Babbo Natale non esiste.

Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere? Questo personaggio è una figura cha rappresenta l’innocenza dei bambini, e all’inizio della nostra vita viene utilizzato per proteggerci dal male che ci circonda. Poi ci viene detto che non esiste. Shock! Che ci mentivano perché – si insomma – è bello crederci, è rassicurante che esista qualcuno che porti i doni ai bambini di tutto il mondo. E’ una bugia che ci fa stare bene.

L’errore che compiono molti è quello di credere che sia l’unica che ci venga raccontata nella vita. Per esempio, ce n’è una che probabilmente non verrà mai debellata. Quella che sostiene droghe = assuefazione = morte. E a questa bugia devono credere le persone adulte – in teoria quindi più razionali – perciò la tela di falsità che ci raccontano è per forza  più raffinata per essere credibile. Attenzione non sto sostenendo che le droghe non uccidono, ma che nel 90% dei casi non lo fanno. E intendo qualsiasi droga, non faccio l’opportunistica distinzione tra droghe leggere e pesanti. No, non perché siano tutte pesanti. Perché nessuna lo è.

Una delle falsità più assurde che si cerca di far passare vuole che le droghe più pericolose e mortali siano “esclusive” e che quindi pochi se le possano permettere. No, le “persone normali” non le usano affatto. Solo i “ricchi figli di papà” lo fanno, quelli “depressi” “consumati dai soldi”, “senza valori, se non il denaro”, ed altri 1000 insulsi clichè. Come se il fatto di essere poveri rendesse immuni dall’assumerle. “No non mi drogo… da piccolo non andavo a sciare in montagna.” Ora lo so che qualcuno starà pensando “Ma non è quello il motivo, è perché costano TROPPO!” Già, perché la fuori non esiste affatto una generazione di coglioni che guadagna 700€ al mese e che spende il 70% del proprio stipendio in sopravvalutate cazzate col logo di Dolce & Gabbana o Armani – di cui non ha bisogno – e che il sabato consuma il rimanente in anfetamine, cocaina e alcolici per cercare di non sembrare un pezzente che il giorno dopo si alza alle 5.00 della mattina per infilare mattoni per 12 ore al giorno a 700€ al mese. No. E’ Lapo che passa un paio di mesi a Miami, si annoia,  decide di tornare in Italia, sniffa tutta la  cocaina presente dai culi di transessuali morti che si è scopato, va in overdose e torna a Miami su un Concorde a propulsione di crack e dvd di martina stella (biatch).

Oppure c’è questo mito che i consumatori di queste sostanze siano immediatamente riconoscibili perché l’uso continuo li avrebbe piegati e contorti, avrebbe distrutto la loro vita, allontanandoli da amici e dagli affetti più cari. Dei patetici individui che puoi additare passando, come se avessero un’aurea rosa fosforescente intorno a loro.
Tutto questo grazie a 100 anni di cinema e a stupidi giornalisti che hanno inculcato nell’immaginario collettivo l’immagine dell’uomo bianco scheletrico e pallido che parla in modo incoerente, si arrotola su se stesso sopraffatto dal dolore e dorme in un materasso coricato sul pavimento immerso tra le proprie feci. Le persone che credono a tutto ciò dovrebbero distruggere ogni cd che possiedono, dovrebbero dare fuoco ad ogni libro che hanno letto e infine dovrebbero eliminare ogni dvd visto, perché la stragrande maggioranza degli autori di quelle cose era strafatta di droga. Completamente fuori. “We all live in a yellow submarine”?

La realtà, come al solito, è molto più noiosa.

Nel 2005 l’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha analizzato l’acqua del Po ed ha rilevato questo:

“Il fiume Po porta con sé ogni giorno l’equivalente di 4 kg di cocaina". La misura dei livelli di cocaina ha permesso di stimare che il consumo tra la popolazione residente nel bacino del fiume (5 milioni a monte del sito di prelievo, Milano esclusa) è superiore alla tonnellata su base annua con un impatto economico del traffico superiore ai 100 milioni di euro. In pratica per ogni 1000 giovani adulti della zona si consumerebbero ogni giorno almeno 27 dosi di cocaina e il consumo complessivo sarebbe pari a 40000 dosi al giorno. Molto più delle già alte stime istituzionali.”

40.000 dosi al giorno, e questa è solo la cocaina. Ignora tutte le altre droghe. E ignora Milano. In pratica, almeno la metà degli adulti del nord italia ha assunto, alla fine dei conti, qualcosa .  Questo significa solo due cose: o la storia della “differenza sociale” nel consumo è una stronzata oppure il tourbus dei Rolling Stone si è fermato e Keith Richards è sceso a fare pipì nel Po.

Dov’è la musica in sottofondo che sottolinea la drammaticità dell’assunzione di stupefacenti? Non c’è perché questa è la realtà e sono tutti felici. Non c’è alcuna tragica storia di assuefazione. Non c’è alcuna morte. Non c’è neanche alcuna “redenzione” dal “tunnel della droga”. Ci sono solo decine di migliaia di persone mediocri che si drogano conducendo la loro normalissima vita.

Noia.

Quando il servizio delle Iene ha portato alla luce che una grossa percentuale di politici si drogava la reazione è stata un prevedibile “eccoli li, sono tutti drogati con i nostri soldi”. La reazione avrebbe invece dovuto essere “oh sono drogati fino ai capelli e vivono normalmente, compiendo il loro lavoro in modo indistinguibile da chi invece è “pulito””. Pensate a come sarebbe facile distruggere la carriera di un nemico politico provando il fatto che faccia uso di droghe. Nell’ultima campagna politica hanno tentato di accusarsi di qualsiasi nefandezza. Recentemente è venuto fuori che Guzzanti voleva fabbricare un passato da agente del KGB per screditare Prodi. Tutte queste fatiche, addirittura rischiara la vita con un veleno radioattivo in una di queste, ma nessuno è mai riuscito neanche a lanciare una voce che qualcuno prendesse questo o quello stupefacente. Nessuno. Perché è impossibile. Perché chi ne fa uso vive una vita felice e normale come tutti gli altri.

Noia.

Quando è uscito il rapporto dell’Istituto Mario Negri invece la gente si è messa a guardarlo come un cane quando gli sventoli davanti agli occhi un pallina. Imbambolati, con la bocca aperta. “OooOoooOOoooOh! Il grafico è COLORATO!” Molti non ci hanno creduto, e la notizia infatti non ha creato I soliti cori di “oh noes i bambini/la società/i videogiochi/la famiglia” anzi è passata subito in secondo piano e presto dimenticata. Niente clamore. Niente scandalo. Shh, passa tutto.

Più o meno come quando hanno beccato Kate Moss, Pete Doherty, Lapo Elkan e Calissano. Una colonnina in fondo al giornale con un breve riassunto e nessun servizio sui telegiornali. Ah no, mi confondo sempre con il mondo ideale immaginario che ho costruito come protezione nella mia testa.

A chi importa di Pete Doherty? Anzi, riformulo la domanda: chi cazzo è Pete Doherty e perché devo sapere quanto volte vomita sangue e si inietta di eroina? La sua musica fa schifo, non è “popolare” per poter essere ascoltata dal grande pubblico e lui è intellettualmente irrilevante. Eppure le vecchie dalla parrucchiera lo riconoscono. Non è difficile capire perchè osservandolo bene.
Lui rassicura le vecchie. O chiunque altro. E’ la bugia che ci fa stare bene, che ci fa pensare che solo i tossicomani falliti come lui si bucano, sono depressi e si autodistruggono, non la gente che guida le ambulanze, pattuglia le strade, visita come pediatra i nostri figli e tutte le altre comuni persone responsabili delle 40.000 dosi giornaliere pisciate nel Po.  La sua esistenza ci assicura che tutto va bene. Che si, tutto ciò che ci hanno insegnato è giusto. Solo i “Lapo” fanno quelle cose. E noialtri invece siamo persone decenti. Perché i soldi non fanno la felicità. E si insomma, la salute è la cosa più importante. I bambini hanno i film Disney dove un cast di pentole doppiate da personaggi famosi garantisce loro che alla gente non importa se sei diverso, e che anzi è un bene, e alla fine tutti ti vorranno bene proprio per questo. Gli adulti hanno Pete Doherty “Oh hai sentito? Pete Doherty ha spruzzato una siringa col proprio sangue contro una telecamera… sto già meglio”

Babbo Natale non esiste.

Comments are closed.