Upgrade yourself Daniele

Il racconto di Luttazzi che fa nel suo blog su come è stata soppressa la trasmissione è piuttosto angosciante.

Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto

Fa il paio con la dichiarazione dei giornalisti del Tg de La7 a cui hanno impedito, o meglio censurato – in questo caso è corretto usare il termine, di mostrare il servizio che narrava dell’avvenuta cancellazione della messa in onda di Decameron da parte della loro stessa emittente.

oggi la prima reazione arriva dal Comitato di redazione del tg di La7, che critica la mancata notizia della sospensione nell’edizione notturna del telegiornale, compiuta – si legge in un comunicato – attraverso “un incomprensibile e arrogante atto censorio”

Questo, ovviamente, ha provocato grosse polemiche e dibattiti in queste ore, spaccando l’opinione pubblica. Sono discussioni che hanno coinvolto me e tante persone che conosco. Ci sono miei amici che pensano che sia stata una decisione stupida ed immotivata, ed i responsabili dietro dei fascistoidi idioti e chi invece pensa che sia stata una decisione stupida ed immotivata, ed i responsabili dietro dei fascistoidi coglioni. Ma sono fiducioso che potremo lavorare per trovare un amichevole consenso dopo aver risolto le nostre differenze.

Credo sia perfettamente inutile che Luttazzi aspetti altri 5 anni o ritenti a breve su SKY o altri luoghi. Ha un blog da diverso tempo, conosce la tecnologia ed è ovviamente capace di gestirsi per conto suo. Dovrebbe quindi tagliare l’inutile uomo di mezzo fra lui ed il pubblico e spostarsi su Internet. Se una tizia orribile italiana che parla nella sua stanzetta hitchcockiana di Skype per 10 minuti riesce a fare 450.000 contatti, un canale Youtube di Daniele Luttazzi con contenuto originale non avrebbe problemi ad avere un ascolto equivalente a quello che potrebbe ottenere su qualsiasi canale televisivo italiano in questo momento. Tanto per dei monologhi, l’unica cosa interessante di Decameron, basta una videocamera digitale da un centinaio di euro e Final Cut. Non servono studi televisivi. E non avrebbe alcun problema a parlare di qualunque cosa desideri. Mai più.

La cosa importante è comunque constatare come dai 6 anni dalla sospensione di Satyricon le cose non siano cambiate affatto in Italia. Come un certo tipo, l’unico in realtà, di dissenso non sia ancora accettato nel nostro paese. Ma non dalle persone comuni, stranamente, che comprano i libri di Luttazzi, riempiono i teatri in massa e permettono alle sue trasmissioni di avere un successo strepitoso, ma da quello strato della società che dovrebbe provvedere a queste.

Ma c’è qualcosa di diverso questa volta.

Ai tempi di Satyricon questo disagio era solo accennato, ma ora la frustrazione è palpabile. Si sente distintamente nell’aria una difficoltà generale ad accettare ancora queste decisioni assurde che continuano ad accadere ininterrottamente e a cui si è costretti a sottostare senza poter far nulla. Ed è talmente stufa la gente, così disperata, che è in attesa che qualcuno comandi loro di aprire le finestre ed urlare “sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!“.

Ms l’Howard Beale italiano non può essere un giornalista in questo caso, fanno parte del problema, non della soluzione, ma solamente un comico. Potrebbe benissimo essere Luttazzi, ma quando si è accorto che stava diventando il protagonista di Quinto Potere si è tirato immediatamente indietro. Potrebbe essere Guzzanti, ma non è abbastanza carismatico. Il ruolo, alla fine, è stato ovviamente assunto da Grillo.

Alla fine, credo, che ci si accorgerà che anche questa via è inutile. Il problema risiede nella cultura sociale nel paese e non può essere risolto con un guru urlatore.

Perchè abbiamo appeso il nostro dittatore 70 anni fa in una piazza, ma è da quando è successo che viviamo con la mentalità di un popolo sotto dittatura.

Siamo indottrinati a non accettare il dissenso, ma non solo politico, in ogni ambito della vita sociale. Dalla scuola, alla musica, al cinema, ai libri, alle amicizie. Sembra che niente faccia mai veramente schifo o sia inaccettabile, c’è sempre qualcosa di positivo a cui sottostare. Perchè poi? Qual è il problema?

Certo, c’è qualche tizio su qualche rivista semisconosciuta che fa a pezzi un libro, ma se non accade al Tg1 o sul Corriere non esiste. E se non è possibile distruggere “Vacanze alle Bahamas” come ci si può aspettare che qualcuno protesti politicamente a cose più importanti?

Si è sempre arrivati ad un momento in cui la situazione diventava insostenibile, ma invece di fare qualcosa quando serviva, si è lasciato soprassedere ogni volta, sperando che prima o poi finisse. Che si risolvesse da solo. O, peggio, lasciandosi andare al disfattismo credendo che sia una cosa normale.
Siamo un popolo di 60 milioni di donne pestate dal marito che non lo denunciano perchè pensiamo che lo faccia per il nostro bene. “Oh, no, non mi picchia perchè mi vuole male, ma lo fa per proteggermi. E perchè mi ama”

Forse qualcuna ora avrà il coraggio di cacciarlo a calci nel culo, e farà male.

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