Kate Moss, scacco.

Quando eravamo bambini il futuro veniva immaginato popolato da macchine volanti, biosfere che contenevano vita e vegetazione e razze che coabitavano in armonia. Certo suonava fantastico ed incoraggiante, ma abbiamo sempre sentito dentro di noi che erano cazzate che non si sarebbero mai avverate perchè il sussidiario di scienze non era così promettente e perchè le trasmettevano su Telemontecarlo. Altre previsioni, molto più sofisticate e scientifiche — questo ci assicuravano —  venivano rilanciate dai soliti quotidiani allarmisti e promettevano che intorno al periodo in cui ora viviamo saremmo stati tutti anoressici senza un filo di grasso, con vestiti identici a quelli delle ragazze — tanto da essere perfettamente interscambiabili — ed infine tutti bisessuali. E sì, siamo quasi nel 2010, ma non siamo ancora uomini francesi.

Non è una fregatura? E’ come se ci avessero dato un puzzle da completare e, dopo la fatica di averlo composto pezzo per pezzo, ci accorgessimo che non ha nulla a che vedere con la foto sulla scatola.

Però, accidenti, siamo pur sempre quasi nel 2010. Suona importante solo a dirlo, e ti viene voglia di onorare le cifre che contiene per una stupida ed irrazionale riverenza che la data aveva nei tuoi ricordi da succhiatore di pollici. Ed invece questo non accade — affatto. Ciò che accade, invece, è il ripetersi senza fine di un loop frustrante di avvenimenti e persone sbagliate, finchè non ti picchietti sulla fronte e realizzi: “cazzo, sono adulto” e sei costretto ad accettare il fatto che le cazzate che raccontavano per tenerci buoni da bambini non erano quelle che comprendevano  grassi uomini in rosso che vendono Coca-Cola e fatturati in positivo ai negozi di alimentari, erano invece quelle che avrebbero formato il nostro ingenuo idealismo che viene continuamente fatto a pezzi, trasformando i migliori di noi in odiosi uomini cinici sconfitti dalle circostante e senza alcuna voglia di cambiare le cose.

E tu, magari, non chiedevi neanche troppo.

Non ti interessava affatto l’idea di sventolare una bandiera italiana sul balcone dopo conquiste militari, o batterti il petto dopo aver visto la differenza il positivo del PIL rispetto agli altri paesi europei. Era più essere abbastanza contenti e orgogliosamente neutrali dal non desiderare di rispondere ad “are you italian?” con “Sprach deutsch?”

Perchè sulla mia scatola questo non c’era.

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