Rape Me
Questo è un pezzo scritto per Vice Magazine.
Ogni uomo ha un migliore amico. non importa quanto strano questo sia. C’è chi ha il classico cagnolino scodinzolante che ti tiene compagnia quando torni a casa, o chi si confida con un “avatar” di un tizio che non incontrerà mai su internet. Ormai è banale.
Se invece vivi in una confraternita di un college americano il tuo migliore amico può essere il Roipnol, una benzodiazepina circa 10 volte più potente del Valium prescritta come ultimo rimedio nei casi estremi di insonnia e come primo, al posto del metadone, se sei un medico e vuoi sbarazzarti di qualche eroinomane che non ti si scolla. Non sporca, è inodore, senza sapore, causa amnesia ed è pure invisibile. Sciolto in un drink ha effetti devastanti: ci sono infinite tristi denunce di giovani ragazze alla polizia dei campus di migliaia di scuole che si sono svegliate nel proprio letto nude in uno stato confusionale capendo tutte le canzoni di Tori Amos.
Per impedire queste tragedie il Ministero della Sanità americano ha ritirato completamente dal mercato il Roipnol nel 1996. Nello stesso periodo la DEA ha classificato il farmaco come “Schedule 1”, il medesimo livello dell’eroina e del LSD, decuplicando così istantaneamente gli affari delle “farmacias” per il “Mexican Valium”, il nome con cui oramai è conosciuto nelle strade. In tutta Europa, compresa l’Italia, invece è completamente legale.
Bisogna dire purtroppo che , così come il crack e le tipe coi culi grossi, la moda di rubare la gioia di vivere tramite Roipnol non è mai arrivata veramente in Italia, rimanendo in mano a pochi reclusi visionari.
Io l’ho provato.
***
Ho una lattina di Beamish e qualche pasticca allungata da un tizio che le riceve in modo regolare, stile conserva da rifugio atomico, dal SERT — qualcosa come 3 scatole a settimana. Gli hanno assicurato che è per aiutarlo a combattere i sintomi da assuefazione. Inghiotto la prima e tiro giù un sorso di birra. Va, va va. E sputo tutto. Non sono mai riuscito ad andare d’accordo con pillole e pasticche varie, spiacente “immagine-da-romantico-slash-maledetto-tossico-letterario” che vi siete fatti di me.
Le altre, con più attenzione, vanno giù tranquillamente.
Sono le 12 e non-mi-importa di una anomala fresca nottata milanese di fine luglio e, dopo circa una ventina di minuti, i Navigli diventano un centro di benessere Zen. Non ci sono trip o allucinazioni varie, solo un assurdo senso di euforia. Di essere capaci di poter fare quello che si vuole protetti da una infinita anestesia. Se fossi sopra la nave più sicura mai costruita urlerei sporgendomi dalla prua “SONO IN CIMA AL MONDO!”, ma non lo sono, quindi faccio la cosa più vicina e ordino dei nachos e un black russian. IL ROIPNOL SPACCA.
40 MINUTI DOPO: I miei movimenti sono goffi e imprecisi. Sento i pensieri in testa confusi e faccio a fatica a parlare in modo chiaro. I sintomi sono inconfondibili: sto parlando con una tipa che non conosco.
Mi ritrovo a bere un cocktail che non credo di aver mai ordinato in vita mia. Ha un ombrellino con disegnati degli arcobaleni e sul bordo del bicchiere ci sono infilati dei pezzettoni di fragola ed ananas. Il Roipnol sta facendo effetto.
La tipa invece è veramente orribile. Le è chiaramente scoppiata in faccia una guerra in Iraq di acne e Al Qaeda sembra stia prevalendo sul suo collo e fronte tormentandola tramite una strategia di autobombe di foruncoli.
Entro in un altro locale e mi faccio inghiottire da un lungo divano, credo fucsia.
Sento i muscoli irrigidirsi. i miei movimenti sono ora veramente lenti e pesanti, come se stessi nuotando contro la corrente di un fiume che sfocia in una paura degli ambienti chiusi e 15 anni di terapia da un’analista.
Una tizia cerca di parlarmi: ”auauauauauaua” o qualcosa di simile, le sue parole non hanno senso. “uauaua, auauaua” – continua – “si” rispondo io e prendo un bicchiere da un tavolino accanto. Non so se è per il Roipnol o per la qualità del locale, ma il gusto è insopportabile.Ha il sapore che mi immagino abbia il calcare che si forma tra le dita dei cadaveri nascosti nelle lavatrici che non usano Calfort. Forse era Red Bull.
Decido di alzarmi ed uscire per tentare di fermare l’intorpidimento, la cosa sembra funzionare dato che riesco a indicare il bagno ad uno che me lo chiedeva. Mi sembra di aver riacquistato lucidità.
C’è una troupe televisiva della RAI fuori dal locale. Stanno facendo un servizio sull’ultimo spauracchio creato per istruire i giovani sulla pericolosità degli “stupefacenti”, la cocaina tagliata con l’atropina che gira ultimamente. Parlano col proprietario che spiega loro come la coca non serva e lo “sballo” non sia accettato da lui. Chiede ai ragazzi di non prendere niente perchè è pericoloso. Solo che non sembra riuscire mai a completare il suo pensiero, interrotto continuamente dalla sua stessa risata improvvisa. Ha le pupille totalmente contratte e ad ogni errore si scusa col giornalista grattandosi nervosamente il collo. Non so da quanto fossero li, ma era infuocato. Poi si rivolgono ad un ragazzo che guarda dritto in camera e che si dice schifato di come la cocaina sia diffusa tra “i giovani”, ma tiene sempre le mani in tasca mentre sposta il peso del suo corpo da una gamba all’altra per bilanciarsi, senza fermarsi mai, anche quando si gira puntando il suo amico che aggiunge “E’ ora di finirla!”. Intervistano pure me ed affermo con la mia migliore convinzione “ci si può divertire in discoteca senza le droghe!” Il giornalista spalanca gli occhi ed alza il pollice, sembra entusiasta che abbia detto tutto quello che voleva in una botta sola. Quando l’operatore abbassa la telecamera continuo “mi piacciono le donne come mi piace il rum: di 12 anni ed insieme alla coca!” si mettono tutti a ridere ed il giornalista mi da una pacca sulla spalla.
L’odio per le droghe ci ha reso fratelli.
La testa è di nuovo pesantissima, sono ubriaco senza aver toccato praticamente mai alcool. Trascino la mia spalla attaccata al muro per i navigli cercando di non lasciare che i miei occhi si chiudano. Non ce la faccio più. Chiamo un mio amico pregandolo di venirmi a prendere, “auauauauaua” mi risponde al telefono rassicurandomi che farà presto.
Sento di essere stato in piedi per altre 5-6 ore, e il mio amico me lo conferma, ma non ricordo nulla. Blackout totale. Zero. Non importa quanto ci provi. E’ come cercare di ricordare un pensiero che avevi in testa qualche minuto prima che ti scappasse di mente. Lo sai che lo avevi pensato, che era una cosa importante magari, e più tenti di ricordare cosa fosse e più la frustrazione aumenta. Mi sveglio in un letto una dozzina di ore dopo, ma sento veramente di aver dormito solo la metà. Forse di meno. Trovo in tasca oggetti che non m’appartengono: un biglietto da visita di uno studio di designer che non conosco, la carta di una caramella e una cicca appiccicata fra un fazzoletto con qualche goccia di sangue a macchiarlo, ma senza tagli sul mio corpo. Come sono finiti lì? Non ne ho idea.
L’unica cosa che so è che ora ho una voglia matta di imparare a suonare il piano e di cantare cover revisioniste in chiave femminista.













first!
molto ben scritto, da approfondire.
alla prox droga ci organizziamo meglio
ho apprezzato il pezzo e la droga
auhauhauhahuhaha
ho visitato anche il sito (Vice Magazine), ma dopo che ho visto che un tizio si e’ tatuato un pezzo dei lyricalz sul braccio ho schiacciato la X in alto a destra sul monitor
mi tatuero’ anche io ” portami con te via, finche’ sento che c’è sintonia, diretti verso altri lidi”
quanto mi fa sentire old quella rima
siamo tutti old e io reduce da una serata letale
saluti
solo per il fatto che c’è Fede, Vice Magazine spacca.
bell’articolo comunque.
p.s.: io mi tatuerò una barra di Rude MC a caso, tanto spaccano uguale.
auauauuauauauau, fantastico.
Bel pezzo, leggendoti sono contento di non aver mai provato quella roba :-)
I primi svarioni potevano essere confusi con quelli da mdma.
L’effetto sucessivo potrebbe essere confuso solo con ketamina della peggiore qualità, tagliata inequivocabilmente con zucchero a velo e antidepressivi XD
Scherzi a parte credo di poter immaginare che esperienza allucinante sia farsi una prima pezza in questo modo, sono queste le cose che ti fanno dire “La droga è una merda”
Ben scritto, rende parecchio l’ida, bravo siamo fieri di te *__*
mi piacciono le donne come mi piace il rum: di 12 anni ed insieme alla coca.
la frase definitiva, la voglio sulla mia lapide cazzo…
Pedobear disapproverebbe la tua condotta figliolo…
ma questa è la sceneggiatura del video di “smack my bitch up”!!
occhio che vi denunziano
dove si compra sta roba??
Oh, buck, complimenti per l’articolo, però è evidente che i SERT di milano stiano un pò indietro rispetto al resto del mondo. Qui a Bologna il roipnol era conosciuto dal 1980 circa. Ora qui, nel magico mondo tossico in cui lavoro, si va a minias e rivotril, prima c’era il darkene. In confronto a ‘sti tre qua il roipnol è come una canna di pongo.
Se accetti un consiglio da un addetto ai lavori penso che la massima espressione di queste sostanze sia raggiunto sparandosele direttamente in vena e non per via orale. Che si tratti di sostanze sciroppose non progettate per essere assunte via endovenosa importa un cazzo, l’importante è l’effetto, che è sicuramente interessante. Una fattanza di queste sostanze vale mille flebiti da fuorivena a decorso corrosivo.
Però, per piacere, viste le tue indubbie capacità non rubarmi il lavoro e continua a occuparti di altro, che quello che hai scritto sembra uscito paro paro da un capitolo del mio “diario di un operatore di merda”.
Non rubarmi l’unica possibilità che ho di percepire una pensione, please.
O almeno scriviamolo a quattro mani.
Bell’articolo! Alcuni passaggi mi hanno fatto ridere di gusto!
(Anche se posso immaginare la sofferenza, sorry)
questo si che è giornalismo gonzo!
….e il giorno dopo ti vergogni quando ti raccontano che ti hanno dovuto staccare dal figlio “di quella troia che ti guardava e apriva le gambe” ai giardinetti. il ragazzino ha provato a proteggerla, quindi lo hai colpito allo stomaco e alla testa, sei caduto (ecco spiegata quella crosta trai capelli) e sei scappato via.poi hai detto “mi riposo un po’ qui”. poi ti sei pisciato addosso.adesso non sai dove sei…..che botta quelle chicche..
Propongo Bukkakenesty come tester anche per la dimetiltriptamina (una delle poche cose che non ho mai provato). Magari anche tu potresti vedere “palle da basket ingioiellate che si autodribblano parlando in greco demotico”… Boh
http://it.wikipedia.org/wiki/Dimetiltriptamina
A di
Stato ConfusionaLE, confusionario sono io quando faccio colazione.
Bel post, raccontato bene, ma preferisco ancora “Paura e Delirio a Las Vegas”.
“C’è una troupe televisiva della RAI fuori dal locale….
…L’odio per le droghe ci ha reso fratelli.”
Questa parte è degna di Bret Easton Ellis
Ottimo pezzo!
ma chi cazzo sei william burroughs?
vaia vaia bacnesti
irvine welsh?
ah bella! sta roba è legale e l’erba no?!
che cazzo!!! devo aver sbagliato tutto nella vita— -.-’
Uomo solare devi lasciare stare certe robe, non fà mai piacere di leggere di qualche sebomane (seba=ero)
@Max No, Hunter Thompson
Mah
Fake, non ho capito, la seba è ‘a robba?
Uomo solare hahahah a milano sono indietro eh? pure a bologna però non ve la cavate ad arretramento? Ma davvero mi vorresti dire che rivotrill in gocce sono in voga ora?
Io mi ricordo che quando avevo 15/16 anni e mi facevo le prime canne c’era già gente della mia età che se ne calava di rivotrill, ora per la maggiore vanno paroxetina, tavor e lexothan.
Ciò nonostante sta roba c’è sempre stata.
Per chi si domanda il motivo per cui queste cose siano legali, il concetto è semplice: venivano usati in passato come psico-farmaci, ma visto che a lungo andare provocano più danni che benefici non vengono più prescritti, tranne in casi di sindromi piuttosto gravi, una volta ho visto una persona sotto effetto di tavor picchiare 2 suoi amici senza una cazzo di motivazione, e c’è anche una persona di mia conoscenza, che ha tentato il suicidio a causa di un abuso di tavor.
Questo è uno dei motivi fondamentali che mi tiene alla larga da certe schifezze.
nel bicchierino c’è una doppia di rivotril, sempre una doppia di zxprexa, un felison (casuale il nome?), un tegretol. in un altro ci metto dieci goccine di entumin. lui mangia, beve, rutta. forse stasera dorme, ma non è detto. per adesso canta.
ma si può comprare anke senza prescrizione medica?
sell out
Bella Bucknasty.
Articolino come si deve.
Adesso forza, qualcun’altro che provi roba buffa.
Un coprofago gourmet c’è? Anni che mi chiedo che sapore abbia la merda!
Raul J. Duke e uomo solare: non ho capito se la vostra competizione tenta di stabilire chi dei due è più tossico o chi invece ha visto più volte “Drugstore Cowboy”. Figa ma voi siete proprio cresciuti sulla strada… Siete dei veri punkammerda…
… altro che parlare di whiskey.
e perche non l’hai provata allora, solla?!
sheps3 perdona l’ingnoranza ma non so cos’è drugstore cowboy, non sono un tossico fino a qualche anno fa mi facevo qualche canna ma niente di più, non sono un punkabbestia, ne un componente dei dogo, sono cresciuto sia per strada che a casa con i miei genitori ed ho una vita tranquilla e serena, cosa che non hai tu visto che hai bisogno di puntare il dito contro qualcuno per scaricare le tue frustrazioni dovute ad un infanzia difficile.
Lo so che significa, mi ricordo quando a luigi, il mio amichetto delle elementari fottevano la merdendina, mi dispiace sheps3, sono cose che capitano quando si è così coglioni.
Raoul J. Duke: i tuoi genitori hanno anche figli normali? Non so, ho pensato che magari non sai nemmeno che cos’è Full Metal Jacket…. Però ho notato che conosci Scarface! Scusa, non lo punto più il mio dito del cazzo, hai ragione, sono frustrato! Comunque il tuo commento non fa ride, soprattutto la cosa di luigi. Anzi, penso che in realtà luigi sia tu.
luigi non sono io, la mia intenzione non era far ridere, ciò che invece mi fa sorridere è il fatto che tu argomenti la mia anormalità affermando “magari neanche conosci full metal jacket”, e putroppo ho visto full metal jacket e non lo trovo tutto sto gran filmone, ma a te come all’80% degli italiani “piace giocare a palla e stare a pecora nel gregge” cit.
Tradotto: citi film esaltati dalla critica, te la prendi con i punkabbestia, te la prendi con i drogati e pensi che chi ne sappia qualcosina in più di te in materia sia un drogato, e siccome la tua vita è avvenuta in una fottuta campana di vetro, e ciò che sai l’hai imparato davanti ad uno schermo, pensi che anche per gli altri sia la stessa cosa. Ma non è così. Mi dispiace sheps3.
sticazzi come sono permalosi sti punkabbestia
…
il motto di pedobear è sempre d’impatto
Sheps, o sei confuso o non hai capito un cazzo. Io coi tsc ci lavoro, più che altro li finisco proprio con la merda di cui stiamo parlando qui ed ora. Vabbè, ogni tanto mi ci immischio pure, ma questo è un altro discorso, più che altro perchè che coi tsc puoi fare ottimi affari, tipo un laptop a trenta euro, mentre gli alcolisti spaccano solo il cazzo e basta….La mia era un’osservazione per così dire da “addetto ai lavori”. Nel senso che quaggiù fra i negri il roipnol ha ceduto lo scettro a diverse altre sostanze, fra cui in ordine cronologico al rivotril. E’interessante vedere di come anche fra i tossici esistano “trend” differenti da territorio a territorio.
E, no, mi dispiace deludere le tue doti deduttive ma fra me e un punkabbestia c’è la stessa differenza che potrebbe esserci fra un un regista e M.Night Shimalayan.
non c’è la tua foto in vice mgzn
Porco dio, abbiamo anche lo stesso cocktail preferito.
E poi la frase finale. Io adoro quell’album :O
rivotril e eroina. e poi vedi
Buck sappi che per rileggere questo pezzo ho tirato fuori dal mini-bar la mia miglior Coca Cola
qui c’è il tuo contraltare
http://www.youtube.com/watch?v=_jJJ9ShjluY&p=A7F6FEF8183E8C4F&playnext=1&index=20