Se state pensando di fondare un gruppo scordatevi di parlare di vulcani in Islanda che esplodono e lupi che cacciano in montagna, hanno rotto le palle. Concentratevi invece sulle spiagge, la sabbia, il mare, le scopate bagnate e —oh, quanto è bello il tramonto. Funzionerà.

Best Coast — When I’m With You

Veronica Falls — Beachy Head

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Mia Madre e Il Crack

Sono andato a trovare mia madre recentemente; era seduta, totalmente presa dalla TV. Ma ho controllato, e non aveva in mano telecomandi con pulsanti tondi e manopole — quindi era OK. Stava vedendo “Ballando con le stelle”, un programma in cui gente “nota” del “mondo dello spettacolo” decide di ritrovarsi ogni domenica per danzare nella sala del centro recupero anziani romana nota come “Rai Uno”.  Una bella sala, in perfetta regola con tutti i criteri degli oratori della provincia di Milano, con nessun presente nato dopo l’armistizio Giappone-Stati Uniti.

Una cosa importante.

Presenti in gran numero in studio ci sono, invece, diversi vecchi uomini magniloquenti. Impacciati, spinti a professare autorevolezza, indisposti verso l’amatorialità dimostrata dalle ex-celebrità chiamate a esibirsi — prontissimi ad alzare palette e a decidere il destino di post-MILF (ballerine professioniste, a quanto pare) vestite in Technicolor sodomizzato in prigione da un ventaglio Pantone che per il rimorso ha vomitato loro sulla schiena un arcobaleno di brillantini.

La loro pelle è arancione.

La giura è composta dai massimi esperti in Italia in materia di ballo: ci sono giornalisti, scrittori, opinionisti, ma solo a uno è stato concesso di dichiararsi omosessuale. Anche molti di loro sono arancioni. È tutto colorato fuori dai puntini, cantato stonato, sincronizzato in ritardo. Deve essere un sottile rimando al modo in cui vengono scelte le candidate nei villaggi vacanze PDL. Un capannone, del parquet unto da sudore di chiappe e baby oil, capelli retrocessi con dieci giornate d’anticipo dietro le orecchie e un mashup fra un varietà nazionalpopolare del sabato sera della RAI, e la scena culo-contro-culo alla fine di Requiem For A Dream. Geni.

In altri periodi dell’anno, però, questo avrebbe potuto indispettirmi.

Avrei sicuramente odiato la perfetta macchina della tv di stato capace di sintetizzare la gaia mediocrità del paesello di ‘sto cazzo in modo così sublime\grottesco. Non ora. No. L’estate è arrivata, è tornato il sole, le temperature si sono rialzate, gli alberi sono fioriti, le ragazze si scoprono e io posso finalmente avvicinarmi e starnutire loro in faccia.

A mia madre, comunque, “Tenendo Male Il Tempo Con Tizi Non-Famosi” piace. È scontato da dire, ne sono consapevole, ma i punti in comune fra noi due sono scarsi. Forse perché lei è rimasta nel “paese reale” e io sono andato via — può essere. Ma anche no, non ho nulla in contrario. Anzi desidero da tempo tornare a vivere a Milano Sud, un luogo in cui gli uomini non hanno paura di indossare canottiere e dove “qual è” ha l’apostrofo. Ho sempre pensato che tutto sarebbe molto più semplice. Invece ho una miriade di problemi che non posso neanche risolvere utilizzando taniche di benzina e iniziando campagne per reintrodurre la pena di morte e la castrazione chimica.

O forse è dovuto a problemi di convivenza che abbiamo sempre avuto, e che non sembrano avere fine dopo tanti anni. È iniziato tutto nel periodo della gestazione e finito in tragedia quando non mi ha partorito, ma ho preferito andarmene io.

“Ma lo sai che stasera suona uno che ha vinto il Premio Tenco ?” dice mia madre.

Avete presente quei premi stupidi e inutili, consegnati a chiunque si prenda la briga di ritirarli, come tutti i camion in autostrada con scritto “TRUCK OF THE YEAR” e le lauree in filosofia? Sono andato a controllare sul sito ufficiale del Premio e, tra i vincitori, c’è gente tipo Simone Cristicchi, i Baustelle, Le Luci Della Centrale Elettrica e Morgan. Persone che ottengono punteggi molto alti nella scala di cantanti italiani di merda che va da “0″ a “Bugo”.

È per questo che è morto Tenco? Per gratificare le ambizioni culturali di gente che ha modellato la propria vita sull’avere ventidue anni a Bologna? Non è valso a niente sacrificarsi consumando tutta quell’ottima droga e scopando con centinaia di fighe francesi? Tutto invano? Dovremmo ridare dignità al cantante scomparso, riprenderci il Tenco come gli afroamericani hanno fatto con “negro”, gli omosessuali con “frocio” e i romani con Claudio Amendola. Fanculo i ventiduenni bolognesi!

Questo era pure il periodo del ridicolo scandalo di Morgan + crack. Mi ricordo quanto mi sconvolse apprendere la notizia. Lo shock improvviso. “Crack?” Ho pensato mettendomi una mano sulla bocca. “Morgan!?” Woah. Ho avuto molta paura. Poteva essere la fine, uno di quei colpi da cui il crack difficilmente avrebbe potuto riprendersi.

Perché se Morgan si è preso il Tenco, Miles Davis prendeva il crack.

Miles Davis, cazzo! Ha composto Kind of Blue, Bitches Brew!

Mia madre storce la bocca chiusa prima a destra, e poi a sinistra. Guarda in alto per ragionare.

È difficile avere a che fare con mia madre, e più in generale con le persone della sua generazione. Sono abituato alla mia di generazione, composta da gente con una personalità sviluppata solo su Internet piuttosto che nella vita reale. Quando li incontri alle otto e venti davanti un Death in the Afternoon sono sterili, banali. Svogliati. Nessuno ha più voglia di discutere di sera dopo che hai scatenato l’inferno per tutto il giorno sul forum “Mici, Vampiri & Ducati”. Però di giorno ti possono raccontare di cinema new wave o passare su Skype live rari di gruppi shoegaze.

Ma mia madre? Le uniche istruzioni del cellulare che capisce sono “non immergerlo nell’acqua”. Non smette di rompere il cazzo a nessuno, mai.

Quindi dice qualcosa tipo “prima sali e poi scendi, si rifarà. La sua carriera non è finita”

Sì, c’è sempre un saliscendi. Fai una cosa buona e una negativa. E cerchi di raffazzonare in qualche modo il tuo talento. Come Oreste Lionello. Doppiava in modo magistrale i film di Woody Allen e poi faceva la monnezza al Bagaglino. Ripeteva centinaia di volte monologhi brillanti e fighi e poi correva a travestirsi da tiepido buffone. “Buonasera, sono il Primo Ministro Andreotti”. Ha!  Per fortuna la sua reputazione ora è finalmente migliorata. È riuscito a ripulire il suo nome, come sta cercando di fare Morgan. Secondo tutti i migliori critici televisivi Oreste Lionello, negli ultimi anni, è ancora morto.

Molti dovrebbero seguire il suo esempio.

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Linguini, Pinguini

Sono già passati 2 mesi dall’esplosione della piattaforma petrolifera BP nel Golfo del Messico. L’acqua è ancora sporca, piena di petrolio e gli animali morti riempiono le spiagge del sud degli Stati Uniti. Alcuni biologi marini italiani accorsi sul posto hanno già descritto il disastro ambientale come “Liguria”.

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Sex and the city 2: Ancora più Larga

Prima di assistere alla proiezione di Sex And The City 2 ero sicuro che il film sarebbe stato esclusivamente un prodotto rivolto alle donne, che non ci sarebbe stato verso di goderselo se non muniti di vagina o Nissan Micra, ma devo ammettere che mi sbagliavo. È realizzato soprattutto per chi le donne le odia. Certo, rimane affascinante — e allo stesso tempo importante! — osservare come nel 2010, dopo tutte le lotte per i diritti civili degli ultimi 40 anni, sia finalmente possibile assistere sul grande schermo a 4 stereotipi di uomini gay che esistono solo nella mente dei pendolari dell’interregionale Padova-Verona. Ma finalmente ci siamo riusciti. È un passo in avanti per tutte le voci che esistono nella testa di Vittorio Feltri. Lo è davvero — anche se qualcuno potrebbe essere scettico e dubitare della rilevanza di una serie tv nella nostra società — perché rimane fondamentale osservare da vicino fenomeni come questo.

Milioni di donne hanno seriamente modellato la propria personalità e autostima seguendo Carrie Bradshaw durante questi ultimi 15 anni. Per lo stesso motivo, nell’ultimo lustro, è stato necessario tenere d’occhio cacate formative per venete-che-vengono-a-studiare-alla-Bocconi come Gossip Girl. Tutto ciò non ha meno importanza dei bambini di 10 anni che aspirano colla nelle fogne di Mosca. O della pulizia etnica nella Striscia di Gaza. Fanculo la Palestina! Sex And The City 2 mi ha fatto capire cosa voglia dire assaltare navi in acque internazionali rimanendo dalla parte della ragione.

Questa è la vera “opera deviata” di quest’anno. Non cazzate ragionate e forzatamente meta-ironiche come The Human Centipede. Che me ne frega di un jappo a cui hanno cucito chirurgicamente due commesse del Billa sul sedere? Quattro puttanoni di Cantù che vanno in villaggi vacanze nord africani sono il polso della città in cui vivo, o — molto più spesso — sono il dito medio. Film del genere, inoltre, mi ispirano a condurre una vita produttiva e a essere un membro rispettabile della società. C’è chi spende tutto ciò che guadagna per visitare luoghi esotici e incontrare nuove culture prima di arrivare a un tale livello di pace interiore. Altri partecipano a dei safari guidando delle berline Lancia, attraversano il deserto e hanno in speed dial il Dalai Lama.

Io ho guardato Sex And The City 2.

Le persone che di solito criticano la serie concedono almeno un paio di punti a suo favore. SATC ha mostrato per la prima volta, dicono, donne che godono della propria sessualità senza complessi da Madonna \ Puttana. Donne che sono “indipendenti” e hanno “successo”. Questo avrebbe rivoluzionato i costumi sociali per il meglio. E bla bla bla.  Controllate in giro, a ogni menzione della serie il mantra viene ripetuto. Nel film tutto ciò è però inesistente, sembra più che altro un costoso editoriale di Maria Giovanna Maglie sui pericoli del “progressismo femminile”, e su come le donne mussulmane dovrebbero essere liberate dai valori occidentali superiori al gusto di vaniglia.

Perché se la serie tv era porno per donne questo è uno snuff movie.

Nulla accade nel film, ma tutto ciò che non succede sembra terribilmente importante.

Questi sono i temi trattati nella pellicola:

  • Carrie è triste. Forse perché il matrimonio con l’appendice biologica attaccata alla carta di credito che le compra qualsiasi cosa è in fase calante, forse perché la sua faccia sembra ormai un pastello a cera scordato sul cruscotto di una macchina sotto il sole. Ma!
  • Charlotte è triste. La vagina-boutique da cui ha acquistato una cinobambina sembra aver espulso un modello difettoso. A quanto pare ora la bimba ha dei bisogni propri e la garanzia è già scaduta. Saranno cazzi!
  • Miranda è triste. È l’unica che abbia mai lavorato nel gruppo e per questo è la sfavorita di Dio. Per colpa della sua importante carriera la prole non la riconosce più quando torna a casa. Quindi fa quello che chiunque farebbe al suo posto nel 2010, si licenzia. E diventa felice. Donne: perché essere infelici e brutte? Rimanete a casa a crescere i figli.

Per fortuna c’è Samantha, la cui vagina ha sempre funzionato a senso unico. Non è triste! Altrimenti gli sceneggiatori non potrebbero sfruttare le mai ripetitive allusioni alle sua perniciosa attività sessuale. Grazie a lei partono tutte per Abu Dhabi. Una scelta che si rivela subito azzeccata per gli spettatori. Finalmente la domanda “Cosa succede quando l’eleganza Cavalli si sposa con quella di Saddam Hussein?” ha avuto una risposta. Spoiler: una iniezione di feste dei 18anni all’Hollywood di Milano pugnalata nella retina per 2 ore.

Le tizie d SATC2 non solo vivono in un mondo esclusivo, ma probabilmente abitano pure nella stessa striscia temporale parallela di Lost. In quella Bradshaw non ci sono state crisi finanziare o crolli di borsa. Le uniche bolle scoppiate sono state provocate da una lettera dell’alfabeto con l’herpes. Di certo qui la Lehman Brothers non è mai fallita, anzi i dirigenti sono probabilmente 8 sorelle in carriera che nel 2005-2009 hanno triplicato i profitti risucchiando i cattivi manager hedge fund attraverso massaggi vaginali imparati in Thailandia.

Significa che anche loro sono tutte morte?

Appena arrivate nell’Emirato prendono stanze da 20000 € a notte, scelgono 4 schiavi sessuali arabi e si spostano usando ciascuna una Mercedes Maybach da 400.000 €. Ma poi brindano insieme in onore “delle donne che riescono a crescere i figli, avere una carriera e essere belle senza i nostri mezzi!”. Un evidente inside joke per chi ha già visto Rocco schiaffeggiare le donne in faccia col suo bastone di fuoco.

C’è anche spazio per l’introspezione, che coincide, se possibile, col momento più volgare del film. Samantha si accorge che nel 2010 le donne in medio-oriente non hanno gli stessi diritti di quelle occidentali. Gasp! Quindi decide di risolvere la questione una volta per tutte tastando il pacco a un tizio e poi spogliandosi in un mercato e urlando alla folla inferocita mussulmana “Sono una donna! Faccio sesso!” BOOM, OPPRESSIONE MILLENARIA RISOLTA. Questo avrebbe dovuto essere il momento paraculo autocompiaciuto che ricorda agli spettatori paganti tutto ciò che il brand annacquato rappresenterebbe: la “libertà” femminile. Non sono sicuro — devo controllare meglio — ma ordinare a una donna di togliersi il velo, come succede nel film e come vorrebbero fare molte occidentali, esattamente come dovrebbe liberare una donna? Forse dovremmo ordinare a mariti, padri e fratelli di ordinare alle loro donne di togliere il velo e burqua, ma questo paradosso risulta ancora illegale in gran parte dei paesi mussulmani, perché farebbe esplodere la testa di Concita De Gregorio.

In realtà tutto ciò è irrilevante nell’economia della pellicola. Le protagoniste del film non hanno alcuna virtù, non ispirano alcuna gelosia. Nonostante la Bradshaw sia una scrittrice famosa e affermata non ci sono riflessioni importanti o brillanti osservazioni. Il modo in cui si rifugiano nel materialismo rifiuta qualsiasi definizione “chic” esistente e si colloca nel patologico. Ogni domanda esistenziale posta nel film può essere riassunta con “Sereupin”, “Seropram”, “Dumirox” o “Cipralex”. Sono sole, insicure e infelici. Il loro burqua è realizzato a Parigi o Milano o Londra o New York. Chi biasima le quattro per la loro attività sessuale, oltre a sbagliare bersaglio, fa solo un grosso favore ai produttori della serie. Permette di utilizzare il bigottismo come difesa per un prodotto indifendibile.

Questo film funzionerebbe meglio se fosse narrato da Werner Herzog.  “Schadenfreude — Vita Prima della Distruzione Economica Mondiale” o qualcosa del genere. Basta abbassare tutto ciò che luccica e la saturazione in color correction, togliere la colonna sonora di Umberto Smaila e aggiungere l’accento tedesco del regista di Grizzly Man.

Possibilmente utilizzare lo stesso grizzly per sbranare tutte e quattro.

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You will be first against the wall

Tutte queste idee censorie, questi decreti per oscurare internet, gli “strumenti da dare ai magistrati contro i reati sul web” sono piuttosto inquietanti. Non vorrei che queste nuove leggi di Maroni degenerino, arrivando a portare in galera gente che scarica musica da internet illegalmente vantandosene, come Maroni.

« Scarico illegalmente musica da Internet » ha confessato Maroni a Vanity Fair , « mi autodenuncio, così il caso finisce finalmente in Parlamento » . Perché scaricare gratuitamente musica dalla rete è illegale. Certo, la legge Urbani del 2004 contro la pirateria telematica è stata votata anche dalla Lega. È vero che permette il file sharing , cioè lo scambio di canzoni e film tra computer personali, ma solo se i file sono corredati da un marchio che prova il pagamento dei diritti d’autore. Praticamente non succede mai. E dunque lo scambio si configura come « illegale » . Ma Maroni non demorde e al telefono ribadisce: « Scarico da Internet perché la musica deve essere libera e accessibile a tutti. Occorre da una parte salvaguardare il diritto dell’autore e dall’altra cancellare le barriere che impediscono di diffonderla» . Insomma, per l’esponente del Carroccio « bisogna trovare un modo per togliere dall’illegalità questo sistema. Non è un problema legislativo, ma una questione sociale. È uno scambio da privato a privato, non c’è sfruttamento commerciale, io sento l’iPod… » .

Sono sicuro che, se avessero lanciato un LEGO-Cremlino a Putin, lo Czar di tutte le Zarre avrebbe fermato il colpo assassino stendi-Capezzone con uno dei suoi noti trucchetti mentali Jedi — o, come li chiamano i giovani d’oggi, “guardie del corpo che non ti trascinano in macchina e poi ti risucchiano fuori come delle trote da ributtare in acqua di pescatori sportivi.”

Mi sa che da oggi nel lettone di Putin ti potrai fare solo la pipì a letto.

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Agnelli Convulsi

Abbiamo raggiunto il capitolo finale della saga Agnelli. Durante una recente intervista al Corriere.it il nostro è stato assalito in diretta da domande sul suo blog e sulla hit “convulsione emozionale“.

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È interessante come lo scopashampoo commetta lo stesso errore di molti altri suoi fan, e cioè immaginare che l’autore sia un grande fan degli Afterhours. In realtà non ho mai ascoltato un loro album. Il blog agnelloso è stato creato durante un  periodo buio in cui frequentavo una grossa fan del gruppo, cosa che mi faceva incazzare quotidianamente.
Un giorno, mentre cercavo di spiegare alla poveretta la pochezza dei testi del gruppo milanese, le dissi che chiunque avrebbe potuto scrivere in quel modo. Che non c’era bisogno di alcun talento speciale. Lei disse di no. Un paio di ore dopo canzone e blog erano online.

Ancora oggi i fan idioti del gruppo citano i pezzi della canzone e del finto blog, credendo che il tutto sia vero. Che sia l’ennesima geniale creazione del “maestro”.

Questo porta solo a una semplice conclusione, scegliete voi quale: o gli Afterhours e Manuel Agnelli fanno cagare, oppure tutta la più grande arte del mondo si crea solo quando si ha voglia di scopare.

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