Fottiti la cheerleader, fotti il mondo

Gli ultimi 2 giorni sono stati fra i più emo dalla 2° repubblica ad oggi.  Comunisti 60enni che piangono. Gente che giura che andrà a vivere all’estero. Bruno Vespa. Il livello di pessimismo & fastidio è talmente elevato che qualcuno è arrivato a richiedere ottimistiche parole di conforto — a me.

Molti, infatti, continuano a domandarsi su twitter, sul proprio blog, nei gruppi di facebook, fra le foto con la reflex di flickr, nei party del salone del mobile, come mai il loro messaggio non sia arrivato al ferramenta con 4 figli in Val Camonica.

“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?” si chiedono, fiocinando frustrati la tastiera del proprio macbook da 1800 euro.

Secondo le stime più superficiali la colpa\merito è da attribuire alla Lega Nord, che ha raccolto il “voto di protesta” di una popolazione incazzata, semplice ed operaia — ma nessuno capisce bene come mai. Essendo io un abitante dell’hinterland milanese, non solo posso tastare il polso del paese vero, ma evito anche la merda dei loro pitbull davanti all’ingresso di casa mia.

E’ iniziato tutto alla partenza della campagna elettorale a Pescara, dove Veltroni ha annunciato al popolo del PD, ai giornalisti ed alla nazione tutta, un netto taglio con la vecchia politica del passato fatta di attacchi ai propri avversari, divisioni ideologiche ed odio, riuscendo così ad evitare con successo quella deriva che ha portato molti altri leader in giro per l’Europa a vincere le elezioni.

E così allora Veltroni ha indossato il suo vestito da sposa bianco ed ha iniziato un tour per portare il suo messaggio di pace e speranza, prendendo passaggi da un pulman all’altro, in giro per tutta l’Italia. Da nord e sud, passando da folle di poche centinaia di persone in piccoli paesini ai grandi capoluoghi con migliaia di persone e la presenza di personalità dello spettacolo. “Gli italiani sono stanchi delle divisioni” ripeteva spesso loro “Se non nomino il mio avversario politico e non rispondo mai alle stronzate che dice demolendomi la gente mi voterà IN MASSA!  Me l’ha detto uno che legge Sun Tzu e i manuali dei samurai per vendere detersivi e ora fa il consulente di marketing politico!” Tutto questo è finito in tragedia quando, la sera del 14 aprile, l’ingenuità di Veltroni è stata strangolata e stuprata dal 10% in più del PDL, che ha seppellito crudelmente il suo corpo per almeno i prossimi 5 anni.

“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?”

Il momento più emo di tutti però si è raggiunto subito dopo i risultati certi delle elezioni – verso sera  – quando i politici si sono ritrovati nelle varie trasmissioni politiche per commentare i risultati più o meno positivi che avevano ottenuto. Di solito questa parte, non importa ciò che è accaduto nel pomeriggio, è molto più angosciante della realizzazione di chi dovrà governare la tua vita per il prossimo lustro. Questa volta l’assoluto protagonista di tale fase è stato Bertinotti, che ha trascorso tutto il tempo disponibile da Mentana con gli occhi lucidi a cercare di giustificarsi e a razionalizzare lo shock, come un concorrente di un reality cacciato per una bestemmmia. Ha fatto talmente pena a tutti, che perfino Gasparri ha smesso di sorridere come un insopportabile ghigno arrogante compiaciuto del cazzo per 30 secondi per offrire le sue parole di conforto. Gasparri. Conforto.

“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?”

E’ difficile trovare un punto debole in una campagna che prevedeva, come punto strategico propagandistico di convincimento elettorale, ripetere 380 volte al giorno la brillante parola “Veltrusconi” e tagliare nastri per inaugurare la carta da parati con il logo nuovo nelle vecchie sedi di partito. E’ stato il “Veltrusconi” o i nastri?

— “Uh, Fausto, la Lega ha tappezzato tutto il nord Italia di manifesti che dicono che gli albanegri si scoperanno tutte le figlie bianche e cristiane dopo aver costruito un tempio islamico con mattoni fatti di cocaina spacciata nelle scuole e lavoro rubato agli italiani, cosa facciamo?”
— “Veltrusconi!”

La risposta la troveranno solo i massimi politologi internazionali, quando gli diranno che esisteva un partito dal nome “Sinistra Arcobaleno”.

Rifondazione Comunista era il nome più figo del mondo, perchè cambiarlo? Non era statico, come “Comunisti Italiani”. Non Rifondato, ma Rifondazione. Nel senso che non era mai completo il processo. Tipo un giorno sono in giro a protestare in favore della pace per il Poveribimbinegristan e il giorno dopo – BAM – ti accorgi che c’è un armata sotterranea di LeninZombie pronta a marciare sul Vaticano. Poi, una mattina, ti alzi e la falce ed il martello ed il nome fighissimo sono rimpiazzati con la bandiera del gay pride colorata con i pastelli che ti regala l’insegnante di sostegno alle elementari se sei ritardato. Come puoi vincere le elezioni — o entrare anche solo in parlamento — quando il nome del tuo partito sembra il titolo di un album dei Tiromancino?

Ma Rizzo, sembra aver trovato una risposta alla debacle. “La sinistra cacci salottieri e radical-chic, torni a essere vicino al popolo e agli operai. A questo serve un nuovo partito comunista senza trasformismi e arrampicatori” ha dichiarato oggi, assicurando così il non ritorno dei partiti comunisti nel parlamento italiano per sempre.

L’errore fondamentale del samaritano de sinistra è pensare che per convincere lo straccione fallito che vota Berlusconi a cambiare sponda basti poggiargli una mano sulla spalla e dire “Io ti capisco, fratello sole” elencandogli poi tutte le cose cattive che lo scarafaggio arcoraro ha compiuto e detto. Non comprendono ancora che l’italiano è fondamentalmente un volgare ed ignorante cazzone con il culto della personalità carismatica dominante ed autoritaria per mancanza della propria, e che nel nostro paese l’anti-intellettualismo è uno dei pochi valori in cui tutti si riconoscono. A nessuno frega un cazzo degli operai, perchè gli operai sono ormai tutti albanegri. L’unica cosa che il pizzamandolino odia è la condiscendenza, soprattutto se viene da qualche figlio di papà di sinistra che giura di sentire cosa si prova ad essere nella sua situazione. Il problema non sono i “salottieri”, gli italiani non odiano ciò che disperatamente cercano trivialmente di sembrare senza che se lo possano permettere, ed andando contro i propri interessi. Cos’è Berlusconi, in fondo, se non il nostro iPhone che possiamo agitare in faccia agli altri paesi europei per dimostrare pateticamente che anche noi abbiamo i soldi? Certo dobbiamo vendere il culo, ma HA I TASTI CHE SI TOCCANO!

Gli altri possono pure comprare il loro vestito da sposa.

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