300: Aaaaaaaaaaarrrrrgh!

E’ stata la battaglia che ha segnato le sorti della civiltà occidentale. Una battaglia studiata in ogni parte del mondo ed utilizzata dai principali strateghi militari per insegnare ai propri soldati l’importanza strategica della disciplina e per inspirare valori come il coraggio e la lealtà tra compagni. Una battaglia leggendaria combattuta 2500 anni fa che vide contrapporsi 2 formidabili eserciti: da una parte 300 impavidi e valorosi istruttori di aquagym provenienti da Sparta, dall’altra 1.000.000 di ballerini di Thriller comandati da Serse, la regina del deserto.

No, non sto parlando di un video di Prince dell’87, ma di “300” film epico che tenta di raccontare la Battaglia delle Termopili concedendosi qualche licenza stilistica.
300 è stato infatti adattato da un comic book di Frank Miller, già responsabile per Sin City ed aver rovinato Robocop, e fa parte del filone tanto popolare negli ultimi anni, quello dove film anacronistici e irrazionali vengono accettati perchè lo storyboard è stato colorato con l’acquerello, conosciuto anche come “Fumettistico”.

Il film inizia con una introduzione sul lungo addestramento subito dai bambini spartani per diventare guerrieri. Impariamo che – appena nati – vengono portati immediatamente nel dirupo del Re Leone dove un anziano li ispeziona attentamente per capire se sono abbastanza robusti per urlare in slow motion in primo piano. Quelli troppo fragili, viene suggerita dall’inquadratura dal fondo del precipizio piena di teschi e corvi svolazzanti, finiscono per diventare una metafora della vita sessuale dei lettori di fumetti. Un evidente omaggio a Miller.
Raggiunto il settimo anno di vita vengono condotti fuori dalla città dove dovranno cavarsela da soli: neve, scarsità di cibo, lotte con lupi di 12 metri, ma è solo quando imparano a depilarsi il petto che possono considerarsi veri guerrieri spartani e tornare a casa.

Ma una oscura minaccia incombe su questa tranquilla cittadina di psicopatici, una minaccia proveniente dalla Persia.

Un emissario inviato da Serse, accompagnato da una dozzina di guardie, arriva con l’obbiettivo di parlare con Leonida, Re di Sparta, per convincerlo ad arrendersi al formidabile impero orientale senza spargimenti di sangue. Subito viene portato ad ammirare le meraviglie architettoniche prodotte dalla civiltà ellenica: Un Grosso Cazzo Di Buco Nero Al Centro Della Citta’. Nonostante la bellezza del luogo dopo poco la conversazione degrada, e il messaggero viene invitato ad ammirare più da vicino lo splendore che lo circonda . Non prima ,però, che Leonida urli una frase che galvanizza gli spettatori in platea, non la ricordo esattamente, ma suonava tipo “SONO INSICURO SESSUALMENTEEE” seguito da vari “AAAAAARRRGH!”. Uno ad uno, tutti i membri persiani entrano, spinti con forza, nel grosso buco nero. Questa frase è meno ambigua del successivi 70 minuti di film.

Ormai la guerra è vicina.

E i primi carri del gay pride di Serse arrivano alle porte di Sparta. Segue scontro non VM14. Seguono altri 2 minuti di scontri che diventano 10 in slow motion. E qui cominciano le stranezze, quelle vere. Questo è un film basato su un fumetto il quale è ispirato ad un film che è tratto da un romanzo scritto seguendo “storia” di più di 2500 anni fa, quindi le scene narrate sono piuttosto approssimative e rispecchiano scarsamente la realtà o, come le chiama Feltri, “prove sufficienti per invadere l’Iran”. Ma qui si esagera, e solo da una parte. Tra le file orientali si notato zombie, giganti deformi con spade al posto della braccia, simil-orchi, ninja, lesbiche e il personaggio che con una scena sola ruba l’intero film: la capra che suona il sitar. Mentre i guerrieri di Sparta sono bianchi, alti, palestrati, abbronzati e depilati e combattono con valore e destrezza che sgocciola dai lunghi capelli unti. Il modo stesso in cui si scontrano è una danza. Una lunga ed interminabile danza coreografata da qualcuno che dorme con un busto di Mussolini nel letto. Ed il busto ha la bocca anatomica.

Dopo aver vinto le prime battaglie Leonida viene chiamato da un altro messaggero per incontrare il divino re persiano. Finalmente il film introduce il responsabile della macellazione sullo schermo. Longilineo, con lunghe braccia e alto più di 2 metri, non cattura i rimbalzi in attacco come Dennis Rodman, ma ha lo stesso gusto nel vestire. Portare sullo schermo il personaggio di Serse, si racconta, è stato piuttosto tortuoso. “Quanti piercing dobbiamo usare?” chiese il costumista “Tanti quanti sono i buchi nella sceneggiatura” rispose il regista Zack Snyder. E così fu.

Nonostante l’offerta del divino dal costume adamitico di condividere “le proprie culture” e terminare la battaglia il comandante di Sparta si rifiuta categoricamente. Per lui la carriera di Madonna ha raggiunto il climax nel ‘88 e non importa i produttori di grido usati nell’ultimo album che cita Serse, le loro culture non hanno nulla da spartirsi.

Seguono altri interminabili scontri al rallentatore fino a che, mi scuso per lo spoiler se non avete superato la 2° media, tutti gli uomini di Sparta vengono sterminati, traditi da un uomo deforme rifiutato da Leonida perchè non rispettava gli standard spartani di fisicità. Ma alla fine tutto è ok, dato che in fondo hanno vinto moralmente i buoni. Quelli che gettano i neonati dai dirupi perchè non hanno le guance abbastanza tonde e sono stati massacrati fino all’ultimo per via dei loro ideali di perfezione fascista. LOAL.

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