Avere Ventanni, e lavorare a MTV

Fino a qualche anno fa, accendendo MTV, potevate vedere Massimo Coppola — con indosso la peggiore giacca che uno convinto di essere la reincarnazione post-moderna di Pasolini potesse permettersi — raccontare la vita di giovani in cerca di lavoro. Il programma si chiamava “Avere Ventanni” e seguiva il triste quotidiano di chi non riusciva a svoltare ed era sfruttato. I precari insomma, vittime della Legge Biagi che Coppola trasformava in icone della sofferenza moderna, perseguitati dal capitalismo sfrenato.  Perchè MTV fa contro-cultura! E odia chi sfrutta i giovani, cazzo!

L’anno scorso, invece, accendendo MTV, potevate vedere lo spot dell’iniziativa “Tocca a Noi”. Dei ragazzi privati della dose quotidiana di Ritalin rappavano aizzando i giovani — decisamente molto più ggiovani di tutti i giovani miei coetanei — a ribellarsi al sistema. Allo status-quo che li vede apatici rispetto alla politica e ai problemi che ci sono! Ed erano così incazzati contro il sistema delle cose attuale, che quando dicevano “tira fuori le palle” la parola “palle” veniva BIPPATA! Whoa!

Questo è il modo in cui l’iniziativa viene spiegata con modestia da MTV stessa:

Tocca a noi È un’iniziativa di MTV. Nasce dalla sua vocazione a parlare e ascoltare i giovani, che nel corso degli anni l’ha portata a identificarne e raccoglierne paure, bisogni e speranze, ma anche dalla sua volontà di porsi come stimolo e veicolo di un reale cambiamento.

Perchè MTV fa contro-cultura! E odia chi sfrutta i giovani, cazzo!

MTV, quindi, deve essere sicuramente una società modello. Un posto in cui tutti sognerebbero di lavorare. Una pufflandia del lavoro dove, invece di essere tutti uomini, ci sono solo puffette e il tuo unico collega maschio è Puffo Stilista.

Suona davvero strano, quindi, il gruppo apparso recentemente su Facebook dal nome “Stufi del precariato in MTV Italia” e popolato da dipendenti di MTV.

Perchè di certo gente che scrive sul proprio sito che ha la “vocazione per ascoltare i giovani” non può avere precari incazzati fra le proprie dipendenze .

Ho cercato quindi di chiarire la cosa con un impiegato di MTV che ha preso parte a questa protesta. Sicuramente si tratterà di un disguido.

A quanto ammonta la forza lavoro precaria a MTV ?

Si parla di un 40 / 50% di precari in tutto, rispetto a una forza lavorativa complessiva di oltre 300 persone.

Come giustificano questo continuo precariato i dirigenti? Con “la crisi” o altro ?

No, è un sistema ricorsivo, non hanno niente da giustificare, è permesso nel nostro stato e i giovani vi sono abituati. Inoltre qui fanno molta pressione psicologica basandosi sul fatto che “ehi, sei ad MTV”, per cui abusano dei precari con orari, straordinari, trasferte e condizioni lavorative cui comunque la gente s’è abituata. E poi, lo sai anche tu, il precario, nel clima d’incertezza in cui è tenuto, ha paura, non reagisce se non di fronte al baratro, ma pochi lo fanno.

Quindi non hai mai avuto ferie o malattie pagate?

Da quest’ultimo anno sì, in quanto dipendente a tutti gli effetti, ma “a scadenza.” Prima no, ma coi progetti funziona che hai una quota annua, e viene divisa per mese, giorni di malattia e ferie comprese. Poi c’è da dire che comunque i progetti potrebbero (a livello contrattuale) prendersi tutti i giorni che vogliono. Qui comunque non funziona così, le ferie e le malattie devono essere dichiarate e giustificate, esattamente come nei contratti subordinati.

Hai mai ricevuto promesse di essere regolarizzato che poi non si sono avverate? O vi dicono solo di aspettare?

No, i nostri diretti superiori sono onesti con noi e cercano di regolarizzarci, di rinnovare i nostri contratti. i blocchi arrivano sempre da Telecom. Non ci promettono niente, più che altro non danno un minimo di preavviso nel caso non ci rinnovino il contratto.

MTV da anni cerca di essere la tv “vicina ai giovani”, che combatte contro lo sfruttamento “dei giovani” e “capisce i giovani”. Si è costruita, da sola, la nomea di “andare contro il sistema”. Hanno fatto anche molti spot contro il precariato. Addirittura intere trasmissioni di denuncia, dove raccontavano la lacrimosa vita dal “giovine precario del sud”. Come vi sentite voi che subite tutto ciò, gli avete mai fatto notare quanto tutto questo suoni ipocrita ?

Ci tengono per “gli attributi”, l’ipocrisia ci è servita a pranzo ogni giorno. “Tocca a noi” stesso è l’apoteosi dell’incoerenza.

All’ultima visita di Antonio Campo dall’Orto una ragazza, che stava per andarsene, ha chiesto loro come si permettessero di attuare campagne pro-sociale, ma loro non solo si sentono sicuri d’essere all’avanguardia, ma ne fanno vanto. Antonio stesso ci racconta di come MTV sia una delle migliori realtà italiane, gente dinamica, flessibile, con la possibilità di muoversi anche all’estero, quando in realtà non si sa che fine si farà tra 2 mesi e la prospettiva più realistica comprende il travaglio di cercarsi un altro lavoro, con condizioni peggiori. Ci parla dei contratti a progetto in questi termini:

“il progetto inizia… e finisce”.

Parole sue.

In verità c’è gente che da 5 anni segue lo stesso progetto — e addirittura posizioni di responsabilità — inserite all’interno di organigrammi, da precaria.

Che forza ha il vostro sindacato dentro MTV? Con uno sciopero potreste bloccare le trasmissioni o inficiarle pesantemente ?

La questione è molto complessa. Un precario, aldilà della condizione d’incertezza in cui vive, è sottoposto quotidianamente a vessazione psicologica. Partendo dal presupposto che siamo intercambiabili, come figurine (l’azienda non punta sulla formazione), un precario si domanda “ma se devono scegliere tra un pirla, ed un pirla che manifesta, alla scadenza del contratto la mia fine è certa”. C’è anche la questione delle posizione lavorative completamente differenti all’interno dell’azienda: marketing, produzione video, montaggio, programmatori. Tutte persone con differenti obiettivi – orari di lavoro – mansioni.

E’ difficile per i sindacati mettere tutti d’accordo.

Uno sciopero, anche in una situazione di crisi quale l’attuale, non porterebbe a niente, ad un 20% al massimo, di partecipazione. Diciamocelo, gli anni 70 sono lontani, la realtà solida di allora è finita, oggi solo i metalmeccanici (ma anche mediaset, che è un’azienda basata su un modello anni 80) possono pensare di protestare. Ed il futuro tenderà sempre più al modello MTV.

Qual è la percentuale di stagisti rispetto all’intera forza lavorativa, ci sono delle cifre?

Gli stagisti in verità non sono molti, ora. Mi pare 4 o 5. Ce n’erano molti di più qualche tempo fa, ma sono stati i primi a cadere, ora tocca ai progetti e agli assunti a tempo determinato. Non sappiamo neanche quanti siano i licenziati in tutto, perchè per legge non sono “licenziati”. Il mese scorso i sindacati hanno cominciato a farci arrivare i numeri di quelli fatti fuori: 12 ad aprile, 8 questo mese, a giugno penso saranno una quindicina. Anche perchè non sappiamo mai quando ci rinnoveranno il contratto, di solito ogni anno, ma sempre più spesso si va di 3 mesi alla volta.

Francesco Mandelli, il vj “nongiovane”, ha realizzato un film sulla condizione del giovane precario, chiamato “Generazione 1000 euro”. Poi ha interpretato addirittura uno sketch per MTV chiamato “il precario”, la cui descrizione visibile sul sito è “In un ufficio, un impiegato precario subisce le vessazioni di un capo che pubblicamente finge di motivarlo ma, quando nessuno può sentirli, lo umilia col solo, demoniaco obiettivo di annientare la sua autostima e la sua dignità. Il sospetto è che sia tutto frutto della provata psiche del precario. (Immaginate un mega sic)” Lui ha espresso qualche opinione a proposito della vostra condizione? Avrà sicuramente parlato con l’azienda, visto che è così impegnato socialmente nella questione, no?

Non ne ho idea, e conosco sia il film che lo sketch. Anche PIF se non mi sbaglio ha fatto qualcosa sui precari. Noi li vediamo poco, loro non parlano molto con noi e non ho idea effettivamente di cosa sappiano di quello che accade.

Com’è il clima dentro MTV in questo momento? Si sente la pressione di questo 50% precario che chiede più diritti o si fa finta di nulla?

Pare che la notizia del gruppo di Facebook sia arrivata ai piani alti e immagino si siano riuniti per discuterne. Gli è stato toccato il progetto “tocca a noi”, un nuovo investimento atto a dimostrare quanto MTV sia fuori dal coro, sia con i giovani che con l’Italia. Mi aspetto una comunicazione che faccia leva sul solito sentimento “alla grande famiglia”. “Ragazzi, così non va bene, non risolviamo la crisi in questo modo, parliamone, siamo sempre a disposizione per voi”. Temo anche ripercussioni più violente: se MTV ci identificasse correremmo il rischio serio di non lavorare mai più in Italia.

Quindi qualcuno ha già subito minacce in proposito, dopo le vostre proteste?

Non esplicitamente, ma tutto è tacito. Partendo dal terrore psicologico di cui sopra. Inoltre una persona cui scadrà il contratto non può fare molto: la via legale atta a dimostrare un abuso verso il proprio tipo di lavoro, che ne dimostri un’attività lavorativa di tipo subordinato è un’arma a doppio taglio. Ad ogni modo pare che ultimamente ci siano state 5 vertenze tutte vinte dai lavoratori. O forse sono stati pagati per tacere, ma prevedo per loro un futuro anche peggiore.

Tempo fa MTV ha lanciato un appello a tutti i lavorati sfruttati, pubblicando questo messaggio sul proprio sito:

“Mtv cerca giovani “arrabbiati” col mondo del lavoro. Sei un precario, che non fa altro che cambiare lavoro di mese in mese? Sei un laureato che considera ormai il diploma solo un pezzo di carta? Ti senti un eterno stagista? Hai avuto un’esperienza di lavoro all’estero? Inviaci una mail o un videomessaggio e raccontaci la tua storia.
Scrivici a arrabbiati@mtvne.com”

Quindi, tu, da giovane “arrabbiato” e “precario laureato sfruttato” da MTV, cosa scriveresti a MTV riguardo lo sfruttamento subito da MTV?

Cosa scriverei? Un bel niente, e nessuno lo farebbe. Si stanno esponendo di persona solo gli ex dipendenti, che non hanno più nulla da perdere. Io mi sto dando da fare per cercarmi un posto di lavoro, e così gli altri.
Cerchiamo di farci sentire, ma silenziosamente e nell’ombra, nessuna azione di protesta viene affrontata alla luce del sole. E’ un lusso che un precario di MTV non può permettersi.

Siamo i topi del nuovo millennio, è innegabile.

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