E vai con la guerra!

Mentre passavo dalla Feltrinelli,  contento per il fatto di aver risolto il dubbio “centrali nucleari SI, o centrali nucleari NO ?” grazie all’energia estratta dalla salma di Tolstoj che si rivolta vorticosamente nella tomba per via di questa copertina, ho casualmente notato che una delle mie strisce preferite online, Get Your War On! , è stata tradotta in italiano e messa in vendita.

Purtroppo da quelli di ISBN. Ma, nonostante il fastidio e la puzza di presunzione compiaciuta che avvolge Coppola e la sua casa editrice per hipster e laureati in filosofia mantenuti, ho acquistato il libro volentieri. Certo, temevo che la comicità caratteristica dell’originale – ottenuta dalla contrapposizione surreale della patetica routine in clip-art di tristi e monotoni account che parlano come negri del Bronx – venisse persa nella traduzione all’italiano, invece sono stato piacevolmente sorpreso da interessante evoluzione.

Eliminato lo slang hip hop, comunque esilarante se lo riconoscete, arriva in superficie l’incredibile e lucida satira di David Rees, uno che mandava a fanculo Bush e la sua amministrazione già dal 9 ottobre 2001, quando la maggior parte del mondo si stava asciugando ancora le lacrime con le orecchie dei welsh corgie. Il volume sferico delle palle di Rees non è da sottovalutare, e forse la pubblicazione su carta è per contribuire alle spese mediche atte alla risoluzione del problema di NON RIUSCIRE A SEDERSI PIU’  .  Perchè risulta molto semplice saltare sul carro del “la guerra in Iraq è stata un errore e quella al terrorismo un fallimento, come tutta la politica Bush” ora, come fanno molti, ma farlo coi corpi ancora bruciacchiati fuori dalla tua finestra, dicendo cose che si sono poi rivelate tutte vere, è diverso. E storicamente importante.

E comunque c’è Voltron.

VOLTRON.

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