La Chiesa di Grillology

Le luci si abbassano e una profonda voce baritonale americana comincia a parlare.

Questa platea educata a Pacchi e Talpe, la cui ultima riposta esatta a qualcosa è stata una domanda da 50 € di Gerry Scotti, è messa seriamente in difficoltà dall’affascinante uomo americano che profuma l’aria con parole utopistiche e incantevoli in bianco e nero. Intorno a me, si chiedono tutti, “chi diavolo è questo tipo qui che non finisce più di parlare?”La risposta non si è fatta attendere, rotolando obesa, e accompagnata con fatica da potenti fari, verso il centro del palco.

“Questo era Robert F. Kennedy, 2 mesi prima di essere assassinato, durante la sua campagna elettorale” Il tipo davanti a me annuisce come un bambino di 8 anni che finge di essersi semplicemente scordato la risposta durante una interrogazione, invece di non saperla affatto.

Per un breve periodo, prima delle ultime elezioni, Grillo sembrava una risorsa per la sinistra. Se non addirittura l’arma vincente per impedire l’ennesimo governo Berlusconi. Forse era considerato una testa calda. Ma se non altro poteva essere usato in prima linea per ribattere ai demagoghi di destra che hanno il compito di avanzare la linea del partito dal basso e di fare presa sull’elettorato “profondo”. Il lavoro, insomma, che fanno gli editorialisti de “Il Giornale”, o quelli di Panorama, o gli altri viscidi “giornalisti” ed “opinionisti” delle reti televisive. I sospensori che proteggono le ideologie reazionarie proposte dai Fini, Calderoli, Casini e Capezzone dai colpi che possono subire da delle critiche mirate. E, come sanno tutti quelli che hanno giocato a rugby, ci vogliono degli ottimi sospensori per proteggere i coglioni.

“Avevamo questo movimento… Le persone erano entusiaste e desiderose di cambiamento. Sarebbe bastato accogliere questa moltitudine di gente, invece di scacciarla, e Veltroni avrebbe stravinto contro Berlusconi.” sputa nel microfono rimuovendo definiivamente i timori di falsa modestia che nessuno nutriva verso i suoi confronti.

Non c’è una divisione economica netta fra il pubblico presente. Da tempo, ormai, le vere divisioni sociali non sono economiche, ma culturali. Il loro conto in banca è irrilevante: hanno tutti visto gli stessi film e programmi televisivi, sentito gli stessi slogan politici e non letto gli stessi libri. Seduto dietro di me, un signore con una camicia, pullover verde e un rolex al polso — la divisa milanese dell’imprenditore — allunga la mano verso la mia direzione. “Fa piacere vedere giovani che hanno ancora voglia di lottare contro il sistema” . È stato come stringere la mano ad un singolo di Laura Pausini.

Grillo comincia a parlare del signoraggio, la sua più grande fissazione. “Vi ricordate del signoraggio, vero?” Certo che se lo ricordano, è come chiedere ad un Leghista se si ricorda la parte in Braveheart dove chiudono la macelleria islamica di Cadorna grazie ad un referendum popolare.

Il signoraggio è il Moby Dick della sua fasulla retorica antisistema.

E’ uno spauracchio perfetto. Esiste, è rintracciabile, ed è considerato perfettamente legale e normale — anche non tutti sono d’accordo su questo. Non guasta di certo che abbia un sinistro nome dickensiano. Praticamente perfetto.

“Sapete perchè non funziona niente in questo paese? Sono gli interessi economici. Prendete la prostituzione: se volessero veramente eliminarla lo farebbero in due giorni.”

Secondo Beppe Grillo, è questa è la sua esatta e precisa idea, qualcuno non vuole risolvere il problema della prostituzione, e si inventa delle leggi inutili e autoritarie quando la soluzione invece è là davanti, dietro quel camion di fazzoletti Tempo che oscura La Via: parliamo di internet, ovviamente. Probabilmente non ci avrete fatto caso, per colpa dei poteri forti, o forse delle seghe, ma Youporn è quella soluzione. Grillo dice, e lo mostra sullo schermo gigante, che quando vuoi scoparti una basta entrare sul sito, clikkare su un video qualsiasi, e scrollare verso il basso, nella parte che loro non vogliono che voi troviate — quella delle pubblicità. Esatto, quelle stupidissime pubblicità che sembrano apparentemente sapere dove vivi. O almeno, questa è l’idea. Non ho mai capito perchè, ma credono sempre che io risieda in qualche cittadina del Nord Italia che ha ospitato serial killer o stragi familiari. Ultimamente Youporn pensa che delle tipe a Garlasco desiderino fortissimamente scoparmi, ma io sono piuttosto sicuro che l’unica tipa pazza da cui il mio Generale Lee è fuggito  abitasse nei pressi di Como. Nonostante ciò, Grillo dice che basta premere su questi banner, dire — non si sa bene come o dove — a una delle fanciulle palesemente fake ritratte “oh, scopiamo?” e, dopo averlo fatto, invece di pagare, caricare il video dell’ amplesso su Youporn. PROBLEMA DELLA PROSTITUZIONE DEGLI ULTIMI 8000 ANNI DI CIVILTA’ UMANA RISOLTO, STRONZI!

Finalmente, dopo due ore, posso ridere pure io. Con quella risata — con un soddisfatto ghigno sul muso — che ha uno dopo aver visto finalmente passare il dannato cadavere del suo nemico sul fiume, dopo tanto attendere.

Non riesco a smettere di immaginarmi l’interfaccia Ajaxxx troia-youporn-puttaniere che nella mente di Beppe Grillo esisterebbe per sostenere questo sistema underground di prostituzione legalizzata. Come dovrebbe funzionare? Sei lì che ti stai facendo una e, all’improvviso, appare da sotto il letto la graffetta di Word 97 che ti dice “Sembra che ti stai scopando una mignotta! Vuoi A) Conoscere dove puoi venire! B) Caricare il video dei tuoi 45 secondi di gloria su Youporn! C) scoprire di più sul SIGNORAGGIO?”

Gli imbecilli intorno a me applaudono a questa incredibile rivelazione che i magnamagnasignoraggiomassoni non volevano che scoprissero, senza che nessuno ribatta, o chieda spiegazioni. Senza che nessuno si alzi per dire “Oh, ma di che cazzo stai parlando? Se clikko su quei banner del cazzo vengo portato su uno stupidissimo portale di profili porno, e devo pagare pure per usarlo. Spero solo che il sindacato degli gnomi delle mutande non vada in sciopero prima di girare, montare con Final Cut e caricare online il mio video porno comunque.”

Applausi.

Poco dopo racconta di un suo viaggio negli Stati Uniti. In California — dice — TUTTI i ragazzi non devono portarsi kg di libri sulle spalle ogni giorno e spendere centinaia di euro all’anno per aggiornarsi. TUTTI hanno il Kindle, un lettore di ebook portatile prodotto da Amazon che permette di avere in tasca tutto lo scibile umano, o quasi. Costa solo 150 $! In realtà questo coso è stato un mezzo flop, acquistato solo da potenti e pigri manager che non hanno voglia di impacchettare libri e documenti durante i viaggi di lavoro. Di certo non il paradigma ortopedico-proletario che aveva in mente Grillo. Costo? 359 $. Ma qualche mese fa veniva venduto a 400.

Grillo tira fuori il Kindle da una tasca e lo mostra come il figlio di Mufasa ne “Il Re Leone”. Applausi.

Prima di concludere lo spettacolo chiudendosi dentro una bara tira fuori il suo pezzo forte: la biowashball. Una palla verde per addobbare gli alberi di natale di San Patrignano con dentro delle pallette di ceramica che dovrebbe sostituire i detersivi per il bucato. Signora mia, non ha idea del risparmio! Qualche giorno dopo il capo delle palle è stato sputtanato in diretta a Mi Manda Raitre. Code per acquistare la palla al banchetto lungo i corridoi del palazzetto. Applausi.

“E il presidente di Biowashball mi chiama in continuazione per sapere cosa voglio in cambio per tutta questa pubblicità gratuita!” si vanta Grillo.

Ricordo di aver letto le teorie sull’apprendimento neurofisiologico di Eric Kandel, premio Nobel per la medicina nel 2000. Ha passato gran parte della sua vita studiando le chiocciole. Tutti ne toccano una, prima o poi. Quando lo si fa, i neurotrasmettitori sparsi per tutto il corpo scoperto dell’animale vengono utilizzati per attivare il sistema di difesa. Si contrae dentro il suo guscio. Ma il numero di neurotrasmettitori a sua disposizione è limitato. Quindi la seconda volta che viene toccata la risposta è meno convinta. Si contrae di meno, e più lentamente. Alla terza,o quarta, la reazione è quasi impercettibile. Infine la chiocciola diventa apatica a qualsiasi stimolo esterno, avendo terminato i neurotrasmettitori.

Un invertebrato strisciante che è stato toccato troppe volte non è molto diverso dal pubblico pagante di Beppe Grillo. Questa non è una coincidenza.

E’ affascinante, come in poco più di 1 anno e mezzo, quest’uomo sia riuscito ad ammassare così tanto potere e attenzione abbindolando tutti i principali protagonisti della vita politica italiana. Quante trasmissioni ha fatto Santoro su Grillo? Quante volte abbiamo sentito le esilaranti riflessioni di un qualche inutile pallone gonfiato “sociologo” spiegare cosa volesse significare il “fenomeno Grillo” ? I leader politici che prima accolgono la novità come “positiva per la democrazia” e, poi, quando nessuno riesce a convincerlo a candidarsi, la stigmatizzano ostracizzando il comico di Genova? Se tutti gli danno contro significa che ha ragione!

Un modo così berlusconiano di farsi notare.

Anche io, prima di assistere al suo spettacolo, analizzavo Grillo politicamente, accettando infine il fatto che cercasse di porre rimedio ad alcuni seri problemi italiani utilizzando metodi controproducenti che non condividevo. Grazie per il pensiero, ma no grazie, insomma.

Ma osservarlo all’opera, nel suo ambiente, è totalmente diverso. Grillo non può essere considerato un soggetto politico solo perchè tratta di temi politici. E’ la stessa assurdità che sostiene che si diventa violenti giocando ai videogiochi violenti. Seguendo questa logica, Camilleri è un serial killer perchè scrive sui suoi libri di omicidi o Facci è un giornalista perchè scrive su un quotidiano. Definirlo politicamente è dargli un credito che non merita. Grillo è poco più di un carismatico ciarlatano glorificato, che come tutti i migliori imbonitori sfrutta la disperazione, dei veri problemi esistenti, e l’ignoranza della gente comune per il proprio tornaconto personale. Se Berlusconi e Veltroni fossero delle patologie mediche che causano obesità starebbe in tv con dei capelli ossigenati ad urlare di acquistare le sue alghe dimagranti americane. Tutti le usano in Svizzera, che è un paese così civile! O magari a parlare con il suo esperto del Dipartimento dei Culi Grossi del M.I.T.

Però i due leader politici italiani non ti fanno allargare i fianchi. E Grillo, un orgoglioso tecnofobo fino a pochi anni fa, con i suoi tour e il suo blog è uno stregone che viaggia di villaggio e villaggio, nella profonda jungla urbana italiana,  a mostrare pozioni magiche e cure miracolose ad un pubblico stupefatto di ignoranti villici che non possono che venerarlo come il loro Dio che li salverà dal vulcano attivo.

“Guardate” indica il grande schermo dietro di lui “Questo è internet, e qui perderete le vostre anime. Ora guardate che belle luci!”

A me le luci hanno sempre dato fastidio.

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