La rivoluzione 434×135

Ho notato come, nella quasi totalità delle risposte negative suscitate dal post precedente da parte dei pixel-rivoluzionari, la realizzazione adottata per giustificarsi sia stata “meglio fare qualcosa che non fare niente”. L’unica dicotomia nella loro testa è “faccio qualcosa” o “non faccio niente”, non “faccio qualcosa di diverso e utile da questa santimoniosa (sic) dimostrazione di bontà d’animo”. Il problema sta in questo, l’accontentarsi di un gesto dimostrativo che fa stare tanto bene dentro, ma che da qui a 2 settimane avranno già dimenticato tutti. Perchè la protesta è rientrata, la situazione si sta normalizzando. Niente più foto sanguinanti ad effetto da prima pagina, ergo niente più notizie molto presto. Non è affatto necessario “attirare l’attenzione” mettendo la maglietta in questo momento, quando tutti parlano della situazione in Birmania, ma servirà fra 3 mesi, quando a nessuno fregherà più un cazzo.

Non ho visto proposte serie di boicottaggio, gente che andava a rompere alle multinazionali che fanno affari con la Junta come la Total, solo messaggi tipo “abbraccia il tuo dalmata forte forte per la Birmania!”

Ironicamente, passando per la sede della Total a Milano, si potevano vedere numerosi dipendenti della società vestiti di rosso per solidarietà.

Se le richieste della Junta per lasciare libero il paese fossero “ce ne andiamo senza problemi solo se voi gettate via prima il telecomando della tv e, da oggi in poi, cambiate canale manualmente ” i monaci continuerebbero ad essere torturati a morte.

Nessuno alza il culo per la Birmania.

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