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Di tutte le varie istituzioni e scuole che promettono di insegnarti fantastiche professioni ce n’è qualcuna di più assolutamente inutile della Scuola Holden in particolare e di quelle preposte ai corsi di “scrittura creativa” in generale? La cosa assurda è che però, a differenza delle altre *cough* IULM, NABA, DAMS, IED *cough* che sono quasi tutte più o meno sputtanate, questa ha una schiera interminabile di ammiratori. Persone che non smettono di lodarla giurandoti quanto sia servita a loro. Di quanto tu possa imparare ascoltando vecchi e bolliti scrittori raccontarti di come leggere da bambini Oliver Twist abbia cambiato loro la vita.
Oh, wow.
La “scrittura creativa” non è mai esistita nel nostro paese, è un concetto alieno che non ci appartiene e non fa parte del nostro modo di vivere. Così come l’arrivo di Colombo e del suo equipaggio europeo nel continente americano portò microbi e malattie che condannarono milioni di indiani ad una lenta e dolorosa morte tra mutilazioni di arti ricoperti di pus in cancrena a causa del Vaiolo e spellamenti derivati da malattie virali varie così, lo sdoganamento in Italia della scrittura creativa da parte di Baricco, ha portato racconti brevi in cui il protagonista salingeriano misantropo non riesce a rapportarsi con la propria ragazza e la società perchè odia il padre e libri scritti da qualcuno che ha letto 28 volte Nick Hornby la cui foto in tono seppia capeggia in terza di copertina con una sigaretta spiegazzata alla bocca.
Posso capire se fossimo in America e, seduto davanti a te nella tua classe di creative writing al Ponoma College, ci fosse David Foster Wallace – ma in italia? Gli autori predisposti all’insegnamento mi sembrano dei bibliotecari glorificati che sanno solo consigliarti di “leggere Flaubert” la cui unica qualifica è aver stretto la mano a qualcuno che stava pisciando in un bar mentre Baricco era entrato per farsi un bianchino. Perchè di certo i loro racconti pubblicati non lo sono. O, come direbbe l’autore di Oceano-Mare:

Basta osservare la lista degli insegnanti assunti in questa fantasmagorica scuola per capire l’intrinseca qualità che la contraddistingue. Chi non vorrebbe imparare la nobile arte dello scrivere seguendo le lezioni dell’autore di “Gli alieni. Dove si racconta come e perché sono giunti tra noi”?
Cosa può insegnarmi l’autore di “Nel fango del cielo“ oltre a non chiamare il mio romanzo come il titolo di una compilation dei successi dei Dik Dik in vendita alle 3 e 46 di notte su Rete4? E quello di “Il Testo Multimediale: Gli Ipertesti Tra Semiotica E Didattica“? cos’è “Sedie Ben Fissate Al Pavimento” è stato scartato perchè gli faceva venire le vertigini?
Ma tutto questo sembra non importare alla miriade di persone che si vantano di aver frequentato la Holden, o i vari corsi di scrittura creativa, scrivendolo in modo prominente sul loro Curriculum. Oppure apponendolo, nel vano tentativo di costruirsi della iCredibilità, da qualche parte sul proprio blog.
Tutto questo è molto utile, specialmente per me. E’ diventato il modo più veloce per assicurarmi che non leggerò mai più niente di tale persona scalzando “odio l’ipocrisia e le persone false” dalla mia personale – e popolosa – classifica “Riconosci Chi Non Ha Nulla D’interessante da Dire e Fottitene di Lui Per Sempre”.
Conosco io un’ottima scuola per imparare a scrivere: si chiama “Scuola Dell’Obbligo”. Se dopo averla terminata non riesci a creare nulla di rilevante significa che fai schifo e che non hai nulla da dirmi. Non devi neanche pagare 12 mila € di retta! Certo, quel retrogusto di elitismo culturale che si ha dopo aver frequentato il “seminario sul narrare” ti verrebbe a mancare, ma che ci vuoi fare?
Scrivere non è altro che pigiare su una tastiera la sensibilità derivata dal proprio vissuto. Tutto qui. Niente e nessuno ti può insegnare questo. Andare alla Scuola Holden di “scrittura creativa” per imparare a creare romanzi è come andare ad una scuola di “musica creativa” per imparare a creare The Dark Side of The Moon.
Però scommetto che sul tuo blog ci sta benissimo.













Ma la scuola si chiama “Holden” per il romanzo del Gggiovane?
Sarebbe la panzanata all’italiana più bella degli ultimi tempi dopo il cosiddetto “Governo Berlusconi”
La Holden non serve a insegnarti come si scrive. La Holden ti serve a entrare nel giro gusto per farti pubblicare quello che scrivi. In questo senso è un’idea molto italiana.
Poi la vita sa essere molto ironica: io ad esempio non ho fatto la Holden, il mio primo editor sì (in teoria avrei dovuto pubblicare io un romanzo a lui e non viceversa).
“Scrivere non è altro che pigiare su una tastiera la sensiblità derivata dal proprio vissuto. Tutto qui. Niente e nessuno ti può insegnare questo. Andare alla Scuola Holden di “scrittura creativa” per imparare a creare romanzi è come andare ad una scuola di “musica creativa” per imparare a creare The Dark Side of The Moon.”
hai vinto, basta, mi inchino
Shhh, parla piano! Altrimenti lo “scrittore” di turno potrebbe rinunciare alle proprie ambizioni creative, ad illudere la poveretta, che lo mantiene convinta che sia un genio incompreso, e cercare un posto da statale.
Bucknasty docente alla holden, sicuro non sfiguri
il pastiche baricchiano è bello quasi quanto il blog segreto di manuel agnelli
però david gilmour ha studiato musica, non gli è uscita dal suo “vissuto”
@lol: Stan Getz disse che la musica è come il linguaggio: le scale sono l’alfabeto, gli accordi sono le frasi. A scuola puoi imparare a scrivere e a suonare, ma nessuno potrà mai insegnarti cosa scrivere e cosa suonare.
Io personalmente ho frequentato… un critico, docente di greco, conoscitore di cose e persone e…scopritore di talenti. Sì, anche lui ha voluto fare un corso di “scrittura creativa”, ma già alla prima lezione ce l’ha premesso: >. Bè, già alla seconda lezione di venti che eravano siamo rimasti in quindici e via così. Abbiamo finito in quattro. Quattro. Io non ho alcuna velleità da scrittore, scrivo d’istinto e, come dice bucknasty, ho solo avuto la fortuna di aver avuto dei bravi insegnanti, soprattutto alle scuole primarie. E’ solo un caso che i miei raccontini (ini, ini) brevi vincano qualche concorsino (ino, ino). Ma … credimi, Bucknasty: scrivere, leggere… è sublime esercizio ginnico per menti che, nei più dei casi, vengono utilizzate solo per per seguire la linea di mezzeria della strada che ogni mattino porta al lavoro. Ma, forse tu lo sai … il mondo vero è oltre l’angolo esterno dell’occhio, e riuscire a vederlo e … cosa di pochi.
Scrivo quello che non è uscito fra le graffettine, riferito a quello che ha detto il critico: …odio questa definizione. Questa non sarà mai una scuola di scrittura creativa. Chi di voi non ha l’indole se ne andrà subito, perchè la cosa più difficile è leggere a voce alta le proprie cose e vedere le espressioni disgusate o imbarazzate degli altri…
Scusate, problemi di format.
> E’ solo un caso che i miei raccontini (ini, ini) brevi vincano qualche concorsino (ino, ino).
Che palle questa gente che si scusa di scrivere. Un po’ di schiena dritta, grazie.
alla maturità avevo preso 15/15 nel tema, vuol dire che sono pronto per pubblicare 3.1 metri sopra il coso?
http://hatingline.splinder.com/post/13203354#comment
è interessante confrontare le tematiche e i commenti di questa nave
con quelli del vecchio gommone ,ormai carico di teste di cazzo , che parlano e controbbattono su equazioni veramente arzigogolate e incisive.
sta risposta non serve a na mazza…
ma serve a rimpolpare le fila di commenti ad un articolo, che merita magari quache commento in più dell’altro messo a confronto.
daje de LOAL
No…però puoi provare col numero 8 DI ERRY POTTER!!!
Più “scrittura creativa” di quella….
ma lo scrittore di furryparadise ha fatto il corso di scrittura creativa?!
Io voglio bene a Sputnik.
raccontini (ini, ini) brevi vincano qualche concorsino (ino, ino)
Mavaffanculo.
iCredibilità è fantastico.
al corso di “scrittura creativa” ti insegnano a scrivere dei romanzi storici ambientati in epoca preromana ke si rifanno a “ho voglia di te”?
un OT che merita, vi prego leggete le varie pagine di stronzate:
http://italian.notodrugs-yestolife.org/no-to-drugs-yes-to-life.htm
“© 2002-2004 Chiesa di Scientology Internazionale. Tutti i diritti riservati.”
Dice tutto…
Scusa, devo farmi di delta9 per atterrare fuori pista con il 747, non è che mi vendi una palla di h?
Ma LOL.
Oh, ho dato un occhio a questa lista delle Chiese di Scientology in Italia…
Ce ne fosse una in un posto che non sia granoso… Le uniche due che si discostano giusto un minimo sono quelle di Catania e quella della Sardegna… Le altre si dedicano ad alleviare le pene dei Padovani, dei Milanesi, dei Romani e via dicendo…
Se volete curare i drogati vi posso indirizzare io a Secondigliano… Fatela lì la chiesetta e vedrete che successone… Solo che nun tenghn nà lir…. Interessa?
Beh, io non piloterei un aereo da fumato.
O forse si.
In realtà da fumato si.
“Amici, per favore state lontani da quella cosa ripugnante chiamata spinello. Mi ha fatto diventare un’eroinomane e una prostituta.” – Myriam, 22 anni
LOAL
“Amici, per favore state lontani da quella cosa ripugnante chiamata spinello. Mi ha fatto diventare un’eroinomane e una prostituta.”
Praticamente la biografia di Kate Moss, complimentoni.
“Scrivere non è altro che pigiare su una tastiera la sensibilità derivata dal proprio vissuto. Tutto qui. Niente e nessuno ti può insegnare questo”
quote quote quote.
“Scrivere non è altro che pigiare su una tastiera la sensibilità derivata dal proprio vissuto”
le azioni bucnè hanno una violenta impennata, anche se fosse solo una citazione.
viva l’amor
i 12mila euro, alla holden (come allo ied allo iulm al gulp ecc), qualcuno li tira fuori sperando di ricevere, se non un’istruzione di livello per qualcosa che si è sempre imparato in modalità autodidatta, per scrivere sul tuo taccuino nomi e contatti che una volta uscito da li si dissolveranno come neve, crederci anche solo per un secondo a sta cosa dei contatti è patetico, per i contatti vado al bar e spendo 6 euro, non 12mila e per imparare a lavorare vado appunto a lavorare, non in un’aula magna con gli specchi sul soffitto.
detto questo da baricco non mi farei allacciare neanche le scarpe per paura che ci sbavi sopra dato che è un subumano..e spero vivamente che j.d. salinger o quel che ne rimane esca dalla sua cazzo di casetta in canada e venga a vomitargli in un cassetto.
quoto naja, quella frase diventerà il mio messaggio personale di MSN per un giorno
naja e tutti gli altri, ovvio (ero solo la/il prima/o)
Lo IED mi dicono sia un posto serio, dove impari un mestiere, nonostante quel che diconole pubblicità. (Sul resto delle sigle non mi pronuncio.)
E poi, dài, tra la Holden e il mito dello Scrittore Nato Ispirato Dal Cielo Come E’ Sensibile Si Vede Dal Suo Tema Libero – io non saprei che scegliere. Intendo: scelgo ingegneria meccanica o biologia? Li faccio fuori con una bomba, o con un virus?
Due appunti, senza offesa.
1) Secondo me è un po’ ingenuo affermare che: “Scrivere non è altro che pigiare su una tastiera la sensibilità derivata dal proprio vissuto.” Magari mi sbaglio, ma ho l’impressione che le cose siano parecchio più complicate di così.
2) Secondo me è un po’ snob e provinciale affermare che David Foster Wallace è Dio e Tommaso Pincio è una merda (o anche solo che uno è meglio dell’altro) semplicemente perché Wallace è ammeregano, agganauei!, mentre Pincio, povero stronzo, ha l’intollerabile difetto di essere itagliano. Intuisco male se dico che di Pincio hai letto poco o nulla?
Comunque io ho frequentato un corso di scrittura, molto breve e molto gratuito. Non era, ovviamente, uno dei corsi Holden, ma l’unico insegnante veniva dalla Holden e trovo che fosse un uomo parecchio in gamba.
Nonostante ciò devo ammettere che ha ragione chi dice che i corsi di scrittura servono a poco. Se hai un minimo di attitudine alla scrittura, ti insegnano solo cose che sapevi già, ma non sapevi di sapere. Se sei una capra, hanno l’unico effetto di renderti una capra presuntuosa.
Però ha ragione anche Mr. Asse: sono corsi utilissimi per stringere contatti.
Leggo qui sopra che qualcuno difende lo IED. Mi accodo: in questo periodo sto lavorando con gente uscita dallo IED e finora mi hanno fatto un’ottima impressione.
il fatto è che non puoi insegnare la creatività a uno che magari legge solo la gazzetta e l’inserto sportivo di ogni giornale che gli passa sottomano, però paga 12mila euro (o magari meno, o magari di più, non so) di retta annuale.
o semlicemente non puoi insegnare la creatività, secondo me.
Quoto agent; il fatto è che nella maggior parte dei casi non è la creatività ad essere insegnata, ma il paraculismo. E questo spiega la cultura all’acqua di rose italiana, fatta di professionisti pret-a-porter del nulla con titoli parruccati IED-IULM e chi più ne ha più ne metta.
Completamente d’accordo.
iCredibilità, sei un dannato genio.
Però, la maggior parte di pseudo-stiliste allo IED non sono modelle scartate? Da statistiche attendibili mi pare che pochi lavorano nel settore dopo la vendita del rene ed il pagamento della retta. Vale per grafici, fotografi, designers, ed illustratori (grazie al cielo).
Nel senso che anche loro sono modelle scartate.
A meno che non sono giapponesi o coreane, allora lavorano.
E fanno pupazzi di das.
Credo di aver voglia di suonare il pianoforte e tingermi i capelli di rosso.
E non scherzo.
parole sante.
ti assicuro che la holden è molto peggio di come la descrivi. e io pur avendola frequentata per due anni non lo scriverei di certo in un curriculum (è vero, ne ho parlato ogni tanto nel mio blog, ma solo per avvertire qualche povero malcapitato che pensasse di frequentarla di girare alla larga riportando la mia esperienza). però serve a qualcosa, secondo me. serve a far capire alle persone che la frequentano quanto siano inutili e prive di talento, e se lo capiscono (come ho fatto io) almeno potranno diventare utili alla società in altri campi, tipo la coltivazione dei manghi in serra. se invece non lo capiscono, hanno la scelta di diventare: a) impiegati sottopagati nella scuola stessa (ma solo se stanno simpatici al baricco e soprattutto alla sua cricca che amministra la scuola); b) impiegati sottopagati di qualche rete televisiva trasmessa nel pacchetto di sky; c) impiegati sottopagati di qualche agenzia pubblicitaria. può darsi oscuri editor se proprio gli va di lusso. in ogni caso non diventeranno mai degli scrittori (qualsiasi cosa voglia dire questa parola). in quindici anni, non un solo caso di scrittore si è manifestato tra gli iscritti alla scuola holden.