LOAL

16Maggio2008

sabbia nella vagina

Dentro gli hipster

di bucknasty / 194 commenti

E’ venerdì sera e a 300 metri dall’ingresso dei Magazzini Generali tutto è giallo, umido, solo, stretto fra dei leggings o gay. E’ la consueta serata del “BuggedOut!”, l’appuntamento milanese ufficiale “electro/nu rave” in replica ogni settimana. Questa sera è speciale però, perchè, ad occuparsi del dj set, sarà uno dei membri dei Klaxons, il gruppo che ha insegnato a migliaia di figli di papà della vera capitale d’Italia che vestirsi come un muratore calabrese in tuta di acetato in visita alle vetrine del Duomo con l’autoradio sottobraccio  del 1991 è da considerarsi “cool”.  Sono passati solo 3 anni dagli hipster dei navigli e la situazione non ha fatto altro che peggiorare. Ora sono diventati hipster di Porta Ticinese. La maggior parte delle persone qui in fila in questa degradata discoteca vittima di stupri e presentazioni di album dei Club Dogo — sembra non sia mai uscita dalla via adiacente alle colonne di San Lorenzo. Una lunga catena di poco-più-che-ventenni che si vestono srotolando un lungo tappeto d’acqua di plastica dalle colonne di San Lorenzo fino a Porta Ticinese sbattendo contro gli “store” di American Apparel, Stùssy, Tokidoki, 55DSL ed H&M.

Non c’è nessuno in questa fila che non abbia almeno un capo di questi marchi dove un cappello rigido con un adesivo sopra arriva a costare anche oltre 150 €.

E poi neoyuppie. Centinaia. Non me lo aspettavo, ma se non costituiscono almeno il 50% del pubblico questa sera, ci vanno comunque molto vicino. Forse perchè l’Hollywood ha chiuso dimenticandosi di baciare le giuste chiappe. Forse perchè le tipe MDMA-Friendly sono anche BJ-Friendly.

Lo sciame in tonalità ipovedente finisce di allinearsi sui due lati dell’ingresso.

Arriva un tizio con una sciarpa legata stile laccio emostatico al collo, che temo non essere affatto casualmente in tinta con la carrozzeria della Legomacchina in cui è seduto, che lotta senza successo contro la volontà di Dio che lo ha voluto imbecille, mentre prova a parcheggiare una vettura lunga come la sua carriera scolastica scontrandosi ripetutamente con l’auto davanti e con quella immediatamente dietro.
Immagino sia così che si debba sentire un documentarista di Discovery Channel mentre osserva e riprende, dopo essere stato sdraiato per ore nel fango e umido, qualche insetto che si accoppia in una foresta dell’america latina. L’unica differenza è che qui non ci sono specie in via di estinzione o luoghi esotici, solo un idiota con la sua Smart e la puzza di piscio incrostata ai bordi del marciapiede di Corvetto.
Completato l’allunaggio una tizia gli fa segno di muoversi; devono iniziare la lunga processione da profughi mendicanti per entrare ai Magazzini.

In una scena dove marchi e simboli sono stati eliminati ed è impossibile notare immediatamente quanto hai speso per cosa e dove, la fila ai locali è diventato il nuovo status symbol tramite cui generare invidia sociale. Non importa neanche quanto guadagni, la cosa veramente essenziale è cosa fai e per chi. Certo, c’è qualcuno che arriva posteggiando il Lamborghini, ma non se li incula mai nessuno. Fanno solo colore e danno un tono all’ambiente, come i tappeti e l’inquinamento ad Istanbul. E devono comunque accodarsi per far passare editor e galleristi e artisti e musicisti e designer e copywriter vari. Tutti sembrano impegnati a fare qualcosa che non richiede uno sforzo fisico maggiore di tenere premuto Opzione + Mela insieme.

Coloro che invece non rientrano nella casta creativa milanese si devono affidare a MuHarsehlo, il PR apparentemente responsabile di ogni cosa che accade qui intorno, il cui nome rispecchia appieno la virilità che emana. Ogni volta che appare all’ingresso si sentono svariate persone lamentare il suo nome, disperatamente alla ricerca della sua attenzione. I  più scavati possono vantarlo alla voce “M” in rubrica, ma al numero non sembra mai rispondere nessuno. “Sempre quella cazzo di segreteria telefonica del cazzo, cazzo!” dice un tizio con una felpa bianca con un pattern infinito di cupcakes rossi. I soliti sociologi e psicologi chiamati nelle solite trasmissioni dopo i soliti omicidi amano ripetere che “non ci sono più eroi per i giovani”, ma si sbagliano. Ogni venerdì notte, centinaia di 20enni milanesi, nel momento del bisogno — sanno che possono rivolgersi a una sola persona: Malllseooo “Hey!| È arrivato il supereroe più gay del mondo. Ha il potere di farti entrare al privè gratis dei Magazzini Generali coordinando i calzini con la camicia e litigando con suo padre!” e sono salvi e felici così.

C’è una tizia più avanti nella fila che sembra aver particolarmente bisogno di una mano. E’ strana, perchè – paradossalmente – è normale. Non ha occhiali nerd ironici in faccia, non ha magliette ironiche sul petto e neppure scarpe anacronistiche (ironiche) addosso. E’ anche paffuta — grassa per gli standard di chi ha intorno. Non ha nulla a che vedere con la fila degli hipster milanesi, ma nessuno riesce a dirle niente perchè sembra una camionista tedesca lesbica che ci prova con la tua ragazza all’autogrill, ma non ce la fai a dirle niente di cattivo perchè ti ha offerto il caffè corretto.  Nessuno tranne l’amica che ha accolto l’astronauta di prima. Cerca di passarle avanti, e quando si rifiuta le fa “Dove hai comprato quella tshirt? Oh, non dirmelo tesoro, al reparto extralarge, eh?” Che sembra una di quelle pessime battute che senti dire agli antagonisti dell’episodio del giorno nelle sitcom americane tradotte male nel pre-serale di italia 1, ma evidentemente hanno basi nella realtà. La frase sembra causare il malumore dei più, non tanto per le parole, ma perchè chi le ha pronunciate ha le tette a forma del mouse del primo iMac, e quei così erano scomodi perfino per trascinare dei file in un cestino — figuriamoci sul petto di una donna.

Mi arriva un SMS, il mio contatto fa segno di andare da lui, e MuaRHsrsceeloo ci viene a prendere portando tutti direttamente nel privè.

La musica dentro è un mix interminabile di electro francese alla Justice - che aveva già rotto il cazzo 2 anni fa - ma che per fortuna sembra ormai entrata nel mainstream popolare, il che dovrebbe condannare il genere ad una morte fra qualche mese. Una roba tipo questa.

La gente sul piano superiore rispetto alla pista è ancora più forzatamente stravagante di quella rimasta fuori. Un vano tentativo fallito di apparire brillanti e con una personalità interessante attraverso il vestiario inconsueto ed anacronistico. Una tipa sui 27anni è si è presentata con addosso dei moonbots da montagna. Un altro è solamente coperto di cellophane e va in giro a chiedere speed da mischiare con la vodka lemon. Molti hanno la kefiah, magliette in sostegno a prigionieri politici che non conoscono e altri oggetti riconducibili a movimenti di resistenza. Tutti portati in modo fastidiosamente “ironico”. Se i simboli di lotte di gente che è morta per la propria sopravvivenza fossero una famiglia di 3 persone che vive in un’anonima provincia lombarda, gli hipster di porta tinicinese sarebbero Olindo e Rosa Bazzi. Un’infinita schiera di testicoli e colpi d’ascia fra le gambe che cercano di conoscersi l’un l’altro vestendosi da comparse di qualche film degli anni ‘80 che non è stato mai prodotto.

C’è un sacco di gente che ha delle reflex con flash enormi da migliaia di euro, macchine usate di solito da fotografi professionisti per catturare concerti o eventi sportivi, che qui vengono impiegate per dimostrare dov’eri e cosa indossavi. Ognuna di queste immagini andrà poi su qualche sito o rivista hipster.
Ogni volta che questi fotografi passano, qualcuno li picchietta sulla spalla per avere una foto. “Me ne fai una, daai!” Si mettono in posa,chiamano i loro amici e urlano facendo facce strane. Se fossero a Gardaland, queste sarebbero la foto da pirla sopra Blue Tornado per dimostrare a tutti che ci sei stato. Qualcuno ci prova anche con me, ma presto trovo un metodo per negarmi. Un segnale — forse rudimentale, ma efficace — compreso da tutti, che riesce a colmare l’incomprensione e risolve il simpatico qui pro quo formatosi dalla distanza culturale che ci separa: “’fanculo no”.

A parte un tizio che controbatte con una proposta: se gli assicuro la pubblicazione della foto mi presenterà “Una donna matura, una 36enne figa con il corpo di una 23enne”, la tizia è davanti a me, ma il corpo della 23enne deve averlo nascosto nel congelatore.

Ho sete, mi dirigo al bar. Tento di leggere sul menu quanto costano i cocktail, anche se davanti c’è una ragazza truccata da uno starnuto di Ronald McDonald che copre 3/4 del foglio. 10 euro per un bicchiere di plastica e 2 dita di alcool? Vaffanculo. Un tizio di scatto mi si avvicina con attaccato appresso altri 2 figuri, nessuno alto più di 170. La loro espressione è quella standard da tamarro di provincia milanese, dovrebbe far paura nelle loro intenzioni - tipo, chessò, l’inseguimento al bimbo sul triciclo in Shining - ma è più “42 enne che fotografa gli upskirt delle liceali al parco e poi le aggiunge al suo sito”.

Se la biologia ti ha donato di spalle larghe e un’altezza sopra la media sai già quello che ti sta per succedere.

Ho visto. Non devi guardare. Non devi guardarla.

Non è mai perfettamente chiaro cosa non dovresti guardare. Potrebbe essere il suo sguardo, i cocktail o il sottoinsieme di adipe e pompini poco entusiasti che si porta appresso.

Cioè, sta con me. Mi dà fastidio

Le prime volte sei genuinamente perplesso che da una squisita disquisizione verbale la cosa si trasformerà a breve nella versione con grugniti e vapide minacce di morte delle borsettate fra ragazze, ma poi capisci. Comprendi che si tratta di un rito di passaggio. I bambini ebrei a 13 anni hanno la Bar mitzvah, i guerrieri masai per diventare uomini devono superare delle lotte in solitario per mesi fra leoni e serpenti velenosi, i tamarri milanesi ti dicono di non guardare la loro cazzo di ragazza.

No, ti ho visto che la guardavi.”

Potrebbe essere considerata una sfortuna le prime volte che ciò accade, ma ogni dubbio scompare perchè poi realizzi che hai il biglietto di Willy Wonka dorato di prima classe per il Treno Delle Figate Che Userai Come Aneddoti Per Le Prossime 2358 Cene.

Avrei voluto chiedergli se aveva un frullato da poter bere, ma la scenetta aveva fatto il suo corso e doveva concludersi con il terzo amico che si scusa con me e allontana il suo compagno di vita eterosessuale con il gomito, e gli dice qualcosa. Poi gli prende la mano e se lo tira via come una bambina che ha appena fatto cadere un cono da 3 euro insistendo contro la coppetta che voleva comprare  la madre. Ognuno ha il supereroe che si merita.

Come una ragazza, che continua a tagliare la stanza in diagonale per attirare l’attenzione. E’ vestita con una rete e basta, e il seno è completamente scoperto. L’unica cosa che la copre sono degli short di jeans con un enorme logo di 55dsl. E poi si lamentano delle notizie tragiche che ripetono i telegiornali quotidianamente. Non sarebbe sorprendente se un giorno di questi qualche malintenzionato la prendesse per i capelli trascinandola in un vicolo buio e, slacciandosi i pantaloni, le desse un indirizzo per spendere meglio i propri soldi.

Ma sono le 4 e la serata è finita.

E mentre la gente raccoglie le proprie cose e le lingue si staccano, solo una cosa rimane scolpita limpidamente nella mente. Negli anni ‘60 la gioventù dovette organizzarsi e battersi per ottenere diritti civili fondamentali di cui tutto godiamo oggi. L’aborto. Il divorzio. Molti morirono per questo. Negli anni ‘70  la gioventù dovette scendere nelle strade per combattere contro la stato fascista di polizia che si era venuto a creare. Molti morirono per questo. Negli anni 80 si sfondarono tutti di eroina perchè i loro genitori erano diventati quelli contro cui lottarono in gioventù. Molti incontrarono Muccioli per questo. Negli anni 2000, la difficoltà più grande che ha dovuto affrontare nella vita la generazione in fila a vedere i Klaxons stasera è stata diplomarsi al Liceo Artistico.

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194 Commenti

EdTv ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 6:43 pm.

costa ammetterlo,
ma qui siamo a vette sublimi

fra ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 6:49 pm.

Molla Vice. Devi passare al National Geographic

claudio ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 7:01 pm.

Madò.
Perfortuna che la frase finale si mette, appunto, alla fine.
Altrimenti non avrei avuto la forza per andare oltre.

Vado a chiedere un mutuo di internets per regalarteli, l’hai meritato :)

eltexo ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 7:17 pm.

<>

Porco dio.

bacnasti monumentale.

ecco!

un monumento.

ti devono fare un cazzo di monumento.

ma non con la tua faccia…..

frenkie ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 7:26 pm.

poco da dire:

che stile

dario ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 7:31 pm.

Ho sempre apprezzato molto gli hipster.
Crudi.

Lea ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:01 pm.

mi viene quasi da piangere, cazzo.

Mr Creosote ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:07 pm.

Mi è quasi venuta voglia di sfondarmi di eroina.

harlot ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:15 pm.

Ma la kefiah non era de sinistra una volta? Non so, dove sono finiti i cannati piegati per terra con la kefia sporca di vomito da birra e vinaccio da due soldi?

quinlan ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:22 pm.

Molto acuto e dissacrante come al solito. Se non fosse per la scritta qui sotto “Scrivo anche su Vice Magazine” sarebbe anche coerente.

bucknasty ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:43 pm.

che c’entra Vice? Non è una rivista per hipster, ti confondi con PIG Magazine. Su Vice escono articoli come questo o questo. Quando ci saranno quelli su quanti peli sul culo ha il cantante degli Ex Otago ti darò ragione

gigi ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 9:48 pm.

ma una parola buona sui giovani degli anni ‘90?

Gingie ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 10:38 pm.

Ti ringrazio. So che fare quando mi vorranno convincere ad andarci, ora.

hooverine ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 11:18 pm.

ma la rediviva moda delle cuffie al posto degli auricolari è hipster? è milanese? è globale? perché tutte le volte che vengo a Milano vedo sempre più cuffie, e sempre più grandi. all’inizio ero pure intenerita, adesso non so.
e dici che la distinzione tra una rivista hipster e una rivista normodotata sono gli speciali su questo tipo qui: http://fotoesse.noblogs.org/gallery/2094/previews-med/59664-anteprima.jpg ?

(comunque adesso realizzo perché PIG non lo capisco proprio. una volta ne ho comprato una copia, ogni tanto la sfoglio per cercare di trarne una conclusione o un senso).

quinlan ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 3:24 am.

Che c’entra “Vice” con “Hispster”? mhhh dai Bucknasty:
Terry Richardson
Max Fish
Richard Kern
East Village
Ryan Mcginley…

Sai la storia di Vice e sai che “Vice” e “Hipster” sono praticamente sinonimi. Semmai i due link che hai indicato dimostrano al contrario che “Hipster” non fa per forza sempre rima con “felpa con cappuccio American Apparel ed espressione di finto understatement di fronte all’obiettivo di Meskina al Dj det dei Bloody Beetroots al Rocket”.

g.anluca ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 4:07 am.

quelli con la sabbia nella vagina son sempre i migliori

kombatt ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 10:35 am.

ma soprattutto, buck che cazzo di posti frequenti?

gioppe ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 12:51 pm.

Il richiamo alla coerenza NO. Per favore.
A parte questo, ultramegaLOAL.

Mike D. ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 1:20 pm.

Dopo un tanto inspiegabile quanto lungo digiuno creativo ed emotivo, si torna a scrivere su 7YW e direi che il risultato finale è da Greatest Hit.

bucknasty ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 1:25 pm.

ma non c’è nessun digiuno creativo, è che devo scrivere articoli da altre parti dove vengo pagato per farlo e non sempre ho il permesso di ripubblicarli qui. questo è di gran lunga il periodo più prolifico della mia vita, traggo particolare ispirazione da una cosa che si chiama “obbligo contrattuale”. adesso sto cercando comunque di organizzarmi meglio

Mike D. ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 2:01 pm.

D’accordo, allora spero in una distrubuzione più capillare di Vice Magazine.

Bitches ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 2:12 pm.

mi spiace, ma dopo “…della vera capitale d’Italia” non sono riuscita ad andare oltre.

UglyPostcards ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 2:15 pm.

chapeau

nulla da aggiungere, sublime.

Beup ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 3:42 pm.

Sei un genio…mi sono trovato esattamente nella stessa situazione alla festa di Mtv e Pig durante il salone…inevitabile il mitico Mhaurchelloh all’ingresso, il costo eccessivo delle bevute e i tipi che se la menano perchè hanno capito quello che gli altri fanno finta di capire..

Arkham ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 4:42 pm.

E’ bello perchè anche quelli che criticano bucknasty non riescono a trattenersi dal vano tentativo di copiare la sua prosa.

l'uomo solare ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 4:48 pm.

Quando scendi nuovamente a bologna ricorda solo questo:
millennium club, via riva reno, ogni 2° e 4° venerdì del mese.

In confronto a questo la serata dei magazzini assume lo spessore socio culturale di un concerto di philip glass.

Comunque grande articolo.

infamous ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 5:10 pm.

la cosa scandalosa sono 10 euri per un drink.

ivan ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 5:21 pm.

acuto e riflessivo, per niente polemico. una sola cosa però_il titolo.
sai da tutto questo cosa ne esce? che sono una massa di INDIOTI (idioti indie!)
candidati sindaco. il voto lo prendi sicuro e tranquillo perchè anche se non le vedi, persone che la pensano come te ci sono e come.

michele ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 5:24 pm.

grazie buck bello proprio l’articolo, cmq viviamo in un mondo del cazzo! l’unico motivo che mi continua a spingere a questo genere di serate è qualcosa tipo la tizia nella rete e mini shorts: quindi sono un ipocrita del cazzo (letteralmente).

pace

Fritz Salamini ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 5:47 pm.

“de puta madre” come c’è scritto sulla maglietta di alcuni…

matteo ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 6:10 pm.

fico anche se i movimenti ggiovani non li frequento, quindi non saprei dire.

ma a roma esistono questi “hipsters”?

pino ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 8:26 pm.

been there, done that
http://nonsischerzapiu.blogspot.com/2008/04/vi-raggiungo-dopo.html

Giovanni ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 8:42 pm.

La kefia di moda è il particolare che fa vacillare la fede di noi veri uomini e vere donne (e veri furetti di andromeda) in un mondo migliore

G

Raibaz ha scritto il:

17 Maggio 2008 alle 9:29 pm.

Non metto piede ai magazzini da un buon paio d’anni causa sputtanamento colossale, e con questo post mi hai confermato che faccio bene.

Grazie :)

Giacuomo Nuovocolle ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:27 am.

gradevole modo di descrivere, come al solito.
un bello spaccato.
molto aggiornato.
anche se, con l’andare del tempo, mi sono convinto che come le mode cambiano, due cose restano le stesse: le persone prive di personalità che se ne impossessano per rubare un briciolo di identità, e gli intellettuali che le schifano, ne fanno beffa e se ne distaccano per rubare un briciolo di identità.

riki ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:08 pm.

Ma cosa ci fanno gli hipster ancora a Milano? Non dovrebbero essere migrati in massa nella loro amata Berlino?

bucknasty ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:11 pm.

probabilmente aspettano il MI AMI 2008 http://www.rockit.it/miami/2008/programma.php

furio ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:15 pm.

Festival della musica bella e dei baci

Guest: Truceklan

ok, basta saperlo.

ho anche trovato il muxtape hipster definitivo: http://catbird.muxtape.com/

vale ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:36 pm.

je t’adooore.
v

sostienemartina ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 12:44 pm.

L’habitat sociologico entra nella top 5 delle cose per cui stamattina mi va di ridere.
E quindi rido, anche perchè ho aperto l’armadio e non ho neanche una maglietta ironica, non ho rayban way farer ironici di colori ironici nè cappellini rigidi (…) con su spillette ironiche.

Minchia, non sono indie neanche un po’. Ma in compenso un po’ indios mi sento d’essere.

Aioros ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 2:27 pm.

Wow! Pezzo fantastico.
La foto sulle kefiah è vero giornalismo di reportage.
E mi ha fatto spaccare.

Ora però dovrò fare un’attenta analisi alle mie t-shirt, cercando di eliminare quelle ironiche!
In particolare, quella con scritto “Sono basato su una storia vera” rischia un bel po’…

kaiza ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 4:09 pm.

Questo è il motivo per cui non rimpiango l’essere vecchio e il fare cose da vecchio.

S ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 6:02 pm.

una pausa più lunga del solito tra un post e l’altro ma ne è valsa la pena

Cate ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 6:18 pm.

a questo punto vogliamo sapere dove scrivi e dove ti pagano?
l’attesa dei post non ci basta più…

matteo ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 7:15 pm.

caz io ho una maglietta con scritto metal rock
e l’ho comprata perchè il metal è proprio il genere che non ascolto per eccellenza

Struggle For Status ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 7:29 pm.

Ottimo post, acute osservazioni sugli adolescenti odierni (già, adolescenti). Mai pensato di fare qualcosa di più sistematico? Mi sembri il soggetto ideale per una simpatica ricerca sullo struggle for status in un ambiente come quello degli hipster. Inoltre, lulz.

Lore ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 8:34 pm.

ottimo articolo…io sono fiero di avere fatto l’istituto tecnico

patello ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 8:46 pm.

un’altro ceffone alla postmodernità, bene così, motore avanti tutta.

Tom ha scritto il:

18 Maggio 2008 alle 11:04 pm.

Abito sopra ad hipsterlandia e ne seguo giocoforza l’evoluzione (involuzione) da quasi due anni. l’unico pensiero che mi passa per la testa quando passano qui sotto è “chissà che effetto fa l’ammoniaca di buste di piscio sui loro acetati di American Apparel”.

E il dramma vero è che, lentamente, mi stanno levando gli spazi di sopravvivenza: via la panetteria, dentro Franklin Marshall. Via la lavanderia, nuovo negozio di ballerine. Un concetto sintetizzabile con un “vaffanculo, avete presente il concetto di concorrenza? NON potete aprire TRE nezogi di ballerine e scarpe scadenti in 5 (CINQUE) vetrine”.
Se li convinciamo che uccidersi tra loro è molto nu-rave e glielo ordina qualche esperto di marketing virale / mediterraneo / esperienziale dite che ce li leviamo di torno?
saluti…

Disneyland can wait ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 12:16 am.

L’apice arriva sempre alle quattro del mattino quando la serata finisce ed in effetti è così che avresti dovuto chiudere questo pittoresco spaccato meneghino, senza la sbrodolata su chi stava meglio quando stava peggio, ‘chè mi sa tanto che si parla tanto per sentito dire, noi della generazione in retrospettiva. Magari potevi giustapporre un aneddoto sul pasteggiare notturno ai distributori automatici di pastasciutta, ce l’abbiamo a Milano questa meraviglia nichilista?

Deh, ce la fai a mettere un filtro per i commenti recanti la parola “coerenza”, giacchè il termine mi risulta essere passato di moda*?
Postilla pompino: questo blog è il miglior compagno di viaggi in Eurostar* che un immigrato a Milano possa desiderare, dopo le vecchiette modenesi berlusconiane -anche se sembra un pò una contraddizione in termini-, quelle verbose.
Per questo eviterò di chiederti checcazzo ci facevi ai Magazzini Generali, di modo, peraltro, da evitare di chiedermi checazzo ci facessi io ai Magazzini di P.ta Genova ieri notte. C’è sempre, tristemente, un validissimo motivo*.

*Siamo tutti hipster.

_violet_ ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 8:36 am.

tutto ma tutto uguale, che noia.
Ho un brivido: “reading di Philopat” è già una bestemmia (”Philopat legge…”, scrivi chi o cosa, cazzo di programma!) che ci fa lì?

Mi costringi a sanguinare bile, buck (semi citazione)
:o)

V

elteo79 ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 11:49 am.

Ghesboro bacnasti,

Vieni qui in veneto che almeno con un paio di ombre e senza tanti problemi di sottoculture si convive pacificamente!

Solomon ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 11:53 am.

Ma Marcelo è
questo ?

igor ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 12:09 pm.

Io una volta andavo a ballare per trombare non per fare quelle cose li.

Come cambiano i tempi. SIGH

mela ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 12:27 pm.

Sindaco di Milano!

perfettamente d’accordo sui Magazzini… 8 anni fa andavano quasi bene, ora sono sfondati di trash-hipster.

Pippo ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 12:51 pm.

Mi piacerebbe un bel post sugli Emo, ringrazio anticipatamente.

cinciallegra ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 2:14 pm.

TI AMO!

valeRo ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 2:31 pm.

la cosa di cui mi preoccupo è che Marcelo o come cazzo si chiama ha definito il concerto dei Radiohead “l’ evento del 2008″…..purtroppo già immagino di dovermi sorbire una miriade di cazzoni con gli occhiali super e i k-way nike anni 80 ai cancelli d’apertura.

playmodrill ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 3:17 pm.

ah ma Marcelo e’ quello li’ che compare su ogni pagina di myspace? ma che, davero? mi stavo chiedendo da una decina di giorni “chiccazzoe’stoqua?”

la lineup del MI AMI e’ per un terzo imbarazzante, per due terzi non so chi siano (meglio cosi’ forse)

dirottatevi tutti a vedere i Signal all’audiovisiva Domenica prossima, io vado

the Executioner ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 3:39 pm.

e il bello è che io ci abito a due passi e non ci sono mai stato.

ma io sono un true norwegian frostbitten black metaller, quindi oh well

leg ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 4:23 pm.

mi sono fatta ore e ore di fila per andare a questi party e..
il mio resoconto è questo:

1 sono tutti hipster
2 la musica non è male ma rimane comunque una questione di gusti
3 sono tutti fotografi o ci sono troppi fotografi????
4 per quanto puoi essere figa non ti si caga nessuno, il narcisismo impegna e io rimpiango i miei 16 anni, quando i ragazzi ancora ci provavano
5 non sono amica di marcelo
6 la gente si diverte poco, passa la serata perlopiù a guardare chi passa dalla testa ai piedi
7 ho l’armadio pieno di capi american apparel oltre il limite della decenza (perchè sono furba)
8 mi sono rotta le palle di queste serate
9 …
10 non ci vado più.

bucknasty ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 4:44 pm.

Al numero 9, invece di mettere i puntini, potresti scrivere il diario di Anne Frank delle hipster girl, ci hai mai pensato? Tanto Mondadori pubblica tutto con la parola “diario” e “ragazza” di questi giorni.

leg ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 5:07 pm.

9 non sono hipster, tantomeno hipster girl

playmodrill ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 5:24 pm.

stavo pensando che mi sa che l’ultima volta che sono andato ai Maga era per Roni Size nel 2001

direi che me ne compiaccio.

5teve ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 6:30 pm.

quoto l’intero post e ne ammiro forma e contenuto, ma non mi bevo la stronzata dei bei giovani responsabili di una volta. il 68 l’han fatto quattro hipster in università, mia madre chiusa in fabbrica a lavorare. i giovani fanno quello che fa figo fare, e non c’è differenza fra un whole car nel 98 ed una p38 in piazza vent’anni prima.
ps boysnoize spacca

l'uomo solare ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 6:35 pm.

io ho quasi finito “diario di un operatore di merda”, dici che alla mondadori me lo pubblicano?

Mr Creosote ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 6:48 pm.

Siamo sicuri che quelli con la kefia non siano dei sopravvissuti della caserma di Bolzaneto?

cordelia159 ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 7:08 pm.

la tua non è scrittura, è opera d’arte.

blazar ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 7:10 pm.

Fantastico! Geniale! Per fortuna me ne sono sempre tenuto lontano, tranne una volta che mi ci hanno trascinato. Ma era qualche anno fa e la situazione non era ancora proprio come da te descritta, anche se già evolveva in tal senso. Hipster… manco conoscevo questo termine, ma ho individuato perfettamente la categoria di persunagg cui ti riferisci: solo contesto che sia questa l’etnia dominante ed endemica di Navigli e Colonne: zone in cui bazzico anch’io e che amo -ehi, abito praticamente lì- soprattutto per come sono eterogenee; vi trovi punkettoni (pochi, ché dominano la domenica pomeriggio, loro) tipi tirati, tipi trascurati, giovanissimi, menogiovanissimi, gente non ascrivibile (come me, credo) ad alcuna corrente giovanile o vecchile (sfigati?) tamarri di quartiere e tamarri di provincia, che distingui dalla diversa padronanza del territorio… hipster e chi più ne ha più ne metta, tutti mescolati insieme a bersi un birrozzo del neorattazzo o del veterobaffo (il benzinaio.) Confrontale un po’ con C.so Como, la via dei baluba milanesi… Detto per inciso, il mio locale preferito sui Navigli è assolutamente fuori target… Oh, ma sto divagando: ottimo post, dicevo… potrei trarne una pagina intera di tumblate. Praticamente l’intero post!

blazar ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 7:16 pm.

Oops! Sapevo che dimenticavo qualcosa… vorrei un consiglio: essendosi che in questo momento sto in ospedale, sono in pigiama. Pensavo che potrebbe essere un’ottima base per un abbigliamento da hipster. Ma permettimi di specificare: il pigiama consiste in un vera casacca di pigiama, il che è coerente, e in pantalocini originali “The Pump” Reebok (collezione ‘9x) ché invecchiando divento sempre più indifferente e già da anni non riesco a dormire con alcunché che mi copra oltre metà coscia. Beh, figo, nevvero? Andiamo avanti: nonostante il mio orientamento politico, io una kefia non l’ho avuta mai, manco quando era diffusissima fra i miei coetanei. Anyway, non dovrebbe essere difficile procurarmente una. Ma poi? È qui che mi areno: quale altro accessorio posso indossare per essere un vero hipster?!?

blazar ha scritto il:

19 Maggio 2008 alle 7:18 pm.

Ultimo post, giuro: in quello precedente, al posto di “indifferente” in realtà avrei voluto scrivere “insofferente.” Lapis froidiano?

Mabboh.. ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 1:09 am.

non sono mai stato in quel posto, ma mi sarebbe piaciuto andarci per i simian mobile disco.. non so nemmeno se è già passato. cmq mi pare di capire che il posto ha preso la solita piega all’italiana..peccato. però se uno ci va per la musica può tranquillamente sbattersene della gente attorno e passare lo stesso una bella serata. se anche la musica fa cagare può andare a fissare la ragazza dei tre truzzi e dare una piega piacevole alle ore noiose :D

Zagor_Ema ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 1:53 am.

complimenti per la stesura dell’articolo!!

l’osservazione critica su questa new-generatione ci stà tutta!

si puù dire, forse minimizzando, che in questa corrente (nella quale mi sento coinvolto ma solo in parte), manca quella componente reazionaria o rivoluzionaria che ha caratterizzato il nostro passato?!?

al giorno d’oggi è molto meglio cercare di dividersi tra rocket, magazzini, bond e qualche party privato che credere in un ideale e combattere per quello..
ma alla fine è lo specchio della società odierna dove.. anche senza combattere.. ti appiattisci in quello che hai o c’è il papi che risolve tutto..

di lotte ce ne sarebbero da fare dato il mondo in cui viviamo.. ma sembra così difficilie organizzare qualcosa di concreto :(

intanto io vado ad audiovisiva e a vedermi il laser show di van der heide
però c’è da lottare chiamatemi!!!

ps. forse è anche questo il problema aspetare che siano sempre gli altri a fare il primo passo!!
ma son talmente incastrato in cose da fare in questa società.. e nn riesco più a slegarmi… … …

Pelli ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 8:27 am.

Spettacolo.

Confermo il “no, il richiamo alla coerenza no, cazzo”.
Il nesso che vedo fra Vice e gli hipsters e’ lo stesso che esiste fra l’eugenia e il Nazismo. Una cosa buona, usata da gente che la fraintende.

LaPisa ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 12:28 pm.

Everyone can be a dj.
everyone can be a photgrapher.
everyone wanan be.

Psychocandy. ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 12:52 pm.

Non ho mai capito perché la gente dovrebbe voler spendere un sacco di soldi per passare la serata in un posto nel quale il volume della musica è più alto del volume della voce di quello che hai a fianco.
Cioè, se voglio una cosa del genere me ne sto a casa da solo e alzo il volume dello stereo, eventualmente.

Non vale rispondere “la gente lo fa per trovare (|) oppure OTTO UGUALE UGUALE UGUALE UGUALE DI MAIUSCOLA”.

playmodrill ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 1:02 pm.

cioeffiga ma il volume e’ alto perche’ la musica la devi vivere, non solo ascoltare, tutta la disco deve essere una mente sola e un corpo solo che si muove permeato dalla vibra

stasera mi faccio portare ai Fuck Buttons.

Psychocandy. ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 1:23 pm.

“il volume e’ alto perche’ la musica la devi vivere, non solo ascoltare, tutta la disco deve essere una mente sola e un corpo solo che si muove permeato dalla vibra”

asd, tutta ’sta roba mi fa fatica solo a leggerla.
Devo smetterla di farmi le canne e iniziare a vivere ggiovane?

gael ha scritto il:

20 Maggio 2008 alle 8:32 pm.

sei un fottutissimo genio. posso farti una foto?

fra ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 12:01 am.

cazzo queste foto mi hanno fatto venire voglia di esiliarmi in Siberia, uscire con cacciatori inuit a fare balli tradizionali vestiti di pelliccia d’orso. però mi porto il lettore con i simian mobile disco dentro

Marcelo ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 1:50 am.

Che simpatici!

Pisa, everyone can be a PR? Ti mancava…

Nadif ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 7:37 am.

Sticazzi.

Capolavoro, Generalissimo. Un capolavoro della madonna.
M’inchino. (NO HOMO)

Marcelo ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 12:06 pm.

LEGGO E RILEGGO LA STORIA E LA TROVO FANTASTICA.
CONGRAT.

I COMMENTI IDIOTI ANCHE NO.

LaPisa ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 3:22 pm.

Ahahhha
Everyone can be BEE … ahaaha

Psychocandy. ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 3:42 pm.

A guardare quelle foto mi sono sentito improvvisamente invecchiare di quindici anni e le mie mani si sono trasformate in due lanciafiamme.
Cthulhu salvaci tu.

Marcelo ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 5:02 pm.

EVERYONE CAN BE BI!

harlot ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 5:49 pm.

No, ma non sono foto vere, figurati

Maciej Siwanowicz ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 6:25 pm.

sempre peggio

Dottor D. ha scritto il:

21 Maggio 2008 alle 11:28 pm.

La parola “truzzo” si usa ancora? Non è stata rimpiazzata da “zarro”?

Enrico ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 12:31 am.

bucknasty ha scritto il:

16 Maggio 2008 alle 8:43 pm.

che c’entra Vice? Non è una rivista per hipster, ti confondi con PIG Magazine. Su Vice escono articoli come questo o questo. Quando ci saranno quelli su quanti peli sul culo ha il cantante degli Ex Otago ti darò ragione

options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 1:49 am.

Sarò l’unica nota negativa ma per me Buck ha scritto di meglio che questa presa per il culo/ riflessione sociale sui giovani cazzoni di oggi… troppo facile…
Ma forse sono l’unico che pensa che c’è un generale esaltarsi sui tuoi articoli e che i commenti siamo un concentrato di “oooo troppo bravo” e rielaborazioni + o - formali del tuo pensiero?
Prima c’era + un dibattito più sentito sui tuoi articoli, ora solo fuffa…

Arkham ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 4:37 am.

In effetti ci mancava il supponente stronzetto che sottolinea con compiaciuto acume come i commenti ai post di buck siano un susseguirsi di fellatio virtuali e di come si stesse meglio prima (facendo notare “en passant” di far parte di una gloriosa vecchia guardia di fans “puri”)

gara ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:32 am.

“hai ragione buck, è una merda” + esperienza personale hipster = ho senso critico sufficiente per capire il fenomeno dentro cui sono irrimediabilmente immerso

crediamoci, si.

options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 10:40 am.

Mah… se hai bisogno di darmi dello stronzetto per rendere più sarcastiche le tue osservazioni fai pure, a me non me ne frega assolutamente niente.
Sono supponentemente sicuro che il vostro valzer di strette di mano continuerà a farvi rispondere ad ogni commento avverso in questo modo.
Le critiche sono fatte per essere costruttive, poi tu dagli l’interpretazione che vuoi….

playmodrill ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 11:07 am.

dai su, basta fare i bulli

“Ho visto. Non devi commentare. Non devi commentarlo.”

“Cioè, sta con me. Mi dà fastidio”

JohnnyDurelli ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 12:00 pm.

Una serie di considerazioni.
1) L’ultima volta che son stato ai Magazzini è stato più di cinque anni fa. Per vedere un concerto degli Stereophonics. Non so se considerarmi un nerd sfigato solo per questo.
2) Un sacco di miei amici (?) o meglio di amici degli amici (??) frequentano con grande soddisfazione i Magazzini. Stamperò questo post e glielo farò leggere tutte le volte che riproveranno ad invitarmi a seguirli.
3) Io abito in 24 maggio. E ci ho provato, a scrivere post come questo. Ma tu sei il genio assoluto. Ergo: rinuncio e torno ad occuparmi di passere e pompini.
4) In alcune di quelle foto che hai linkato poco sopra ho riconosciuto qualcuno; (almeno credo). E’ certo: dovessero essere loro, gli toglierò il saluto. Come minimo.
5) Applausi a scena aperta.
6) Dovresti smetterla di scrivere post così geniali. Perché sennò avrai solo commenti sbrodolanti e lunghi peana.
7) Tu non dovresti essere linkato. Tu dovresti campeggiare in uno di qui banner luminosi con scritto “Amo Buck” o “Anch’io vorrei schienare gli hipster come Buck”. Ma so che la cosa non ti piacerebbe.
8) Amen.

jdv666 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 12:48 pm.

concordo con options1986, non che questo pezzo faccia schifo ma sicuramente buck ha scritto di meglio, mancano il mordente, il cinismo e la stronzaggine di altri pezzi, quelli sì veramente leggendari (dal mio modesto punto di vista si intende).. inoltre credo che sia più utile una critica costruttiva che l’ennesimo oooh bello, troppo figo etc. che non stimolano troppo il dialogo e il confronto.

ad Arkkham: certo che qua certa gente ragiona molto in bianco e nero, o sei con buck al 100% o sei contro di lui.. un po’ di apertura mentale plz!

jdv666 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 12:51 pm.

ah tra l’altro noto con gran dispiacere che i metallari scarseggiano a milano.. METAL 4 LIFE!

AkA ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 3:16 pm.

Sarà, i metallari scarseggiano ma gli emo stanno prendendo pericolosamente piede. e per pericolosamente intendo che sono TANTISSIMI.CAZZO.DI.EMO.

Ho passato un interessante sabato pomeriggio alle colonne di S.Lorenzo, e il paragone con Discovery Channel è piu che mai azzeccato.
Ma gli emo non frequentano i “Magazza”? Dove cazzo vanno la sera? Sto girando un documentario sulla riproduzione sessuale emo, ho bisogno di materiale.

Buck, comunque il mercoledi è la serata “Hipster-da-Dio” ai Magazzini, perchè tutti gli hipsetruniversitari pavesi invadono milano con la loro allegria tumorale.

Ne ho viste macchine piene. Bergamaschi che studiano a Pavia conciarsi come i protagonisti di “Romanzo Criminale” e salire festosi con i loro occhialoni ironici del cazzo nella capitale dei divertimenti, I NAVIGLI. Mi mancano i gabber di un tempo, quelli con le buffalo e le pasticche al posto dei neuroni, ma almeno non si comportavano da “alternativi-che-votano-destra”. Porcodio.

Belle le foto a proposito, è come sfogliare un cataolgo di cani col pedigree. Io prendo quello con la busta di plastica in testa.

Arkham ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 3:38 pm.

options, jdv; levatevi la sabbia dalla vagina e andate a rileggervi i commenti di questo post.

Se trovate un mio commento che dice “oooo fico bucknasty dio LOL” potete parlare, altrimenti SPARITE PER SEMPRE

schatten ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 4:10 pm.

Matteo, trovi hipster a Roma ogni martedi’ a L-ektrika.

lumpa ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 6:42 pm.

di sto passo presto avrai delle groupies.

Options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 6:49 pm.

Io ho scritto un’opinione generale, sei te che ti sei sentito chiamato in causa. Questo mi sembra tuttalpiù un patetico tentativo di aver ragione. Cmq se per te è molto importante te la lascio volentieri….

Options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 7:01 pm.

OK, in effetti tu in particolare non hai scritto niente ma decine di altre persone si!
Quindi nn dire che il senso generale della mia affermazione era sbagliato…
E nn vi attaccate sempre a “parte” dei commenti della gente scrive;
nn ti sembra strumentalizzare il pensiero altrui alla tua critica?
Ogni parola, tolta dal suo contesto può assumere miriadi di significati.
Cmq se ti è tanto cara la supremazia intellettuale ti posso lasciare volentieri la ragione!
Non sarò io a far soffrire gli altri…

Options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 7:04 pm.

Il secondo è “errata corrige”

jdv666 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 7:19 pm.

Ad arkham: se leggi bene quello che ho scritto non ho mai detto che sia tu ad aver detto quelle parole.. Cmq nel caso non fosse ben comprensibile ciò che volessi dire vedrò di riscrivere il messaggio in maniera più chiara:

oncordo con options1986, non che questo pezzo faccia schifo ma sicuramente buck ha scritto di meglio, mancano il mordente, il cinismo e la stronzaggine di altri pezzi, quelli sì veramente leggendari (dal mio modesto punto di vista si intende).. inoltre credo che sia più utile una critica costruttiva che l’ennesimo oooh bello, troppo figo etc. (non scritto da Arkham che invece rilascia sempre e solo commenti arguti e brillanti) che non stimolano troppo il dialogo e il confronto.

Arkham ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 7:30 pm.

Urge un GETTALAIF monumentale gente. A qualcuno ne avanza uno?

Gab ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 7:57 pm.

“Ma cosa ci fanno gli hipster ancora a Milano? Non dovrebbero essere migrati in massa nella loro amata Berlino?”

Io credo che non ci vengano proprio per la paura di essere sbugiardati clamorosamente da qualcuno che farà loro notare quanto una manciata di hipster milanesi si riconosca lontano un miglio. Persino nei quartieri più fintoalternativi.
A Berlino non c’è ironia, tanto basta. C’è alcool, degrado, vecchi rincoglioniti e reduci ammuffiti di ogni epoca musicale, quasi nessun PR (o PRL, come preferisco dire io), pochi negozi di *vestiti ironici* e la vita è troppo cheeeap per poterla raccontare agli amici a Porta Ticinese.
Berlino sta a Milano come Bondi alla Cultura.

Marcelo ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 8:25 pm.

AKA, FAMMI UNA POMPA, CON E SENZA BUSTA IN TESTA!

Marcelo ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 8:30 pm.

MA QUANTO SIETE INTELLIGENTI TUTTI QUANTI??? MA SCOPATE OGNI TANTO? O ANDATE IN GIRO PER BLOG A DIRE LA VOSTRA???

E CONTINUATE A COMMENTARE SENZA FIRMARI COI VOSTRI VERI NOMI.
MA FORSE E’ MEGLIO COSI…

EVVIVA MILANO!! QUESTI COMMENTI RAPPRESENTANO PERFFETTAMENTE QUESTA CITTA’, PIENA DI PEZZI DI MERDA CHE NON SI FANNO VEDERE IN FACCIA.

E QUANDO MI VEDETE FUORI DA QUALCHE FESTA, ANDATE AFFANCULO PERCHE NON VI FACCIO ENTRARE, VI FACCIO INCULARE DA QUALCHE MIA AMICA TRAVESTITA, CHE TANTO VI PIACE.

SALUTI.

quinlan ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:04 pm.

Arkham, una curiosità: ti tiene al guinzaglio Bucknasty o sei libero di scorrazzare?

Psychocandy. ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:08 pm.

Options: scusa se sono d’accordo con Bucknasty. Scusa anche se non ho mai commentato i suoi pezzi precedenti. Purtroppo ho scoperto questo blog, tipo, due settimane fa, e leggendo questo post in particolare e confrontandone i contenuti con una serie di soggetti da manuale di sociologia che più o meno conosco (chi più, chi meno) ho sentito l’irrefrenabile impulso di fellare virtualmente il suddetto Bucknasty. Con ingoio. Perché così lui leggerà il mio commento, si sentirà più fico di prima e scriverà un altro post anti-hipster che mi farà ridere. E via così.
Scusami ancora.
Mi avvisi al primo post che valga davvero la pena commentare? Così, per sentirmi meno inadeguato.
Bachi e abbacchi.

Psychocandy. ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:24 pm.

Uh, oltretutto mi premeva aggiungere come postilla che sono molto grato a Bucknasty per un altro motivo: prima di questo post non avrei mai usato il termine “hipster” in questa accezione.
Cioè, io ero convinto che hipster = sottocultura anni ‘40.
Quelli vestiti come nelle foto di cui sopra e come da racconto di cui sopra li ho sempre chiamati in altro modo.
Sapevatelo!

Options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:39 pm.

Psychocandy—>Io seguo Bucknasty da molto, almeno 2/3 anni di hatingline + 7year dall’inizio e ti assicuro che ha scritto pezzi molto più stellari di questo…
Vatti un pò a rivedere gli inizi…
E cmq penso che a questo punto della sua evoluzione professionale(perchè è di questo che si parla)Buck non ha più bisogno della tua conferma…
Forse dopo che gente lo ha osannato per anni preferisce anche qualche critica nella costellazione dei proseliti…
PS—>La tua ironia autodenigrativa oltre che nn fà ridere è anche parecchio banale
Arkham—->ma Papa Ratzinger è favorevole alla crociata che vorresti organizzare? perchè se no cioè…un conflitto di interessi…

Arkham ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 10:42 pm.

>Arkham, una curiosità: ti tiene al guinzaglio Bucknasty o sei libero di scorrazzare?

Se vuoi vengo anche a cagarti nel giardino.

>Io seguo Bucknasty da molto, almeno 2/3 anni di hatingline + 7year dall’inizio e ti assicuro che ha >scritto pezzi molto più stellari di questo…
>Vatti un pò a rivedere gli inizi…

OH CAZZO, SPARPAGLIATEVI, IL SUO PENE VIRTUALE E’ PIU’ LUNGO DEL NOSTRO

>ma Papa Ratzinger è favorevole alla crociata che vorresti organizzare? perchè se no cioè…un >conflitto di interessi…

Ma di che cazzo vai blaterando? Ma perchè non ti droghi come tutti gli altri? BASTA CRISTO BASTA

fra ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 11:16 pm.

MA QUANTO SIETE INTELLIGENTI TUTTI QUANTI??? MA SCOPATE OGNI TANTO? O ANDATE IN GIRO PER BLOG A DIRE LA VOSTRA???

Mi argomenti in che modo queste attività si escludono a vicenda? Si può scopare e trovare te e i tuoi adepti e tutto ciò che proponete, fate o divulgate come ‘cool e intelligente’ dannatamente ridicolo e idiota.

Get a…TITS

Psychocandy. ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 11:17 pm.

Options: bella per te. Davvero, scusa se ho lasciato un feedback positivo all’autore del sito. Pensa, grazie alle tue segnalazioni ho scoperto L’ARCHIVIO DEL SITO e sono andato a LEGGERMI I POST VECCHI! :-O
Pazzesco dove sia arrivata la tecnologia al giorno d’oggi.

Uh, per la proprietà transitiva immagino che da “preferisce anche qualche critica” si possa dedurre “anch’io preferisco qualche critica”.
Beh, con molto piacere:

“La tua ironia autodenigrativa oltre che nn fà ridere è anche parecchio banale”

Il tuo italiano fa schifo.

Bella per te!

patello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 1:19 am.

Comunque si voglia giudicare l’articolo ha poco senso parlarne inziando a dare più importanza alla difesa del proprio giudizio su di esso piuttosto che alla discussione sull’articolo stesso.

Non sarebbe un discorso nuovo comunque, quello che ne verrebbe fuori. Son sicuro sarebbe l’ennesima manifestazione di disagio di fronte alla nostra incapacità di giovani -nati e cresciuti nella postmodernità caotica e frammentaria caratterizzata dallo scoperchiamento del vaso di pandora della cultura- di discernere tra l’autenticità e la finzione, l’originalità e il suo surrogato, la realtà e le sue interpretazioni e reinterpretazioni mentali, collettive, tra fenomeni di rottura e di cooptazione, di antagonismo e funzionali allo stato delle cose. Non bisogna vergognarsi di questo disagio, tutti l’abbiamo provato se viviamo sinceramente la nostra vita, tutti abbiamo sperato in una qualche appartenenza poi naufragata nella moda, nel revival concertato dai negozi, dai valori di branco e da coloro che speculandoci sopra ne traggono fonte di potere sociale, dal pierre più idolatrato della città al proprietario del locale che si fa i soldi.

E’ palese questo disagio. Palese che tantopiù aumentano le possiblità, la produzione di spazio, percezioni, gusti, mode, ambienti, status molteplici che si intersecano, accessi a luoghi, istituzioni sociali, superate le solide basi del confronto dei valori costituiti dalle impostazioni “rigide” della modernità che abbiamo alle spalle, tutto sembri pieno di fermento, di sottoculture, di migliaia di identità che si formano e poi spariscono e tantopiù ciò accade tantopiù sembra tutto dannatamente falso, uguale, riprodotto, fittizio, alieno alle nostre condizioni materiali e reali, comprese le nostre fattezze culturali, nessuna delle quali è al sicuro dai riflettori della giostra dello spettacolo che continuamente si intersecano e ci rendono anche involontariamente partecipi di questo bordello culturale.

Ogni tradizione, morale, appartenenza precostituita è abolita. La morale è oggi, in toto, tacciata di moralismo, come la tradizione di tradizionalismo, come l’autorità di autoritarismo, la voce della libertà individualistica liberale distrugge tutto questo. La produzione del capitale oggi è produzione incessante di significati. Significati invasivi, veicolati da supporti tecnologici che appaiono in tutto il loro splendore estetico come oggetti neutri e senza colore, ottimi per riempirci di ogni prodotto culturale necessario a tenere in piedi il sistema di consumo esponenziale a cui dobbiamo partecipare. Dobbiamo, perchè siamo economie di consumo, non di produzione, quelle sono temporaneamente altrove. Consumo di vestiti, eventi musicali, artistici, dibattiti e tutto l’habitus mentale da essi prodotto che a loro volta ne stimola la fruizione. Prodotti ad alto valore aggiunto che hanno una vita brevissima. Il tempo di un concerto, e il giorno dopo già se ne può vendere un altro. La vita dei prodotti materiali si è accorciata, ma i prodotti culturali e mentali introducono una flessibilità temporale e spaziale che nessun prodotto materiale potrà mai raggiungere, praticamente infinita, riducibile fino quasi a scomparire. La velocità con cui cambiano le mode oggi rispetto ad anche solo 30 anni fa aiuta a capire di cosa parliamo, sono concetti astratti ma gli effetti che producono sono concreti.

La produzione oggi è matura, invade le vite dei giovani nel momento in cui crescono e cercano appartenenze e identità. Questo fenomeno, un tempo controllato rigidamente dai monopoli delle istituzioni culturali familiari e scolastiche, oggi si presenta ai giovani come uno straodinario supermercato delle identità, enorme e con un gigantesco assortimento, che si materializza negli anni dello sviluppo, sempre prima, percorrendo a ritroso l’età e minando la stessa solidità del processo di crescita del bambino, che sempre più presto viene introdotto al gioco.

Scelta l’identità questa si schiude all’interno di chi la sceglie, orientando il suo proprietario nel sistema di mercato la dove i settori esigono consumatori motivati, ideologicamente motivati, all’acquisto del prodotto.

L’identità offre una motivazione forte alla soddisfazione dei desideri creati, se riesci a convincere un ragazzo che, oltre a dover consumare tutto ciò di cui necessita secondo criteri tradizionali come quelli suggeriti dal senso comune, deve anche consumare una serie di prodotti perchè ciò fa parte della sua adesione ad un’identità sociale, un gruppo, una moda, una sottocultura, un modo di vivere, di combattere, di fronteggiare l’esistenza, hai introdotto l’ideologia nel consumo. Spostando e manipolando le identità puoi portare ogni consumatore dove vuoi. La produzione flessibile è riconoscibile tanto quanto lo è il consumo flessibile, che crea consumatori flessibili.

La produzione di ideologie per motivare profondamente le classi di consumo origina un grosso problema in tutti coloro che credono non solo nella controcultura, ma in generale mette in crisi ogni sistema di significato culturale stabile, con tutto ciò che ne discende in termini di applicabilità alla realtà di questi sistemi, principi, valori. Il fatto che l’autenticità come condizione astorica non possa esistere è di non recente acquisizione, anche se molti movimenti indigenisti e terzomondisti rigorosamente organizzati da residenti a Bologna non l’hanno ancora capito. Ma qui la questione è più complicata, la comunità del denaro che ormai tocca ogni persona che nasce impone il suo tempo artificiale -ovvero il tempo razionale, scientificamente misurato, la cui utilità è strettamente legata alla possiblità di utilizzarlo per trarne accumulazione di capitale- che tende ad imporsi sul tempo storico, a piegarlo sulla propria forma, dando l’impressione a chiunque viva ancora delle situazioni esterne a questo tempo di essere circondati da fenomeni fittizi, strumentali, mercificati.

Per fortuna il tempo delle nostre vite non coinciderà mai del tutto con il tempo del denaro, quel “tempo del mercante” di cui Le Goff racconta la vittoria sul “tempo della chiesa” nella transizione tra medioevo ed età capitalista. C’è sempre una dimensione, anche piccola -anche nel più gretto degli hipster o qualsiasi altro fantoccio descritto da bucknasty- libera dall’imposizione dell’esperienza culturale -che è primariamente esperienza spaziotemporale- imposta dalla società dello spettacolo.

Questa dimensione originale produce incessantemente spazi di autenticità storica, per quanto possano essere repressi o confinati a determinati stati mentali, come il fallimento, la tristezza, esperienze di crisi personale in cui torna prepotentemente l’essenza drammatica del corpo, liberato dal velo identitario fittizio che vi era stato apposto sopra.

Fare controcultura oggi, liberarsi dalle culture mercificate, dalle mode e dalle idee prodotte, dai desideri creati, significa ascoltare quella componente originaria e darle spazio per agire, esprimersi, maturare, tornare ad abitare gli spazi fisici e mentali che il capitalismo ci ha espropriato, per costruire un tempo alternativo a quello del denaro.

AkA ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:11 am.

Qualcuno ha la compiacenza di spiegarmi perchè a Marcelo è cresciuto un peperoncino su per il culo e si è messo a sgambettare sbavandomi per il desktop?

Scopate di piu’? Questa è l’argomentazione piu’ inutile nella storia delle argomentazioni inutili, un buon argomento invece sarebbe quello di sottolineare la pochezza delle suddette foto, facevano cagare nella loro superficialità. cos’è il catalogo “noi poveri hipster-dei-navigli con la maserati”? COOL

Questa è la Milano degli stronzi?cazzo me ne frega,non sono mica di milano.

Arkham vince un LOAL gigantesco per il “pene virtuale piu lungo”, se vuoi puoi cambiarlo con un invito alla festa di Marcelo. Dicono che siano feste di merda…non so…

LOAL.

_violetL;DR_ ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:46 am.

oh, PTL;DR quanto mi sei mancato!

(avvertitemi quando scenderanno dalla macchina perché da dietro un pc non vedo niente)

V

sheps3 ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 4:57 am.

Minchia Buck. Hai avuto più lingue te sul culo dopo questo post delle tipe di 2girls1cup dopo un virus intestinale

Gab ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 9:48 am.

Marcelo dixit: “E CONTINUATE A COMMENTARE SENZA FIRMARI COI VOSTRI VERI NOMI.
MA FORSE E’ MEGLIO COSI… EVVIVA MILANO!! QUESTI COMMENTI RAPPRESENTANO PERFFETTAMENTE QUESTA CITTA’, PIENA DI PEZZI DI MERDA CHE NON SI FANNO VEDERE IN FACCIA.”

No, scusate, allora ho bisogno di spiegazioni:
- Questo tizio è un PR+hipster+milanese con un nome da errore di battitura;
- Questo tizio è ritratto in una foto con un sacchetto ironico in testa;

ma

- se Milano non fosse piena dei pezzi di merda sui cui campa, ora lui farebbe giusto giusto la statua vivente in Piazza Duomo;
- “PEZZI DI MERDA CHE NON SI FANNO VEDERE IN FACCIA” detto da uno con un sacchetto in testa non è credibile.

uoddefac?

kboard ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 10:58 am.

Sono commosso.

tripz ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 12:45 pm.

Mi piace pensare che il qui comparso Marcelo sia proprio il tipo con la busta in testa…
E mi mancano le rielaborazioni delle carte di Magic… tipo: “MA SCOPI OGNI TANTO?”.

gara ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:11 pm.

puttana eva, patello, ancora una volta sei l’antilingua teorizzata da calvino.

lo dico perchè ho letto il tuo intervento. letto, inteso come letto bene.

e sopresa sorpresa:
la tua profondità di analisi - profondità è ironico, eh - sta nel fatto che non capisci ancora che scrivere l’introduzione di una tesi di laurea di base nei commenti di un blog è totalmente fuori di testa e che i concetti che esponi sono pensate sociologiche ad effetto trite e ri-trite, un coacervo (gran casino) di parole roboanti (inutilmente complicate) su cui cadi in contraddizione anche tu - e sticazzi che ti vengo a dire dove - che fai quasi tenerezza.

kombatt ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:29 pm.

Options1986 ha scritto il:

22 Maggio 2008 alle 9:39 pm.

>Psychocandy—>Io seguo Bucknasty da molto, almeno 2/3 anni di hatingline + 7year dall’inizio e >ti assicuro che ha scritto pezzi molto più stellari di questo…
>Vatti un pò a rivedere gli inizi…
>E cmq penso che a questo punto della sua evoluzione professionale(perchè è di questo che si >parla)Buck non ha più bisogno della tua conferma…
>Forse dopo che gente lo ha osannato per anni preferisce anche qualche critica nella costellazione >dei proseliti…

options1986 sta cercando di trasformare Bucknasty nella scena hip hop, oppure crede che buck sia la scena hip hop, compatitelo

@Patello
prima o poi leggo il tuo postl;dr

mela ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:29 pm.

tanto mi sa che il suo commento non lo legge nessuno. le prime righe hanno già l’effetto di scoraggiare.. le ultime però sono un capolavoro: “Fare controcultura oggi, liberarsi dalle culture mercificate, dalle mode e dalle idee prodotte, dai desideri creati, significa ascoltare quella componente originaria e darle spazio per agire, esprimersi, maturare, tornare ad abitare gli spazi fisici e mentali che il capitalismo ci ha espropriato, per costruire un tempo alternativo a quello del denaro”.

l'uomo solare ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:52 pm.

In questo post sono saltati fuori due tormentoni classici.

quello a sfondo sessuale
MA SCOPATE OGNI TANTO? O ANDATE IN GIRO PER BLOG A DIRE LA VOSTRA??

e

“Io seguo Bucknasty da molto, almeno 2/3 anni di hatingline + 7year dall’inizio e >ti assicuro che ha scritto pezzi molto più stellari di questo”

…hatingline era meglio tre mesi fa….

La dipartita di molti da 7yw a shhh da i suoi frutti…..

playmodrill ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 2:56 pm.

per entrare in shhh bisogna telefonare a Marcelo?

Psychocandy. ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:06 pm.

Credo che i due tormentoni succitati siano mutuamente esclusivi.
Voglio dire, se scopi non puoi aver seguito bucknasty da almeno 2/3 anni di hatingline + bla bla, e se segui bucknasty da molto bla bla vuol dire che non scopi.
Io ho risolto il problema: scopo mentre leggo e commento 7yearwinter.
Il massimo sarebbe scopare con bucknasty mentre lui scrive post per 7yearwinter.

Il mondo è bellissimo e mi fa sempre un sacco ridere.

l'uomo solare ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:06 pm.

“La produzione di ideologie per motivare profondamente le classi di consumo origina un grosso problema in tutti coloro che credono non solo nella controcultura, ma in generale mette in crisi ogni sistema di significato culturale stabile, con tutto ciò che ne discende in termini di applicabilità alla realtà di questi sistemi, principi, valori. Il fatto che l’autenticità come condizione astorica non possa esistere è di non recente acquisizione, anche se molti movimenti indigenisti e terzomondisti rigorosamente organizzati da residenti a Bologna non l’hanno ancora capito”

A parte il TL;DR voglio questa frase serigrafata sul muro della mia camera.

Solo non ho capito cosa cazzo c’entri bologna, me lo spieghi?

Ginello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:06 pm.

per entrare in shhh bisogna telefonare a Marcelo?

No, basta avere un capo fluo

klappz ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:20 pm.

gli indiefroci hipster mi mancavano… lol
Ma mi sono perso a bologna dove stanno gli hipster… all’estragon? no perché se è così vedo di rimediare qualche bj-friendly.

su shhh!!! puoi dire che marcelo wallace sembra un puttana (ezechiele 25.18), e non venire sparato da un negro per questo.

patello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:25 pm.

Gara, puoi succhiarmi il cazzo se commenti così. Trai conclusioni, giudichi, ma non porti prove e non discuti: preferisco far tenerezza nel tentativo anche confuso di ragionare che far cagare credendomi più di quel che sono agendo in tal modo. Non mi vieni a dire dove sbaglio per il semplice motivo che ti dovresti sporcare le mani di quella stessa roba che liquidi con saccezza come “parole roboanti”, e “coacervo di contraddizioni” etc. Tra l’altro è inutile che scrivi tra parentesi il significato delle parole per mostrare che non sono scritte invano, non mi abbasserò ad argomentazioni così ottuse e strumentali come le tue facendoti notare che ‘coacervo’ è una parola “roboante”. Tra l’altro evita di scomodare Calvino per dar fondamenta autorevoli alle tue arroganti supponenze.

Se hai letto bene riesci a rispondermi anche nel merito senza fermarti ad obiezioni di convenienza, quelle che si muovono volentieri seduti metaforicamente in poltrona. Se hai qualcosa da ridire nel merito scrivi, se trovi ridondante, inutile, edonistico o quantaltro il mio linguaggio spiegati e mostra concretamente a cosa di riferisci invece di sentenziare. Chiedi conto di ciò che scrivo, se non ti piace una parola chiedi di spiegarla meglio, se un’argomentazione non ti convince semplicemente criticala esplicitamente.

Se non fai così mostri di essere del tipo peggiore, quello che pensa di non dover alcuna spiegazione delle proprie parole. Se quel coacervo di concetti triti e ritriti non l’avessi mai capito a fondo? Se fossi in realtà un povero coglione? Pensa se fossi un povero coglione. Magari lo sei. Magari hai imparato a memoria un paio di giochetti di parole che snoccioli ogniqualvolta ti si presentano davanti dei discorsi che non ti piaciono o non condividi. C’è molta gente che agisce in questo modo, potresti essere uno di loro e dalle righe che scrivi è difficile trarne qualche alibi.

Spiegati o taci.

patello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 3:40 pm.

Uomosolare, il discorso sull’autenticità nella cultura mi ricordava un libro che parlandone raccontava alcuni aneddoti divertenti dimostrando come la distorsione di uno sguardo etnocentrico può prendere forme anche originali e differenti rispetto a quella comune che noi tendiamo ad identificare con lo sguardo egemone del sistema di valori della cultura tradizionale occidentale, qualsiasi cosa voglia dire. Parlava appunto di come molte realtà nate con lo scopo di promuovere il rispetto e la difesa delle culture “altre” come appunto gruppi indigenisti, terzomondisti (il libro portava il caso specifico del turismo “sostenibile”) risentissero -in modo diverso ma concettualmente simile- della “lontananza” culturale dall’altro, ad esempio concependo le culture da proteggere come monoliti culturali autentici ed immobili nella storia che l’evoluzione rapida della cultura occidentale tendevano a spazzare via. Mentre è chiaro che le tutte le culture, anche le più primitive, hanno una dimensione storica ed una loro evoluzione nel tempo, e che spesso subiscono traumi o accelerazioni a seguito di contatti esterni che comunque fanno anch’essi parte della storia stessa.

Da qui una serie di aneddoti divertenti come quello del giovane volontario alternativo rigorosamente occidentale (che in italia potrebbe vivere ad esempio a Bologna) arrivando in africa si trovi ad ed esempio a riprendere un turista -che tentava di fotografare un nativo che esprimeva contrarietà- spiegandogli che la sua azione minava un raporto equo con l’indigeno, mentre l’indigeno avvicinatosi al turista fece notare che non poteva fare la foto perchè aveva ancora il coperchio sull’obiettivo.

Insomma, l’autenticità astorica non esiste e quello del “collettivo indigenista” era un caso simpatico che mi ricordavo in proposito.

gara ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 4:12 pm.

@ patello:

io il ragionar confuso me lo tengo sulla brutta copia.

se mai dovessi essere qualcosa sarei coglionA
(oh che gender bias così squisitamente accademico)

Lucien Sorel ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 4:14 pm.

Pezzo acuto e pirotecnico come sempre.
Non condivido il confronto con gli anni ‘70.
Se lo stato parafascista era parzialmente una realtà delirante ne fu la percezione e le tecniche di lotta.
La betise di allora mi sembra differente solo nel grado ma non nella qualità.
La palla di nulla rotola sul piano inclinato dal dopoguerra, sta solo aumentando l’accelerazione.
Il dott. Houellebecq ci ha definitivamente illuminato su questo, credo.

baci
LS

patello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 4:28 pm.

A furia di tener tutto sulle brutte copie si finisce col somigliare ad un foglio bianco.

Tra l’altro sul serio, rileggi quel che mi hai scritto, è puro abuso della libertà di parola, non c’è nemmeno un riferimento alle argomentazioni che “critichi”, non c’è bisogno nemmeno di saper di che si parla per capire ciò che hai scritto, questo già dovrebbe dirla lunga. Potresti riutilizzare lo scritto in qualunque discussione, opinioni intercambiabili insomma.

Ah sei una donna?

Ah ma TITS?

Ah ma sei la vegetarianal?

Ah ma tu…ma tuuu…

pffffff

Giamp ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 4:34 pm.

sei fottutamente piacevole! bravo

meddle ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 5:33 pm.

patello carissimo.

io leggo i tuoi post, c’è da dire che è vero, son difficili da seguire e maGari il blogo non è il posto adatto per loro.

però vedi, i tuoi post delle ore 3.25 pm e 3.40 pm sono leggibili e comprensibili senza uno sforzo che, perdonami l’ardire, in vita mia riservo solo ai post di Nietsche, Hegel o Foucault.

al contrario quello delle 1.19 am. a-ehm, beh ecco… :$

meddle ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 5:34 pm.

chiedo scusa a Nietzsche per la zeta

Mr Creosote ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 8:27 pm.

Basta con questa fiera delle code di paglia, quest’anno va la kefia e il sacchetto in testa
(per entrambe le cose noto un certo sapor mediorientale).
Seguo Bucknasty da molto tempo quindi a parte essermi accorto solo ora che non scopo
(e che quindi del mio lungo pene virtuale non me ne faccio nulla) sono in parte d’accordo
con il discorso di jdv666 e Options1986, con gli opportuni distinguo.
Da una parte leggere i tanti complimenti sperticati al limite del proselitismo mi dà un brivido
lungo la schiena, ma non quel brivido che ti sanno dare le amiche travesta di Mondo Marcelo,
semmai quello che ti danno i commenti ai post di Beppe Grillo (ci siamo capiti).
Dall’altra non bisogna incappare nella tendenza ad avere aspettative verso quella che a conti
fatti è solo una pagina personale, per cui Bucknasty scriverà un po’quel che gli pare.
Avendo già sconfitto la casta delle Wicca e delle fan di Manuel Agnelli il più è già stato fatto.

ilmago ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 9:58 pm.

-leggere i tanti complimenti sperticati al limite del proselitismo mi dà un brivido
lungo la schiena, ma non quel brivido che ti sanno dare le amiche travesta di Mondo Marcelo,
semmai quello che ti danno i commenti ai post di Beppe Grillo-

Il fenomeno blog-sociologico dei ‘bucknastini’ e’ noto da tempo.
Sono tipo i grillini ma un po piu’ saccenti e un po meno divertenti da leggere.
Ma non possiamo fare una colpa di cio’ a Buck.
Non e’ colpa di Pete Rock se ora anche il mio panettiere si ascolta The Main Ingredient assieme a ‘Badabum cha cha’ di Marracash perche ha letto sull’internets che sono belli tutti e 2.
E’ il prezzo da pagare quando si ha un talento.
Non mi riferisco ovviamente al mitico Patello -bentornato- il cui post merita secondo me la lettura.
A proposito, e’ sempre divertente leggere gente che decide come e quanto sia giusto commentare o meno un blog. Ma in base a cosa? Ma sono cazzi vostri?

E cmq Marcelo e’ un fake, dunque maniomio fittizio.

patello ha scritto il:

23 Maggio 2008 alle 10:04 pm.

@Sorel: l’involuzione verso metodi di lotta che legittimavano un utilizzo più o meno esteso della violenza che caratterizzò una parte -ridurlo interamente ad essa sarebbe storicamente errato- del movimento giovanile negli anni settanta fu l’effetto, e non la causa della deriva autoritaria dello stato. Ha poco senso quindi la tua precisazione. Se rispondi ai movimenti sociali con repressione e bombe di stato la guerriglia è il minimo che ti puoi aspettare.

L’idiozia era molto diversa anche nella qualità e certamente disumanizzare sia gli idioti di ieri che quelli di oggi considerandoli “bestie” non aiuta a capire le differenze. La deriva violenta della lotta politica -cercata, provocata e voluta da ampi settori dello stato- è stata una scelta proveniente dall’incapacità dei militanti che l’hanno intrapresa di affrontare un’autocritica sincera ed una verifica sulla realtà delle loro idee, preferendo rifugiarsi nell’avanguardismo e nelle rappresentazioni di comodo del mondo.

Ma loro avevano un progetto di cambiamento della realtà che li circondava e solo comprendendo il deragliamento di questo progetto si può capire la scelta idiota che hanno fatto.

L’idiozia di oggi non ha niente di tutto ciò, nel bene e nel male. Pur avendo i giovani spesso un grosso desiderio di cambiamento lo confinano a sfere sempre più individualistiche e private della persona, non lo condividono, non lo coltivano, non lo si traduce in progetto, spesso le persone lo tengono per se, quasi vergognandosene a fronte del conformismo dettato dalle culture dei consumi, che per quanto diversificate generalmente comunque simpatizzano per valori di massa. La mancanza di legami sociali che intessano la progettualità politica di questi desideri espone le “persone desiderose” alla mercè dei messaggi fittizi dello spettacolo e dei desideri creati. Molti trovano in questa autorità superiore -a loro esterna, paternalistica e coercitiva- la loro guida spirituale e nei valori del consumismo la realizzazione dei loro desideri, che è poca cosa rispetto ai desideri -che pur nella violenza rimanevano tali- dei giovani degli anni settanta. Per fortuna l’idiozia d’oggi non smette di desiderare anzi i desideri -anche se repressi- sono in netta crescita, e lo stato di debolezza offre la possibilità di ripensare un modo di realizzazione meno violento, astratto, dogmatico e “militonto” di quello che vi fu allora.

blazar ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 12:44 am.

“cioeffiga ma il volume e’ alto perche’ la musica la devi vivere, non solo ascoltare, tutta la disco deve essere una mente sola e un corpo solo che si muove permeato dalla vibra”

Eccetto che io questa cosa non l’ho mai percepita in una discoteca. Ai rave, alle serate DNB in qualche club claustrofobico, a qualche dancehall, A qualche concerto (me ne viene in mente uno dei 99 in “gola”, poco prima che la sgomberassero…) Ma in discoteca, le volte che ci sono stato, ho sempre visto le solite camicine bianche stirate, le facce allampadate, i capelli azzellati, i sorrisi forzati di chi in fondo è lì solo per la figa, ma in realtà non sa neanche bene perché, e quindi finge con sé stesso di divertirsi, poiché il presupposto è che ci si debba divertire…

patello ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 12:49 am.

a che serate dnb andavi?

fulgido ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 4:35 pm.

patello, ti sei dimenticato anche che il valore della laicità è tacciato al giorno d’ oggi di laicismo, la pace di pacifismo e il senso comune di comunismo…
apparte gli scherzi, la tua analisi è lucidissima, anche se chi inneggiava alla p38 nel 77 (i militonti) è oggi dell’opinione che non ci sia tutta questa differenza storica o generazionale tra ieri e oggi. sì, è strano anche per me, ma questo è quello che mi sono sentito dire.
per caso stai leggendo guy debord?

no, comunque,effettivamente, ci sono stati post di bucknè migliori, quanto a connubbio di forma e sostanza, ma la dinamica e il divenire dei commenti bilanciano alla grande

dipa ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 5:57 pm.

vi prego, vi prego, vi prego. E’ ancora necessario utilizzare un “fottutissimo” o “fottutamente” per stemperare un commento di plauso evitando di sembrare TROPPO entusiasti? Direi proprio di no.

Inoltre inviterei a tornare un attimo sul discorso della coerenza che faceva quinlan, non tanto perchè abbia ragione (non mi esprimo dal momento che non conosco né Vice né quella serie di nomi che snocciolate, né il fenomeno Hipster), però da quanto posso capire dalle pagine di questo blog il tema “coerenza” è abbastanza centrale. Non è che lo si può liquidare con “è fuori moda” quando arriva come critica…chi siamo, Schifani?

playmodrill ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 6:44 pm.

ok cambiamo argomento e parliamo di DNB, inizio io:

era meglio nel 2001.

Zoten ha scritto il:

24 Maggio 2008 alle 7:04 pm.

wow.
Ho letto il post e mi è parso piacevole. Come dicono altri, imho ne ho letti di migliori, dove con “migliori” intendo “che