Second Hype

Qualcuno mi deve spiegare la fascinazione per Second Life che ha catturato l’intero mondo dell’editoria e del giornalismo italiano da qualche mese a questa parte.

Non riesco a leggere, o ascoltare o vedere qualcosa senza trovarmi di fronte a qualche scrittore sopravvalutato o giornalista che descrive in modo autoreferenziale e pretenzioso la sua “esperienza” dentro l’universo di Second Life. Non credevo che potesse succedere, ma ha superato in quanto ad anacronismo la blog-mania di 3 anni fa, quando sembrava che la mia ragazza potesse aprire un “diario online” su splinder al posto di comprare i tampax. Ma almeno qualcuno effettivamente “bloggava”. Sfido chiunque a trovare qualcuno che investa del tempo su Second Life. Credo che, su quella comunità dimenticata da dio e bookmarcata dai pedofili che è Habbo, ci sia facilmente il triplo di utenti del nostro paese. Ma questo non scoraggia i valenti editor italici dal propinarcelo ugualmente.

Hey ragazzi, Niccolo Ammaniti ci parla di Second Life su XLAdriano Sofri pure! Repubblica ci ha ricostruito il risorgimento italiano!

Di Pietro, la cui età media del suo elettorato è “3 settimane da un ictus cerebrale”, ha pure speso dei soldi per avere la sua presenza su Second Life, trovando così finalmente un posto al mondo con meno persone di quelle che normalmente lo votano.

Ma penso che questo non basti per fare arrivare a me, semplice spettatore di questo Freddo Mondo Tecnologico, quello che significa veramente giocarci. Ho quindi una idea da proporre a tutte le riviste che non hanno ancora dedicato 12 pagine al “fenomeno online”. Perchè non riesumiamo la salma dell’Ispettore Raciti, gli facciamo pattugliare lo stadio di Catania ricostruito su Second Life e gli chiediamo che cazzo ne pensa del mondo moderno e del perchè la gente preferisce una “seconda vita”? Gli diremo che potrà pure usare più di 3 volte la parola “cyberspazio”!

Seriamente, è incredibile vedere così tante persone perdere così tanto tempo per qualcosa che non interessa a nessuno e di cui nessuno sentiva il bisogno, è come se la carriera di Isabella Santacroce avesse partorito in acqua il Padrino 3.

E lo dico avendolo provato ormai quasi 1 anno fa. L’unica cosa che non mi ha fatto sembrare il tutto una totale perdita di 1 ora della mia vita è stato il fatto che la sola comunità di italiani presente a cui potevi prendere parte – e non sto scherzando – era “Italian Furries”.

Second Life è stato creato per soddisfare quella fascia di utenza che si svegliava la notte sudata e urlava nel buio “VOGLIO CHATTARE CON I DEMO ALLEGATI ALLA PLAYSTATION 1!”. Se siete fra questi e non avete una scheda 3d abbastanza potente, o ram sufficiente, potente iscrivervi al forum di NGI per avere la medesima esperienza.

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