Transformers: cikciukcikciak

Ho sempre trovato curiose le proteste inscenate dai fan di qualche serie o libro quando viene annunciato l’adattamento cinematografico di quello che tanto amano. Sono sempre lamentele strazianti ed esagerate su come il colore diverso di un pantalone abbia “distrutto il significato originale dell’Opera come veniva intesa dall’Autore” e la fantastica opera in questione magari comprendeva uomini in calzamaglia che sparano laser e donne con la 5° di reggiseno — boh, non ho mai capito che fanno.

E non serve neanche pescare in titoli oscuri. Quanto hanno rotto per i prequel e le modifiche alla trilogia originale di quell’inguardabile epopea di Guerre Stellari?

Non lo dico per fare il bastian contrario per forza, ho tentato di vedere il primo Star Wars per 5-6 volte, mi sono sforzato di farlo, ed ogni volta mi sono sempre inevitabilmente addormentato durante uno dei tanti dialoghi forzatamente altisonanti su qualche conflitto spaziale di cui non me ne frega nulla.
Poi ho sempre trovato fastidioso come un vecchio obeso senza talento ci abbia costruito l’intera sua carriera con quei film, e che ci continui a mangiare ancora ai giorni nostri.

C’è altro la fuori di cui parlare, Kevin Smith.

Le 38 ore del Signore Degli Anelli, poi, sono nerd porn che non mi ha mai trasmesso nulla, lo stesso per le dozzine di film adattati dai fumetti di super-eroi che sfornano ormai ininterrottamente ogni anno

Però, all’improvviso, tutto questo è cambiato.

Transformers è Hollywood che mi porge una mano sulla spalla, mi offre una vodka lemon e mi sussurra, mentre si aggiusta le tette: “stiamo rivolgendoci alla tua generazione di under-25 OoOOoo”, e certo l’offerta è allettante, ma non posso fare altro che ringraziare per il drink e replicare “non fottete con la mia infanzia, puttane”.

Ammetto pure che la visione del trailer un paio di mesi fa mi ha retroattivamente procurato una erezione a 7 anni, ma avevo comunque bene a mente che il tipo responsabile del progetto era pur sempre il regista di “Ben Affleck E’ Un Pilota Della Seconda Guerra Mondiale, No Veramente”. Quindi il livello di guardia non è mai abbastanza alto, specialmente se è per impedire a Michele Baia di rovinare il mio piccolo ritaglio idilliaco stile “corse-nei-campi-di-grano-di-ragazzine-bionde” in cui, da 8enne, sfregavo dorsi di Transformers dipinti con vernici tossiche cinesi per far cambiare loro il simbolo di appartenenza. Ma ripensandoci, è anche giunta l’ora di dimenticare tutto ciò.

Per assistere al film sono andato all’Odeon, in Duomo. Non c’ero mai andato, e sarebbe stato meglio continuare così. E’ il cinema più disgustoso in cui abbia mai messo piede. Non capisco ancora se il tanfo provenisse dalle persone che avevo intorno ( la proiezione era pure quasi invenduta, su 1000 posti al massimo 200 erano occupati, incomprensibilmente però tutti vicini) oppure dal fatto che fosse ubicato sottoterra. Poi dietro avevo ciò che nessuno vorrebbe mai avere: tre apparentemente giovani adolescenti. Dico apparentemente, perchè poco prima che si abbassassero le luci uno di questi decide di andare a prendere dei pop corn, dopo essersi alzato in piedi ed averlo urlato per informare anche l’ultima fila di questo, e mentre mi passa davanti vedo questa voce da 12enne brufoloso a cui devono ancora crescere i peli sui testicoli fuoriuscire dalla faccia di una signora di 50 anni bionda e rugosa. Non so perchè o come sia possibile che ciò accada. L’unica cosa certa è che non mi importava quale minaccia futuristica si sarebbe da li a poco prospettata sullo schermo, il futuro lo stavo vivendo in quel momento — e puzzava di cane bagnato e confusione sessuale.

Però tutto ciò passa in secondo piano all’inizio del film. Ah no, sono 15 minuti di pubblicità di mobilifici a Melegnano.

Comunque sono stato piacevolmente colpito di apprendere come la produzione Hollywoodiana non abbia minimamente cercato di semplificare la storia originale , preferendo mantenere tutta la complessità della serie ispiratrice che rese così bene le sfumature di ROBOT GIGANTI INCAZZOSI CHE COMBATTONO. Probabilmente c’eraqualcos ‘altro nella sceneggiatura, un Cubo caduto sulla terra che da la vita alle macchine ed un ragazzino che compra un auto che si rivela untransformers o qualcosa di simile, ma non mi interessa. Ogni dialogo serve solo a prendere tempo fra ROBOT GIGANTI INCAZZOSI CHE COMBATTONO e la scena successiva in cui ROBOT GIGANTI INCAZZOSI COMBATTONO.

Gli effetti sono la cosa migliore del film e rendono perfettamente credibile l’interazione con gli esseri umani , o se preferite i NON-ROBOT GIGANTI INCAZZOSI CHE COMBATTONO, ed il nostro mondo. Certo, come al solitoBay non è riuscito a trattenerla e se l’è dovuta fare addosso davanti a tutti con i 15 minuti in cui i ROBOT GIGANTI INCAZZOSI non COMBATTONO, ma si nascondono dietro casa del ragazzino protagonista per non farsi scoprire dai suoi genitori. “Ha ha i robot sono grandi e goffi e fanno fatica a muoversi senza distruggere tutto il giardino che abbiamo precedentemente spiegato essere estremamente importante per il padre!” l’abbiamo capita 14 minuti e 30 secondi fa, VAI AVANTI.

L’effetto speciale migliore comunque è Megan Fox che fa gli occhioni dolci a Shia LeBouf (mi viene voglia di depilarmi il petto ed avere un rapporto più profondo con mia madre solo a scrivere il suo nome). Per favore, quella è la classica tipa che ha cominciato a fare deep throat dal biberon, come potrebbe mai essere attratta da un nerd come Shia LeBouf? Non dubito che ci sia qualcuno la fuori che possa trovarlo anche sexy, come non dubito che costoro si masturbino al buio immaginando che Shia LeBouf li guardi dritti negli occhi, e che abbiano qualche ordinanza che impedisca loro di vivere nel raggio di 15 km dagli asili. Questo però non vuol dire che ciò sia credibile sullo schermo per il resto di noi non castrati chimicamente.

Transformers ha molti momenti bambino-che-guarda-con-gli-occhi-spalancati-da-dietro-una-siepe che credo di aver visto in ogni film di Spielberg prodotto negli anni ’80 e, anche se questi momenti risultato spesso leggermente forzati, funzionano nel portare avanti la storia ed umanizzare i robottoni. Il problema sopraggiunge quando l’universo di Spielberg, formato dallo stupore fanciullesco verso le cose sconosciute, viene offerto un succo di frutta alla pesca e mango della Coop con dentro una rape drug e MDMA e trascinato e stuprato dall’universo di Bay dietro un cancello arrugginito con le sue tipe hacker che sentono con l’orecchio i firewall (WTF?), i negri obesi che urlano “per far ridere”, Jon Voigt che fa il solito tipo “presidenziale” e super poliziotti sopra le righe e ti ritrovi con 40 minuti in mezzo al film in cui ti chiedi cosa stia succedendo e dove siano i ROBOT GIGANTI INCAZZOSI CHE COMBATTONO.

Per fortuna che da li a poco tornano in massa. E ad ogni nuovo conflitto i danni si fanno sempre maggiori e coinvolgono sempre più persone e città. Campi distrutti, basi militari annientate, stadi perforati. Ma dato che gli “autobot” sono i buoni e vogliono salvare gli uomini — invece del film questa volta – decidono di avere lo scontro finale al CENTRO DI UNA POPOLOSA METROPOLI GENERICA.

Perchè ho sempre l’impressione che nei film di Michael Bay il personaggio più cattivo sia Michael Bay? Megatron non voleva uccidere tutte quelle persone, certo qualche vittima l’aveva messa in conto per prendere quel cavolo di cubo. Ma non avrebbe mai squarciato dei pulman a caso in una autostrada affollata o attraversato interi grattacieli se Micheal Bay non avesse pensato “no, DI PIU!”. Non importa quanto cattivo sia il “cattivo”, Bay conosce sempre più modi di lui di causare distruzione & caos e di uccidere in modo cruento ed inutile migliaia di persone.

Qualcuno dei 10 milioni di soldati uccisi nel film magari avrebbe potuto coronare il sogno di vedere i matrimoni gay legalizzati ed accettati, dopo la fatica di arruolarsi nei marines nonostante le sue preferenze sessuali, ma no, Michael Bay ha deciso che 2 carri-armati gli dovevano cascare in testa dopo essere stati deviati da un missile sparato dalla luna e rimbalzato su una riproduzione del dirigibile Hindemburg.

Però ad un certo punto, mentre pensi a tutto questo, controlli l’orologio e ti accorgi di essere a 3/4 del film e sei sconvolto perchè realizzi che non è male come pensavi. Questo è il punto, Transformers vince automaticamente per lo stupore che ti provoca realizzare che non fa schifo quanto tu ti aspettassi, e che anzi, ti stai pure divertendo. Certo è lontano dall’essere perfetto, i difetti sono evidenti e non pochi, ma è un cavolo di film su giocattoli di 50 metri, poteva andare molto peggio.

Transfomers devi prenderlo come un invito ad un concerto grunge di una ex che hai mollato mesi fa. Non lo sai neanche tu perchè sei andato, chi cazzo suona il grunge nel 2007?, e poi la tipa l’hai già giudicata incapace e superficiale.

Però poi qualcosa è successo.

Certo non sarà la donna della tua vita, e i tuoi amici possono prenderti in giro quanto vogliono, ma tu in quel bagno hai goduto per 10 minuti. Non ti resta altro da fare che tirare fuori un fazzoletto e complimentarti con Michael Bay perchè questa volta ha imparato a non usare i denti.

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