Giornali per bambini alternativi

Non so se la situazione è la medesima anche nelle altre Feltrinelli, ma quella in Duomo a Milano merita di essere visitata solo per un particolare: la sezione “edicola”. Ingiustamente nascosta in un angolo vicino all’uscita rivela gemme introvabili tra riviste e quotidiani che non escono normalmente in luoghi tradizionali. Ah, e ci sono anche diverse centinaia di fogli tenuti da 2 rettangoli rigidi di cartone sporcati da deprimenti racconti erotici di 16enni col blog o, come qualcuno si ostina ancora a chiamarli, “libri”.

Ma perchè acquistare queste obsolete forme di intrattenimento quando hai davanti questi?

Informazioni generali: Non c’è scritto quando è stato fondato, solo “anno XLIII” che è un modo noioso e pretenzioso per dire “ Sì, siamo nati nel 1965, cari diplomati al Liceo Classico”. Le pagine sono 16 ma, se le contate con gli anni dei cani romani, LXXVII.

Contenuto: Nonostante il nome bellicoso il giornale sembra preoccuparsi di ogni iniziativa bancaria ed economica su questa terra, dalla fusione di gruppi petroliferi italiani, alla ristrutturazione finanziaria di Unicredito italiano e Capitalia ai pompieri di Wall Street (?). E così avanti e avanti ancora per tutte le pagine. E’ questo che va a forte nelle strade ora, la ricapitalizzazione di Alitalia, eh? “Lotta Comunista” è il più noioso distillato di noia che abbia mai visto, sembra che Il Sole 24 ore abbia iscritto a catechismo le prime 150 pagine di un romanzo di Umberto Eco. Ha le medesime tediose attività di propaganda, ma senza i salutari esercizi di molestie minorili per spezzare la monotonia intellettuale.

Iniziative per combattere l’oppressione: Libri di Lotta Comunista in vendita: a pagina 2 c’è “Cronache e dispacci della Rivoluzione d’Ottobre”, 554 pagine, 20 €. A pagina 4 “La guerra civile in Francia”,157 pagine a € 5. A pagina 12 “Alle origini della prima Internazionale”, 144 pagine a 6 €. A pagina 13 “Studi sullo sviluppo del capitalismo in Italia” 480 pagine, 20 €. A pagina 14 “Battaglie e principi per una politica comunista”, 320 pagine a 15 €. Questo elenco di pubblicazioni proposte mira ad identificare lo storico nemico contrappostosi negli anni al compimento della rivoluzione proletaria: la logorrea.

Passaggio rappresentativo del giornale: “Dopo una travagliata battaglia politico-mediatica, la Pirelli di Marco Tronchetti Provera ha lasciato per 3,3 miliardi di euro il 66% di Olimpia, primo azionista Telecom col 18%, in mano alla teclo, partecipata da Generali (28,1%), Mediobanca (10,6%), Intesa Sanpaolo (10,6%), Sintonia Benetton (8,4%) e Telefonica (42,3%).

Perchè non comprarlo: Il giornale è decisamente poco pratico, metti che sei ad una cena di lavoro ed hai sotto braccio “Lotta Comunista”. Tutti i tuoi compagni più importanti sono a tavola con te, poi uno si alza e si allontana — “E’ urgente, scusate”. Poco dopo ritorna, e mortificato chiede: “Che avete mica il giornale di oggi? Devo farci una foto da mandare alla famiglia del rapito”. E vuoi aiutarlo, allunghi il tuo giornale, ma viene gli preferito uno squallido Free Press. Perchè il suo “24 Minuti” titola “Morto Stamane Biagi” il tuo “REGOLARITA’ SOCIALI DELLO SVILUPPO IMPERIALISTA”.

Perchè comprarlo: Basta leggere il sottotitolo “organo dei gruppi leninisti della sinistra comunista” per trasformarlo in un estensore inavvicinabile del proprio pene da unzippare in particolari situazioni. C’è qualcuno che si da un tono con Il Manifesto, Liberazione o – povero lui – Il Guardian? Tira fuori la tua verga di carta riciclata e venerdì sera passati a discutere della Rivoluzione Ungherese del 1956 e scacciali via dando loro dei fascisti. Tutto questo può valere l’euro al mese da versare a “Lotta Comunista”.

Giudizio finale: Per via del nome Il giornale dovrebbe essere citato in giudizio per falsa pubblicità, non puoi presentarmi una dandomi dei colpettini col gomito per suggerirmi che potrei portarmela dietro anche coi miei amici, che potrei flirtare con le sue compagne mentalmente instabili e che, quando la lascerò, distruggerebbe il mio appartamento uccidendo i miei genitori, ed invece quando la vedo finisco a passare il sabato sera a vedere “Amici” in tuta dopo 6 mesi che ci esco. Perchè questo è “Lotta Comunista”: pensare di uscire con una cubista trance e ritrovarsi invece con una di Scienze Politiche del terzo anno. Perciò, per risollevare il quotidiano e portare nuovi lettori che non puzzino di naftalina, dobbiamo incrociare le dita e sperare in un cambio di guardia con il Mario Giordano leninista: -Trotsky +Troie.

Informazioni generali: Umanità Nova è stato fondato nel 1920 e per rimarcare questo impressionante dato anagrafico ha deciso bene di scriverlo in Comic Sans. Perchè non c’è niente che dica “ho 87 anni e sono anarchico” come il font che usava la tua prof di educazione fisica alle medie per ricordarti di portare il cambio il giorno di piscina.

Contenuto: Il giornale ha solo 8 pagine e per questo decide di sfruttare al meglio il poco spazio disponibile: apre con un forte editoriale su Genova 2001 con un titolo che ti colpisce immediatamente allo stomaco e che recita“Genova 2001”, poi continua con un commento negativo sulla guerra in Afghanistan, un sull’inquinamento delle macchine e uno contro il blocco ideologico del Vaticano sulle cellule staminali. Tutti temi caldi – 7 anni fa.

Passaggio rappresentativo del giornale: “Torino: sciopero, corteo e cena”

Perchè comprarlo: Dato che la colpa di qualsiasi cosa succeda in Italia prima o poi ricade sugli “anarchici sovversivi” Umanità Nova potrebbe diventare un ottimo scettro da brandire per far fuggire flotte di rompipalle. I vecchi si allontaneranno da voi, magari si alzeranno pure per farvi sedere in metro, le 40enni non vi chiederanno che ore sono e mia madre mi rivolgerà la parola ancora meno del solito. Questo potrebbe valere una sottoscrizione annuale ad “Umanità Nova”.

Perchè non comprarlo: Lo ska vi fa cagare.

Iniziative per combattere l’oppressione: L’iniziativa maggiore sembra quella di donare soldi ad Umanità Nova stessa, nelle prime 2 pagine ci sono 3 richieste di elargire denaro. La più visibile è quella di fianco al titolo stesso, dove un clipart di word 97 veliero minaccioso veleggia sopra una scritta che recita “non lasciamolo affondare! sottoscriviamo per UN!” Allora, innanzitutto, se non vuoi far affondare quel catorcio non usavi la toppa di una tuta per riparare le vele, non legavi il pugno di Topolino con un fiocco alla prua – che chiaramente fa sbilanciare tutto il peso della nave a sinistra facendo pericolosamente entrare dell’acqua nella stiva – e toglievi quell’occhio gigante che porta sfiga. No, non dono soldi a chi li spreca così. Verrebbero sicuramente buttati al vento, tipo compro il prossimo numero e mi ritrovo i neon rosa sullo scafo. No, grazie.

Giudizio finale:Come il suo predecessore il giornale fallisce tutte le aspettative, non c’è nulla di interessante ed è pieno di iniziative da sfigatelli: la protesta contro la guerra a pagina 2, la cena a pagina 4 per conoscersi meglio e raccogliere fondi, le iniziative per il riciclo a pagina 6 — questa non è anarchia, è il programma domenicale del mio oratorio.

E’ pure troppo sottile per essere arrotolato ed usato come manganello ma, per non essere eccessivamente negativi con Umanità Nova, questo può tornare utile per causare dei tagli con la carta ai lettori di “Lotta Comunista”, e procurare così il dolore più forte di tutta la loro vita.

Nello scaffale c’erano molti altri quotidiani di questo tipo. Tipo “L’internazionale comunista” o “il manifesto comunista” oppure “Battaglia Comunista”. Anche diverse riviste letterarie sullo stesso tema. Avrei voluto comprarne altre, ma non guadagno abbastanza per potermi permettere di essere un vero comunista.

Ho cercato se c’erano delle pubblicazioni di estrema destra, ma non ne ho trovata alcuna. Evidentemente le cose non cambieranno mai nell’editoria italiana, è ancora richiesto il pollice opponibile per essere pubblicati.

Curiosamente la sezione delle riviste comuniste old school è esattamente di fianco a quella della letteratura erotica, rappresentata in maniera prominente da 2 pile di libri di madre e figlia incestuosamente vicini l’uno all’altro intitolati “Il punto g è nel cuore” e “Volevo essere Moana”. Credo non sia una scelta casuale, ma un consiglio di Feltrinelli per consumare al meglio le loro offerte editoriali. Un utile metodo per spezzare le interminabili ore piegato nel tuo stanzino a masturbarti inutilmente senza alcun risultato e la letteratura erotica.

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