Blow Me

E’ da un po’ che sta rovistando dentro la tua borsa, quando la guardia aeroportuale finalmente si ferma, sorride, ed estrae proprio quello che temevi trovasse. Lo tira fuori con due dita tenendolo col braccio teso, a mo’ di pinza, come se stesse sollevando un chihuahua per il collo. Lo lascia così per qualche secondo, e tutti quelli in fila si girano a guardarlo e a squadrare te. “E questo?” ti dice col tono di chi ha appena servito un full di assi e re ed è convinto che tu abbia bluffato. E allora confessi. E’ un oggetto tubulare bianco di circa una quindicina di centimetri di comune utilizzo fra le milizie di tutto il mondo, forse anche più dell’ak 47. Non ci sono informazioni sulla sua efficacia fra la resistenza irachena, ma contro il tartaro e la placca che si deposita sui denti è spietato.

Ma lo pensi soltanto e non lo dici, perchè per quei 15 metri che vanno dal nastro per borse e oggetti, passano per il metal detector, e arrivano al tavolo per i controlli la guardia aeroportuale è Dio. E non vuoi far incazzare Dio, specialmente se indossa dei guanti di plastica con cui può esplorarti analmente se lo desidera.

In realtà quello che rispondi è qualcosa tipo “oh, che sbadato, scusi” cercando di mostrarti stupito e affranto. Perchè, da come si mettono le cose, se c’è una cosa che un addetto alla sicurezza che dovrà rovistare biberon e assorbenti per i prossimi 25 anni – e col potere di farti imbarcare o meno sul tuo aereo in partenza fra 20 minuti che ti collega all’unica coincidenza disponibile nell’arco di 24 ore – non vuole sentire, è il sarcasmo di uno stronzetto che ha l’età di suo figlio.

Ed il prurito è invitante e vorresti tanto grattarti, ma poi metti la pomata “Passare Le Prossime 30 ore In Una Sala D’aspetto” e passa tutto.

Però il dubbio ti rimane, poichè usando il tuo raziocinio la cosa non ti torna. La risposta nella testa di queste persone non è curiosamente “chi ci minaccia ha dimostrato più volte che ci può fottere quando gli pare, andiamo quindi avanti con la nostra vita normalmente dimostrando la forza delle nostre convinzioni invece di rendercela impossibile” ma decidere invece il proseguimento di un’insensata strategia di caccia fra gatto e topo, che dovrebbe essere efficace il giorno dopo essersi palesata obsoleta.
L’obbiettivo dei terroristi non è conquistare territori o vincere guerre, ma destabilizzare la normale vita quotidiana di chi attaccano. E paradossalmente non sono degli edifici che crollano o stazioni che saltano a fare questo, ma sono parlamenti eletti democraticamente la cui unica risposta ai cittadini impauriti è l’illusione della sicurezza tramite la paranoia.

Dei tizi si lanciano contro delle torri ed aumentano i controlli in maniera asfissiante in ogni contesto che preveda la presenza contemporanea di più di 200 persone, un altro mette dell’esplosivo nella propria scarpa e allora bisogna togliersi le scarpe per farle controllare, altri ancora usano dei liquidi nascosti dentro comuni prodotti di igiene personale e quindi ora non si possono più portare a bordo di un aereo.

Deve funzionare così per sempre? Ok, va bene. Allora spero e prego con le dita incrociate che il prossimo attentato di Al Qaeda preveda tipe che fanno i pompini coi denti e bambini sotto i 10 anni seduti al cinema dietro di me.

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