Pace nel nostro tempo

Non c’è pace per la nostra povera Italia.

Ora, dei sempliciotti professori universitari di fisica nucleare, hanno deciso di protestare nel loro ateneo, insieme ai loro studenti, la visita imminente di Ratzinger. Questo solo perchè qualche anno fa ha detto che il processo a Galileo è stato giusto. E che la scienza quando si scontra con la fede deve lasciare il passo a quest’ultima. Vergognoso. Avanti di questo passo, se non mettiamo una toppa a questa falla, qualcuno potrebbe fraintendere che nel nostro paese ci sia una divisione fra Stato e Chiesa.

Per fortuna, a fare da Calfort per impedire tutto ciò, abbiamo gente come Zio Betulla che dalle pagine di Libero – cercando di portare alla ragione e alla calma una situazione potenzialmente carica di tensione – in un articolo intitolato “ATTENZIONE, PREPARANO L’AGGUATO AL PAPA” utilizza la clava della condiscendenza razionalità per controbattere alle opinioni dei professorini. Uno di loro dice che è inaccettabile sostenere che la verità scientifica debba fermarsi quando contrasta con i dogmi ecclesiastici, ma Zio Betulla non si fa impressionare affatto, non fa neanche un passo indietro ed attacca immediatamente accusandolo “ironicamente” di non avere un Nobel, di essere laureato in fisica e di avere una cattedra. Ha ha, stronzo, beccati questa.

Ma in realtà questo discorso è solo un antipasto che conduce alla parte centrale dell’articolo.

C’è una specie di cristofobia dominante in certi ambiti intellettuali italiani: un odio quasi neroniano, che si trasforma in amore sollecito e pastorale verso gli islamici purchè siano estremisti.

Zio B è cosciente che l’arma più efficace durante un’argomentazione è accusare il proprio avversario di ipocrisia. Quello che sostieni viene sputtanato da ciò che hai fatto con le tue azioni precedenti? Beh, la tua credibilità e le tue argomentazioni non valgono più niente allora. Ed infatti, dopo aver preparato le basi accusatorie generiche, lancia il suo attacco finale con questo paragrafo che non lascia scampo a chi, in tempo di guerra col nemico, si dichiara “amico degli scienziati”.

L’Università La Sapienza di Roma ha siglato il 15 giugno del 2006 un accordo per la creazione di un Comitato accademico italo-egiziano di «studi comparati per il progresso delle scienze umane nel Mediterraneo» […] L’accordo è stato firmato alla presenza dello sheikh di Al Azhar, Mohamed Sayed Tantawi, ritenuto la massima autorità teologica dell’islam sunnita. Tantawi è uno che ha scritto fatwe per giustificare i kamikaze palestinesi, per santificare la condanna a morte di islamici che si convertano al cristianesimo e lo dicano ad alta voce. Ma per i professori della Sapienza di Roma va bene così, nessun appello avverso. Al Tantawi sì, Ratzinger no. A questo siamo ridotti nelle Università italiane. Se ci fosse un criterio serio per la selezione dei docenti, questa gente dovrebbe essere sospesa dall’insegnamento.

E io non conoscevo ‘sto Mohamed Sayed Tantawi, ma da come lo descrive Zio Betulla deve essere proprio un bastardo. Allora ho messo il suo nome su Google e 10 secondi dopo – BAM – sono sul sito della BBC, la nota Pravda di Al Qaeda, su una pagina che riporta proprio quello di cui parla Renatizzle. Lo cito tradotto in italiano.

Leader religioso condanna gli attacchi kamikaze

Agghiacciante. E c’è di più.

“Mohammed Sayed Tantaw, la più alta figura religiosa dell’islam sunnita, ha dichiarato che I gruppi responsabili di tutti gli attacchi kamikaze sono nemici dell’islam. […] Ha chiesto inoltre agli stati islamici di aprirsi al dialogo con le nazioni occidentali aggiungendo che tutte le nazioni islamiche “dovrebbero spalancare le braccia al confronto con le persone che vogliono la pace.”

Ha poi continuato.

“Non credo ad uno scontro di civiltà. Le persone credenti, non importa di quale religione, dovrebbero collaborare fra di loro e non perdersi in inutili conflitti ed animosità. ”

Questo stronzo è così estremista che quando gli hanno chiesto cosa pensasse della legge di Sarkozy per rendere illegale il velo islamico ha risposto così “il velo è un dovere delle donne islamiche, ma i paesi che non lo sono possono passare qualsiasi legge ritengano loro opportuna”. Ed ha lanciato anche delle Fatwa, tipo quella per permettere l’aborto in caso di stupro. O per condannare l’infibulazione.

Ma ecco la definitiva pistola fumante che non lascia scampo a questo sporco terrorista: “Lo sheikh Tantawi ha dichiarato che gli attacchi kamikaze, compresi quelli contro gli israeliani, sono sbagliati e non si possono giustificare” BOOM, ora pure con gli ebrei se la prende? Beh ditemi voi se questo figlio di puttana meritava di sedersi alla Sapienza ad iniziare un dialogo di pace durante questa periodo travagliato di guerre di religione. Per fortuna che abbiamo Zio Betulla e gli amici di Libero che lavorano ogni giorno per impedire tutto ciò.

Certo, ora qualcuno potrebbe dire “Hey, aspetto un minuto, tutte le sue argomentazioni sono basate su una diarrea di stronzate che crollano con 10 secondi di ricerca su Google” e sapete una cosa? Commettereste lo stesso errore dei professori di fisica. Non è importante che ciò che sostiene Farina sia vero, è importante cosa Farina sente che sia vero. Altrimenti ritorniamo allo scontro fa Scienza e Fede.

Sono solo fatti, non contengono anima.

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