La guida per rubare New York

Bere

New York è il posto migliore al mondo per bere. Lasciate che gli sciocchi credano che l’Inghilterra vinca in questa categoria, confondendo il “bere molto” e “divertirsi” con “farsi venire la cirrosi epatica” e “per riuscire a copulare con donne che possiedono corpi dalle forme di tumori al polmone di camionisti turchi”.

Londra poi è orribile, ormai culturalmente e musicalmente irrilevante, e infestata in maniera impossibile da italiani sotto i 25 anni con lo zaino Invicta che sono partiti dalle province più tristi d’italia — per vivere la vita vera! — che vanno ai MEGAPARTY DI FACEBOOK e applaudono quando l’aereoplano con loro sopra atterra senza che nessuno muoia. Quindi ti passa pure la voglia di terminare le tue cellule nervose con l’alcool.

A New York non solo sono realisti e non-xenofobi abbastanza per avere una sana e giustificata erezione mattutina per la birra belga, ma hanno anche una profonda e ammirevole cultura per i microbirrifici indipedenti. Il posto più assurdo per assaggiare tutto questo è il Barcade, a Brooklyn — un enorme baraccone che serve delle triplo malto da 13% completamente decorato da una vasta collezione di coin-up classici anni ‘80. Perchè? E chi cazzo se ne frega. La notizia migliore è che in orario da happy hour vengono offerti generosi assaggi gratuti se si fa parte della “community” locale. Come sembrare della comunità? Arrivate con una camicia di plaid da pederasta trentino, della barba di 3 giorni e in stato confusionale da psicofarmaci. Insomma, sembrate uno studente di Bologna fuori corso e non ci sono problemi.
Un altro posto buono è il Soundfix,1 sempre a Brooklyn, che non regala nulla, ma serve birra a 1 $, prepara i migliori bloody mary di sempre servendoli dentro un vasetto di pomodoro e ospita quasi giornalmente concerti gratuiti di gruppi non-brutti. Lasciate perdere Manhattan, costa tutto 10 $ di troppo e quando si beve si ha la costante e sgradevole sensazione di vivere il sogno turistico/alcolico di qualche 43enne sfatta-ma-che-ci-crede-ancora che conosce tutto Sex & The City a memoria e legge Grazia. Per le bevute serie bisogna invece affidarsi agli open bar, e a NY sono piuttosto numerosi. Basta dare un’occhiata agli eventi su Free NYC e BrooklynVegan, rispondere ai vari RSVP e godersi gli orribili-ma-ok-se-sono-gratis drink serviti. Di solito si viene a contatto con una cosa chiamata “Sparks” — un energy drink stile Red Bull con l’alcool e l’apparenza di avere una scarsa igiene orale già inclusi. Ma, a volte, ci sono anche offerte alcoliche più consone. È tutto un piccolo prezzo da pagare per il privilegio di consumare bevande che probabilmente ti procureranno un’ulcera, mentre assisti a performance-art di lesbiche gestanti nude e pelose contro la guerra e il fallocentrismo, che si svolgono in gallerie d’arte post-post-moderne.

Vestiti

Passate qualche tempo a New York e noterete una cosa strana: più le persone sono ricche e più si vestono coscienziosamente “male”. I vari negozi di shopping a Soho — o quelli stucchevoli sulla 5° avenue — sono solo frequentati da turisti jappotedeschi e giornaliste italiane di costume 30enni, tutti i newyorkesi-con-starbucks-in-mano che fanno bagnare le tristi lettrici di riviste di moda italiane si vestono con stracci comprati in posti che qualche anno fa erano bazzicati solo da barboni disperati. Frequentano tutti i “thrift store”, dei negozi di roba usata proveniente dalle epoche più buie della storia umana. Periodi per cui il mondo aveva detto “Mai più”. Tipo gli anni ‘80.
Rimane comunque divertente osservare gente entrare in case da svariati milioni di dollari e guidare Mercedes con indosso abiti dal valore di un piatto di Udon al Noodles Bar thailandese dietro l’angolo.

Evidentemente comprare vestiti nuovi fa troppo febbraio 2008 o qualcosa del genere.

Meh, che senso ha sottrarre qualcosa a questo punto?

Droga

Non importa dove sei nel mondo, puoi riconoscere immediatamente un prete Cattolico e uno spacciatore ovunque ti trovi — e sai che puoi solo vagamente fidarti di entrambi.

Non è difficile: stanno con le spalle contro la porta e lo sguardo vago, oppure camminano per strada  intorno agli edifici della NYU e Washington Square bisbigliando verso la tua direzione “weed… weeeeed…”. Se siete un vigile di Parma è ancora più semplice riconoscerli, sono infatti tutti come Emanuel.

Ma a New York hanno trovato un altro sistema. Basta con le camminate al buio nei parchi a parlare coi niggu, ora è necessario semplicemente mandare un SMS o email alla persona giusta con luogo, ora e cosa vuoi e questa pedalerà gioiosamente verso la tua abitazione come se fosse il tuo migliore amico con una pizza all’ananas sottobraccio. Per gli acquisti speciali oltre i 100 $ arriva anche l’omino munito di valigetta ventiquattrore contenente un ventaglio pantone di scelte particolari. Tutto quello che vuoi, dalla super chimica alla organic.

Cibo

Ok, sappiamo tutti bene come il mangiare male sia il party-con-cocaina-e-troie-e-wii di fine 2008, ma a volte il corpo ha bisogno di non-estrogeni sparsi fra la carne che uno ingerisce. E, paradossalmente, più il posto in cui mangiare è squallido e più è difficile rubare del cibo a New York. Le dozzine di catene di fast food, dai McDonald’s e Wendy’s fino a Taco Bell e Subway’s sono impossibili da fregare. Il discorso cambia quando invece si entra nei supermercati organici e healthy.

Lo stereotipo nel nostro paese vuole che gli americani siano tutti obesi, in realtà — e specialmente a New York — moltissimi sono fissati con il mangiare biologico equosolidale da cartoni riciclati per aiutare le persone in difficoltà nel Poveribimbinegristan. L’esempio migliore è Whole Foods, un enorme alimentari dalle dimensioni di un centro commerciale — in pratica una versione gigantesca della Coop, che invece di essere frequentato da supplenti di italiano che non si rasano sotto e con una copia di Liberazione in mano, viene giornalmente invaso da cocainomani afflitte da ipertensione terminale con la fissa per il running, le scopate incazzose e i crampi da Blackberry.

Mangiare gratis qui è fin troppo semplice, basta dirigersi verso la zona self-service, prendere una vaschetta e non-riempirla di cibo etnico politicamente corretto. Tutto si paga 7.99 $ alla libbra, e quindi molti usano la tecnica del riempi-e-abbuffati-mentre-stai-in-fila-per-pagare, che oltre a fare male alla salute, ti fa sembrare un idiota peggiore di quelli che si iscrivono ai gruppi “simpatici” di Facebook che illustrano compiaciuti la loro routine pseudo-trasgressiva urbana. Molto più semplice è riempire la vaschetta di 4 foglie di insalata, impressionare così favorevolmente le incazzose nevrotiche, e rifare il giro per metterci ogni cosa possibile dentro. Il cibo è onestamente molto buono. Quasi quanto il sesso arrabbiato.

Mezzi di trasporto

La Metro a NY ha un permanente e caratteristico aroma di piscio, è spesso frequentata da individui molesti e puzzolenti, ed è sempre inefficiente—il che può essere un problema se non vivete a Roma.

La cosa che preoccupa chiunque, invece, è l’alto costo da pagare per viaggiare: addirittura 2$ per una singola corsa. Si può comprare anche la Metrocard con le corse illimitate, ma un mese ti porta via 80$. Un prezzo assurdo tenendo conto che a Milano ci puoi girare 3 mesi con una cifra simile, i treni non passano ogni 10 minuti, e i romani pure lì sono pochi.

La situazione è talmente brutta che sono giunto alla conclusione, dopo 2 mesi, che l’unica cosa  che abbiamo di effettivamente migliore rispetto agli Stati Uniti è la cavolo di metropolitana di New York. Fino a qualche settimana fa c’era un testa a testa fra i rispettivi capi dei nostri governi, ma dopo il 4 novembre? La cazzo di metropolitana. La cosa è particolarmente pesante quando gli autoctoni scoprono da dove vieni e domandano se è vera quella cosa che hanno letto sui processi, e la mafia, e le 10.000 televisioni o se davvero quella volta il nostro Primo Ministro ha fatto quella cosa. Non importa quello che va a raccontare in giro, o l’opinione che ha di sè stesso2 e che è riuscito a proiettare con successo ad un elettorato di spenti falliti — New York, la più grande città del mondo, si ricorda di Berlusconi come uno si ricorda del compagno scemo che faceva le cazzate alle superiori.

“Oh, ma ti ricordi, in quarta, quell’idiota che si è dato fuoco alle sopracciglia e, una volta, in gita, si è pinzato le labbra?

“Si! Aspetta—come si chiamava?”

“Ah, BERLUSCONI!”

Ecco, mentre hanno solo una vaga conoscenza della storia d’Italia del XX° secolo, del tag-team Cicciolina & Mussolini Vs. i leoni e i gladiatori all’Arena di Verona,  quell’idiota sanno perfettamente che è il nostro primo ministro.

Cazzo di metropolitana.

E la propaganda hollywoodiana vuole pure convincerci attraverso i film che se solo ti azzardi a saltare il pagamento di una sola corsa verrai rincorso da dozzine di sbirri per km che ti sodomizzeranno con pezzi di vetro incastonati dentro mazze da baseball. Balle. C’è solo un tizio responsabile della “sicurezza” alla fermata, ed è seduto dentro una scatola di plastica sigillata dai proiettili e il calore umano che non risulta suscettibile ad alcuno stimolo terrestre.

Potrebbe guardare voi che parlate della Metrocard che non vuole sapere di funzionare, o l’omicidio dell’unica figlia che accade a 3 metri di distanza — il suo sguardo rivelerà solo un sincero e convinto disappunto verso la propria esistenza.

Semplicemente attraversate quella porta enorme di fianco all’entrata dei tornelli, e continuate ignorando la sirena che smetterà di suonare qualche secondo dopo, fra la noia generale.

Ma perchè usare la metro, poi?

I Taxi sono ridicolmente economici. Ancora di più quando le strade sono sgombre dalle macchine e dalla tua capacità di camminare dritto su di esse. Come se avessimo avuto bisogno di un altro buon motivo per odiare gli sprechi organici e di ossigeno che votano AN in Italia.

Sesso

Fate un mixtape. Non importa quello che ci mettete dentro — Toto Cutugno, Laura Pausini o virus di Windows. Metteteci almeno 3 pezzi di Elliott Smith. Se la tizia non lo conosce, piangerà per 3 giorni e poi si innamorerà di voi. Se lo conosce, penserà che il cosmo si è finalmente allineato per lei e voi siete il suo sacchetto di plastica che vola nel vuoto di American Beauty. In entrambi i casi ve la darà fino a quando non vi pregherà di essere la madre dei vostri figli. In quel caso dite che siete gay o che vi piace Conor Oberst.

  1. Particolarmente impressionante vedere dei gruppi importanti anche a livello internazionale esibirsi in un localino che funge da bar-lounge ad un negozio di dischi che si ostina ancora a vendere vinili — e il giorno dopo magari ritrovarsi gli stessi gruppi al Letterman Show trasmessi a milioni di americani. Immaginate in Italia un posto del genere. Ora immaginate dei gruppi musicali in Italia. []
  2. E quando è venuto ad incontrare Bush da queste parti ho dovuto leggerlo su Repubblica.it per scoprirlo []

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