Saturday Night Yawn

Recentemente ha fatto notizia che Italia 1 è stata la prima TV al mondo ad aver acquistato il “format” de il “Saturday Night Live” per rifarlo a livello locale. Tra lo scarso interesse generale la trasmissione ha debuttato lo scorso sabato, ed io ora ho pensato bene di tastare il giudizio popolare. Si, quando succede qualcosa di rilevante mi domando sempre “mmh, ho proprio bisogno di scontate e poco informate opinioni scritte da persone prive degli strumenti culturali per contere le stringhe delle proprie scarpe su quello che sta accadendo! Chissà cosa ne penseranno i blogger di questo!” , e per fare ciò basta rivolgersi a Technorati.
Quello che ho trovato, però, sono state solo provinciali critiche gratuite e ingiustificate  su quanto poco assomigliasse al programma ispiratore, e questo non è affatto vero. La produzione ha infatti pedissequamente seguito i dettami dello show originale, utilizzando  gli stessi tempi comici, il tipo di battute e umorismo per ricreare quello che SNL fa ormai da più di 15 anni: non far ridere.

Quando si parla del Saturday Night Live, trasmissione di culto che il 99.999998 degli italiani non ha mai visto, per cercare di contestualizzarla si citano immediatamente i molti attori comici che sono passati nel cast, ed ecco quindi la lunga fila di John Belushi, Eddie Murphy, Billy Crystal bla bla bla. Piccolo problema, non fanno film da almeno 2-3 lustri e sono spariti dall’attenzione del grande pubblico. Altri, invece, sono caduti in una fine terribile: morti di overdose soffocati dal proprio vomito o, peggio ancora, hanno realizzato “Il Dr. Dolittle”. L’unica vero personaggio che lo show ha prodotto negli ultimi 10 anni è Will Ferrell.

Questo perché semplicemente a  nessuno importa più di SNL.

Però, ogni volta che si cita SNL in Italia, le menti si illuminano visualizzandolo come il paradigma definitivo di tutte le cose divertenti di questa terra. Come per i Simpson, superati da una dozzina di anni, o Letterman e Jay Leno resi obsoleti da Conan O’Brien, il Daily Show di Jon Stewart e Stephen Colbert. Ma, hey, se si parla di talk show bisogna citare solo Letterman e di cartoni satirici esclusivamente i Simpson.
Negli Stati Uniti, invece, il programma è ufficialmente considerato “lame”. Ignorato e sbeffeggiato da critici e altri comici per non essere più attuale e semplicemente non divertente. Certo non è una cosa importante o fondamentale capire tutto ciò, ma rimane fastidioso. Significa osservare qualcosa, non accorgendosi dei risvolti più complessi dietro. E’ come se fossi passato quando il figlio di Eric Clapton cascò dal 70° piano e guardandolo avessi detto “oh, Jackson Pollock”.

A dirla tutta un altro, oltre Farrell, è uscito da SNL e si tratta di Jimmy Fallon.

Silenzio. Rumore di vento polveroso e grosse balle di fieno secco che rotolano in una strada deserta.

L’unico risultato rilevante della sua carriera è stato prendere parte al pessimo remake di un film orribile basato su un libro illeggibile di Nick Hornby. E poi guardatelo bene. Se finissero in carcere assieme, Jimmy Fallon sarebbe l’unico uomo che Zack Braff potrebbe trasformare nella sua puttana. Contando anche le donne che non si depilano da un po’. E ricordiamo che ogni volta che appare Zack Braff in televisione uno naturalmente si chiede “Se gli schizzassi dell’acqua da un bicchiere in faccia si metterebbe a piangere?” E se succedesse, venderebbe la sua casa per scappare in un altro paese? “ Questa è la vera domanda.

Se i Belushi, Murphy, Bill Murray sono al primo posto, Will Farrell al 2°, Fallon arriva al terzo solo perché tutti gli altri candidati hanno preso fuoco dopo essere rotolati da una montagna ricoperta di seghe circolari. Più o meno quello che una persona preferirebbe fare piuttosto che essere costretta ad assistere a 90 minuti di Saturday Night Live oggi.

Comments are closed.