L’età del consenso

Oggi è l’11 settembre. Sei anni fa era l’11 Settembre. O, come è inspiegabilmente conosciuto da centinaia di milioni di americani e orologi Casio, “9/11”. Qualcuno oggi domanda “dov’eravate quando lo torri crollavano?” Ed inevitabilmente gli episodi narrati sono da “routine quotidiana interrotta da Fatto Epocale”. Uno di quei momenti da bicchiere di cristallo ripieno di latte che cade dalla mano al rallentatore e si fa in mille pezzi sul pavimento. Perchè i bicchieri di cristallo che cadono sono sempre pieni di latte non l’ho mai capito, ma probabilmente portano sfiga e dopo cascano e muore qualcuno. E poi il “tuo mondo non sarà più lo stesso”.

Io ricordo che stavo facendo quando questo avvenne, ero tornato da poco da scuola, accesi la tv su Rai Due e vidi l’ormai classico loop dell’esplosione della prima torre. Il giornalista in studio era visibilmente eccitato dal momento e, mentre scorrevano all’infinito quelle confuse immagini di isteria commentava “ecco, un fatto incredibile a New York, un Cessna, un piccolo veivolo, si è scontrato contro una torre del World Trade Center”. Ricordo bene l’angoscia e l’incredulità del momento nel sentire queste parole, ricordo ancora – nonostante lo shock – cosa pensai: “Come fa ad essere un Cessna pirla, guarda che esplosione, chi ti ha assunto, testa di cazzo”

Avevo solo 17 anni ed il mio mondo non era più lo stesso.

Purtroppo il video del primo impatto fu recuperato solo molto dopo, quindi la storia del Cessna che aveva sbandato continuò ancora per un po’, fino al fatidico “drin” del mio microonde, quando i ravioli di mia madre non furono più loro stessi e si scaldarono, mentre un Boeing dell’American Airlines decideva di infilarsi nella torre rimanente.

Poi il Pentagono venne colpito e ricordo Mentanone al Tg5 che annunciava l’abbattimento di un quarto aereo sopra la Pennsylvania da parte di un F16. Magicamente, nei giorni successivi e poi per tutti questi 6 anni, questo veivolo fatto a pezzi da un missile divenne “un gruppo di valorosi americani che non si arresero al terrore islamico ma, con le stringhe delle proprie scarpe e una foto appuntita di Gesù, fecero cadere l’aereo lontano dalla Whitehouse” La storia sembrava un pessimo episodio di McGyver, ma a nessuno sembrava dispiacere.

Quant’è durato questo periodo allucinante di torpore mentale? Un paio di mesi? Non ricordo, comunque troppo. C’erano queste continue dichiarazioni esilaranti in cui in modo assolutamente deadpan veniva affermato “oh mio dio, quanti anni passeranno prima di un ACTION MOVIE, 10 ? almeno 10 sì” oppure le più divertenti, a pensarci ora, erano le discussioni su quando una ricostruzione cinematografica dell'”11 settembre” sarebbe stata prodotta. Il film su Pearl Harbor era uscito solo pochi mesi prima, ed il consenso fra critici e produttori era “50 anni minimo”.

Passò poco più di 1 anno e le prime riprese in cui Bush faceva il Jack Bauer della situazione iniziarono, poi venne il revisionismo dei neocon con un film tv in cui tutta la colpa ricadeva su Clinton, quindi il film di Oliver Stone e perfino quello sulla puntata inedita di McGyver. Ora qualunque idiota con un iMac ed una copia crakkata di Final Cut può dare un senso alla propria esistenza pensando di svelare importanti segreti di stato realizzando un film sul “9/11” . No, non c’erano esplosivi nelle Twin Towers, ora tornate a dipingere statuine di Warhammer 40000.

E tutte le affermazioni di innumerevoli figure religiose che richiamavano alla pace e a Dio? Gente che si prendeva per mano per strada a pregare e meditare. “Abbandonate l’odio ed il materialismo” Confini che dovevano crollare. Tutti americani eravamo, tutti uniti. Sembrava che il resto della nostra vita doveva essere come gli ultimi 15 minuti di Contact. Poi Bush si ricordò che era Bush, non firmò Kyoto, invase l’Afghanistan, si inventò una guerra inesistente in Iraq, partì il tour mondiale delle tourture e tornammo tutti a riposare sereni intorno alla confortevole e calda fiamma del disprezzo e della diffidenza nel prossimo.

Io ricordo l’11 settembre. E’ stato un messaggio da parte del mondo che mi urlava “welcome to your adult life, bitch.”

Ooh, ora sì che tutto sarebbe cambiato.

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