Dighdudighididi

Il 24-25-26 Agosto in quel di “Bagnaria Arsa”, in provincia di Udine, si terrà lo Shagoo Festival, un avvenimento musicale giunto alla 5° edizione poco conosciuto in passato, ma che quest’anno si preannuncia particolarmente interessante e ricco di novità perchè ho deciso di prendervi parte io.

Il pregio dello Shagoo, a differenza di altre manifestazioni più blasonate (e per blasonate intendo gay), è di avere il rapporto indieblogger/spettatori fra i più bassi in circolazione — il semplice ma efficace risultato di una accorta politica della scelta dei gruppi, la quale si può definire “Invitare Gruppi Che Non Si Vestono Da Cazzo”. Certo, questo modo radicale di operare impedirà la presenza di indossatori di jeans sottratti alla propria ragazza e tshirt XXS gialle ironiche con scritto sopra “International Bocce World Champion 1978” che cantano del pop-folk elettronico inframmezzato da rap citazionista dei Beastie Boys anni ’80, ma è un prezzo che sono pronto a pagare per sentire “Gruppi Che Non Si Vestono Da Cazzo”.

La musica in realtà questa volta non è fondamentale. Lo Shagoo è un corpo umano, e noi siamo uno strano globulo rosso antropomorfo e pederasta con la barba che cerca di esplorarlo con un bastone.

Bisogna tenere in considerazione però che l’arto del proprio corpo da scegliere di farsi mutilare si chiama “Vegan”. Proprio così. Informatori vicino all’organizzazione dello Shagoo mi hanno confermato una rilevante presenza di ruminatori in giro per Bagnaria Arsa. Fermi, Il panico non serve affatto. Gli adoratori del seitan si combattono organizzandosi meglio di loro: arrivate con salse piccanti da BBQ, polli, hamburger, vitelli, maiali decapitati, cavalli al galoppo, medio-grandi roditori e, se non possedete nulla di tutto ciò, rapite e macellate il primogenito di una giovane coppia di guatemaltesi immigrata illegalmente facendo passare l’infante per filetto in modo da offendere i veganazi ed il loro decadente stile di vita alternativo.

Ma è solo alla fine dei concerti giornalieri, quando ormai la luna avrà infilato un dito in culo al cielo stellato e avremo ricordato più volte in modo fastidioso a tutti i musicisti come il DIY non sia altro che una filosofia per persone che hanno il bisogno di creasi delle regole autoimposte per sentirsi importanti e superiori ad altre poichè incapaci di farlo coi propri mezzi, che inizierà il vero divertimento. Una notte celebrativa del dio della carne che avrà come climax la Soluzione Finale di tutti i Bambi di Studio Aperto che verranno squarciati per dormire fra il loro grasso durante le fresche notti friulane, non prima però di aver usato il loro sangue arterioso per detergersi dalle fatiche giornaliere.

Tutto questo fino ad ora è un sogno. Un sogno che, come il partito democratico e la fine del genocidio in Darfur, si può avverare solo se mettiamo da parte le nostre differenze. Se tutti insieme ci prendiamo per mano e ci dipingiamo la faccia di blu uniti nel nobile scopo di trasformare lo Shagoo Festival in Bagnaria Arsa a 9.3 km dall’autostrada A4 in un capitolo del Signore Delle Mosche.

Accorrete numerosi.

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