutto il giorno in casa a giocare a PES18 e lontano da me.

Approfittane.

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