Io porto il machete, tu porta la testa

Nelle “oh noes news” di oggi.

Minacce a Paolo e Silvio Berlusconi
Al Giornale inviata una busta con due proiettili e una lettera contro la loro «politica anti-Islam»

E’ terribile quando succede una cosa come questa, per fortuna ci sono brutte notizie per i responsabili: a quanto pare gli inquirenti sono già sulla buona strada, hanno svoltato alla rotonda e ora sono davanti al cancello della villa di Arcore.

Driiiiin
– Che?
– Signora, è la polizia. Siamo qui per la lettera con le minacce.
– Che?
– Quella di morte.
– Quella di Binlaidein?
– No. No, signora è qu–
– ‘E cimici?
– No, signora. Questa è q–
– O’ internet?
– No, signora. Questa è quella delle pallottole.
– Ah, le pallottole. Sisi lasciatele davanti alla stalla del mafioso.

No, seriamente, che razza di terrorista scrive minacce di morte utilizzando una prosa del genere?

“Alla prima occasione propizia, con o senza predellino, faremo come hanno fatto in Pakistan con la Bhutto: un colpo con pallottole vere in testa e poi un kamikaze, all’italiana, per essere certi della loro scomparsa da questo mondo. Le guardie del corpo e i servizi di sicurezza non potranno fermarci perchè non siamo prevedibili. Allah è grande”

Perchè vorrei assumerlo per scrivere i prossimi auguri di Natale a mia madre.

“Allo scadere della mezzanotte del 24ismo giorno di Dicembre, esattamente 12 ore dopo il mezzodì, scaglieremo i nostri furiosissimi auguri di un felice natale verso la sua persona – altresì riconosciuta dal ruolo di “nostra madre” – come risposta ai ripetuti abbracci e offerte di delizioso cibo che ella ha minacciato di continuare ad offrire inconsciamente senza pausa alcuna. L’atmosfera di gioiosa unione che pervaderà la casa, e I tartufon al cioccolato bianco, non potranno fermarci anche dallo sperare che ella avrà un glorioso anno seguente a quello registrato dal calendario gregoriano comunemente in uso. Gne gne gne gne. Alemagna è grande.”

Meh, non ci sono più le strategie di tensione per destabilizzare la società civile,attirare simpatia e solidarietà verso di sé per fini politici e alimentare il livore populistico verso un facile spauracchio sociale di una volta.

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