le istruzioni mancanti della moleskine

Ah, la Moleskine. In questi ultimi anni se ne vedono sempre di più. Dopo la chiusura a Parigi, a metà degli anni’80, dell’ultimo produttore se ne perse traccia, fino a quando una compagnia italiana – nel 2000 – ha ricominciato a fabbricarle. Ci scriveva Hemingway! Anche Supùlveda e Chatwin! Van Gogh le usava per gli schizzi! Il marketing è stato semplice e geniale. D’altronde Van Gogh è un artista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo , le sue opere sono esposte negli sfondi dei cellulari di tutti i dementi che non sanno usare Google Images e  pagano invece 3,99€ ad una rana in 3D che fa il rumore di una marmitta. Come fare a resistere al richiamo? Ma, così come per l’iPod, possiedono una grave mancanza: un manuale sul corretto utilizzo per il target demografico a cui vengono proposte.

Che differenza c’è, fisicamente, fra la Moleskine ed un normale taccuino venduto ad 1/4 del prezzo?

Il materiale con cui è costruita è di qualità maggiore rispetto alla concorrenza. Mentre le pagine dei normali taccuini usano un comune solvente a base di colla, i fogli della Moleskine sono saldati da qualcosa di più resistente  e superiore: il senso di compiacimento di chi le compra.

Ho acquistato la Moleskine, come posso introdurre questo importante fatto in una normale conversazione?

E’ semplice. Racconta del tuo blog di poesie “maledette” dove ammicchi al suicidio. Racconta del tuo libro “post-moderno” incentrato su un personaggio risoluto e sarcastico, ma in realtà confuso e fragile, modellato intorno alla tua persona, che hai cominciato a scrivere e vuoi farti pubblicare. Di come tutto ciò fosse impossibile da realizzare per te prima che avessi 60 pagine rilegate tra 2 copertine rigide e una cordicina elastica possedute in precedenza da svariate figure culturalmente rilevanti a cui inconsciamente credi di avvicinarti.

Perchè c’è una chiara connessione tra te ed Ernest Hemingway che viene trasmessa dalla Moleskine. Hemingway ha vinto il Pulitzer e il Nobel, ha assistito alla guerra civile spagnola, ha affondato sottomarini tedeschi fuori dalla costa di Cuba, ha partecipato alla liberazione di Parigi, si è schiantato 2 volte con un aereo ed ha passato gli ultimi anni della vita a farsi friggere il cervello dall’elettroshock per curare la depressione cronica dalla quale era afflitto fino a guarire con successo tramite un colpo di fucile in testa, tu scrivi poesie su splinder usando una rosa rossa che sanguina e gif di Naruto come metafora del tuo stato d’animo.

Devo rimuovere la fascetta con scritto “Moleskine” dai colori saturi e accesi che l’avvolge?

Assolutamente no. La fascetta è stata studiata per farti sembrare un grosso coglione insicuro. Lasciala li.

Sto pensando di andare da un caro amico e di sfogliare una ad una tutte le pagine della Moleskine per mostrargli interamente la complessità della mia produzione artistica. Devo farlo?

Si.  E  il tuo amico ti restituirà il favore non parlandoti mai più.

Qual è il posto migliore per  scrivere sulla Moleskine?

In un caffè antico del centro, su una panchina in un parco fiorito, in una spiaggia. Ah, ma che dico. Dove ti pare, basta che lavori sullo sguardo assorto da scrittore impegnato.

Sono un artista. Mi piace disegnare. Ma non possiedo una Moleskine e vor–

Vai via.

Sono un artista. Mi piace disegnare. Ecco la mia Moleskine. Ecco 60 paesaggi di campagna. Ecco 30 pagine di acquerelli di tramonti. Ecco 20 pagine di arance e mele. Ecco 15 pagine di metropolitane e ritratti di barboni per contestualizzare la mia Opera in un mondo urbano e moderno.

Voglio iscrivermi alla tua newsletter e podcast.

Compro Moleskine da anni, devo scrivere sul mio blog quanto ami la mia Moleskine e non ne possa fare a meno?

Si, ma fai attenzione a non togliere spazio ai sagaci dialoghi con la gente che incontri dove ti lasci sempre l’ultima parola per sembrare più arguto.

E’ la prima volta che acquisto una Moleskine, e mi sembra di essere l’ultima persona al mondo che l’ha comprata. Devo scrivere sul mio blog quanto sia rivoluzionario usare la carta e la penna in questo mondo maledettamente informatico e freddo?

L’idea che chiunque possieda una Moleskine è una illusione creata dal fatto che conosci solo fighetti superficiali. Scrivere un post del genere ti farà diventare uno di loro.

Comments

  1. E io che ho scoperto solo 3 mesi fa che quella cosa che ho piú volte comperato negli ultimi due anni é una moleskine (in germania ne fanno una uguale ma con un altro nome)…

  2. Per favore, vorrei conoscere l’origine del nome della moleskine. Chi l’ha chiamata così la prima volta? Il libraio francese che per primo la produsse come duttile taccuino? E perchè un nome che sembra di origine russa?
    Grazie, mi scuso per la mia ignoranza.
    Anna Aliquò

  3. carissima anna!
    è una cosa molto importante e segnale di intelligenza e sensibilità dimostrare, come fai tu, di aver letto bene il post e di averne altresì compreso lo spirito. Mi accingo dunque a rispondere alla tua domanda, che ho letto con altrettanta attenzione: i negri furono inventati nel 1723.

  4. E’ inutile, se uno sa scrivere può raccontare anche che Cristo è morto dal freddo ed era il padrone delle legne, e sarà una cosa da ammirare.

  5. Il fatto che io ne possegga almeno mezza dozzina mi rende una persona peggiore di te? Comunque si, lo ammetto le ho comprate per pure autocompiacimento e fighetteria. E mi fa anche cagare la carta, non riesco a disegnarci… ma in fin dei conti non riesco a disegnare nemmeno sulla carta igienica o su un comune A4 in risma.

Comments are closed.