LOAL

3ottobre2007

sabbia nella vagina

Indosso una maglietta rossa!

di bucknasty / 115 commenti

Oh, hey, ciao, sono quello che ti è appena passato davanti con una maglietta rossa! Mi hai visto? Sì, indosso una maglietta rossa ! No stupido, non perchè il rosso mi stia tremendamente bene o perchè mi piaccia questa tshirt. Lo faccio perchè sto combattendo contro l’oppressione perpetrata da un sanguinario regime militare in un lontano paese asiatico che non saprei indicare su una cartina neanche se mi dovessero puntare una desert eagle alla testa, ma di cui sono diventato un massimo esperto di geopolitica da 4 giorni. Lo combatto indossando questa maglietta rossa prodotta nella Cina comunista che supporta economicamente, politicamente e militarmente il regime che combatto indossandola! Non pensarci per più di 6 secondi a quello che ti ho appena detto altrimenti non avrà più senso e ti sanguinerà il naso e farai cose senza senso di cui ti pentirai in seguito, tipo leggere Infinite Jest perchè te lo hanno consigliato.

Non importa che protestare contro tutto ciò in Italia necessiti dello stesso coraggio richiesto per organizzare un sit in contro l’olocausto a Gerusalemme, mi autocompiacerò delle mie azioni parlando della mia scelta “coraggiosa” e “necessaria” con tutti i poveri sfigati che rimpiangeranno di conoscermi e gli idioti che leggono il mio triste blog! Basta con la violenza contro il popolo birmano! Firma la petizione che non serve ad un cazzo per aiutarmi a chiudere il vuoto spirituale che sento dentro! Ah e ad aiutare il popolo birmano! Usciti alla rivoluzione nella pausa caffè in ufficio! Scriverò che sono consapevole che non serva veramente a molto, così tutti i cattivoni ( pro-junta) cinici non potranno recriminare su nulla e avrò la coscienza a posto da paraculo senza il coraggio delle proprie azioni che sono! Ma poi la metto comunque, non preoccuparti!

Questa maglietta rossa è fatta al 65% di puro cotone e per il 35 % della mia lotta contro ogni forma di violenza (e il secondo tempo di The Village).

Non importa che sia impossibile trovare qualcuno a favore di quello che succede in Birmania, sono un patetico egotico e mi sento importante e realizzato solo se inserisco la mia insipida vita dentro fatti internazionali 1000 volte più grandi di me di cui non posso subire ripercussioni nella mia vita privata! Devo creare una chiara demarcazione visiva fra me e gli altri esseri umani nel caso dovessi incontrare – mentre compro Halo 3 da FNAC – qualcuno che mi dovesse fermare dicendomi “hey, tu, uomo dai sentimenti luminosi con quella maglietta rossa che ti fa dei fantastici pettorali! Sono a favore di entrare di notte nei monasteri di pacifici monaci buddisti, di caricarli sopra dei camion arrugginiti, di portarli in luoghi lontani da curiosi e giornalisti occidentali, di farli inginocchiare mentre pregano il loro tollerante Dio e di sparare loro nella testa per poi gettarli dentro pozze putride mangiati da coccodrilli” così io potrei immediatamente bacchettarlo con “no, penso tu sia in errore!” mostrandomi moralmente superiore a lui e a tutti quelli che la pensano come lui che io combatto indossando questa maglietta rossa.

Per favore donna, allontanati da me coi tuoi bambini! Sto indossando una maglietta rossa e non vorrei che vi faceste male!

Non importa che Internet sia irraggiungibile nella Birmania da giorni ormai, che nessuno vedrà mai quello che stiamo facendo, che la Junta non si smuoverà dalla propria posizione di 1 millimetro, continuo a rimanere convinto che ciò che ha bisogno un popolo che vive da 40 anni sotto dittatura militare, che ha avuto le uniche elezioni democratiche annullate 15 anni fa, le cui proteste dopo un rialzo del prezzo della benzine del 500% hanno causato migliaia di morti sia il supporto attraverso gif animate rosse di un gruppo di yuppie blogger italiani che non sono mai scesi in piazza 1 minuto della loro vita e che si mettono a posto la coscienza in 5 minuti di HTML.

A volte mi chiedo, mentre cerco di riscaldarmi sotto questo piumino rosso indossando il mio pigiama rosso “ma non hai paura delle ripercussioni nella vita di tutti i giorni perchè indossi una maglietta rossa?” Ma poi vedo le foto delle proteste, i morti, il coraggio di Aung San Suu Kyi dopo 15 anni di prigionia e sorrido confidente “non ho paura, faccio tutto questo per loro” penso “per gli amici di Twitter.” E dormo come un bebè per 14 ore.

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115 Commenti

sofx ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 03:50.

Il capolavoro l’ho visto l’altra sera alla tele: solito spottone ammiccante e.. “Fai qualcosa adesso: vai su http://www.mtv.it

Anche se le mie preferite restano le campagne contro l’aids

Canoro ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 05:15.

Sei bravo,le imbrocchi tutte e le infiocchi per benino.
Mi aspetto il maniomio assoluto.

Dolph Lundgren ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 08:18.

Post del mese…

gabri1987 ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 08:20.

Non mi ritengo pienamente d’accordo con quello che stai dicendo, non lo voglio criticare, voglio solo dirti che forse sarebbe meglio se i fatti li analizzassi più a fondo…
Non posso biasimare il fatto che ci siano persone che indossino una maglietta rossa o che scrivano blog solo perchè lo vedono fare, ma ci sono persone (e non te lo dico per sentito dire ma perchè ne ho la dimostrazione) che credono veramente in quello che fanno e non credo che la loro opera, anche se agli occhi di uno asterno ai fatti, può sembrare apparentemente inutile non credo che lo sia, la voce del popolo è stata da sempre l’arma più forte che esista e nemmeno io ritengo giusto che venga repressa in questo crudo modo…

INeDiA ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 08:37.

Con il tuo “può sembrare apparentemente inutile ma non credo che lo sia” hai decisamente puntellato la tua posizione.
Ed è grazie a questa affermazione che anche io adesso posso urlare al mondo che a me piace il gelato al cioccolato, poi magari mi sbaglio ma è una mia opinione eh.
Anzi, IMHO. Senza ciuffo.

Malpertuis1923 ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 08:37.

Gabri ha troppa ragione, cerchiamo di cuocerlo questo modo e vediamo le cose dall’anterno dei sfatti

gabri1987 ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 09:07.

una persona può e deve urlare al mondo ciò che si sente…
conosci armi più forti della parola?? io NO…
tu ora mi risponderai che ne risulterebbe solo una gran confusione…certo, non lo metto in dubbio, dipende solo dal modo nel quale lo si fa…
credo che sarebbe ora di iniziare ad esprimere le proprio opinioni su ciò che ci circonda, non intendo con la crititca, ma intendo esprimere le nostre opinioni, far sapere come la pensiamo…e questo è quello che stanno facendo i manifestanti contro le oppressioni del regime militare…
e la loro maglietta rossa non serve a far vedere i pettorali, è la loro arma…

Shade ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 09:11.

beh, era prevedibilissimo ’sto post. :)

Indijah ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 09:31.

Anche le gemelle Cappa stanno giù coi Birmani.

Indijah ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 09:34.

Kal ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 09:45.

Questo post esprime tutta la frustrazione per una situazione intollerabile, ma sulla quale non abbiamo nessun modo per fare pressione. La Junta fa quello che gli pare e non si può toccare. La maglia rossa è effettivamente una grande cazzata presa come soluzione a tutti i problemi, ma non è una cazzata prestare attenzione alla cosa. Bravo Buck, a modo tuo questa è la tua maglietta rossa.

Mi domando se noi saremmo in grado di fare come i monaci in Birmania… e qualche dubbio mi viene… brrr…

kento ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:16.

ho desolatamente abbandonato infinite jest a pagina 200.

Peyote ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:23.

Sto andando in pausa caffè. Grazie fratello per averti dato un metodo di rivolta, visto che sono vestito di nero, oggi.

Dario Salvelli ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:37.

I tuoi dubbi sono condivisibili,anzi sacrosanti,però credo sia meglio fare qualcosa che rimanere indifferenti, ognuno con i propri mezzi.
Per questo motivo abbiamo organizzato il Free Burma! day al quale spero aderirai e diffonderai: http://www.free-burma.org
Non si tratta di una gif ma di focalizzare l’attenzione di tutti su questa tremenda situazione: le notizie sulla Birmania nei quotidiani sono già scese di pagina. Certo una Gif serve a poco ma la mobilitazione che abbiamo creato dovrebbero raggiungere anche il popolo Birmano mediante DVB, la radio locale.

D4E ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:39.

conosci armi più forti della parola?? io NO…
Si, avoglia. L’Atomica per esempio. Ma anche i bombardieri eh?

Sierra ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:49.

e saltano fuori gli altarini….

zeno ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 10:57.

anche il napalm gli fa il culo alle parole.

cmq obiettivamente in questi casì è da dividere sempre in due categorie, chi lo fa perchè s’ha da fare e chi si lascia intortare. i secondi il più delle volte non hanno colpa.

I giovani e i nerd o cmq chiunque è attento a quello che succede con la superficialità di cui solo i giovani e i nerd sono capaci, indosseranno oggetti rossi così come il giorno prima andava di moda indossare felpe coperte di stelle che fanno tanto homo-emo, e scatterà la gara a chi ha più cose rosse (io c’ho un braccialetto, no io le mutande, fermi ragazzi io c’ho i pantaloni!! yeee! che stile).
La nerdata della gif animata oltre che essere trash e nerd, è anche stupida e nerd.

La seconda categoria invece include tutti quei fricchettoni e vecchi che si lasciano trasportare dal peso dei propri ideali o dalla compassione globale per le ingiustizie del genere umano. Il fatto che i primi siano coerenti come un prete al misex conta fin là, è risaputo che la sinistrà supporta solo cause perse (lo dico io stesso essendo di sinistra, rimanendo di sinistra, ma guardando oltre i miei piedi), tuttavia non si possono biasimare. l’inutilità di tutto ciò è risaputo ma hey, c’è cmq sempre il libero arbitrio, uno è liberissimo di fare una cosa anche se inutile e stupida.

Tutto questo discorso l’ho fatto per difendere mia madre (insegnante statale) che da una settimana va a lavoro con qualcosa di rosso addosso, non se la tira, non diffonde questa stronzata, non fa discorsi deliranti su quanto sia migliore di altri. Probabilmente ai bonzi non frega un cazzo che qui ci vestiamo di rosso, ma forse a mia madre e altra gente frega dei bonzi che vengono ammazzati, un modo come un altro per difendere la propria umanità..

CMQ meglio di andare in chiesa o firmare stupide petizioni su internet.. o tenersi una foto di un bonzo morto sulla scrivania

la spostata ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:20.

Maledizione, IO stavo appunto pensando di leggere Infinite Jest perché me lo hanno consigliato!
Vita di merda.

Sierra ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:23.

Ma qualcuno sa dirmi perche’ sta storia della Birmania ha scalato le classifiche dei media? Non perche’ non lo meriti, ma al mondo ce ne sono a decine di situazioni simili!
Sembra che solo i bonzi abbiano la possibilita’ di scalzare a Garlasco il primato su Studio Aperto.

willy ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:23.

La maglia rossa equivale alle candele per i bambini di beslan
Serve solo ad alimentare l’ego delle persone come quando fanno la carità non perchè gliene freghi qualcosa del povero ma per sentirsi “più buoni”.
Lo facciamo tutti e lo sappiamo tutti, quindi non venite ad inventare cazzate solo per difendere voi e i votri congiunti.

zeno ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:24.

la storia della birmania ha scalato l’attenzione dei media solo perchè hanno ammazzato il giornalista jappo. altrimenti continuava a non fottergliene un cazzo a nessuno.

claudio ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:25.

Aspettavo questo post da qualcuno che sa scrivere meglio ed è più cinico di me.
Hanno rotto il cazzo tutti quest post buonisti e moralisti sulla “tragedia del mese”.
E non voglio buttare lì qualche frase fatta tipo: “in darfour muoiono ogni giorni migliaia di persone in condizioni peggiore e a nessuno gliene frega niente” perchè risulterei patetico per primo a me stesso.

La verità è che a me non interessa un beneamato di una repressione in atto in un luogo lontanissimo da casa, sono troppo occupato a preoccuparmi dei miei stupidissimi problemi contingenti.

bucknasty ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:27.

no dario, non serve a nulla, come tutte le petizioni della storia di internet, l’unica cosa che aiuta è l’ego di chi le crea e le firma. Volete focalizzare l’attenzione? Fate uno sciopero della fame per 20 giorni davanti l’ambasciata cinese, burmese e davanti il parlamento italiano. Fate qualcosa che rompa le palle sul serio. E poi quando avete finito sentitevi come Pannella e capirete che non serve ad un cazzo.

Che pensiate seriamente che le cose che fate siano utili e stiano aiutando il popolo del burma è un insulto per chi manifesta con le pallottole addosso e per chi è già morto.

Nemo ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:37.

Io sono BBUONO.
Indosso magliette rosse.
Ho la bandiera della pace sul balcone.
Compro azalee.
Firmo su PetitionOnline.
Guardo Telethon.
Indosso magliette con la frase “WE WILL NEVER FORGET!!!11! FUCK YEAH!!” ogni 11/9

Io sono BBUONO.

mazzinitribune ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:40.

la prova la si potrebbe effettuare lanciando l’iniziativa “un elastico per il darfur” , chi la sostiene si stringe un elastico da asparagi ai coglioni, l’utilità è la stessa della maglietta rossa ma la partecipazione emotiva dovrebbe essere maggiore. sul numero dei partecipanti sarebbe bello stare a vedere.
complimenti per il post, viva l’italia

Sierra ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:41.

no no zeno, han iniziato prima…

zeno ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:44.

allora non so.
avranno una routine che ogni tot mesi viene selezionata una guerra civile X rispondente a caratteristiche Y e scatta il caso

Sierra ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:51.

molto probabile… erano meglio le api killer secondo me…

Malpertuis1923 ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 11:54.

E comunque Gabri, se pensi che le parole siano così importanti, fai almeno il controllo ortografico altrimenti rischi che ammazzi dei popoli a casaccio…

Samuele ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 12:08.

Buck.. the usual genius.
Sulla mia maglietta rossa c’è scritto: il Darfur è fuori moda ormai.

milla_ ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 12:17.

per quanto mi concerne non ho mai pensato che una maglietta rossa potesse cambiare la storia del mondo, come non ho mai pensato che rompere i coglioni con faccende politiche di regimi autoritari asiatici potesse avere qualche influenza sulle decisioni mericane in merito, come non ho mai pensato che il mio voto o le mie opinioni in merito a qualsiasi argomento politico contassero qualcosa. immagino dunque che dovrei smettere di pensare, giacché non serve a un cazzo, e dedicarmi all’eroina, che quanto meno è divertente.

Valido ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 12:19.

A volte sinceramente mi chiedo perche’ ti disturbi a scrivere post cosi’ lunghi su cose talmente ovvie… comunque don’t worry, alla Birmania ci sta gia’ pensando Rambo IV ;)

http://www.imdb.com/title/tt0462499/plotsummary

Dottor D. ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 12:53.

C’ha un po’ ragione Valido, eh

Che questa storia delle magliette rosse sia inutile è talmente ovvio che non era il caso di dedicarci più di due righe

willy ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 13:02.

milla ha capito tutto!

Sniper-Viper ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 13:09.

Le petizioni online hanno fatto riprendere Jericho (ed, oltre a quelle hanno dovuto far recapitare milioni di arachidi negli studi, ma vabbè).

Cmq anch’io ho preso Halo 3 alla FNAC, ma ero vestito di nero :D

Z ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 13:30.

Merda, le petizioni on line han fatto ricominciare pure lo Zoo di 105.
Odio Internet.

Lew Griffin ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 13:33.

Stò leggendo IJ in questo periodo, mi sta piacendo…

patello ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 13:48.

Va beh, che la politica produca ai suoi margini dei fenomeni di costume all’insegna della mondanità e dell’ostentazione della responsabilità come status symbol etcetc non è una novità. pensa bucknasty nel 68 avrebbe dovuto scrivere a ciclo continuo tutto il giorno tutti i giorni invettive del genere, tanto doveva essere estesa la moda. Come un po’ tutti i fenomeni, anche e sopratutto quelli politici rispecchiano la difficoltà di comunicazione e l’imperfezione della crescita collettiva delle persone, più si popolarizzano più orgininano sottporodotti e ibridi grotteschi. Gente che pensava di essere contro, e invece era solo pro se stessa, chi aderiva al sindacato per l’aumento di stipendio, chi andava ai cortei in cerca di emozioni forti, chi si è cibato per anni di contro/sub/alter/pseudo/ culture nel modo più passivo e beota possibile diventando un buffo contenitore di opinioni presto riciclato dall’industria culturale, insomma è pieno di questi mutoidi della politica, sopratutto la dove si tentano aggregazioni nuove per l’uomo -come far prendere “coscienza rivoluzionaria” contemporaneamente a milioni di person enl caso del 68- e sopratutto -come al giorno d’oggi- in un mondo dove le persone hanno disimparato e sono state diseducate alla partecipazione alla vita collettiva, sempre più rinchiuse nella propria routine individuale.

Però un momento, noi non siamo più nel 68. Sarebbe stato giusto farlo allora, anche perchè s’è visto a cosa ha portato poi in quel modo. Però oggi il problema è un po’ diverso. La gente si approcia alla politica con infantilismo, perchè ormai è da anni che la politica è stata privatizzata, monopolizzata nei centri di potere, le masse sono disabituate, e quelle poche volte che ci provano a far politica non si possono vedere, fanno cose odiose, scambiano politica per altro. L’incapacità di queste persone è il metro del potere coercitivo che agisce su di loro, e quindi la misura della sconfitta degli altri. Senza stare ora a discutere su chi e perchè sono questi altri, urge riabituare le persone alla politca, e per fare questo bisogna partire anche da piccole cose, da quei pochi fenomeni che ancora coinvolgono, inserirsi in questi contesti dove la politica sta a 1 e l’intrattenimento a 99, fare leva su quel poco che resta e invitare le persone a fare un gesto. Che forse non avrà mai una ripercussione sostanziale sull’oggetto del problema, ma se sarà formativo per chi l’ha compiutto sarà stato già un primo passo.

E’ snervante farlo, ma l’alternativa è l’avanguardismo, chiudersi nel proprio disagio anche legittimo, sputare dall’alto sulla gente fino alla fine.

needanewcolon(y) ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 14:12.

quoto a tratti.
ragionare sull’ipocrisia di chi è andato a comprarsi la polo rossa lacoste prima ancora di cercare la birmania sull’atlante è condivisibile ma scontato. quasi quanto il fatto che nessuno al mondo, se interpellato, dirà di fare il tifo per la junta.
indossare magliette rosse è un gesto facile e ipocrita
dare dell’ipocrita a chi indossa magliette rosse è ancora più facile
immagina che per qualcuno quello che sta succedendo abbia davvero importanza, non sia solo un atteggiamento media-indotto o un palliativo per la propria coscienza (che è sporca, lo so anch’io – l’indignazione però è un’altra cosa, non solo appannaggio dei puri di cuore).
cosa si potrà fare di utile per quei monaci? da qui?
essere indignati non basta, senza informazione. ecco che l’inutile petizione può diventare lo strumento di una consapevolezza della quale ai militari birmani non frega una ceppa, è vero (e neanche agli altri cattivoni cinesi e russi). però forse l’indignazione+consapevolezza dei più, in un paese democratico, può far preoccupare i nostri governanti i quali – magari per puro opportunismo – rispetteranno DAVVERO l’embargo di armi nei confronti di quel regime, e se non lo faranno, dovranno risponderne mentre qualcuno più paraculo di loro ne approfitterà e cavalcherà l’indignazione generale per i poveri monaci birmani. non c’è niente di nobile e idealista in tutto ciò, ma il risultato minimo sarà stato raggiunto. è la democrazia, bellezza.

L'uovo solare ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 14:33.

Io dico solo che di tutti quelli che che mi hanno intasato il telefono con gli inutili sms pro birmania tipo “domani indossa una maglietta rossa in sostegno del popolo birmano, fai girare” non ce n’era uno che non fosse un nerd (ebbene sì, ho amici nerd). Da qui la mia decisione di vestirmi in caki.
L’unica cosa che mi è sembrata ragionevole da fare è stato rispondergli che ritengo che l’ultimo album dei Melt Banana sia un capolavoro.

la reine ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 15:02.

si scrivono post del genere perché ci si indigna ecco perché, giusto qualche giorno fa ne ho buttato giù uno da pubblicare su ciccsoft e poi mi sono detta: ma vaffanmocca, e non per disfattismo, non l’ho pubblicato (il mondo mi ringrazierà per averlo sollevato del mio inutile pensiero) e perché ’ste cose pelose si combattono anche con l’ironia e non solo con la rabbia (cmq buck io darei un occhio al tlog di quel genio di persona depressa del quale non ricordo il link ma anche il tlog phonkmeister che sulla stupidità della blogosfera in casi come questi, sono delle oasi di sagacia.

Sputnik ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 15:11.

Io trovo francamente ridicola l’autoinvestitura dell’opinione pubblica occidentale a salvatrice dell’umanità e depositaria della morale etica universale. In realtà tutto questo strapparsi di vesti per i monaci del Burma è l’ennesima prevaricazione del ricco nei confronti del povero.

Le anime belle che si vestono di rosso mi ricordano tanto quei figli di ricchi che vanno a fare gli operai in fabbrica perchè loro sì che vogliono vedere come vivono le “persone normali”, e non si accorgono che è un ascensore che va solo giù, perché poi chi lavora in fabbrica non è che da un giorno a un altro può scegliersi una poltrona nel CDA dell’azienda per vedere come vivono i ricchi.

Vaffanculo.

Symbolic ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 15:18.

adoro l’odore di ‘impegno sociale modaiolo’ al mattino

rectoscopy ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 15:49.

Ultimora.
In Birmania indossano una maglietta verde per solidarietà a un paese a forma di stivale che va sempre più alla deriva.

WK- One ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 16:49.

racconto un velocissimo aneddoto. lo scorso week end sono andato a festeggiare il mio compleanno (nn ke fosse lo scorso week end, ma questi sn amici ke vedo solo ogni tanto, e capirete il perchè). Tutti, da qualke parte, avevano qualcosa di rosso, e io, pur essendo a conoscenza dell’iniziativa, non me n’ero neanke accorto (figuriamoci i bonzi in Myanmar). Non mi ero neanke accorto di indossare IO STESSO una cosa rossa!!! infatti alla domanda “allora anke tu hai messo una cosa rossa x la birmania”, io mi guardo e rispondo: “si, x la Birmania e per ricordare ke il Milan è SETTE VOLTE CAMPIONE!!!” Infatti avevo la maglia indossata da maldini e ancellotti in questa foto
http://www.23maggio2007.com/UserFiles/Image/212.jpg

Poi si è passato la successiva mezz’ora a discutere sul perkè la non violenza sia meglio della violenza. Cosa ke ovviamente non mi trovava molto d’accordo.

Amico:”eh ma io sono x la non violenza!!”
Io:”cos’ha fatto la non violenza di significativo?”
A.: “Eh, guarda Ghandi…”
I.: ” Ghandi è morto come uno stronzo. Ammazzato dalla violenza. Quindi la non violenza non resiste alle pallottole”
A.: “Ma anke i Birmani sono contro la violenza.”
I.: “Infatti muoiono come stronzi. Volevo vedere, se si presentavano alla manifestazione con molotov e bastoni”
A.:”…….”
I.: “Te lo dico io. La violenza spacca. La non violenza è da froci. Oggi conosciamo il termine “democrazia” grazie alla violenza dei francesi e della loro famosa rivoluzione. Quelli non si sono presentati dai potenti con le magliette rosse, ma con la ghigliottina. Non ci fosse stata quella violenza, oggi Bush si autoproclamerebbe “Imperatore del globo terracqueo” e nessuno direbbe un cazzo (a parte casarin).” capito?”
A.: “…………………………………………………………………………………bò”

I Winz.

Gab ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 17:26.

conosci armi più forti della parola?? io NO…

Io sì. Le legnate. Ed è per questo che i cinesi vincono. I mantra dei monaci se li tritano sotto i cingoli dei carri armati.
E comunque se le parole fossero davvero più forti dei calci nel culo la Cina invaderebbe lo stesso la Birmania a colpi di logorrea. E l’amministratore delegato della Shell avrebbe destituito Saddam inviandogli un MiniDisc con un predicozzo di sei ore.

M1chel ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 17:30.

io in questi giorni ero un po’ tagliato fuori dai media e non sapevo la storia della maglia rossa. sta di fatto che neppure buck mi sembra sto gran figo solo perchè fa il fighetto cinico e dà contro a chi ha scritto qualcosa pro-birmania o ha esposto un simbolino sebbene non sia mai stato pestato da un soldato birmano o non abbia salvato dal linciaggio un monaco.
non lo so, cosa c’è di male nel mostrare considerazione per un popolo che sta venendo represso? lo si farà con ignoranza, lo si farà con ipocrisia, lo si farà con ingenuità, ma almeno si fà.
di merda ne succede ogni giorno in ogni parte del mondo e alla gente repressa non resta che subire perchè tanto non gliene frega un cazzo a nessuno.
se una volta per miracolo l’opinione pubblica è stata mossa un attimo per qualcosa sebbene la sua natura indifferente io dico ben venga.
con un po’ di culo forse si riesce a far mantenere gli embarghi ai governi come diceva qualcuno nei commenti. oppure si otteranno altri tipi di sanzioni internazionali.
insomma c’è il caso che ne esca qualcosa di buono oppure no.
certo, a non pensarci, alzar le spalle come per tutte le stragi in africa et similia si fa prima e non cambia nulla di sicuro.. così non si rischia di sbagliare e buck non deve perdere un’oretta a giudicare tutti quelli che lui accusa di farsi vedere per poter giudicare gli altri.

ovvio cmq che le cose veramente utili in questi casi sono altre e non sono 4 bloggers a poterle fare, tuttavia sebbene mi piaccia molto buck e condivida spesso quello che dice, questa volta ho trovato il post piuttosto inutile.

M1chel ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 17:33.

e cmq, ma i monaci non sono tutti super guerrieri shaolin che si allenano dalla nascita e fan tutte quelle figate che si vedono ai cinema? perchè non vanno in giro a spaccare culi tipo Jet Li e sparare onde energetiche? perderebbero un po’ di ragione a dire no alla violenza smembrando i corpi dei soldati, però sarebbe spettacolare..

ness ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 17:50.

gabri1987 ha una maglietta bianca di fruit of the loom che ha chiesto proprio stamattina di far colorare a sua madre con la coloreria italiana…poi leggendo questo post si è sentito un pirla e ora scrive cazzate…

Gab ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 17:51.

“non lo so, cosa c’è di male nel mostrare considerazione per un popolo che sta venendo represso? lo si farà con ignoranza, lo si farà con ipocrisia, lo si farà con ingenuità, ma almeno si fà.
di merda ne succede ogni giorno in ogni parte del mondo e alla gente repressa non resta che subire perchè tanto non gliene frega un cazzo a nessuno.”

Al di là del qualunquismo che, come qualcuno presagiva in un commento, si è palesato, l’idea che “lo si farà con ignoranza, lo si farà con ipocrisia, lo si farà con ingenuità, ma almeno si fà” è una gran cazzata. Essenzialmente è la conferma di quello che si sta dicendo, ovvero che la Birmania è diventata trendy solo perché il Darfur è passato di moda.
Nulla a che vedere con la coscienza sociale, insomma; forse solo con l’estetica sociale, aka ‘la gggente si sente meno in colpa se va al Bar Magenta a far l’aperitivo con una maglietta rossa’.

Manifestare con ipocrisia “è un insulto per chi manifesta con le pallottole addosso e per chi è già morto” [cit. BN].
E l’embargo è un’altra grande cagata che solo una mentalità plutocratica come quella occidentale poteva concepire. Il generale Shwe continuerà a farsi spedire il caviale dalla Russia e il Chianti dalla Toscana come ha sempre fatto, mentre i poveri stronzi cominceranno a mangiarsi l’un l’altro per avere un bicchiere di benzina (se già non lo fanno ora).

Arkham ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 18:01.

Più forte dell’odio è l’amore.

Più forte dell’amore è….Mike Tyson, per esempio.

Ora dighe un poesie.

a. ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 18:37.

ma tu che scrivi questi post ovvi per richiamare gli accessi, l’attenzione e le polemiche degli stessti twitteratori che critichi?

patello ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 19:50.

va beh, secondo e molti stanno allargando oltremodo la questione senza centrarla, mischiandola con altre questioni personali, disagi individuali etcetcetc. Rendiamo le cose chiare, c’è un modo di vivere la politica funzionale al mantenimento dello status quo, un impegno di facciata che non produce nulla, chiamatelo come volete. C’è poi anche altro, ed è sempre più indispensabile riuscire a discriminare correttamente tra le due cose perchè di quest’ultima si sente credo un forte bisogno. Fa sicuramente sempre bene ricordare l’aspetto più ipocrita della comunicazione politica dominante, che si basa sul coinvolgimento superficiale e spettacolarizzato etcetc, ma i soggetti che la subiscono sono gli stessi che dovrebbero prendere coscienza, quindi se si crede in una partecipazione davvero critica bisogna parlare a queste persone, far capire, rompere quel guscio, perchè credo che molti in fondo siano sinceramente convinti di voler rendersi utili. Molti, al di la del fatto che nessuno ammetterebbe il contrario, davvero non si rendono conto di recitare solo una parte dello spettacolino messo in piedi. Bisogna farglielo capire e farli uscire dal teatrino, tutto li.

Se conoscete una persona che si è messa questa metaforica magliettina (tra l’altro non la sapevo nemmeno io sta cosa) della responsabilità confezionata non perdete altro tempo, svegliatele, quello è produttivo, infatti è una palla, è faticoso e in genere da pochissime soddisfazioni. Però limitarsi -al di la dell’iniziale momento di disgusto personale che ci sta- a cogliere l’occasione per ribadire ancora una volta la propria superiorità rispetto al popolino che ci casca è un po’ snob, da deboscio.com per intenderci.

diamonds ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 23:02.

l’ultimo album dei Melt Banana è un capolavoro.,forse.Quasi sicuramente invece se la piantassimo tutti,di comprare le merci dei cinesi(popolo che trovo francamente adorabile)schifose ed emblematicamente sciatte regalandogli così l’ebrezza di migliaia di fallimenti,a Pechino ci penserebbero due volte prima di drogare con aiuti esterni i governi fantoccio di paesi confinanti,lasciando che i processi di democratizzazione avvengano su basi spontanee,anche con sincere modalità insurrezionali

milla_ ha scritto il:

3 ottobre 2007 alle 23:27.

diamonds guarda, questi ci hanno provato.

ilMago ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 01:19.

Come al solito Patello sembra l’unico, oltre a Bucknasty, ad aver veramente qualcosa da dire, e sopretutto un motivo per cui farlo.
Io personalmente condivido la linea di Buck riguardo alla questione ‘magletta rossa’, altri episodi similmente ridicoli ci furono in passato: mi ricordo uno straccetto bianco da legare allo zainetto scolastico per non so quale causa.
Ma Patello ha scritto delle cose sacrosante.
Il piu grande successo di chi detiene i centri di potere oggigiorno (e non sono certo i centri di potere politico, ma economico) e’ essere riuscito negli ultimi 30 anni a disilludere completamente l’uomo della strada riguardo all’impegno prima sociale e poi politico.
Come dire, il piu grande successo del demonio e’ farci credere che non esista.
99 persone su cento oggi credono che qualsiasi forma di politica dal basso non serva a nulla.
Ci sono varie sfumature, da chi sostiene che manifestare in piazza non serva mai a nulla, a chi crede che votare non cambi nulla, a chi crede che fare la carita’ non aiuti mai nessuno, a chi blatera che chi fa volontariato lo fa solo per sentirsi piu buono.
Stronzate.
Non sentitevi ‘fichi’ se appartenete ad una delle categorie qua sopra, siete esattamente come il 99 per cento delle persone, come la famigerata ‘massa’. Anzi siete VOI la massa.
Al giorno d’oggi chi detiene il potere economico (=chi ha piu soldi) comanda. Non chiedetemi come ci siamo arrivati, e’ una cosa mostruosa, dopo la rivoluzione francese sembrava che le cose stessero andando benino, ma purtroppo ci siamo arrivati.
Non che tutto cio’ mi demoralizzi per carita’, come rispose Bertinotti (che ogni tanto ne azzecca ancora qualcuna) a un inviperito Berlusconi che lo tacciava di essere un inguaribile sognatore:
-per costruire il questa societa’ capitalista ci hanno messo 300 anni, per cambiare le cose ci vuole pazienza, abbiamo tempo.-
E se e’ vero che il potere lo detiene chi ha piu soldi, e che le lobby economiche hanno un mucchio di soldi, ricordiamoci che questo mucchio di soldi glie li versiamo noi ogni giorno andando al supermercato. Chi ha il potere dunque?

Per finire un paio di appunti:
@Patello:
cosa c’e’ di male nell’iscriversi a un sindacato per aumentarsi lo stipendio? mi sembra uno dei legittimi motivi per cui valga la pena lottare. Molto peggio mi sembra fare come un mio vecchio professore, che si sentiva furbo nel non partecipare agli scioperi perche ‘mi trattengono la giornata di stipendio’.

@chi ha scritto cazzate riguardo alla violenza e alla non violenza:
La rivoluzione francese (che comunque fu una rivoluzione borghese, non certo popolare) di violento ebbe solo l’epilogo, le fondamenta su cui baso’ furono il movimento intellettuale e culturale che risponde al nome di illuminismo.
E ghigliottinare i nobili mi sembra un po differente (e sopratutto piu utile) di spaccare vetrine di Mac Donald e non lavarsi i capelli, ovvero le 2 cose a cui Casarini dedica la vita.
Io credoche la violenza generi solo altra violenza (questa e’ una delle tante ovvieta’ che purtroppo rimane VERISSIMA), e il fine non giustifichi MAI i mezzi.
Credo che mezzi distorti generino fini distorti.
E se ti sembra che Ghandi non abbia ottenuto nulla, studia la storia.

ilMago ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 01:34.

Inoltre vorrei aggiungere che a me queste improvvise esplosioni di notizie allarmanti riguardo a dittature che esistono da decine di anni puzzano sempre un po…
Mi risulta molto difficile credere che dietro questo improvviso boom mediatico non ci siano interessi economici, molto difficile…
Se inizieranno a dire che la dittatura Birmana e’ comunista ne avremo la certezza.

Ricordate la foto del gabbiano coperto di petrilio nel golfo persico?
Mah…

ilMago ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 01:40.

scusate il triplo commento, ma osservando la trama di Rambo IV le mie ipotesi diventano certezze…

http://www.imdb.com/title/tt0462499/plotsummary

abbiamo i monaci uccisi, il film blockbuster ambientato la’… ci manca la foto di una bambina dagli occhi vispi che chiedono aiuto, messa su tutte le pagine dei quotidiani, e la prossima guerra preventiva sara’ servita…
3 indizi fanno una prova.

Chiara* ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 09:12.

Hai ragione.
Meglio stare in silenzio.
Meglio NON parlarne.
Meglio.

p.s. non so quali blogger tu conosca, ma credo che chi è più attivo sul web lo sia anche nella vita reale.
Io non faccio politica sul mio blog, esprimo qualche opinione ogni tanto. Oppure, come in questa occasione, ho scritto di quanto mi sento inutile e piccola di fronte a questa vicenda.
Si.. sarò una blogger yuppi.. eh si, ho anche messo il banner per il popolo birmano.Che vergogna!
Però ti assicuro che di piazze ne ho viste tante, e ho rischiato anche di farmi parecchio male.
Non è carino essere moralisti in questo modo..
E anche avere la presunzione di pensare che tutte le persone su internet si sentono “la coscienza a posto” dopo aver firmato una petizione.

Non è vero.

Alex ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 10:09.

beh alla fine Buck fa un post per il loal ma ne vengono fuori discussioni che manco sul forum de “La Repubblica” ;)

Vestirsi di Rosso e mettere GIF animate serve?

NO.

(secondo me eh?)

Però alcuni,non tutti, di quelli che si sono vestiti di Rosso ed hanno messo le GIF animate spesso non si limitano ad internet ma provano ad intervenire concretamente.

Io non mi sono vestito di Rosso ma un bel boicottaggio organizzato dei prodotti “made in china” lo farei molto volentieri.
Duplice motivo:

A)appoggiano la dittatura “di là”
B)fanno prodotti di merda ed hanno rotto i coglioni.

Indijah ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 10:59.

Alex:
A)appoggiano la dittatura “di là”
B)fanno prodotti di merda ed hanno rotto i coglioni.

Mi piacciono le persone coerenti quanto te. Chissà dove sarà stato fatto il computer che usi per manifestare la tua indignazione e dove saranno state fatte le tue nike (o adidas, o qualsiasi altra cosa) che porti ai piedi mentre vai in piazza con la tua maglietta rossa (di cotone cinese e tinta in cina) a gridare contro i malefici cinesi…

Alex ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 11:39.

non lo so dove l’azienda la comprato aspetta che apro….taiwan.
scarpe vietnamiti,maglione di roma,maglietta e pantaloni italiani.
ah, e bevo acqua rocchetta fatta a gualdo tadino.
il block notes che uso invece è umbro.
fazzoletti di carta fatti a lucca.
devo capire dove è stata fatta la sedia in cui mi siedo ma non ho voglia di schiodarmi.
immagino che invece caro\a indijah te abbia esternalizzato il cervello in cina e il corpo in Italia.

Indijah ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 12:22.

Scusa, e Taiwan cos’è… ah, ma guarda un po’, la Repubblica di Cina!
http://it.wikipedia.org/wiki/Taiwan

E il Vietnam? Accidenti, ha un unico partito legale: quello Comunista.

Quanto a maglione, maglia e pantaloni… l’Italia è piena di laboratori di cinesi più o meno (meno che più) alla luce del sole.

Ah, si, davvero un’ottima argomentazione!

Gab ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 12:44.

Vero che le argomentazioni sono un po’ fallaci, però non è che però sia necessario iperargomentare sostenendo che anche i fazzoletti di carta italiani sono fatti comunque in Cina perché a Lucca ci sono i laboratori dei cinesi. E allora i muratori rumeni che costruiscono case rendono la tua casa Made in Romania? A questo punto anche la maglietta cinese potrebbe provenire da un laboratorio di Taiwan gestito da pescaresi. Ehi, ma allora è Made in Abruzzo.

Alex ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 12:53.

tocca andare nudi.

…o magari mangiarci qualche cosa con il rosso…
;-)

Indijah ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 12:57.

Sui rumeni: però a quel punto non mi metto ad urlare che li boicotto, se poi mi “servo” di loro.

Non mi metto ad argomentare che boicotto i cinesi, se poi (volente o meno) acquisto la loro roba.

Ad esempio, se smonti l’iPod, di disegno e concetto americano, la componentistica (hd, cpu, etc. etc.) è tutta cinese. Idem per i computer, prova a smontare il tuo e a leggere sulla scheda madre, sul lettore dvd, su quanto altro… anche se, ad assemblartelo, sono quelli di Essedì (di Sesto Fiorentino), la componentistica è tutta cinese.

Capito il punto?

Dopodichè, sul made in Italy il discorso è lungo: è made in italy un prodotto realizzato in italia da cinesi, è made in italy un prodotto realizzato al 99% in cina ma “finalizzato” in italia (basta che in italia ci attacchino un bottone), per non parlare delle contraffazioni. Ma lì il discorso è molto lungo.

Alex ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 12:58.

mi domandavo.
ma se una coppia…tipo una cinese ed uno di trezzano sul naviglio hanno un figlio…
e questo figlio prende la nazionalità italiane,poi si trasferisce in cina e apre una fabbrica di carta igenica,però assumendo operai di bari.
E la porta in Italia.
Se io mi ci pulisco il culo,a chi faccio un favore?

Indijah ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 13:06.

Dai, Alex, l’hai fatta fuori. Inutile cercare di buttarla sull’ironia o sul falso sarcasmo…

Alex ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 13:20.

no t’ho detto quello che avevo sotto mano.
non è falso sarcasmo…è vero sarcasmo ;)

Indijah ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 13:42.

Ottimo, allora. E non mangiare troppi pomodori: ultimamente ne arrivano parecchi dall’estero e, spesso, proprio dalla Cina.

Riki ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 14:11.

io sono ancora fermo a ridere a “animo raga”
ROTFL

Mao ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 14:17.

Ciao,sarò brevissimo.
Non è vero che raccogliere firme non serva a niente. Faccio parte di Amnesty International da anni e vi posso dire che l’80% dei prigionieri di opinione di cui Amnesty si occupa vengono liberati, in quanto i governi spesso cercano di tener nascoste le loro porcate, ma quando vedono che l’opinione pubblica di vari stati ne è a conoscenza sono “costretti” a far qualcosa.
Questo x dire che è facile fare i nichilisti e pensare di non poter fare nulla, e intanto rimanere stravaccati in poltrona, oppure sognare di essere degli eroi come il cinese davanti ai carri armati di piazza Tienannmen e intanto non far nulla. Facciamo quel poco che possiamo!
Poi ovvio che sono d’accordo che metter na maglietta rossa non conta un cazzo, e tirarsela xchè hai firmato un appello su internet è da patetici, ma non sviliamo il lavoro di tante associazioni serie e di gente che si rompe il culo aggratis x degli ideali in cui crede!
Mao

WK- One ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 15:17.

@chi ha scritto cazzate riguardo alla violenza e alla non violenza:
La rivoluzione francese (che comunque fu una rivoluzione borghese, non certo popolare) di violento ebbe solo l’epilogo, le fondamenta su cui baso’ furono il movimento intellettuale e culturale che risponde al nome di illuminismo.
E ghigliottinare i nobili mi sembra un po differente (e sopratutto piu utile) di spaccare vetrine di Mac Donald e non lavarsi i capelli, ovvero le 2 cose a cui Casarini dedica la vita.
Io credoche la violenza generi solo altra violenza (questa e’ una delle tante ovvieta’ che purtroppo rimane VERISSIMA), e il fine non giustifichi MAI i mezzi.
Credo che mezzi distorti generino fini distorti.
E se ti sembra che Ghandi non abbia ottenuto nulla, studia la storia.

ehy, coglione. A me di cosa fa casarini fa non me ne fotte un cazzo. non l’ho preso certo ad esempio di modello politico perfetto. la rivoluzione ebbe un violento epilogo, ma ci fu violenza in quella rivoluzione. se così nn fosse stato, il potere, pur subendo tutto il movimento culturale e filosofico dietro ad essa, se ne sarebbe strafottuto e avrebbe continuato a governare. tant’è ke ci sono volute le ghigliottine x portarla a termine. e ricordati: il termine “borghese” assume diverso significato a seconda del periodo in cui la usi: oggi il “borghese” è il classico signorotto sui 45, sposato con prole, con un buon stipendio, un buon lavoro (in genere dirigenziale o di respondabilità), due (o più) auto in famiglia e un labrador. ma nll’ottocento il “borghese” era colui ke nn era nobile, non era un curato e non era titolato, e xciò nn contava un cazzo. xciò era molto più vicino all’accezzione moderna di “poplare” ke a quella,sempre moderna, di “borghese”.
la violenza genera altra violenza, è vero. ma la repressione violenta contro la non violenza e le braccia alzate produce solo contusioni, ferite e morti. preferisco una risposta con una violenza commisurata all’offesa, piuttosto ke il merdoso buonismo. Ho detto “commisurata all’offesa”, quindi nn sto giustificando le guerre “all’americana” tipo: oh, ci hnno buttato giù due torri e hanno fatto tremila morti: radiamo due paesi al suolo e gettiamo nella confusione più totale tutto il medioriente (come se nn ce ne fosse già abbastanza).
Non ho detto ke ghandi nn ha ottenuto nulla, ho detto ke è morto come un pirla. è solo una mia opinione. tutta la vita “non violenza, non violenza, non violenza”, e poi crepa x una revolverata. mi ricorda la famosa scena di indiana jones dove c’è il tipo ke si carica tutto e fa mille versi prima di avventarsi su indiana ke lo fredda con la pistola appena questo accenna a darglele. sinceramente, è comico.

io sono ancora fermo a ridere a “animo raga”

era “ARIMO, RAGA”

Ciao,sarò brevissimo.
Non è vero che raccogliere firme non serva a niente. Faccio parte di Amnesty International da anni e vi posso dire che l’80% dei prigionieri di opinione di cui Amnesty si occupa vengono liberati, in quanto i governi spesso cercano di tener nascoste le loro porcate, ma quando vedono che l’opinione pubblica di vari stati ne è a conoscenza sono “costretti” a far qualcosa.
Questo x dire che è facile fare i nichilisti e pensare di non poter fare nulla, e intanto rimanere stravaccati in poltrona, oppure sognare di essere degli eroi come il cinese davanti ai carri armati di piazza Tienannmen e intanto non far nulla. Facciamo quel poco che possiamo!
Poi ovvio che sono d’accordo che metter na maglietta rossa non conta un cazzo, e tirarsela xchè hai firmato un appello su internet è da patetici, ma non sviliamo il lavoro di tante associazioni serie e di gente che si rompe il culo aggratis x degli ideali in cui crede!
Mao

ammiro il tuo impegno.

5pl33n ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 16:20.

l’altra mattina a radio dj hanno velatamente preso per il culo quelli dello zoo parlando di “radio che fan finta di non trasmetter più una trasmissione per farsi acclamare apposta dalla folla”

uhguheear che falliti.

http://img444.imageshack.us/img444/4356/blacknaziic5.jpg

lui sta giù con la birmania

Valido ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 17:29.

Sulla mia maglietta rossa c’e’ la faccia di Chuck Norris e la scritta “Non esiste alcuna teoria dell’evoluzione. Solo alcune specie a cui Chuck Norris permette di vivere”.
Me l’ha regalata la mia morosa perche’ dice che col rosso sono sexy.
E sui Birmani lascio decidere a Chuck.

Samaele ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 18:19.

ma sono io o si è perso totalmente il punto nodale del post?

ovvero, se senti giusto indossare qualcosa di rosso sarà anche un tuo cazzo di diritto, fallo e basta.

ma se per questo tuo gesto inizia darti arie da rivoluzionario anti regime, che lotta spalla a spalla coi monaci, meriti tutti gli insulti e le prese per il culo che si possano concepire….

indossare qualcosa di rosso perché ti sembra giusto dare un per quanto inutile segnale non è da condannare… atteggiarsi a difensore dei deboli per quel gesto privo di conseguenze personali, si.

patello ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 18:57.

comunque, il semplice fatto che siamo qui frustrati a dibattere su cosa è rivoluzionario al giorno d’oggi e cosa no già è sintomo di una necessità. la sapete l’ultima? (almeno, l’ho letta poco fa..) pare che il senato abbia approvato in via definitiva un bel decreto che vieta la distribuzoine di alcool su scala nazionale dopo le 2 di notte, in tutti i locali (bar ovviamente esclusi lol). la cappa si stringe sempre più, non c’è più tempo per l’ozioso contenzioso, bisogna scuotere questo paese di moribondi di merda.

val ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 22:15.

bestia!

paris te dit que tu est fou
:)

cento ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 00:38.

io ascolto j-ax

Kal ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 10:52.

Ha creato più movimento un post per il loal che mille magliette rosse.

Così si fa, buck ;)

0r4m1sonorott0 ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 11:36.

Se Indijah leggesse i link ci farebbe una figura migliore…

http://it.wikipedia.org/wiki/Taiwan:

Il governo taiwanese è deciso a non accettare nessuna proposta diplomatica cinese che possa limitare la sua libertà. Dopo che l’ONU, che fino ad ora si è sempre mostrata assai docile nei confronti degli interessi cinesi, anche quando a farne le spese sono vite umane o la soppravvivenza di un popolo (pensiamo al Darfir), ha dichiarato definitivamente nel 2007 che Taiwan è un problema interno cinese e dopo la legge cinese antisecessione del 2006 gli analisti militari si sono divisi in due gruppi di pensiero a riguardo della situazione geopolitica taiwanese: alcuni esperti (vedi “Pagine di Difesa” [1]) sono d’accordo nel sostenere che Taiwan corre il rischio di essere occupata dalla Repubblica popolare cinese, mentre altri sostengono che ciò non sia possibile per via della tradizionale protezione degli USA accordata a quest’ultima.

This is a delicious Copy-pasta. You must eat it…

Indijah ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 12:33.

La Repubblica di Cina (Taiwan) (cinese tradizionale: 中華民國; cinese semplificato: 中华民国; Wade-Giles: Chung-hua Min-kuo, Tongyong Pinyin: JhongHuá MínGuó, Hanyu Pinyin: Zhōnghuá Mínguó, Gwoyeu Romatzyh: Jonghwa Mingwo) è uno stato democratico, composto de facto dal gruppo di isole di Taiwan, Pescadores, Quemoy, e Matsu ma, nella sua costituzione, include anche la Cina continentale e la Mongolia. Attualmente il nome “Taiwan” viene generalmente usato come sinonimo di Repubblica di Cina mentre il nome “Cina” indica usualmente la Repubblica Popolare Cinese che controlla la Cina continentale, Hong Kong, e Macao.

I think it’s enough, darlin’…

mr.asse ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 12:55.

Indijah, ma hai capito che cosa c’era scritto? A prescindere dal boicottaggio sui prodotti, è una bestialità sostenere che Taiwan e Cina siano la stessa cosa. E’ come dire che l’Irlanda è Inghilterra o che San Marino è Italia.

Indijah ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 13:09.

Ho capito benissimo. Repubblica di Cina e Repubblica Popolare Cinese. E dunque?
Il discorso era un altro. Se mi vieni a dire che non compri roba cinese e poi compri quella di Taiwan, non c’entra nulla con l’ONU, le occupazioni e la geopolitica.

iCozz ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 13:41.

magliette rosse x manifestare contro la dittatura birmana? e xk nn ci mettiamo delle bandane blu x protestare contro lo sterminio dei puffi? sono in via di estinzione, cosa ke farà scoppiare il maniòmio in tutte le scuole elementari d’europa. i bambini? ma nessuno vuole pensare ai bambini?

mr.asse ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 13:53.

@indijah: se non compri roba cinese perché la Repubblica Popolare Cinese appoggia il regime birmano, puoi comunque comprare roba di Taiwan, perché la Repubblica di Cina non appoggia il regime birmano.

Capito?

Indijah ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 14:07.

“Io non mi sono vestito di Rosso ma un bel boicottaggio organizzato dei prodotti “made in china” lo farei molto volentieri.
Duplice motivo:

A)appoggiano la dittatura “di là”
B)fanno prodotti di merda ed hanno rotto i coglioni.”

Ed ora dimmi dove leggi le parole “baso il mio boicottaggio sul fatto che quei cattivoni della Repubblica Popolare Cinese appoggia il regime birmano”.

mr.asse ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 14:09.

Le leggo al punto A)

Indijah ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 14:29.

Il punto A è un anche, il discorso generale fa crollare la tesi.
E comunque il nostro amico non credo intendesse questo…
Beh, ora torno al dovere, mi tocca…

mr.asse ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 15:09.

Non ti seguo più. Però è bello aver condiviso del LOAL in pausa pranzo.

0r4m1sonorott0 ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 16:02.

Ode al dio LOAL…

livefast ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 16:29.

ma no, ma dai, ma perché. nel vuoto dei valori dell’occidente contemporaneo una maglietta rossa pro monaci birmani è una face che brilla in lontananza, qualcosa a cui aggrapparsi. c’è gente che per dare una mano ai birmani *va in chiesa e prega*. indossare una maglietta rossa è già molto più in alto nella scala della fattualità. no?

Peyote ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 16:29.

Più LOAL per tutti.

Alla fine della fiera però mi avete un po’ rotto tutti il catsaw con ’sti bonzi, chi ne scrive bene e chi ne scrive male.

L'uovo solare ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 16:53.

Apriamo un pò “l’angolino populista”.
Che poi laggiu, tutti a fà i bonzi, tutti a fà le cose spirituali, tutti ascetici, spirituali ed illuminati… peccato che se vai in thailandia ti accorgi di quanto in realtà l’asiatico medio sia materialista e attaccato al denaro, ti sorridono e leccano untuosamente il culo fintanto in cui si può combinare un qualsiasi biz, dal concordare il costo di un tragitto in taxi, all’acquisto di una maglietta o qualsiasi altra stronzata; nel momento in cui però vedono che non hai o non vuoi dargli un cazzo sarebbero capaci di lasciarti lì a crepare per strada. Soprattutto i fottuti taxisti.
Alla faccia dei bronzi…..

5pl33n ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 17:32.

e con questo son 100.
maniòmio!

campwolves ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 19:51.

e invece farei i cinici non pompa il vostro ego.
no eh.

voi leggete 7y.w.
siete davvero i più giusti.

5pl33n ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 19:56.

e che cazzo devo leggere? il tuo blog?
che al 4 agosto titola:

“26/07 Animal Collective @ Magnolia alias Bere Da Una Bottiglia Che Sa Di Burrocacao.”

ahahahaha

L'uovo solare ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 21:44.

Ok, camp, vado a leggermi babbi gions.

Arkham ha scritto il:

6 ottobre 2007 alle 18:25.

Per quanto riguarda la querelle Taiwan-Cina, a monte di tutte le stronzate sui boicottaggi e delle minuziose interpretazioni dei notoriamente documentatissimi articoli di it.wiki, vi inviterei -come è capitato a me- di confondere Taiwan e Cina. Poi mi raccontate la gamma di espressioni facciali del taiwanese che avete preso per cianga. Da parte mia vi posso dire che non sono espressioni gioiose.

Ergo dire che Cina e Taiwan sono la stessa cosa non è un’ingenuità: è falso.

Detto ciò, l’autonomia politica di Taiwan è meno di zero: i leader locali praticamente li nominano da Pechino, e se provano a dire di no li minacciano militarmente (l’hanno fatto non più di due anni fa), e in più i gioiosi cinesi occupano abusivamente da decenni il seggio (con tanto di diritto di veto) di Taiwan al consiglio di sicurezza ONU, con buona pace di tutti quanti, USA compresi.

Fine dell’OT..

h3ll. ha scritto il:

6 ottobre 2007 alle 22:55.

Non ho letto cosa i commenti precedenti, magari vengo fuori io con qualcosa che altri hanno già detto, ma purtoppo x voi non me ne sbatte un cazzo. Speravo solo di non leggere questo post. Da quanto tempo i birmani stanno messi così? Se un coglione qualunque non avesse pensato:”ehi, devo riempire il buco di 30 secondi nel mio sopravvalutato telegiornale che divide le previsioni meteo del centro-nord da quelle del sud, questo è quello che ci vuole!”, adesso nn staremmo nemmeno qui a discuterne.

Non voglio essere troppo cinico, ma domani potremmo cominciare a vestirci d’azzurro x solidarietà agli eschimesi divorati dagli orsi polari.

Tutti possiamo metterci del nostro x migliorare ste situazioni di merda, ma se chi lo fa di mestiere pensa a guardarsi lo spettacolo in tv, allora fanculo punto

patello ha scritto il:

7 ottobre 2007 alle 00:10.

mah io ragionerò in modo poco dialetticamente allineato alla vostra prospettiva di fine satira di costume ma penso che basterebbe alzare un minimo il livello di analisi e responsabilità richiesta e si capisce subito chi gioca e chi fa sul serio. si va a vedere chi vende armi alla birmania e si organizza una bella campagna di informazioni, facendo leva sull’attualità per denunciare il lato meno visibile delle democrazie occidentali e delle loro politiche internazionali. Un esempio eh, ci sarebbero mille altre cose possibili. A quel punto fidatevi che si capisce benissimo chi mette la maglietta per moda e chi per convinzione.

needanewcolon(y) ha scritto il:

7 ottobre 2007 alle 13:51.

patello, indovina… l’italia partecipa alla produzione di elicotteri ALH (sistema frenante prodotto dall’Elettronica Aster spa). bene, già a luglio amnesty intenational aveva denunciato che una partita di questi elicotteri DA GUERRA (forniti di sistemi missilistici e testate franco-belghe) stava per essere trasferita, via india, alla giunta militare birmana, aggirando tanto l’embargo UE quanto la colabrodissima legge 185/90 sull’esportazione, importazione e transito di armamenti.
il 27 settembre un deputato verde (di cui non ricordo il nome ma se lo ricordassi dovrei dimenticare chi ha vinto il superbowl) ha posto la questione in parlamento. qualcuno se ne sarebbe battuto più di tanto senza i casini degli ultimi giorni? andiamo…
le armi sono il vero made in italy che rende, altro che moda e ferrari, ormai – dati ufficiali – siamo il 4°produttore e 2°esportatore mondiale. quando chiudiamo per una commessa del pentagono o dell’esercito usa, tutto a posto: fanfare dei tg nazionali, grande successo per il sistema italia e pompini diy… nessuno dice che al secondo posto tra gli importatori di armi e tecnologia militare italiane ci sono gli emirati arabi uniti e a seguire nigeria libia siria ecc ecc, paesi in cui ti decapitano se scoreggi in ascensore. con che faccia d’alema fa il paladino della moratoria sulla pena di morte?
scusate la lunghezza.

L'uovo solare ha scritto il:

7 ottobre 2007 alle 14:46.

Pienamente d’accordo con te. Ma personaggi come d’alema sono la tipica espressione della politica italiana; un pò come quell’idiota, che per comodità chiameremo presidente del consiglio, che in culo all’impegno per ridurre le emissioni di gas serra che aveva appena finito di sbandierare come priorità assolute al parlamento europeo, gonfio come un tacchino, neanche il tempo di cagare la colazione del giorno prima, ecco che alla presentazione dell’oggetto che salverà la vita ai moltissimi onanisti affetti da trisomia sociale, cioè della nuova fiat 500, si è augurato che “se ne vendano tante, ma tante”. Non che magari si sia soffermato sul fatto che stiamo finendo ogni risorsa energetica e che produrre e vendere milioni di inutili mezzi a benzina in più rappresenti un ulteriore passo verso la fine. Non che magari si possa dimostrare disappunto invece che ammirazione per il solo puro e semplice fatto che questa merda non sia alimentata da pannelli solari, batterie elettriche o altro. No. Lui spera che se ne vendano “tante, ma tante”.
Ecco, siamo messi così, dài, inutile dire altro.

patello ha scritto il:

8 ottobre 2007 alle 03:27.

inoltre prodi è talmente preoccupato dell’ambiente che in un’anno e mezzo si è scordato che questo 31 dicembre l’italia verrà espulsa dal mercato europeo dei permessi di emissioni e condannato a pene pecuniarie il cui ammontare avrebbe garantito 3 anni di pensione a tutti senza scalone.

beh, ecco dire queste cose, nella spettacolarizzazione dilagante, forse ha ancora un senso.

skywards ha scritto il:

9 ottobre 2007 alle 12:04.

io la maglia rossa la indosso
cerco di boicottare le marche italiane che producono in cina e dintorni
dimmelo te che devo fare :D

ilmago ha scritto il:

9 ottobre 2007 alle 17:31.

A me la mamma ha insegnato che una cosa va fatta quando, se la facessero tutti, il mondo sarebbe migliore.
E non va fatta quando, se la facessero tutti, succederebbe un casino.
Per cui insossare un nastrino rosso: no!
Gettare cartacce in terra: no!
Comprare una Hummer: no!
boicottare prodotti Cinesi? mah forse si… ma ci sono stati che ne combinano di molto peggio della Cina… perche si parla sempre e solo di quella?

Perla geniale dai Simpson di oggi:
-Barnes ordina cena dal ristorante cinese-
Sig. Barnes: -grazie quanto le devo?-
Ragazzo cinese delle consegne: -dieci dollali-
S.B. : -ecco a lei grazie-
R. : -ehm, non si usa dale la mancia?-
S.B. : -Mi peldoni io non capile cinghi cionghi-

ankou6 ha scritto il:

14 ottobre 2007 alle 15:24.

No beh io ho anche il poster di Che Guevara in camera, credo che la mia coscienza sia pulita

cp ha scritto il:

25 ottobre 2007 alle 11:29.

Dai è vero molto spesso si fanno le cose perchè c’è una pressione esterna che ci porta a farle senza pensare veramente a quello che si fa. E in questo trovo che la tua critica sia utile: cerca di quantomento di stimolare ad essere un pò meno superficaili nel fare le cose. Però il realismo doveroso non deve, credo, togliere di mezzo un pò di speranza che le cose possano cambiare. E a volte le speranza si attacca anche a gesti che sono “banali”.

J ha scritto il:

16 novembre 2008 alle 11:10.

spero che la moda di facebook di queste settimane faccia la fine di quelle magliette rosse

oggi la birmania è una democrazia, vero?

Blog in maglietta rossa « Danzando a piedi nudi ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 00:59.

[...] 125. 7yearwinter: Indosso una maglietta rossa! (curioso, nonostante l’articolo sia molto critico nei confronti di queste iniziative, magari riesce a diffonderle meglio di tanti altri…) [...]

I miei Silenzi.com » Blog Archive » Free-Burma day! ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 07:08.

[...] onForza, bonzi birmani!Dario Salvelli onForza, bonzi birmani!Indosso una maglietta rossa! — 7yearwinter onForza, bonzi birmani!Francesco Minciotti onMulticulturalismoAnduril [...]

Se avessi “le palle” di un bonzo… « Blog a Progetto ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 15:15.

[...] perché, dopo averci ragionato un po’ su, mi vedo più vicino a questa posizione piuttosto che quest’altra. Non me ne voglia Dario, che per me è un amico ormai – anche se [...]

Keper » Blog Archive » Free Burma ha scritto il:

4 ottobre 2007 alle 20:10.

[...] nel coro, pensando che più voci ci sono più ci sia la possibilità che le cose si muovano, ma Bucknasty mi sa che ha fottutamente [...]

Sotto l’ombra degli olmi » Inutile è una parola grossa ha scritto il:

5 ottobre 2007 alle 01:46.

[...] Non sono daccordo. [...]

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