lettera aperta a chi sta pensando, o ha già commesso l’errore, di realizzare la versione locale / regionale / provinciale o personale di “Milano is Burning” compiancendosi con se stesso dell’idea di essere stato il primo ad aver analizzato i banali manierismi della propria superficiale realtà che vive tutti i giorni salendo sul carro di una canzone che si, carina-haha-geniale-la-passo-a-tutti-i-miei-amici -hai-ricevuto-la-mail-col-link-eh?, ma che ti stufa la volta e mezza dopo la prima volta che l’hai sentita e che è diventata fastidiosamente popolare grazie alle stesse persone obiettivo della sua satira le quali pensano sempre che non parli di loro ma di ti-giuro-c’è-una-che-conosco-che-è-proprio-così e che si domandano se noi pensiamo che la loro opera sia una arguta e frizzante idea divertente fortunatamente non più inesplorata.

No.

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