Dentro i Repubblicani

“Hai mai fatto un ditalino ad una anoressica? E’ come sfilare una foglio di carta vetrata fra due wafer. “

Questo è quello che succede, secondo Kenneth. E Kenneth ne sa perchè lavora alla Goldman Sachs.

La prima settimana di settembre di quest’anno è stata un periodo piuttosto particolare per New York, esattamente a cavallo fra la convention Repubblicana e la Fashion Week la città si è ritrovata piena1 di confusi uomini dalla discutibile, ambigua e purtroppo repressa identità sessuale e omosessuali.

Il miglior modo di incontrare ‘sta gente, mi ha detto una tizia con dei leggings tigrati fucsia ed impegnata ad insaponarsi con l’aria condizionata mentre leggeva Sedaris su un vagone della L, è andare ad una delle feste post-sfilata organizzate ad Apothekè.  Un locale, a quanto pare, ristrutturato e aperto apposta in congiunzione con gli avvenimenti della settimana modaiola. Dicono sia stato ricavato da una ex oppieria cinese del 1800 e si trova in una parte di Chinatown che non è mai stata di moda o frequentata dalla “gente giusta”e che, paradossalmente per questo attira hipster, stagisti fashion, scrittori, modelle e tutti quelli interessati a scoparsi queste ultime in un’atmosfera wannabe bohemien.

Il locale è quasi totalmente buio, illuminato solo da candele posizionate su candelabri gotici2, e gestito da un tizio ukraino che zoppica e che sa solo dire “absinthe” in un accento da nemico dell’america in un film d’azione anni ‘80. Ma ora eccolo qui, a servire shot di assenzio che giura provenire da una ricetta originale di 200 anni fa — a 50$ il bicchiere — a una generazione convinta che esista sempre il giusto prezzo per risucchiare storia, cultura e personalità a chi ha vissuto davvero in modo intenso cose che non hanno mai sperimentato nella loro vita-disclaimer da “Attenzione – il Venti Starbucks Decaf Latte è bollente, non berlo subito”.

Io l’ho provato l’assenzio dell’ukraino, e sa di sciroppo per la tosse e astinenza sessuale.

La peculiarità del locale però evidenzia uno dei più grossi problemi di Manhattan: il sovraffollamento. Artisti, creativi vari e ricchi poseur senza alcuna qualifica si trasferiscono in massa in un quartiere disagiato, questo diventa quindi di “moda” e richiesto, garantendo così un aumento dei prezzi degli affitti vertiginoso e costringendo gli abitanti storici, responsabili della cultura e atmosfera del quartiere, ad andarsene in un’altra zona peggiore, prima che il ciclo si ripeta ancora e ancora. Gli americani chiamano questo processo “gentrification” o “Walter Veltroni”.

Molti probabilmente non se ne rendono conto, ma fino a metà anni ’90 Times Square e il centro di NY — oggi imbarazzante esempio della polluzione notturna capitalistica che ha macchiato una zona storica in maniera irreparabile tramite negozi come l’ M&M Store3 , Planet Hollywood o Disney’s — non era troppo dissimile dalla zona a luci rosse di Amsterdamn. Strip bar, locali di lap dance, sexy shop e bordelli sono stati fatti andare via a spugnate di perbenismo. Osama ha buttato giù due torri, ma è Giuliani quello che ha fatto a pezzi questa città. Non è difficile sentire lamentele di questo tipo da parte dei vecchi punk sistemati di Williamsburg che ricordano con pelosa nostalgia la “New York che non esiste più”.

Non c’è più nessuno che ti accoltella al fegato per una pipa di crack, dannazione!

Appoggiando l’orecchio su un vinile dei Minor Threat originale puoi sentire distintamente l’eco di queste lamentele.

Sì, Harlem e il South Bronx e l’East Side sono pericolose quanto Milano 2 ora, fatevene una ragione.

“That girl is dangerous.”

C’è una tizia bionda seduta su uno dei divanetti di velluto fucsia. Ha un sorriso da plumcake pucciati nel latte e dei tacchi a spillo rossi, il classico tipo le cui esperienze sessuali possono essere contate sulle dita di una mano, perchè nell’altra tiene una scatola di Durex vuota. Kenneth mi dice che è una ex-modella, una vecchia ciabatta di ormai 27 anni che non trova più lavoro e che per sistemarsi sta cercando uno “sugar daddy”, un tizio che possa mantenere lei e il suo stile di vita da 150 $ al grammo. Kenneth se l’è fatta più volte, ma lo dichiara con lo stesso orgoglio triste e sfigato di uno che ammette di leggere i Wu Ming. Ormai farsi le modelle non lo trova più stimolante, insieme al suo amico — e a qualcun altro di non meglio specificato — partecipa ad una sfida che ritiene molto più avvincente.

Se hai un centimetro di eterosessualità nelle mutande è impossibile avere problemi facendo del sesso con una modella, anche se conosci le sue pareti vaginali meglio del primo livello shareware di Doom. Quindi la competizione che si svolge fra Kenneth e la sua crew repubblicana consiste nel riuscire a scoparsi, e si intende riuscire fisicamente a completare un rapporto sessuale, la ragazza più cessa disponibile nel luogo in cui si trovano in quel momento. Questo è l’unico vero modo che trova tutti d’accordo per determinare la loro virilità. E più la tizia in questione è un roito, più i punti guadagnati nei confronti degli altri sono maggiori. Secondo Kenneth, la difficoltà risiede nel fatto che non è semplice trovare ragazze qualificate per questa particolare tenzone nell’ambiente che frequentano normalmente. Kenneth dice che è stato in testa fino a quando un suo ex compagno di college non gli ha fatto vedere la ripresa sul cellulare in prima persona di una scopata con una ragazza down obesa che continuava a picchiarsi in testa.

“Allora, chi vince il 5 Novembre?”
“John Fuckin’ McCain, dude.”

Tutti a NY sembrano voler votare per Obama: ogni negozio, dal buco più infimo fino al Virgin Megastore, pullula di merchandising raffigurante il candidato democratico come se fosse una rockstar consumata. Tutti, a parte l’importante demografia “scopatori-di-modelle-annoiati”. New York è il centro del capitalismo mondiale, ma ogni abitante dei 5 buroughs che si rispetti detesta i Repubblicani. Non è una città “di sinistra”, è semplicemente contro il bigottismo e l’idea che qualcuno si possa permettere di dire contro chi non devono strusciare i genitali e cosa non deve entrare nel loro naso. La forza di NY, d’altronde, è sempre stata la possibilità di poter fare ciò che si vuole quando si vuole senza aver giudizi moralistici esterni. La possibilità di poter scrivere un libro che cambia la vita alle persone, o di pagare con la American Express nera le puttane. Per questo il resto del paese, quelli che vivono in qualche Buco-di-culo, Texas — popolazione 8439 abitanti , odiano New York. Qui nella East Cost frequentano le migliori scuole, prendono gli stipendi più alti, vivono nelle case migliori. Ergo, sono elitisti. Proprio come Obama. Il punto più debole della candidatura di Barack, e il maggior problema che si pone per la sua eleggibilità,  è proprio questo.

L’insulto più distruttivo che puoi rivolgere al tuo avversario in una campagna politica americana è quello di essere brillante e di successo.

E’ impossibile da comprendere da straniero, anche se risulta comunque  affascinante, come la retorica Repubblicana sia riuscita a trasformare ciò che tutti gli americani desiderano essere nel peggior tratto che si possa possedere in tempo di elezioni. Qualcuno ha provato ad usare posizioni simili in Italia durante le feste in costume Padane con revival 80 e 70 a.C., lanciando proclami contro intellettuali e una elitè non meglio specificata, ma a nessuno in Italia frega un cazzo di quello che pensano i veneti all’infuori della palude stagnosa in cui vivono.

Ogni singolo show in TV qui parla di ragazzini viziati ricchi che-cioè-cianno-i-probblemi, e ad ogni ora qualcuno celebra il successo di manager, broker, pubblicitari e altre pseudo-celebrità insulse. Le scuole, dalle elementari in su, sono pubblicizzate a seconda della loro capacità di realizzare “leader” e creare “businessman” e “successo” ma, quando si tratta di decidere chi deve avere la responsabilità di una 24ore in grado di friggere il mondo, il candidato migliore non deve saper indicare su una mappa la Norvegia. Perchè altrimenti significa che sei “out of touch” col popolo, cioè quelli che vivono nel vuoto pneumatico che sta fra Los Angeles e New York e riescono sempre a far la differenza nelle elezioni presidenziali. Perchè per i Repubblicani e i loro elettori, i Democratici Liberal non sono altro che gente che guarda film francesi con famiglie che litigano a cena e una volta, mentre erano alle superiori, hanno toccato il loro miglior amico quando hanno dormito insieme dopo una festa. E ciò significa che non sono preparati a guidare il paese, mai. E che sono amici dei terroristi.

Questo ha un senso solo per gli americani, come la seconda stagione di Heroes e la carriera di Tom Waits.

“Perchè proprio McCain?”
“McCain is a real american hero. Not a fuckin’ socialist scumbag like that Obama Hussein guy.”

John McCain è figlio di un Ammiraglio della Marina degli Stati Uniti e nipote di un Ammiraglio della Marina degli Stati Uniti, e in un vero colpo di scena famigliare anche lui è finito arruolato in accademia navale. Dopo essersi diplomato ottocentonovantaquattresimo su ottocentonovantanove con successo, è andato in Vietnam a cuocere a 1200° bambini, riuscendo a distruggere 5 aerei nel frattempo. L’unico motivo per cui questa campagna è ancora in piedi, e non sono tutti andati in vacanza in Florida a svernare, è che nell’ultimo di questi incidenti è stato fatto prigioniero dai Vietcong ed ha passato 5 anni in un inferno gestito da gente infastidita di essere genitori di bambini barbecueizzati.

La storia diventa ancora più triste quando si viene a sapere che la moglie ha dovuto crescere i  2 figli da sola mentre era prigioniero e, poco prima che fosse liberato, è stata coinvolta in un incidente che l’ha gravemente ferita fino a perdere quasi l’uso delle gambe. McCain l’ha ringraziata per averlo aspettato ogni sera per un lustro, e cresciuto la prole, lasciandola qualche mese dopo il ritorno per Cindy Hensley, una ricca ereditiera figlia del tizio che produce la Budweiser e altre birre americane che sanno di capelli sudati.

A Kenneth piace McCain perchè è un POW, un prigioniero di guerra, ed ha annunciato canticchiando su un motivetto dei Beach Boys che raderà al suolo l’Iran e qualsiasi altra popolazione con un’abbronzatura permanente maggiore della sua. Però ha qualche problema con i suoi valori morali. McCain è contrario all’aborto e se potesse lo renderebbe illegale, ma non abbastanza illegale. Per questo Kenneth è entusiasta della scelta di Sarah Palin come vice. La posizione di McCain è quella standard del politico repubblicano “moderato”, ma non piace alla base del partito che è composta da onesti lavoratori che si alzano alla mattina alle 5:30 e sono clinicamente sociopatici. Sarah Palin, invece, è contraria all’aborto anche in caso di stupro e incesto. Questo, in poche parole, significa che se un padre stupra la figlia di 12 anni, e questa rimane incinta, dopo 9 mesi passati a guardare il frutto della propria violenza crescere e nutrirsi dentro il proprio corpo dei tizi devono venire a prenderla per costringerla a partorire con la forza. Ma probabilmente, su un cartellone di 30 metri e stampata in Helvetica Neue con la crenatura4 a -2, suona meglio.

Nel 2000 McCain si confrontava nelle primarie con Bush per ricevere la nomina del partito ed era in vantaggio sostanzioso nei sondaggi. Lo staff di quest’ultimo mise quindi in giro la voce che la figlia che McCain aveva adottato dal Bangladesh in realtà era il frutto di una relazione extra-coniugale con una negra. Poco dopo il supporto che aveva ricevuto fino a quel momento svanì e il resto è nelle menti di tutti. Ma ora con la Palin, non c’è alcun problema. La base è contenta e soddisfatta.

“And she has a nice fuckin’ body.”

Questa donna è peggio di qualsiasi parlamentare o “ministra” abbiamo mai avuto nel nostro ridicolo parlamento. E noi abbiamo avuto una tizia che è diventata famosa per fare Bungee Jumping e cavalcare un toro meccanico la domenica pomeriggio che è tuttora impegnata nel criticare la carriera e gli studi scientifici di un ex direttore del CERN perchè non ha applaudito abbastanza forte il Papa.

Sì, è peggio della Carfagna.

La Palin sostiene di essere una esperta di politica estera perchè dall’Alaska riesce a vedere la Russia, che è come se la Carfagna sostenesse di essere in grado di risolvere la crisi finanziaria internazionale perchè vive vicino ad una banca.

Saluto Kenneth mentre mette sul tavolo altri 20 $ per l’ennesimo cocktail di Apotheke. Tutti sono entusiasti di ordinarli qui perchè nel menù sono categorizzati come se fossero medicinali: eccitanti, anti-dolorifici, sonniferi e così via. Yawn.

Un paio di giorni dopo mi dirigo verso il Mars Bar per assistere al discorso di McCain in cui accetta la candidatura del Partito Repubblicano alla presidenza. La clientela è leggermente diversa: non c’è nessuno con indosso abiti comprati negli ultimi 10 anni, l’eroina non è mai passata di moda per molte della braccia presenti e Vogue fa degli ottimi pompini scoperti per 40 $. Non ci sono menù, per scegliere cosa bere basta sentire il fegato che si contrae e bestemmia del tizio seduto vicino a te.

Scrivo una mail a Kenneth dicendogli di venire a vedersi il discorso qui, e poco dopo risponde che sta arrivando col taxi. Quando scende riprende il Blackberry per chiedermi se il posto è proprio quello giusto.

“Are you sure?”
“Yeah, come in.”

Kenneth ordina uno Jagerbomb, un bicchiere di Red Bull con dentro uno shottino di Jagermeister da bere alla goccia. Molti lo prendono per iniziare le serate nei club perchè l’effetto eccitante dell’energy drink e quello deprimente del liquore, se bevuti insieme, riescono a sballarti per qualche secondo.

La barista si abbassa, rovista sotto il bancone, e gli mette sul tavolo una Budweiser.

Sullo schermo NONLCD appare la moglie di McCain, Cindy, una vecchia tirata a botulino che sembra una via di mezzo fra un Alien che ti esplode dallo stomaco e un’amica di Jessica Fletcher. La vecchia arpia ha problemi di droga da almeno 30 anni: una particolare predilezione per gli antidolorifici che la portavano a ingollare fino a 80 pasticche al giorno di Vicodin e Percocet. Quando uno dei cinque dottori che usava per prescriverle i medicinali fu implicato in un fattaccio — e fece il suo nome — Cindy si trovò costretta ad ammettere di rubare persino flaconi da 500 pasticche destinati per il Poveribimbinegristan che la sua organizzazione umanitaria gestiva. Ancora oggi i suoi occhi sembrano tradire questo passato — forse perchè è ancora il suo presente? —  azzurri come una lastra di ghiaccio sopra il polo nord, affogano delle pupille contratte a forma di spillo, praticamente inesistenti. Ogni volta che la inquadrano in primo piano gli eroinomani del Mars Bar applaudono come se una di loro ce l’avesse fatta ad arrivare a Washington.

Kenneth, notando gli applausi, mi chiede se questo è un bar di “real americans.”
Io gli dico “non sono socialisti.”

Quando McCain arriva sul podio, accolto dall’euforia di migliaia di vecchie prostate gonfie e tizie in menopausa, anche Kenneth si unisce a loro. I suoi applausi coprono quelli di tutti gli altri, perchè è l’unico che applaude.

La TV comincia ad urlare a questo gruppo di falliti semi-coscienti che solo una persona conosce il metodo per risolvere tutte le crisi internazionali e vincere tutte le guerre americane. Che basta seguire McCain per essere sicuri di rimanere The Greatest Country on Earth. Di certo non il negro, che fa Hussein di secondo nome e parla di diplomazia con i nemici di questo paese e vuole l’assistenza sanitaria nazionale. E’ un cazzo di elitist! Le vecchie prostate fischiano ad ogni menzione del negro. Le tizie in menopausa piangono ed espongono cartelli auspicando la trivellazione delle riserve naturali protette dell’Alaska per abbassare il pieno dei loro SUV.

“Yeah, kill him John. Kill that fuckin socialist!”

Un biker invecchiato male, vestito come il peggior clichè del biker invecchiato male, si mette di fianco Kenneth e fa il gesto internazionale del “vatteneaffanculoviadiquiora”, passando il suo pollice da una parte all’altra del collo. Mentre Kenneth mi saluta velocemente un vecchio punk confuso si avvicina al vecchio jukebox scassato, passa 3 dollari con fatica in una fessura e aspetta. Institutionalized dei Suicidal Tendencies,  Ether dei Gang of Four e un pezzo degli Husker Du che non ho riconosciuto cominciano a soffocare la bocca di John McCain, l’eroe americano. Il biker invecchiato male prende la Budweiser non aperta e torna nel suo buco lontano dal bancone.

Il giorno dopo Kenneth mi scrive per sapere se per caso ho visto il suo Blackberry.
Io gli dico “fottuti socialisti.”

Una volta ho letto che in Giappone gli alveari sono spesso attaccati da dalle vespe giganti, e queste sono veramente enormi, decine di volte la grandezza di una singola ape, e capaci singolarmente di sterminarne anche fino a 6000 alla volta. Gli attacchi sono dei veri massacri, le vespe arrivano in gruppo e decapitano e schiacciano tutto ciò che trovano, fino a quando nulla rimane in vita e possono rubare le larve per cibarsene in tranquillità. Recentemente, però, gli entomologi giapponesi hanno notato una nuova tecnica difensiva da parte delle api. Una volta che le vespe entrano nell’alveare, le api lavoratrici si fiondano a centinaia contro di loro e formano una sfera organica che le imprigiona. A questo punto cominciano a vibrare all’unisono l’appendice delle ali fino ad alzare la temperatura interna della sfera a 50 gradi centigradi.  Le api, in gruppo, cuociono le vespe giganti mostruose fino alla morte.

Mi piace pensare che NY sia così.

  1. anche se la convention era a Minneapolis molti repubblicani sono andati a New York per gestire la campagna e i media più da vicino []
  2. nonostante ci siano 1000 luci artificiali diverse solitamente []
  3. Un intero negozio di tre piani dedicato solo ed esclusivamente a caramelle di cioccolata riprodotte su ogni superficie ed oggetto immaginabile con la medesima cura ed affetto di un serial killer ossessivo-compulsivo per le sue vittime. []
  4. Lo spazio tipografico fra i caratteri in una parola []

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