Cacciamo ed uccidiamo i fan dello Zoo di 105

Stavo leggendo i commenti di un blog quando vengo attratto da questo messaggio

Sostenete lo Zoo!
http://www.petitiononline.com/mazzoli/petition.html
Non è spam, è una giusta causa! :)

Il messaggio non è chiaro, ma contiene una cosa fondamentale: un link ad una petizione online. Dovete sapere che leggere le petizioni online è qualcosa di catartico per me, mi rende sempre di buon umore. Adoro il profumo delle speranze e dei sogni infranti di migliaia di persone raccolte e ordinate in un unico luogo. Apri petitiononline.com, fai un bel respiro ed inali l’ultimo sforzo di qualcuno nel salvare qualcosa di inutile e tutti i tuoi problemi svaniscono.

inspiri “Firma la petizione per salvare un telefilm del cazzo!” ed espiri, inspiri “firma la petizione per chiedere all’imperatore del Giappone di proibire la caccia agli animali con gli occhi grossi!” ed espiri. E inevitabilmente il telefilm viene cancellato e le balene macellate per creare 6 orecchini. Bene.

C’è un tonico migliore di questo per riallinearti con la realtà?

Perchè non importa il fatto che nessuno, mai, in nessun luogo, per nessuna ragione è riuscito a combinare qualcosa con queste petizioni, la gente continua inutilmente a proporle. E io non posso fare a meno di vederle.
Contengono sempre qualche vago, inopportuno ed esilarante riferimento a dei “valori assoluti” che la società intera perderebbe se la serie tv con la Ragazza Bionda Adolescente Con Le Tette Grosse Che Vede Nel Futuro E Combatte I Mostri venisse cancellata definitivamente.

Però questa era diversa, aveva qualcosa di speciale che la distingueva dalle altre.

Petizione contro la decisione della direzione di Radio 105 di sospendere il programma “Lo Zoo di 105”
To: Direzione di Radio 105
Noi del C.A.Z ( Comitato Ascoltatori dello Zoo ) chiediamo che la direzione di Radio 105 di riprendere in esame la decisone di annulare il programma “Lo Zoo di 105” poichè crediamo fermamente nella libertà della parola. Il programma deve rimanere come è sempre stato, senza cambiamento e compromesso alcuno.
LO ZOO LIBERO!
Sincerely,
The Undersigned

Di tutte le cose inutili del mondo, questa volta avevano scelto di “salvare” quella che stava in cima.

I fan dello “Zoo di 105” o, come preferisce chiamarli l’ufficio di collocamento, “disoccupati con la terza media”, hanno deciso di creare questa petizione per convincere la direzione del network radiofonico a rimandare in onda il loro momento di pseudoribellione controllata ogni pomeriggio, dopo che era stato (brevemente) sospeso.

Credo abbiate notato il nome che hanno usato, “C.A.Z”. Hah. Mi immagino la serata a bere Tequila al locale latino-americano, ad adocchiare le tipe più ubriache con cui provarci quando – BOOM – un tipo depilato da un colpetto di gomito all’amico seduto di fianco e, tutto eccitato trattenendo a fatica la risata, gli comunica che si chiameranno “C.A.Z.”. A quel punto entrambi i cervelli all’unisono realizzano che “Fa ridere perchè ricorda il modo volgare con cui si chiama l’organo genitale maschile!” e giù una esplosione liberatoria di riso in simultanea!

Vaffanculo questa gente.

Mettiamo in chiaro questo, se sei un fan dello Zoo di 105 l’unica cosa tua che voglio leggere è la nota lasciata prima del tuo suicidio. Non mi interessa il modo in cui avete razionalizzato il fatto che ascoltate dei tizi che dicono ovvietà con un ingiustificato senso di superiorità morale per 2 ore. “oh il Mazzoli li non gliene manda mica a dire eh!”, “Lo Zoo è l’unico libero!” Uccidetevi. Lo so che state pensando “haha che divertente provocazione!” No, cazzo fatelo. Prendete la pistola di un vostro amico, gettatevi da un ponte, fatevi una plastica facciale come Saddam, correte in un tribunale in Iraq ed urlate “Sorpresa! Era quello sbagliato!” Ma uccidetevi. Ora.

Devo rivelare un segreto, qualche anno fa ho deciso che avrei trovato un sistema per determinare l’utilità della vita di una persona. Ho passato giorni a tormentarmi per trovarne uno adatto. Deve essere parlante? Deve essere meccanico? Come farà a comunicare il giusto messaggio di “muori inutile forma di vita che blocca gli ingranaggi dell’evoluzione spirituale umana con dei pensieri inutili“Poi ho visto la luce. Una trasmissione radiofonica pomeridiana dal nome “Lo Zoo di 105””. E’ il mio test. Se hai mai pensato quanto fosse arguto il Mazzoli, o quante “magagne” e “ingiustizie” scoprissero puoi pure smettere di vivere, perchè hai raggiunto il climax della tua esistenza. No, non otterrete niente di più nella vita. E tutto quello in cui credete è vero. Le donne sono tutte mignotte, i politici sono tutti corrotti, i froci sono al potere e si stava meglio quando si stava peggio. Uccidetevi! Uccidetevi! Uccidetevi!

E se non volete farlo per voi, fatelo per il resto della società. Anzi fatelo solo per me. Sento una esplosione controllata nel mio cervello e percepisco fisicamente di perdere punti QI ad ogni passaggio su 105.

Un giorno ero su un pullman e l’autista ebbe la brillante idea di sintonizzarsi proprio sullo Zoo .
La parte che sembrava lo divertisse di più era quella su Chuck Norris. Oibò, Chuck Norris! Non ho proprio idea come sia potuta venire a loro questa idea! Forse, mmh, PERCHE’ SE N’E’ PARLATO SUL WEB PER 36 MESI? C’era un tizio che leggeva con quella orribile e asettica voce baritonale da speaker radiofonico le classiche frasettine inoltrate via email milioni di volte su internet. “Chuck Norris fa qualcosa di fisicamente impossibile e lo fa apparire normale!” Heh. La meme ora è ridicola, è durata fin troppo, ma ammettiamolo per 3 minuti è stata divertente. Questi sono riusciti a distruggere tutte le frasi su Chuck Norris, anche retroattivamente. Mi hanno fatto sentire in colpa perchè una volta avevano fatto ridere anche a me. Mi sono sentito sporco dentro, violato nel mio animo. Come se Marco Mazzoli mi avesse toccato nelle parti bassi dopo avermi invitato a mangiare del latte e biscotti nella sua macchina con i vetri oscurati mentre Leone di Lernia osservava dal sedile di fronte masturbandosi.

Ora mi tocca indicare su una bambola il punto dove ho perso l’innocenza dei calci volanti.

Anche prima di scrivere questo post, sono andato sul podcast della trasmissione ed ho provato ad ascoltarmi qualche mp3 giusto per vedere se ultimamente fossero migliorati. E dopo i primi due pezzi di “Mc Franco” – il sagace sketch del pagliaccio meridionale che vende hamburger con i capelli bianchi della nonna dentro – decidere di ascoltare il terzo è come martellarsi un cacciavite a stella nell’uretra. E’ certamente possibile farlo, ma ogni fibra del tuo corpo cercherà di impedirtelo.

Forse è meglio ricordare la storia del programma. Radio 105, storico network fondato nel 1976 con l’idea di fare radio all’americana, ebbe l’idea di creare in italia uno show spiritoso, moderno, provocatorio e non allineato seguendo l’esempio di Howard Stern, non ci sono riusciti ed allora hanno assunto Marco Mazzoli.

Il problema con Marco Mazzoli inizia dal nome.

Mi ricorda “Marco Mazzocchi” di Rai Sport, ma fisicamente è un clone di Fargetta di Radio DJ. C’è qualcosa di peggio di queste due cose insieme? E’ un po’ come vomitare su una pila di merda.

Ma comunque la parte più divertente di tutta questa storia è leggere proprio Marco Mazzoli che frigna sul suo blogghetto lamentandosi di Oh-Noes!-La-Sinistra-Censura-Del-Sistema-Massonico-Che-Vuole-Fermare-La-Liberta’-di-trasmettere-
de-lo-Zoo-di-105-Se-Non-Protestate-Tutti-Su-Internet-E-Scrivete-Alla-Radio. E’ seriamente convinto di essere un martire della libertà oscurato dai “poteri forti”, e non ha affatto paura di urlartelo in faccia in terza persona.

Il presidente vive metà della sua vita a Montecarlo, frequenta solo persone al suo livello economico e probabilmente non si rende conto che più della metà delle persone che vivono in Italia faticano ad arrivare alla fine del mese e che lo Zoo per queste persone è una valvola di sfogo, un paio di ore per non pensare ai veri problemi che ci circondano

Gente, Italiani! Marco Mazzoli prova quello che provate voi! Marco Mazzoli dimostrerà che comprende quanto sia difficile infilare mattoni per 10 ore al giorno per 600 € al mese e non avendo alcuna prospettiva di migliorare la propria condizione – trasmettendo una scoreggia di un cane e ridendoci per 12 minuti! Marco Mazzoli dice “cazzo” alla radio! E’ un po’ come non sapere come sfamare i propri 3 figli e con la banca che ti ha appena chiamato dicendo che il tuo conto è in rosso!

Purtroppo nel 1999 sono andato a trasmettere a New York e al mio mega presidente è rimasta impressa nella mente l’immagine di un Mazzoli timido, emozionato, spaesato, per nulla volgare e con i capelli corti (stavo una merda), per lui quello è il Mazzoli che dovrei tornare ad essere e non si rende conto che Mazzoli è cresciuto, ha trovato una sua dimensione e che non intende tornare indietro…

Dato che Mazzoli qui si riferisce a se stesso in terza persona, posso solo assumere che la “dimensione” in cui si trovi gli permetta di considerarsi una persona importante. Spero solo sia una di quelle “dimensioni” di Star Trek dove gli abitanti sono esseri gassosi e non esiste il sesso femminile.

Lunedì venite con più persone possibili sotto la radio e fate capire a questi ingrati che lo Zoo deve essere libero!!!Via Turati 9 (zona p.zza della Repubblica) dalle 13.50 in poi, portate striscioni, badili, fruste…
Ve ne saremo grati!!

Qui c’è qualcosa che non torna, abbiamo stabilito che gli ascoltatori dello Zoo di 105 sono delle persone semplici e umili, che faticano ad arrivare alla fine del mese nonostante siano oberate dal lavoro. Allo stesso modo, però, trovano il tempo di firmare 20000 volte una petizione su internet e di protestare in modo incessante via sms, fax ed email fino ad arrivare ad una presenza fisica sotto la radio.
Dove devo firmare per far diventare il problema più pressante della mia vita scendere in piazza per salvare una trasmissione radiofonica?

mi è capitato di leggere dei commenti tipo: “Ah, non siete più quelli di prima!!”, “vi siete venduti alla direzione”, “senza parolacce lo Zoo non è più lo stesso!!”,ecc., ecc.

Le persone che ammirano lo Zoo perchè dice tante parolacce mi fanno piegare dal ridere, probabilmente sono le stesse che credono che le gare di F1 siano migliori quando ci sono molti incidenti.

E’ vero siamo volgari, spesso troppo diretti, attacchiamo tutti e prediamo per il culo il 90% delle cose che fanno parte di questo sistema…e allora???? La satira esiste da tempo e ha il diritto di esistere!! Evidentemente non c’è spazio per quelli che dicono le cose come stanno

La satira porta alla luce verità apparentemente nascoste, pungola le cose pretenziose e irride l’arrogante. La gente ride così all’inaspettata rivelazione della verità. Lo Zoo, o Striscia o le Iene e tutte queste altre miriadi di stronzate non fanno nulla di tutto ciò.

Lo Zoo di 105 fa parte di questo nuovo movimento, presente da qualche anno ma in crescita esponenziale ultimamente, che usa il paravento del “politicamente scorretto” o il fatto di usare quattro tiepide parolacce per rendere autorevoli, “controverse” e “provocatorie” le proprie insulse opinioni. E se qualcuno prova a criticarli hanno la facile scusa del “oh, ma tu sei politicamente corretto” o “oh, ma tu sei un bigotto” ed è finita li. Se il “sistema” di cui tanto parlano esiste veramente loro sono fisicamente coloro i quali controllano la “massa”. Sono riusciti a far diventare ciò che dovrebbe essere pericoloso e radicale in qualcosa di confortevole e controllabile. E di farlo bere a milioni di persone. Sono riusciti a istituzionalizzare il dissenso. A renderlo una questione di qualche pernacchia e sberleffo da 3° elementare.

Sapevo che se fossi stato sincero, se avessi denunciato tutte le ingiustizie che ci circondano, lo Zoo sarebbe diventato una valvola di sfogo per chi non ha la possibilità di parlare a così tante persone contemporaneamente…

E’ chiaro che quando l’unica difesa di qualcosa è “ma alla gente comune piace oooh!” si sta parlando di una schifezza irreparabile. E’ il tappo di sughero da infilare nella barchetta mentre litri di realizzazione della propria pochezza stanno facendo affondare il tutto. E’ la posizione preferita dei vigliacchi populisti, consci che se si posizionano dalla parte del popolo contro gli immaginari boriosi intellettuali che vogliono prendersi gioco di loro avranno una facile vittoria. Ed il problema è proprio questo, non c’è nessun borioso intellettuale che si contrappone. Non c’è nessuna stretta di mano segreta o bacio in bocca tra l’Elite dell’Intelligentsia Segreta contro il popolo. Andreotti si starà rivoltando nella tomba.

Ma anche se per assurdo fosse così. Sono molto più insopportabili questi snob reazionari che chiamano tutto quello che non capiscono “radical chic”. Loro sono i paternalistici bastardi che credono la “massa” troppo stupida per apprezzare qualcosa di intellettualmente rilevante e preferiscono condannarli e confortarli che non c’è niente di male a vedere i Natale a New York della situazione. “oh guarda, non gli piace <cosa popolare del momento> deve leggereshakespearprimadiandareadormireemangiabiologico!” No. Dire che Natale a New York sia un film di merda è scontato. Dire che lo stesso sia accettabile, non criticabile e una cosa buona perchè è “apprezzato dalla gente comune” è qualunquista. Questa è la differenza fondamentale.
Da quando la stupidità e l’ignoranza sono diventati dei valori da difendere? Perchè 40 anni fa il film più visto in europa era “La Dolce Vita”. Gente come Godard, Visconti, Truffaut, Antonioni & co erano famosi come i Micheal Bay di oggi, nonostante gli analfabeti fossero quasi il 40% della popolazione. E’ troppo semplicistico dire “la gente è stupida”. La gente non è affatto stupida, chi pensa questo è qualcuno che gode del crogiolarsi nel proprio elitismo.

La cosa paradossale è che anche le persone che avrebbero i mezzi culturali per fare qualcosa stanno in disparte, impauriti da come apparirebbero se parlassero. Allora che fanno? Si buttano nella kriptonite della razionalità: il trash. Questi inutili cazzoni che citano Proust e amano parlare in modo sprezzante e condiscendente del Grande Fratello per tutto il giorno“haha l’inevitabile macchietta meridionale ha sbagliato ad usare un congiuntivo e questo mi fa sentire superiore mentre lo sottolineo nel mio blog!” e chi se ne frega? Sembra che facciano di tutto per compensare “l’onta” di essere colti sdoganando le cose più insulse in circolazione. Oppure si sentono incredibilmente brillanti, e danno dei buffetti “criticando” in modo giocoso i reality et simila, ma senza esagerare. Meglio non prendere posizioni ferme. Gli stessi che 7 anni fa piangevano per strada strappandosi i capelli lamentandosi in modo ridicolo di come il GF avrebbe rovinato l’intera società ora non riescono a fare a meno di parlare di questo.

Stanno cercando di intimidire la gente nel non pensare che le cose che fanno schifo facciano schifo. E che se lo fanno comunque è per il tuo bene che tu le segua. Ecco, vi do una mano io: Lo Zoo di 105 è una cagata pazzesca. Lo so che lo pensate anche voi pur se lo seguite. Seguite il vostro istinto. Non bloccate quell’impulso elettrico nelle vostre sinapsi. Lo Zoo di 105 è una merda. Ripetetelo dopo di me. Sgombrate la mente dai dubbi. E’ arrivato l’anticristo, ha divaricato le gambe ed ha scaricato una soffice e calda puntata de lo Zoo di 105 nella vostra bocca. Finito. Non state a razionalizzare i vari punti, o a decifrare i vari aspetti della trasmissione. “Ma Leone, ma Chuck Norris, ma l’ingiustizia” NO, FA SCHIFO E VI FA MALE ALLA VITA. Fine della discussione.

Ma non voglio essere drastico. Il rapporto tra me e lo Zoo di 105 è difficile, disfunzionale oserei dire, ma alla fine riserva qualcosa di positivo. Esattamente come quelle “sit com” dove persone con caratteri diametralmente opposti si ritrovano a vivere insieme causando scontri che risultano in situazioni divertenti. Se fossimo in Camera Cafè, lo Zoo di 105 sarebbe il pasticcione Paolo Bitta: combina guai, si comporta in modo insensibile, ma si fa volere bene per la sua fragilità umana, mentre io invece sarei quello che non guarda Camera Cafè perchè non fa ridere.

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