Sono nella tua ANSA, discutendo di cose che non capisci

Fate attenzione che se qua si discute di qualcosa all’ANSA se ne accorgono e lanciano un comunicato. Questo potere potrebbe venire usato contro i furry e le wicca. O Bugo. O la tipa che abita di fronte a me che ogni anno, dopo il 10 dicembre, mette alle 6:45 una selection di musica natalizia a livelli reunion-led-zeppelin che mi citofona nelle orecchie scappando prima che possa dare fuoco a casa sua e dare la colpa a qualche tunisino vicino con precedenti di spaccio.

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Il Foglio parla del Giulianone solo per la promessa di maniòmio.

Ma la trasfusione di sangue per aumentare i livelli di ossigeno prima della tappa in salita di oggi è stato l’arrivo di 7YW sulle pagine di Libero di Feltri dopo la creazione, quasi 2 anni fa, del Generatore automatico degli articoli di Libero.

Benvenuti a casa, vecchie canaglie!

Excite, almeno, ricostruisce correttamente il 2girls1cupgate (Sì, si chiama così da oggi) e pure webnews.

Gli anziani stanno con le braccia dietro la schiena ad osservare ed applaudono. Ma nei commenti borbottano sotto voce il più limpido esempio di conformismo giornalistico mai espresso.

“E dire che ieri avevo pensato: finalmente una notizia vera arriva da un blogger. Invece quello, tutto piccato, e’ andato a scrivere a Luttazzi, che si e’ subito complimentato come sodale coprofilo: insomma, a dire di quel blogger, i giornalisti avevano stravolto il suo pensiero. A me non sembrava. peccato: aveva scovato una notizia e se l’e’ rimangiata preferendo solidarizzare con Luttazzi.

Un giornalista non l’avrebbe fatto: avrebbe goduto nel vedere la sua notizia sulla bocca di tutti. Ma i blogger, del resto, non sono giornalisti.”

Grazie esaù.

Direi che il commento migliore alla cosa è una citazione di Stephen Colbert quando ha recitato il suo monologo davanti al gotha della stampa americana – e a 5 metri da Bush – un paio di anni fa, poco prima di ritirarsi per problemi di GIGANTISMO AI TESTICOLI.

Ma, ascoltate, rivediamo le regole. Ecco come funziona. Il presidente prende le decisioni, lui è il decisore. Il portavoce annuncia quelle decisioni e voi gente della stampa battete a macchina quelle decisioni. Fare, annunciare, scrivere. Fate un controllo ortografico e andate a casa. Tornate a stare con la vostra famiglia. Fate l’amore con vostra moglie. Scrivete quel romanzo che vi ronza per la testa. Sapete, quello dell’intrepido reporter di Washington con il coraggio di opporsi al governo. Insomma, quel romanzo di fantasia.

Per fortuna ai giornalisti italiani non accadono questi infortuni sul lavoro.

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