Slavoj Zizek è il mio negro

“…Oggi l’unica classe sociale che nella soggettiva percezione di se stessa si presenta in modo esplicito come “classe” è il famoso “ceto medio”: l’apparente strato medio della società che lavora duro e che si identifica non solo nella sua alleanza a fermi standard morali e religiosi, ma da una doppia opposizione agli spazi sociali “estremi”: le ricche corporazioni da una parte, e gli extracomunitari e i poveri alienati da periferia nell’altra. Il ceto medio trova le radici della sua identità nell’esclusione di entrambi gli estremi i quali, quando sono direttamente contrapposti, ci danno del puro antagonismo di classe.

La bugia costitutiva della nozione stessa di “ceto medio” è quindi la medesima della “vera e unica Linea di Partito” fra i due estremi delle “deviazioni di destra” e delle “deviazioni di sinistra” nello Stalinismo. Il “ceto medio” è, nella sua “vera” forma, una bugia vivente, il fallito disconoscimento dell’antagonismo – in termini psicoanalitici, il “ceto medio” è un fetish, l’intersezione impossibile tra destra e sinistra che, espellendo entrambi i poli sulla base di “estremi” antisociali che corrodono il sano comportamento sociale (le ricche multinazionali e gli extracomunitari invasori), presenta se stessa come la via di mezzo neutrale e giusta della Società.

In altre parole, il “ceto medio” è la sconfessione della nozione che “la Società non esiste” (Laclau) in essa, la Società esiste.”

Slavoj Žižek in Il soggetto scabroso. Trattato di ontologia politica

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