Do you want some cheese with that whine?

Forse non avete udito gli echi delle donne che piangevano disperate e si colpivano la fronte con i palmi delle mani, ma c’è stato un grave lutto nel mondo della letteratura in questi giorni. Qualcuno (io) ha scritto sul proprio blog (il… mio) che trovava esagerate le lodi per il libro di una terza persona e professava il proprio disinteresse per esso. Tutto ciò codificato in un breve passaggio in un pezzo dedicato alla forma con cui questo concetto veniva espresso.

Lo so, com’è possibile che il Tg1 non abbia interrotto le trasmissioni per riportare questa notizia? Me lo chiedo anche io, perchè a vedere le reazioni suscitate da quel post da parte della “letteratura italiana” LOAL John F Kennedy è stato appena ucciso da un Boing 747 in picchiata sulla sua abitazione di Cogne.

Se ci tenete potete unirvi alla marcia funebre nei commenti di questo blog e portare il vostro cordoglio ai presenti e ai parenti delle vittime.

Del tipo:

“Sgherri di sest’ordine con il cimurro, quelli del link.” / “Per tutto il resto che appare eccedente nel trollario, ci sono polizia postale” / L’adesivo dei troll è un’operazione estremamente cheap. / A Babsi – glielo dissi in privato e glielo ripeto in pubblico – dico solo: calma. Non ne vale la pena. Purtroppo è solo l’inizio, fatti il callo, sul callo che hai già. E ti abbraccio.” (portate anche delle caramelle al miele se commentate NdB)

Ma il migliore è sicuramente “Pino” (spero non sia il suo vero nome) che invoca addirittura la “MAGISTRATURA SU INTERNET” (uuuh!)

“Insisto: che cosa preferiamo, una rete di bambini dell’asilo e la polizia postale al posto dei maestri, o una rete di persone che creano ricchezza? È responsabilità nostra, di utenti, che la conosciamo e la utilizziamo ogni giorno, fare il possibile per evitare che Internet diventi un trogolo, oppure credi che dovremmo aspettare la magistratura?”

Se ci vuole la magistratura ogni volta che qualcuno trova esagerati dei complimenti o come scrive una persona forse è meglio prepararsi per un altro indulto.

Sono talmente disperati nel loro vittimismo che si sono dovuti inventare un inesistente insulto rivolto ad una persona che, ripeto, non è mai stata neanche nominata qui finché lei stessa non ha deciso di manifestarsi nei commenti.

“il post è imprescindibile: non si dà della puttana a qualcuno così per sport. E’ arrogante, volgare e (soprattutto) maschilista. Solo quello, semplicemente quella parola, svilisce e manda tutto il resto nella spazzatura mediatica.”

Mi spiace per voi, ma “attention whore” non significa “puttana” o “puttanella”, nè qualsiasi altra cosa che abbia un riferimento sessuale. Francamente faccio pure fatica a considerarlo un insulto. Questa è la definizione riconosciuta universalmente di attention whore

“Label given to any person who craves attention to such an extent that they will do anything to receive it. The type of attention (negative or positive) does not matter.”

Magari la “magistratura” ha google. Incrociamo le dita.

Ironicamente, tutto il casino scatenato dalla persona in questione e dai suoi amici virtuali qui e in altri blog per negare ciò non ha fatto altro che confermare tale definizione.

Ho provato a scrivere un commento questo pomeriggio sul blog in questione ma, casualmente, non è stato approvato. Sicuramente è solo una questione di tempo, però intanto lo riporto qui.

“Pronto polizia, parlano male del mio libro su un sito!”
“PRESTO, TUTTE LE VOLANTI SU INTERNET”

Questo è il mondo in cui vorrebbe vivere pino, e qualcun altro a leggere i commenti postati qui, io direi che, sì dai, un po’ di tempo così lo si potrebbe pure vivere. Direi almeno un bel ventennio. Eh?

Consiglio la lettura a Pino e agli amici che soffrono di ipertensione al braccio destro un paio di articoli che potrebbero schiarire loro le idee su molte cose.

Tipo questo scritto nel 1895 da un certo troll di nome Mark Twain, si chiama “Fenimore Cooper’s Literary Offenses” ed è una lunga polemica da parte dell’autore de “Le Avventure di Tom Sawyer” contro la persona di Fenimore Cooper (lo scrittore de L’ultimo dei Mohicani) il suo modo di scrivere, chi lo apprezza e i suoi romanzi. Polemica è un eufemismo, lo fa a pezzi. Ed è esilarante il modo in cui lo fa.

“They require that the personages in a tale shall be alive, except in the case of corpses, and that always the reader shall be able to tell the corpses from the others. But this detail has often been overlooked in the “Deerslayer” tale.” Boom, che c’è da aggiungere?

Ma probabilmente Pino manderebbe la polizia postale a casa di Twain se lo pubblicasse oggi. Caspita! Ha espresso una opinione in maniera ironica e, cosa assolutamente non perdonabile, “POCO RISPETTOSA”. Ah, il “poco rispettosa”. Il vero barometro della civilizzazione del popolino di oggi.
Attenzione ad essere “poco rispettosi” perchè poi il bancomat si rifiuta di prendere la vostra carta di credito, e poi è il CAOS NELLE BORSE! ISTERIA DI MASSA! Cani e gatti che vivono insieme! 3 paragrafi di fila di Isabella Santacroce senza una fellatio!

E, pensate un po’, quello sgherro di sest’ordine (pure negli insulti siete così noiosi da far piangere Gesù Bambino) di David Foster Wallace ha scritto pure lui un lungo pezzo nel 1997 in cui distrugge Toward the End of Time. Sentite un po’ che dice quel trollone buono a nulla a proposito di John Updike:

“Just a penis with a thesaurus.”

“Has the son of a bitch ever had one unpublished thought?”

“Makes misogyny seem literary the same way Limbaugh makes fascism seem
funny.” ”

E’ SCANDALOSO! Credo che siano almeno 20anni in carcere per l’internet terrorista David Foster Wallace in Pinoanni!

Tutto questo conduce solo ad una onesta razionalizzazione: siete privi di sarcasmo, di ironia e di cinismo. E quando incontrate uno di questi sulla vostra strada lo guardate come un cane guarda un gioco di prestigio con le carte. Questo trasforma le vostre insipide invettive in tristi dialoghi con voi stessi, in cui vi contorcete e vi abbruttite sempre di più nel cercare di apparire scaltri. L’importante per voi è la forma, non il contenuto. Mascherate la semplicità dei vostri concetti e ragionamenti in astrusi, poco eleganti ed inefficienti periodi in cui vi autocompiacete in modo infantile e patetico. A cosa dovete compensare? Invece di misurare peni, misurate la lunghezza delle vostre parole.

Non ci impressionate affatto.

Pierantozzi è solo una metonimia di un problema più grande, portato ad esempio per parlare di chi si comporta nel modo che ho appena illustrato. Babsi Jones non è neanche menzionata una volta in quel post, la sua reazione risulta esilarante e si appresta ad essere satirizzata perchè non è stata provocata da alcunchè. La satira colpisce chiunque si creda superiore agli altri, la sua stessa esistenza è spiegata in questo: buttare giù chi si sente migliore per riportarlo a terra.

Il problema è che voi “giornalisti” e “scrittori” siete semplicemente obsoleti. Internet ha reso la vostra presenza totalmente irrilevante. La vostra spocchia e le vostre pretese ci fanno ridere. Non avete alcuna credibilità, parlate in modo inappropriato di cose che non conoscete su luoghi che non frequentate a persone a cui non interessa quello che avete da dire. E poi sbattete i piedi per terra quando chi vive quelle cose vi schernisce senza pietà. “Oooh ho una tessera plastificata con su scritto il mio nome e un logo di un ordine dei giornalisti, la mia opinione è importante!” oppure “oooooh ho pubblicato 3 racconti brevi e un libro, ascolta quello che ho da dire!” L’unica vera grande forza di Internet è quella di livellare tutto e di portarlo ad uno stesso piano. Sesso, denaro, esperienze, conoscenza fanno parte solo di un unico ground zero in cui tutti ci ritroviamo. Quello che conta è quello che hai da dire. Ed è evidente da come vi comportate che questo, per chi ha goduto di immotivati privilegi sociali per anni, non vi va giù. L’unica utilità che vi rimane sta nel farci ridere osservando le vostre gaffe, le vostre reazioni inappropriate.

Perchè semplicemente non riuscite ad accettare questo semplice e limpido fatto: a molti, là fuori, non frega un cazzo di quello che pensate.

Vi ci vorrebbe una generazione di Hunter Thompson, H. L. Mencken, Kurt Vonnegut, Tom Wolfe e PJ O’Rourke per prendervi a calci fuori dalle pagine dei miei quotidiani. Fuori dalle mie librerie. Anche se credo che sia ormai troppo tardi.

Che triste vedere un Dio senza discepoli.

Boooo.

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