Death is the road to Awe

La tragedia che ha colpito Avetrana ha sconvolto la vita di molte persone negli ultimi giorni. Non solo la famiglia della ragazza, tutto il nostro paese ha partecipato al dolore. Tutti si sono sentiti coinvolti in qualche modo.  Forse per via della ferocia ed eccezionalità di un crimine del genere, perpretrato da un membro stesso della famiglia della vittima. Forse perchè abusare di un cadavere in modo così raccapricciante e cinico non succedeva in Italia da almeno l’ultima puntata di “Pomeriggio Cinque”.

Ma i giornalisti dicevano che la ragazza fosse strana e particolare. I giornalisti erano certi che la ragazza fosse inciampata nei lati oscuri di Internets. Era in chat. Era sui social network. Che, signora mia, oggi le ragazzine si spogliano per un pugno di semi di Farmville e sniffano mentanfetamine tagliate col Retweet. Io, quando avevo la loro età, al massimo venivo ucciso-suicidato dallo zio di Treviso.

Mi ha molto sorpreso, quindi, che il killer non sia stato ritrovato grazie alla nuova funzione “Trova Killer” di Facebook, come dava per certo la stampa. E io mi fido delle previsioni dei giornalisti. Ricordate di come nel 2006 non smettevano mai di parlare di Second Life sostenendo che dopo qualche anno internet sarebbe stato esclusivamente così e ora, a fine 2010, le nostre madri ci chiedono di comprare le mezze pennette alla Coop attraverso avatar di pinguini arancioni con le tette e 3 cazzi e nessuno riesce a smettere di parlare di Second Life? Avevano pure ricostruito intere redazioni in 3D! Aperto uffici di rappresentanza! Spendendo soldi veri! Credevo sarebbe stata la stessa cosa per la scomparsa di Sarah Scazzi.

E invece no. Era lo zio di Sarah, Michele Misseri. Dopo quasi 2 mesi era sicuro di averla fatta franca, ma poi il RIS ha trovato per fortuna della tracce di Facebook sulla portiera della sua macchina.  Chi lo avrebbe detto che il responsabile fosse addirittura un famigliare? Risulta così solo nella quasi totalità di casi del genere.

Che cosa sta succedendo a questo paese? Una volta era tutto più semplice. Sapevamo che sono gli albanegri a stuprare le nostre figlie vergini.  E gli albanegri li possiamo fermare. Li possiamo mandare a calci in culo a casa loro. Li possiamo bruciare. Tuo zio come cazzo lo reinpatri? Non si può. E non si può mai indagare sulla tua stessa famiglia. Devono passare almeno 6 mesi, prima di guardare di traverso il cognato che si annusa le dita dopo essersi tirato su le mutande, altrimenti sembra di cattivo gusto.

A me sembra assurdo.

Io non sono un detective, ma posso nominare tutte le procuratrici fighe di Law & Order in ordine di peso. E quindi ho delle semplici regole nei casi di natura sessuale.

Se sei il “testimone” di uno stupro, e lo stupro viene consumato con successo, non sei un “testimone”, sei un guardone. Se ti sparisce l’unica figlia e vivi in un paese che guarda al fax dell’unico tabaccaio aperto come i cani quando viene mostrato loro un gioco di prestigio con le carte, è molto probabile che il colpevole sia un parente.

Hey, non è una teoria scientifica, ma funziona sempre nel 99% dei casi. Più del metadone.

In televisione, invece, riescono solo a concentrarsi, come al solito, sui dettagli meno interessanti. Sulla morbosità. Il fottere i morti. La cosa deve andare a passi. Prima i tg della sera devono raccontare il fatto in modo finto-distaccato, ma insistente. “Sentiamo lo zio di Sarah che parla di fottere i morti!” Poi tocca agli spazi di approfondimento importanti di seconda serata. “Cosa pensa Antonella Elia del fottere i morti?”. Poi i talk show pomeridiani. “Sondaggio. Fottere i morti? Si \ No”.  La coscienza nazionale non può considerarsi pulita e andare collettivamente avanti — perchè significa che avrà superato la tragedia — finchè Ezio Greggio non aprirà il suo monologo di Striscia la Notizia con “Sesso con un cadavere? Non bastava sposarsi per questo?” per poi fare una scorreggia con le ascelle.

Molti ancora si pongono domande a cui non riescono, o forse possono, ma preferiscono per paura non farlo, darsi una risposta. Come è possibile che la furia di un uomo si abbatta così su una ragazza? Le figlie e il resto della famiglia davvero non sapevano nulla delle attenzioni morbose di Misseri, o hanno sempre taciuto? E quale sarà il primo rapper italiano1 a fare la rima “Io non ho scazzi \ Come Sarah Scazzi”?

Le risposte a queste domande ci faranno sentire solo più male.

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  1. Marracash []

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