Sputare in faccia agli stupidi come forma di nutrimento

All’apparenza è difficile prendere posizione sulla situazione di Grillo, da una parte c’è lui che eiacula precocemente populismo, dall’altra una infinita schiera di giornalisti e intellettualoidi detestabili che lo criticano. E non sai esattamente che dire, per paura di finire catalogato in una delle due odiose parti. Mi ricorda quando mi chiedono che penso dell’aborto e mi tocca rispondere “sono a favore dell’aborto, ma contro i diritti delle donne” Insomma, è una situazione complessa.

Ma Grillo, in sé, non mi infastidisce. Non riesco neanche ad odiarlo o a provare del risentimento. E’ un tizio che dice le sue cose e basta, non mi interessa a tal punto che non mi è mai neanche venuta voglia di razionalizzare perchè sono in disaccordo con lui. Non visito il suo blog, non leggo i suoi libri, non assisto ai suoi spettacoli ed il mio mondo è perfetto. Il vero problema sono le mucche pazze che ha infettato, le quali ora sgambettano ovunque ripetendo in modo scomposto le sue frasi, barcollando e schiattando sui miei piedi con uno sguardo ebete che dice “sono i nostri dipendenti, sono i nostri dipendenti!”.

Non ho un registratore per riportare le loro filippiche, ma fortunatamente lo stesso Grillo ha deciso di pubblicare la lettera di uno di questi diversamente intelligenti.

Repubblica la introduce così:

Grillo rafforza il concetto citando un ampio stralcio di una lettera di un certo Nicola B. che ha casa, amici, azienda e parenti in Romania, ma non sopporta i romeni e ritiene “una follia” l’allargamento a 25 dell’Europa:

I sottotitoli per non udenti se non ci sentite bene: “Nicola B. è diventato uno di quei boriosi arricchiti con la fabrichéta che vedi in giro col Cayenne sfruttando la manodopera a bassocosto di un paese economicamente arretrato come la Romania che gli ha permesso di vendere i propri prodotti ad un prezzo inferiore rispetto a quelli normalmente realizzati in Italia causando la rovina economica delle aziende sue concorrenti ed il probabile licenziamento dei dipendenti italiani da esse occupati. Nicola B. ora trova fastidioso quando gli schiavi umani da lui utilizzati decidono che lavorare per 14 ore al giorno senza pausa e diritti umani a 2 € l’ora non va più bene per loro e la loro famiglia e scelgono di immigrare nel luminoso paese che ha permesso la fortuna di persone come Nicola B. La “B.” sta per Bastardo Ipocrita.”

Ma vediamo che ha da dire con parole sue.

“Mia moglie è rumena! Mia nonna era croata! Ma io sono italiano! I miei figli saranno italiani! Mia moglie è diventata italiana! “

A parte che scrivere con l’enfasi di uno che ha trovato sotto il tappo della Coca Cola cosa è successo veramente ad Ustica non aiuta, ma a me che cazzo me ne frega? Vai a fare il melting pot vivente alla Melevisione come esempio per i bambini se ti esalta tanto.

– Sono Pietro Saltaindietro ed ho il potere di trasformare le pietre in dolci!
– Sono Alice Semprefelice ed ho il potere di far sorridere tutti!
– Sono Nicola B. ed ho il potere di dire cazzate reazionarie perchè mia moglie ha un background etnico diverso dal mio!
– Sono Tonio Cartonio e mungo acqua vitaminizzata dagli unicorni per cucinare il crack, b.

Dà un contributo anche lei alla mia famiglia… alla mia casa… a questa nazione! Chi non lo merita BASTA! fuori! Fuori da questo Stato!

Lo capisci che è vero amore quando la cosa migliore che puoi dire, quando parli della tua compagna di vita, è “da un contributo alla mia casa”. Anche il mio aspirapolvere da un contributo alla mia casa, ma non me lo scopo. E soprattutto, non lo naturalizzo. (ti voglio comunque bene, Dyson).

Ma nel mondo di Nicola B. , se non pieghi le camicie e fingi orgasmi perchè devi dimostrarti perennemente riconoscente del fatto che ti abbia salvato da una vita di stenti, non “dai un contribuito a questa nazione”, e quindi devi andare fuori. Nel mio mondo invece chi usa le parole “questa nazione ” e “fuori da questo Stato” deve essere deportato fuori da esso. Mi spiace B. hai messo la crocetta del tuo desiderio nel foglio “Cose Demagogiche Che Ripeto Quando Ordino Un Bianco Al Bar Dopo Aver Commentato Il Rigore Della Juve”, io l’ho messo nel mio e ora DEVI ANDARE VIA. E’ così, ormai l’ho scritto maiuscolo e quindi HO RAGIONE!! <– (doppio punto esclamativo che fa tanto “disgusto popolare su come vanno male le cose”) Certo, non siamo nel 1933 e trovare italiani disposti a fare questo è impossibile, per fortuna ci sono gli immigranti che fanno i lavori che gli italiani non hanno più voglia di fare, tipo portarti via fuori dalle palle.

Schengen non è servito a nulla! Non serve a noi italiani o ai tedeschi! Serve solo a questi ad approfittarne per venire qui e fare quello che vogliono!

Non sono più esseri umani, sono diventati “questi”. Non hanno più personalità, luogo di provenienza o una storia particolare. Sono “questi”. Una statistica fastidiosa che deve essere fermata. Si tratta del tipico registro linguistico utilizzato dall’italiano “che non ne può più e vivalalegalitàeabbassoletasse”, che di solito finisce i paragrafi con un “VERGOGNA!”, “VERGOGNOSO!”, “BASTA!” o un sentimento simile. Sintomi delle loro frustrazioni di una dura vita vissuta a lavorare a testa bassa. Eroi che non temono di dire come stanno veramente le cose, anche se gli costa venire discriminati per quello che pensano nel luogo dove vivono. Insomma tutte quelle persone che non hanno paura di dimostrarci, e che vivono sulla propria pelle con le parole e non con i fatti, cosa significa sopravvivere essendo cattolici, bianchi, eterosessuali e di destra nel nord-est italia.

Benvenuti al fascismo del lupo che si sente minacciato dalla pecora.

Sono di sinistra… ero di sinistra!

Ora sta diventando un’altra pessima cover di frangetta?

Ora basta! Fuori il marcio dai nostri confini… dalle nostre carceri… dalle nostre strade!! Benvenuto chi invece ha voglia di lavorare e progredire insieme!

Va bene. Se dovete salire sul vostro piedistallo di cartone e non-si-può-camminare-più-la-sera nei parchi e dire ‘ste cose per me è ok, io non ho un problema con tutto questo, basta che lo facciate lontano da me. In una gabbia, che si restringe sempre di più – e il cui ossigeno si esaurisce – e mi mandiate il filmato.

VIVA l’ITALIA!

Vaffanculo.

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