1agosto2007
1daysummerIl mito del porno
“For the first time in human history, the images’ power and allure have supplanted that of real naked women. Today, real naked women are just bad porn. ” L’analisi è lucida, anche se trovo alcuni passaggi forzati e banali.
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8 Commenti
tamas ha scritto il:
1 agosto 2007 alle 22:47.
Bah, bah, bah. C’è del vero e c’è del giusto, nell’articolo, ma ci sono anche bersagli mancati e generalizzazioni infelici. Per quello che riguarda la frase citata -ed evidenziata già in originale- credo che il punto sia più vasto. Il potere e l’attrazione delle immagini non hanno semplicemente soppiantato quelli delle donne reali; più probabilmente, è la realtà in sé ad essere superata dall’apparenza. Lo vediamo ogni giorno in ogni campo, non penso ci sia bisogno di portare esempi. Però la realtà, messa da parte quanto si vuole, continua ad esistere; l’UDC può blaterare di famiglia quanto vuole, ma i suoi eletti continuano -nella realtà reale- ad andare a puttane, rubare, pippare. Allo stesso modo l’esplosione del porno non cancella le donne vere. Se uno basa la propria vita sessuale su scene girate in un albergo di Praga da donne che pensano ad altro e uomini distratti, mentre intorno un biondo dalla faccia triste mangia un panino e il cameraman si scaccola, beh, ragazzi miei, quell’uno è un poveraccio. Se una donna si sente in competizione con una galleria di immagini di zoofilia su un server del Belize, quella donna ha dei problemi. La vagina a due dimensioni non è calda e non può essere penetrata, ritengo che questo chiuda ogni discussione.
Solla ha scritto il:
2 agosto 2007 alle 12:15.
“La vagina a due dimensioni non è calda e non può essere penetrata…”
Non sono daccordo.
Si può sempre infilare l’uccello in un giornale in fiamme.
tamas ha scritto il:
2 agosto 2007 alle 16:04.
Già. Peraltro, lo si potrebbe chiamare, non so, burningfuckin’ e venderlo a repubblica.it come la nuova tendenza dei giovani più al passo coi tempi.
qbic ha scritto il:
4 agosto 2007 alle 01:18.
“Greater supply of the stimulant equals diminished capacity.”
Non ne sarei tanto sicuro. La massificazione del corpo ha sicuramente alterato la percezione della donna, ma secondo me non con la conseguenza di una “impotenza collettiva” quanto piuttosto in favore di un incremento dell’aggressività sessuale.
Esempio banale: i vecchi pugnettari assidui frequentatori delle sale porno che alzano le gonne alle bambine nei giardinetti. Suppongo si cerchi di compensare la frustrazione per il non poter avere una donna bella e troia come le pornostar.
D’altronde è il porno che ha sdoganato il fetish o il dirty sanchez o il deep throat.
Dottor D. ha scritto il:
5 agosto 2007 alle 00:01.
Non mi ricordo chi diceva che nell’adolescenza la pornografia è un rimpiazzo del sesso; nell’età adulta il sesso è un rimpiazzo della pornografia.
patello ha scritto il:
5 settembre 2007 alle 02:22.
Secondo me l’analisi, per quanto si limiti alla semplice contrapposizione dualistica dell’unico esempio alternativo portato, contiene validi elementi di critica. Da precisare che, conoscendo in modo sicuramente superficiale ma abbastanza rappresentativo e macroscopico la tendenza avuta dalle più importanti correnti femministe nei riguardi del porno, mi sembra sbagliata la valutazione del femminismo nei confronti dell’argomento. Semplicemente buona parte della critica femminista al porno si basava su altre linee di polemica, forse un pelo meno ammiccanti al tradizionalismo. Resta tutto inscrivibile nel grande problema tutt’ora esistente tra femminismo e ruolo della donna, sopratutto nella sfera sessuale. Chi deve diventare la donna, ci dev’essere un modello di riferimento, quanto può influire l’identità, la naturalità biologica (esiste o è una pratica totalmente storica?)? Essendo un discorso di libertà è abbastanza complicato.Ad ogni modo alcune considerazioni mi sembrano calzanti, tamas evidentemente se giungi alla conclusione che questa finzione rappresentata dal porno non deve essere sopravvalutata è perchè alla base ti basi su dati diversi da quelli di questa giornalista, che -si suppone- abbia fatto qualche studio in materia. Da profano alla ricerca sociale in tema, mi sembra comunque logica l’argomentazione secondo cui l’esposizione ad una sfera sessuale così pervasiva della vita pubblica possa in qualche modo inflazionare quella privata, la cui sovranità viene erosa dalla liberalizzazione -anche a livello di immagine- (da tabù ristretto a simbolo ed evento mediatico) del sesso. Rimarca tutti i difetti della forma mentis liberale.
L’aggressività di cui parla qbic io non la vedo, sono anni che si parla di una donna sempre più aggressiva piuttosto, e di un uomo sempre più passivo. Mi sembra del tutto compatibile con l’idea esposta dalla giornalista. L’esempio dei vecchi non calza, la loro socializzazione sessuale ha sicuramente giovato (vedremo poi in che modo) della liberalizzazione dell’argomento, in quanto il tabù collettivo dell’attività sessuale dei vecchi (caratteristica tutta occidentale peraltro) è venuto (fortunamente, ma -ripeto- vedremo in che modo) meno. Quindi il caso costituisce un’eccezione semplicemente nella misura in cui il vero agente scatenante non è tanto la liberalizzazione del sesso di per se, ma la precedente condizione di stigmatizzazione e tabù culturale sofferta dagli anziani nei confronti del sesso. Inoltre si potrebbe opinare che il consumo di materiale pornografico nell’anzianità sia minore, che comunque un effettivo calo del desiderio e quindi degli effettivi rapporti sessuali nella terza età non metta in risalto con la dovuta trasparenza il fenomeno. Io mi accontenterei di prendere per buona l’applicazione nel caso principale di applicazione ovvero un uomo di mezza età, o un addolescente. Insomma la liberalizzazione del sesso ha cancellato sedimentazioni tradizionalistiche e culturali, tabù, regole etcetcetc. Si tratta semplicemente di capire quante abbia senso eliminare e quante continuino ad avere un senso e pertanto vadano difese contro il flusso uniformante di questa globalizzazione.
gara ha scritto il:
5 settembre 2007 alle 10:21.
patello, ma tu all’uni tieni un corso monografico di NOIA?
dai, potevi esprimere gli stessi concetti buttando nel cesso tre quarti di post.
patello ha scritto il:
6 settembre 2007 alle 03:21.
eh scusa, davvero ce la metto tutta ma appena scrivo una parola vedo possibilità di fraintendimento che ne necessitano altre 4 di contestualizzazione e avanti così : \
va beh dai comunque articolo interessante secondo me offre buoni spunti.
dopodichè le conseguenze dovrebbero essere, beh, drastiche dicamo , forse troppo.lol.
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