Ecco perchè la Franzoni è innocente

L’altro giorno stavo passeggiando per Milano ed ho visto una cosa sconvolgente. Una donna che si stava facendo gli affari suoi – leggeva un libro su una panchina – venire aggredita da un individuo che l’ha soffocata per un paio di minuti e le ha strappato via la borsa. Nel centro di Milano. So cosa state pensando, perchè lo sto pensando anche io, specialmente in questo periodo di attacchi di immigrati a cittadini italiani.

Chi cazzo permette alle donne di leggere?

Non ho visto bene, la mia attenzione era tutta dedicata a fare il tifo per il marocchino, ma la tizia stava leggendo uno di quei libri da chick-lit con la copertina art decò (mi sento meno uomo solo a scriverlo) stilizzata. Uno di quelli che da Feltrinelli trovi nella sezione “LIBRI PER DONNE”, nel caso qualcuna inciampasse e si trovasse davanti delle pagine con parole composta da più di 4 sillabe che non inizino per Vivian Westwood (mi sento molto meno uomo solo a scriverlo). Una cosa scandalosa da vedere a pochi km dal Duomo.

Ma non scrivo a voi imbecilli per parlare di questo. Il mio assistente, il piccolo Miky , mi ha comunicato sbattendo le ciglia durante il mattutino esercizio di strozzamento pesi, che la notizia della settimana è un’ altra. Il processo della Franzoni si è concluso. O almeno quello di secondo grado. E nessuno ci ha capito nulla.

D’altronde si tratta di un caso complesso che va avanti da ormai più di due anni. Un caso che ha spaccato il paese in due: da una parte i vari giornalisti, investigatori, scrittori e i milioni di cittadini che ritengono la Franzoni colpevole e dall’altra la Franzoni.

Ma non tutti la pensano così, specialmente dopo l’ultima condanna. Uno sparuto ma deciso gruppo di coraggiosi blogger e giornalisti ha preso le carte del procedimento in mano per dimostrare a tutti la verità incontestabile di questo processo: noi siamo meglio di voi perchè abbiamo una opinione di minoranza.

E io sono orgoglioso di poter dire di stare con loro.

D’altronde io seguo sempre gli insegnamenti del mio maestro. Soleva ripetere di non curarsi del giudizio della maggioranza, ma di seguire il proprio cuore. Il proprio istinto. “Non importa quello che dice la gente” mi ripeteva sempre “importa che indossi i jeans stretti”.

E voglio dimostrare proprio questo maestro! Voglio dimostrare che il piccolo Samuele indossava i jeans stretti quando gli hanno aperto il cranio spruzzando il suo liquido cerebrale su tutte le pareti! E i jeans glieli aveva messi la stessa Franzoni!

Mi rivolgo a voi massa di idioti.

Volete le prove dell’innocenza della Franzoni? Ve le mostrerò io. Toglierò le vostre fette di frattaglie compresse, composte da un imprecisato numero di differenti parti del corpo provenienti da qualche centinaio di maiali, che avete sopra gli occhi e vi mostrerò la luce. Che la guarigione abbia inizio.

Prova n.1

Innanzitutto essere avvocati è un lavoro complicato che mette in gioco spesso la vita e la reputazione delle persone. Per questo, per farlo, sono richieste persone responsabili, pazienti, estremamente intelligenti o, come qualcuno chiama loro, le “non donne”.
Ed è chiaro quindi che chiunque usi una donna come proprio avvocato non può che essere innocente. E’ un modo di dire “Sono innocente e preferisco piuttosto assumere qualcuno di totalmente incapace che mi farà dare il massimo della pena per dimostrarlo a tutti”. E’ tipo quando anche la tipa grassa ti da il due di picche alle 3 di mattina e tu sei costretto, secondo la legge, a chiamare tutte le presenti “troie” facendoti sentire dai tuoi amici. E’ un modo per uscire con onore senza ammettere chiaramente al sistema di essere stati sconfitti. Ed è per questo che in Congo, quando qualcuno assume un’avvocatessa come proprio difensore, risparmiamo sul processo e — procediamo immediatamente con l’incarcerazione.

E quando è finita sbattiamo dentro anche l’imputato. Beh siamo in Congo.

Devo ammettere però di non essere sempre stato su questa posizione. Quando la Franzoni era difesa da H-Tao pensavo fosse colpevole. Niente di personale contro il Taovinator, mi ha insegnato tutto quello che conosco su questa professione, ma è appunto per questo che pensavo fosse stata lei. Troppo bravo, doveva nascondere qualcosa.

Ora: innocente. Ma quando non c’era la tipa? Volevo sapere dov’era il 22 novembre 1963 quando una limousine scoperta passava a Dallas.

Prova n.2

La Franzoni non può aver commesso il delitto perchè al momento dell’omicidio era una donna.

Osservate questo grafico preparato dalla massima equipe di scienziati del Congo:

E’ stato utilizzato con successo durante il processo tra l’azienda tessile Alababa e la sig Afua Kwadwo. Brutta storia, lasciatevelo dire.

Sono riuscito a dimostrare che la sig Kwardwo , essendo donna, non aveva le capacità mentali per riuscire a scappare dalla fabbrica in cui lavorava aprendo la porta doppiamente-blindata e chiusa ermeticamente per non farla fuggire durante un incendio doloso appiccato dal Presidente Alababa per riscuotere il premio dell’assicurazione.
Siamo riusciti a farla condannare di Negligenza In Tempo Di Morte, ma abbiamo patteggiato con la famiglia la pena. L’esecuzione nella piazza più grande della capitale del suo primogenito.

E voi vorreste farmi credere che la Franzoni avrebbe avuto le capacità di uccidere Samuele, far sparire l’arma del delitto, cambiarsi il pigiama sporco di sangue, nasconderlo e chiamare i soccorsi fingendo sorpresa?

Volete andare contro la SCIENZA?

E’ impossibile. Le donne commettono errori fin dalla loro creazione. Perchè provengono dalle nostre costole? Perchè Eva ha mirato per il cuore ed ha mancato il bersaglio. Qualche centimetro più a sinistra e sarebbero fatte dei nostri gomiti. Il che sarebbe perfetto. Perchè il mio gomito non mi ha mai chiesto di spiegargli il finale di un film.

Arringa Finale

In conclusione, la Franzoni non ha massacrato il proprio figlio perchè ha le tette.
Costruisci un modellino su questo, Vespa.

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