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Alle 13 del 20 gennaio, mentre Bush percorreva il corridoio verso il National Mall, i momenti migliori della sua esistenza erano ormai alle sue spalle.  Scomparso l’ebete ghigno compiaciuto con cui trascinava la sua presenza attraverso ogni disastro della sua amministrazione, al suo posto è apparsa una smorfia sedata ed euforica, apparentemente  inconsapevole di ciò che gli stava accadendo intorno — ma ugualmente felice, come un cavallo da monta che si ritrova a penetrare una vagina di guaina a sua insaputa.

Chiunque abbia passato del tempo negli Stati Uniti, o anche solo avuto contatti con un americano normodotato, sa molto bene in quale modo l’ex presidente venisse giudicato dalla popolazione civile. Con un livore paragonabile a 10,000 soli che bruciano. Sostenere o meno il leader repubblicano non era più una mera scelta ideologica personale, ma il più veloce test Q.I. del mondo.  Come Berlusconi qui da noi è riuscito brillantemente a spaccare, attraverso le sue scelte politiche e i modi di fare, il paese in 2: da una parte chi chi lo sosteneva con fervore e dall’altra chi è capace di leggere.

Questo però è sempre stato un concetto elusivo per la classe politica e giornalistica nostrana. Non si può odiare il Presidente degli Stati Uniti, perchè è il Presidenti degli Stati Uniti! E questo ammonta ancora a qualcosa dato che siamo in Italia e farlo significa che ODI GLI STATI UNITI E VOTI STALIN E NON TI PIACCIONO I GATTINI PUCCIOSI SU YOUTUBE. Perchè è evidentemente inimmaginabile pensare che decine di milioni di persone in America abbiano esattamente questa opinione. E mentre tutti i movimenti conservatori rispettabili del mondo spernacchiano Bush che ha lasciato, in Italia c’è nostalgia. Una tribù mesmerizzata che ogni giorno prega 5 volte verso la tomba di Reagan, convinta nel 2009 che i loro “nemici ideologici” siano ancora dei boriosi accademici barbuti con le toppe ai gomiti, e che usa ossessivamente il termine “radical chic” — anche se sono convinti che Tom Wolfe sia l’ex designer di Gucci.

sparachange

L’esempio vivente di tutto questo è la reazione di Dall’Orto, responsabile da più di 10 anni di MTV e di lanciare televisivamente — da Pezzi in poi — i più grossi cazzoni in Italia, alla contestazione popolare verso Bush. La scribacchina del Corriere gli chiede come è stato assistere all’inaugurazione di Obama e lui si ferma a riflettere, pondera bene le parole da usare per descrivere lo storico momento, e poi dichiara “Ho avvistato Beyoncé con gli occhialoni da sole nonostante le nuvole, P.Diddy e Kanye West. Lo guardavano con un misto di preoccupazione e speranza, non avevano facce serene.” parlandone come se fosse la cosa più profonda che abbia mai detto nella sua vita. Ma pensandoci bene probabilmente lo è.

Ma poi la diversamente-giornalista chiede dell’accoglienza a Bush.

“La sua uscita è stata accompagnata da un boato di “buu”. alcune persone si sono raccolte a cantare “Na,na,na,na – hey, hey, hey – good-bye” seguito da un applauso liberatorio. Più di una persona indossava una maglietta con la scritta “19 gennaio 2008, fine di un errore durato 8 anni”. Un congedo così non me l’aspettavo, gli americani di solito hanno un senso della democrazia superiore”

Che stronzi! Ma chi gli ha detto che in una democrazia è permesso contestare le persone in posizioni di potere? Forse qualcuno vestito in un completo nero e armato di bastoni dovrebbe spiegare democraticamente ai protestanti cos’è la democrazia finchè non capiscono bene cosa significa veramente!

Forse questo è troppo da comprendere per lo stesso personaggio che ha portato Luttazzi a La7 battendosi il petto su quanto fosse una mossa di “libertà e rispetto delle idee altrui”  — ‘che luì è mica  come quei bigottoni obsoleti della RAI, eh! —  per poi cacciarlo ignominiosamente 5 puntate dopo, per aver avuto la temerarietà di sostenere il bisogno che qualcuno defecasse su un laido “opinionista” attention whore in una vasca da bagno.

C’è anche chi si spinge oltre. Come un senatore del PDL che ha deciso di settare i phaser su “revisionismo” e puntarli verso gli ultimi 8 anni. Caputo scrive infatti, con la stessa verve ed autorità di Bagnasco che valuta l’operato del tuo ginecologo, che “la storia rivaluterà Bush”. Perchè forse “la storia” non ha avuto abbastanza tempo per prendere una corretta decisione in questo momento. Magari la storia era distratta, tipo è indietro con gli studi ed il ragazzo le rompe sempre le scatole quando cerca di concentrarsi per l’esame di Estetica di dopodomani, e non si è accorta di come Bush e la sua amministrazione abbiano ignorato un rapporto della CIA del 2001 che diceva “Bin Laden è determinato ad attaccare gli USA”, falsificato le prove e mentito per giustificare una inutile guerra in Iraq che ha ucciso più persone in 5 anni che in 25 di dittatura, lasciato migliaia di persone a crepare a New Orleans per giorni, rivelato l’identità di un’agente CIA sotto copertura per vendetta contro il marito contrario alla guerra in Iraq, aperto Guantanamo e Abu Ghraib torturando senza processo centinaia di persone ed attivamente causato senza intervenire la più grande crisi economica mondiale da 70 anni. Dobbiamo forse sperare che la storia si spari un paio di Red Bull e e qualche raglia per svegliarsi. A quel punto Bush verrà finalmente rivalutato. E magari promuoverà alla maturità perfino il figlio di Bossi.

Ma non c’è nessuno che ha ancora stima di Bush come le persone che professano di detestarlo veramente.

I più generosi sono sicuramente quelli che lo stimano a tal punto da attribuirgli la responsabilità dell’ 11 settembre. George W. Bush, che nel 2002 è scampato per un pelo ad un attacco suicida del suo cervello impegnato a freddarlo armato di pretzel, secondo loro avrebbe concepito e pianificato la perfetta esecuzione materiale e la copertura della più estesa e complessa “cospirazione” nella storia dell’umanità. Non esistono viscidi editorialisti reazionari disposti a lanciarsi in agiografie migliori.

E nessuno è stato così fedele ed utile alla promozione della Dottrina Bush come i pacifisti e vari hippie in questi anni. Cosa c’è di meglio che avere come avversari qualche farfagliante brufoloso qualunquista per farti sembrare a confronto Giulio Cesare? Abbiamo anche imparato, seguendo le recenti elezioni italiane e le presidenziali americane nel 2004, che ballare la pizzica scalzi e trascurare la propria igiene intima non sono un metodo efficace per impedire la rielezione di un politico.

Un’altra cosa che ci hanno insegnato  bene è quanto perversamente provinciali siamo come sistema. Basta vedere come è facile influenzare politicamente la vita qui, a seconda di quello che succede negli usa.

juden2Come Oriana Fallaci, una senile ex-giornalista incapace di esprimersi se non attraverso un santimonioso ed ingiustificato senso di auto-importanza collocabile fra l’ego di Gesù Cristo ed un libro di Giuseppe Genna , che ha avuto il suo canto del cigno distribuendo pillole blu xenofobe ad una società che aveva bisogno di erezioni di odio per sentirsi rassicurata dai continui allarmi di Bush. La Fallaci veniva esclusivamente ascoltata e non contraddetta non per un irrilevante e sopravvaluto resumè, ma perchè era vecchia, fragile e affetta da una malattia orribile — il cancro — che alla fine l’ha uccisa dopo una serie di terribili sofferenze. Una notizia particolarmente difficile da mandare giù per gli ebrei quando scopriranno che il prossimo Adolf Hitler sarà un ragazzo orfano tetraplegico e autistico che comunica antisemitismo solo disegnando arcobaleni.

Anche dopo la sua morte le polemiche divisive non si sono fermate: c’è chi voleva i funerali di stato, e chi riteneva eccessivo un simile onore per un personaggio tanto discusso. Alla fine i funerali furono celebrati in forma privata, e solo una selezionata presenza venne ammessa — Giuliano Ferrara, Pierluigi Diaco, Vittorio Feltri, Belpietro, Rossella… Una sostituzione accettabile alla mia idea di dare fuoco al corpo in un cassonetto della spazzatura.

Se è vero, come sosteneva Hunter Thompson, che Nixon ha ucciso il Sogno Americano, allora Bush ha trafugato il cadavere per rubargli i denti d’oro.

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