Decameron di Luttazzi

Ho letto in giro che a quanto pare il nuovo programma di Luttazzi, debuttato quest’ultimo sabato su La7, sarebbe una delusione. Che il tutto sarebbe troppo “strano”, avulso e poco comprensibile rispetto agli standard televisivi abituali. Sono d’accordo su questi punti, oggi l’ho scaricato e visto ed ho trovato Decameron nettamente e incomprensibilmente diverso dai Zelig, Colorado Cafè e le Serena Dandinate di questo mondo : c’hanno messo le parti che fanno ridere. “Oddio, un programma comico italiano che fa ridere, ma è legale?” Apparentemente sì, ma meglio non ripeterlo a voce alta altrimenti attiriamo l’attenzione dei buffoni che da 5 anni hanno sostituito la satira con “Ciao, sono napoletano e parlo in modo buffo ! Non ti senti superiore e grato di non vivere nella mia città? Haha, si tutti gli stereotipi culturali su Napoli che hai sentito sono veri, aspetta che te li elenco uno ad uno!” e potrebbero fare la spia. Oh cazzo, quante volte bisogna vedere sti tipi perchè entri in testa alla gente che non fanno ridere?

“Tossicodipendenti accusati di ciclismo” è la cosa più divertente detta in televisione nell’ultimo lustro, chi non pensa questo è un ciclista.

Certo, non tutto è perfetto. Gli sketch sono sicuramente la parte peggiore della trasmissione. Si salva quello coi filosofi greci che dibattono della pedofilia nella Chiesa Cattolica. Chiunque voglia fare il comico dovrebbe osservarlo attentamente per capire come NON recitare dei dialoghi eccezionali. Niente di meglio per spiegare la mediocrità degli attori italiani che vedere uno di questi massacrare battute come “non molesto bambini, non sono una persona molto religiosa”con la solità assurda e forzata teatralità che mettono sempre.

“Sono un attore italiano… e devo scandire 4 parole per volta… con una pausa drammatica fra esse… e quella solita assurda enfasi…. come se stessi vendendo un tappeto… al plotone di esecuzione… che mi ha chiesto… l’ultimo desiderio… prima di fare fuoco….”

Grazie tanto, Carmelo Bene.

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