Avete Rovinato Le Droghe

I telegiornali ormai ne sono pieni. L’allarme è stato lanciato. Rave. Feste sulla spiaggia. Discoteche. Non passa giorno senza sentire di morti di giovani avvenute per colpa di qualche fumata, pasticca o iniezione.

Non è arrivato forse il momento per la nostra società di dire basta? Di finire con queste tragedie che ci privano per sempre di quello che di più abbiamo di prezioso e caro? Sì, basta con questi cazzoni qualunque che tramite la loro insulsa morte privano le droghe della loro personalità e gloriosa storia di abusi e contributi culturali.

Questo è un affronto non solo a tutti i personaggi storici che hanno scritto, dipinto, composto e recitato le più importanti opere culturali dell’ultimo secolo, ma anche agli stessi che poi sono schiattati fra soffocamenti nel vomito, overdose con bocche schiumanti nei cessi delle stazioni e osservando bambini precipitare da balconi.

E lo stato dov’è in questi casi? Perchè non si fa sentire? Lo stato non fa abbastanza prevenzione nelle scuole per impedire ai giovani di rovinare le droghe. Serve una seria e coordinata campagna mediatica capillare per insegnare ai membri più deboli e impreparati della nostra società a non distruggere quello che le droghe rappresentano. Thomas De Quincey. John Belushi. L’intera discografia decente e ascoltabile dei Beatles.1 Ogni volta che qualche Ciro Ceppaganti crepa a qualche orribile festa organizzata in province impronunciabili la sua morte sembra pisciare controvento verso la loro direzione.
Ma tutto ciò non è abbastanza per impedire a questa generazione di smettere di abusare dell’abuso di droghe. Nella deriva di gran lunga più atroce e preoccupante è diventato praticamente normale, anche in ambienti alti della società, consumare grandi quantità di cocaina e credersi fighi come Hunter S. Thompson. Tutto questo è inaccettabile.

Chet Baker passò tutta la vita a farsi le pere fino a quando non gli caddero tutti i denti e non poté più suonare la tromba, finendo così a pompare benzina e lavare macchine nel deserto dell’Arizona. Un giorno un suo fan lo riconobbe e gli pagò una intera ricostruzione dentale. Chet Baker quindi ricominciò a suonare e ricompose2Almost Blue” prima di morire nella leggenda in una stanza d’albergo solo con una montagna di coca ed eroina.

Ora che bisogna raccontare quando qualche ragazzetta del cazzo veneta scioglie del MDMA in una birra e schiatta per una allergia congenita?

Nicole passò tutta la vita a bere spritz annacquati e attaccare poster di Scamarcio nella sua stanza. La sua esistenza venne stravolta quando prese a leggere l’ultima opera di Moccia. C’erano della parole. Disegnate su dei rettangoli bianchi. Nicole scoprì così i libri. Un giorno, ad una festa in un lido veneto, comprò insieme a delle sua amiche del MDMA, poco dopo si accasciò a terra mentre un DJ di Volta Brusegana della provincia di Padova stava passando un remix degli Ace of Base di Gigi D’agostino del ‘93. Non saprà mai come finirà la storia di Bubu, Keku, Lulu, Palu, Lamu, Vasu ed Ermenegildo Zegna in 3x3MSC.

Se Keith Richards potesse udire tutto questo si rivolterebbe nella bara di LSD in cui dorme e cadrebbe da un albero.

L’MDMA non è figo, per questo lo usano le ragazze venete e i Baustelle nei ritornelli. E di certo non è neppure mortale. E’ talmente sfigato che per renderlo più emozionante Repubblica ha dovuto inventarsi delle statistiche che provengono dallo stesso cassetto della redazione etichettato “Puttanate Che Inventiamo Sul Momento Perchè Tanto Nessuno Le Controlla”. Ecco gli effetti del MDMA secondo l’idiota che ha redatto l’articolo sulla morte della ragazza.

“589 morti in un anno. Morire di ectsasy rischia di essere oggi solo la voce di una statistica che si aggiorna via via. Una statistica terrificante che parla di quasi due morti al giorno per ecstasy. Secondo la Direzione centrale dei servizi antidroga della polizia, nel 2007 sono stati 589 i morti per droghe sintetiche, primo killer l’ecstasy. La maglia nera per il numero di morti va alla Campania (112), seguita da Lazio (105), Lombardia (55), Emilia Romagna (47).”

Secondo la calcolatrice del mio cellulare rotto 589 diviso 365 fa 1,6 e qualcosa. Queste sarebbero le “quasi 2 morti al giorno per ecstasy”. Secondo l’idiota 589 sarebbero anche le morti totali per droghe sintetiche  in cui primeggerebbe l’MDMA. Riflettiamo un attimo su tutto questo e raggiungiamo un pacato consenso: NO NON HA SENSO, COME FANNO AD ESSERE SIA LE MORTI TOTALI CHE QUELLE ALL’ANNO PER MDMA STUPIDI COGLIONI? E non e’ neanche un errore di stampa perche’ e’ reiterato nel titolo. Questo significa che qualcuno un giorno si e’ svegliato, ha fatto colazione al bar sotto la redazione, ha risposto alla propria madre che chiedeva quando sarebbe venuto a trovarla, poi e’ arrivata la notizia della ragazza morta e il caporedattore gli ha detto di scriverci un pezzo. Allora ha chiamato l’antidroga e gli ha chiesto dell’ectsasy (sic), qualcosa tipo “oh, e l’ectsasy che mi dici eh?” e questi gli hanno detto delle cifre tipo “3” e lui ha fatto “ah 589’” e loro “no t-r-e. E si scrive ecstasy” e lui “ah c-i-n-q-u-e-c-e-n-t-o-n-t-t-a-n-t-a-n-o-v-e”.

Che poi basta fare una ricerca di 10 secondi su google per scoprire che in America, su una popolazione di 380 milioni di persone, le morti “collegabili” al MDMA sono “meno di 10” ed in inghilterra e’ considerato meno pericoloso di alcool e tabacco.  E allora vale tutto. Allora farsi scoppiare i petardi fra le dita dei piedi mentre si pedala sul pedalò causa 748 morti all’anno. Una statistica terrificante che parla di quasi 3 morti al giorno per PETARDI FRA LE DITA DEI PIEDI. Secondo la Guardia Costiera, nel 2007 sono stati 748 le morti per PETARDI FRA LE DITA DEI PIEDI. I petardi fra le dita dei piedi: il primo killer dei mari.

Questo è chiaramente un complotto dei poteri forti nei massimi sistemi per diluire la storia delle droghe mischiandola con cose di poco conto.

Dite NO alle droghe.

  1. Da Revolver in poi []
  2. Il pezzo originale era di Costello che utilizzò come base un pezzo di Baker []

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