Tom se n’è andato via

In America, durante il periodo della schiavitù, i negri venivano separati  in due distinti gruppi: quelli che lavoravano nei campi, e quelli che si occupavano della casa.  Questi ultimi erano i preferiti dal padrone, e per questo motivo molti cercavano di guadagnarsi le sue grazie per raggiungere così tale privilegiata posizione — anche a scapito della propria salute o quella della famiglia di appartenenza.

La dedizione era assoluta. Durante le rivolte, per esempio, gli schiavi di casa raccoglievano informazioni sui piani di fuga per poi diligentemente informare il Padrone, che iniziava così il massacro dei responsabili.

Per dimostrare la fedeltà verso il Padrone spesso si offrivano volontari per torturare gli altri schiavi, come per sottolineare una differenza esistente fra le due posizioni.

Nel caso di un malanno del propria capo, lo schiavo prediletto era solito domandare “Siamo malati, padrone?”

Gli altri schiavi, quelli che lottavano contro l’oppressione e non si piegavano al sistema che li voleva come animali, chiamavano questi negri “Zio Tom”.

In Germania, durante il periodo della seconda guerra mondiale, i prigionieri ebrei venivano separati: chi lavorava nei campi, e chi si occupava di controllarli. Questi ultimi godevano di condizioni leggermente migliori dei loro compagni — invece di morire in 3 mesi, crepavano in 6 — e questo bastava per renderli orgogliosi della posizione a loro assegnata.

Non c’erano divergenze o tradimenti. Durante le rivolte raccoglievano informazioni sui piani di fuga e le andavano a riferire ai nazisti che procedevano ad eliminare i responsabili.

Per dimostrare fedeltà al padrone spesso questi prigionieri ebrei si impegnavano per risultare più crudeli e sadici nei confronti degli altri prigionieri ebrei, come per sottolineare una differenza esistente fra i due gruppi.

Gli altri detenuti, destinati a scomparire in un modo o nell’altro insieme ai loro oppressori, chiamavano questi ebrei “kapò”.

In Italia, durante il periodo della Pasqua, i vicedirettori del Corriere Della Sera si convertono al cattolicesimo.

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