Faccio un vento e cambio il clima

Le polemiche nate per via del manifesto “cambia il vento.” commissionato dal PD sono molto interessanti. Rappresentano una svolta epocale, le femministe italiane non parlano di infibulazioni, violenze sessuali, mobbing, omicidi-suicidi passionali, parità di stipendi — no, parlano di cose ben più importanti, come la lunghezza delle gonne nei manifesti della Festa dell’Unità. È proprio così!

“la rappresentazione parziale e svestita del corpo di una donna lede la nostra dignità, ci riduce al rango di oggetto e non ci consente di costruire la nostra identità professionale e ancora meno politica. Inoltre, a nostro parere questo non pone un esempio positivo per le giovani donne che si stanno affacciando sul mercato del lavoro”.

La stessa giornalista de “Il Fatto Quotidiano” riesce appena a contenere il proprio disgusto.

“si rappresenta la parte inferiore del corpo di una donna, mezza nuda, che con le mani cerca di coprirsi le gambe e di abbassarsi una leggera gonna rossa sollevata dal vento del cambiamento, in una posa ammiccante neanche fosse una novella Marilyn Monroe democratica.”

Trovo questo passaggio delizioso. Sta descrivendo la foto di una tizia con una mini-gonna — quell’indumento che le ragazze nel 2011 indossano per coprirsi, quando tira troppo vento per gli shorts di jeans — come un caso di violenza sessuale minorile di Law & Order. Tipo, dai, indicami su questo bambolotto dove la mini-gonna svolazzante ti ha toccata. Ogni volta che rileggo questo paragrafo devo andare a farmi una doccia seduto nella vasca mentre mi tengo le ginocchia per piangere e purificarmi.

Non mi viene in mente nulla di più noioso e decrepito che scandalizzarsi a metà 2011 di un cazzo di poster di Toscani. Le femministe si incazzano per Toscani! Quello che è andato avanti 20 anni a mettere i maglioni colorati ai negri e la gente diceva “Se solo ci avessi pensato prima io a mettere i maglioni colorati ai negri, ora sarei ricco e potrei rivendermi tutte le mie peggiori idee per altri 20 anni!”

Durante lo scandalo delle escort e delle olgettine berlusconiane la peggiore destra italiana ha cercato di tracciare un’ideale linea fra la lotta negli anni ’60 per i diritti delle donne e la libertà sessuale, con quello che è accaduto nelle segrete di Arcore. “Come,” dicevano. “Prima urlavate in strada ‘l’utero è mio e lo gestisco io’ e parlavate di ‘amore libero’ e ora fate le bacchettone con lo stile di vita del premier?” Un ridicolo ragionamento fallace, perché in quel caso si trattava di una lotta per l’auto-determinazione, per riuscire a imporsi nella società con le proprie forze e le proprie idee, senza dipendere da nessuno. Le nostre madri non lottavano certo per essere costrette  a farsi scopare da un vecchio per mantenere la famiglia o comprarsi l’Audi. La libertà di fare la puttana è qualcosa che è sempre esistito nella nostra società, fin dagli inizi. Quella di costruirsi una vita indipendente da questa scelta è stato necessario conquistarla davanti gli idranti della DIGOS.

Proprio questa destra si è sempre contrapposta al movimento femminista gridando allo scandalo. Al fatto che avrebbero portato la società a essere relativista, libertina, contraria alla famiglia. La cosa che non hanno mai immaginato, però, è che il femminismo moderno annoiato, avrebbe avuto una pericolosa deriva conservatrice e autoritaria, del tutto indistinguibile dai tromboni democristiani che negli anni ’70 bruciavano pellicole e imprigionavano i registi che ritenevano avessero offeso la “pubblica morale” per aver mostrato dei centimetri di corpo femminile non autorizzato.

Le femministe ora hanno chiesto l’immediata distruzione del manifesto di Toscani, ma questo non è un problema. Ho già alcuni manifesti pronti per essere usati in alternativa.

 

Proposte alternative PD-friendly

Finalmente la tua amica di 38 anni che va ogni sera a ballare a piedi scalzi la taranta trova il suo riscatto sociale. Il vento è cambiato e non deve più avere paura di indossare calzettoni, stivali e gonne di flanella l’8 agosto. La decapitazione di ogni impulso sessuale è ora a pieno regime.

Finalmente noi donne abbiamo capito che possiamo essere tutto ciò che vogliamo. Astronauti, avvocatesse, dottoresse e anche delle modelle di bikini e fucili d’assalto negli anni ’80. Ora il vento è cambiato e hanno deciso di dormire in soggiorno e di non aprire la finestra dopo essere state in bagno.

Finalmente qualcuno ascolta un segmento elettorale troppo spesso ingiustamente ignorato — quello delle gattare. Il vento è cambiato e bisogna ricordarsi di dare da mangiare a Feta, Oliva, Gregory, Tsatsiki, Elliott, Emingway, Lalla e Geronzi, altrimenti muoiono.

Finalmente le mussulmane possono abbandonare il burqua e spogliarsi per i film porno. Il contrasto logico fra anni di lotte per l’emancipazione sessuale delle donne in medio-oriente e la scoperta che questo può anche portare a un uso pornografico del corpo di queste donne porta una folata di vento che  disintegra il continuum spazio-temporale. La vita, come la conosciamo, cesserà di esistere, ma, soprattutto, nel 2011 la Festa dell’Unità non si terrà.

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