7settembre2009
dramaLa caduta
Dentro il quartier generale dei Circoli della Libertà si cerca di risolvere i problemi sorti negli ultimi mesi.
LOAL
7settembre2009
dramaDentro il quartier generale dei Circoli della Libertà si cerca di risolvere i problemi sorti negli ultimi mesi.
19agosto2009
hatecouture
Era lì che mi osservava coi suoi occhi sottopeso. Intorno a lei una dozzina di persone la controllavano aspettando qualche cenno, perché non parla mai. Le corde vocali le utilizzano le persone comuni. Ogni volta che fissava uno di questi, il povero imbecille si irrigidiva stupefatto e spaventato, come quando cadi male e cerchi di capire fra gli spasmi se dovrai assumere un filippino per farti il bidet per sempre. È indubbiamente una ragazza intelligente. Con un corpo apprezzabile dalle popolazioni sterminate tramite gli starnuti del colonialismo europeo. È una di quelle ragazze che ha capito in tempo, tempestivamente mentre le spuntavano le tette, di essere terribilmente noiosa, di non poter contribuire nulla al mondo, e quindi, per offuscare questa orribile verità, ha deciso da allora di rimanere in silenzio. Sempre. Di esprimersi solo con brevi movimenti della testa, o smorfie. Di apparire sempre annoiata o disgustata, perché è molto più eccitante essere costantemente scocciati, che mostrare gioia per qualcosa. È il genere di ragazza che i tuoi amici chiamano “misteriosa”. Una di quelle “strane” e “affascinanti”. Ha viaggiato più di te. Viaggi in luoghi lontani scoprendo nuove culture. È una persona diversa, ora. Più saggia. Se glielo chiedi, ti dice cosa c’è dietro i quadratini colorati nei film porno giapponesi. Ogni venerdì sera apre la bocca solo per qualche giudizio passivo-aggressivo sull’aspetto di altri. Troppo alto, troppo basso, troppo grasso, troppo magro, troppo <insert coin>. E per gratificare il tizio ambiguo nei bagni che deve ancora parlare con la madre di una cosa e con il padre mai più. Ha letto le quarte di copertina di tutti i libri di William Burroughs. Lo capisci perché non è arrivata mai alle parti in cui peggiora, quelle scritte fra le due parti rigide. Ha un Blackberry. Ora, un tizio con in testa un borsalino, dice qualcosa, e Lei accenna uno starnuto di risata. Non ricordo cosa, perché il suo cappello mi impediva di ascoltare la discussione. Un altro tizio si avvicina e le gesticola di entrare. Indossa delle Converse personalizzate. Sono fatte con dei brillantini, dei buchi e la solitudine alle superiori. Mentre rientra sbatte contro con tipo, molto meno pettinato degli altri. Lo guarda male e sparisce per sempre risucchiata dalla porta sul retro. Non ha gli strumenti culturali, e le necessarie esperienze di vita, per formare opinioni che vadano oltre a ciò che i suoi occhi possono vedere. Sembra che fra il suo apparato visivo e il cervello sia presente un muro che blocchi il passaggio di informazioni fra organi. E deve essere uno di quei muri tenuti male, con la puzza di pipì di cane nell’aria e i genitali disegnati sopra, anatomicamente esagerati per compensare a insopportabili mancanze.
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2agosto2009
cattive notizie per le buone notizie“In 12 mesi e’ diminuito del 40% il tasso di assenteismo dei pubblici dipendenti. In valore assoluto sono aumentate le giornate lavorate di 14 milioni, pari a 60/70 mila dipendenti in piu’ durante l’anno”.
Lo ha dichiarato il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, dal palco di Cortina InConTra.
Avete visto i recenti risultati dell’assenteismo nella pubblica amministrazione? Fantastici. Incredibili. Dimostra ancora una volta ciò che possiamo intravedere nel limpido orizzonte nazionale, quando gli italiani mettono da parte le differenze politiche unendosi sotto un’unica bandiera, quella del tricolore invece di quella dei partiti,e lasciano che un brontolorso applichi misure sempre più autoritarie, restrittive e minacciose — finché la paura delle conseguenze di ciò che ti potrebbe accadere supera ciò che quotidianamente subisci — e tutti i tuoi colleghi di lavoro diventano possibili “collaboratori”, pronti a riportare i tuoi terribili crimini e tradimenti stile — diciamo, Mosca, circa 1957? — allora possiamo raggiungere tutti gli obiettivi a cui veniamo costretti con la forza!
Perchè se c’è una cosa che richiede efficienza è lo spaventare a morte un calabrese coi baffi che deve mettere un timbro su un foglio col mio nome, fotocopiato da una bergamasca in menopausa dalla foto di Pertini appesa al muro dell’ufficio, quando il 98% del suo lavoro potrebbe essere svolto dal telefono che ho in tasca in questo momento. Prossimamente: ristabiliamo la tratta Berlino – New York via dirigibile che esplode bruciando tutti i passeggeri prima di atterrare e aumentiamo i fondi per la ricerca per trasformare il piombo in oro.
Ah, le meravigliose possibilità date dalla frenologia.
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2agosto2009
dramaDall’ultimo post-intervista con un precario di MTV c’è stata una forte escalation nello scontro fra la “tv dei ggiovani” e i suoi giovani dipendenti. A quanto pare le prime proteste iniziate su Facebook, e arrivate ai media tradizionali, non sono piaciute alla dirigenza che ha deciso di tagliare altre 70 persone oltre le 30 inizialmente previste. Questo ha scatenato la rabbia dei lavoratori dell’azienda gestita da Telecom Italia che hanno manifestato lo scorso 20 luglio davanti alla sede di MTV. Queste sono le testimonianze che ho raccolto nel corso del primo sciopero e manifestazione nella storia della tv musicale.
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29maggio2009
dramaFino a qualche anno fa, accendendo MTV, potevate vedere Massimo Coppola — con indosso la peggiore giacca che uno convinto di essere la reincarnazione post-moderna di Pasolini potesse permettersi — raccontare la vita di giovani in cerca di lavoro. Il programma si chiamava “Avere Ventanni” e seguiva il triste quotidiano di chi non riusciva a svoltare ed era sfruttato. I precari insomma, vittime della Legge Biagi che Coppola trasformava in icone della sofferenza moderna, perseguitati dal capitalismo sfrenato. Perchè MTV fa contro-cultura! E odia chi sfrutta i giovani, cazzo!
L’anno scorso, invece, accendendo MTV, potevate vedere lo spot dell’iniziativa “Tocca a Noi”. Dei ragazzi privati della dose quotidiana di Ritalin rappavano aizzando i giovani — decisamente molto più ggiovani di tutti i giovani miei coetanei — a ribellarsi al sistema. Allo status-quo che li vede apatici rispetto alla politica e ai problemi che ci sono! Ed erano così incazzati contro il sistema delle cose attuale, che quando dicevano “tira fuori le palle” la parola “palle” veniva BIPPATA! Whoa!
Questo è il modo in cui l’iniziativa viene spiegata con modestia da MTV stessa:
Tocca a noi È un’iniziativa di MTV. Nasce dalla sua vocazione a parlare e ascoltare i giovani, che nel corso degli anni l’ha portata a identificarne e raccoglierne paure, bisogni e speranze, ma anche dalla sua volontà di porsi come stimolo e veicolo di un reale cambiamento.
Perchè MTV fa contro-cultura! E odia chi sfrutta i giovani, cazzo!
MTV, quindi, deve essere sicuramente una società modello. Un posto in cui tutti sognerebbero di lavorare. Una pufflandia del lavoro dove, invece di essere tutti uomini, ci sono solo puffette e il tuo unico collega maschio è Puffo Stilista.
Suona davvero strano, quindi, il gruppo apparso recentemente su Facebook dal nome “Stufi del precariato in MTV Italia” e popolato da dipendenti di MTV.
Perchè di certo gente che scrive sul proprio sito che ha la “vocazione per ascoltare i giovani” non può avere precari incazzati fra le proprie dipendenze .
Ho cercato quindi di chiarire la cosa con un impiegato di MTV che ha preso parte a questa protesta. Sicuramente si tratterà di un disguido.
A quanto ammonta la forza lavoro precaria a MTV ?
Si parla di un 40 / 50% di precari in tutto, rispetto a una forza lavorativa complessiva di oltre 300 persone.
Come giustificano questo continuo precariato i dirigenti? Con “la crisi” o altro ?
No, è un sistema ricorsivo, non hanno niente da giustificare, è permesso nel nostro stato e i giovani vi sono abituati. Inoltre qui fanno molta pressione psicologica basandosi sul fatto che “ehi, sei ad MTV”, per cui abusano dei precari con orari, straordinari, trasferte e condizioni lavorative cui comunque la gente s’è abituata. E poi, lo sai anche tu, il precario, nel clima d’incertezza in cui è tenuto, ha paura, non reagisce se non di fronte al baratro, ma pochi lo fanno.
Quindi non hai mai avuto ferie o malattie pagate?
Da quest’ultimo anno sì, in quanto dipendente a tutti gli effetti, ma “a scadenza.” Prima no, ma coi progetti funziona che hai una quota annua, e viene divisa per mese, giorni di malattia e ferie comprese. Poi c’è da dire che comunque i progetti potrebbero (a livello contrattuale) prendersi tutti i giorni che vogliono. Qui comunque non funziona così, le ferie e le malattie devono essere dichiarate e giustificate, esattamente come nei contratti subordinati.
Hai mai ricevuto promesse di essere regolarizzato che poi non si sono avverate? O vi dicono solo di aspettare?
No, i nostri diretti superiori sono onesti con noi e cercano di regolarizzarci, di rinnovare i nostri contratti. i blocchi arrivano sempre da Telecom. Non ci promettono niente, più che altro non danno un minimo di preavviso nel caso non ci rinnovino il contratto.
MTV da anni cerca di essere la tv “vicina ai giovani”, che combatte contro lo sfruttamento “dei giovani” e “capisce i giovani”. Si è costruita, da sola, la nomea di “andare contro il sistema”. Hanno fatto anche molti spot contro il precariato. Addirittura intere trasmissioni di denuncia, dove raccontavano la lacrimosa vita dal “giovine precario del sud”. Come vi sentite voi che subite tutto ciò, gli avete mai fatto notare quanto tutto questo suoni ipocrita ?
Ci tengono per “gli attributi”, l’ipocrisia ci è servita a pranzo ogni giorno. “Tocca a noi” stesso è l’apoteosi dell’incoerenza.
All’ultima visita di Antonio Campo dall’Orto una ragazza, che stava per andarsene, ha chiesto loro come si permettessero di attuare campagne pro-sociale, ma loro non solo si sentono sicuri d’essere all’avanguardia, ma ne fanno vanto. Antonio stesso ci racconta di come MTV sia una delle migliori realtà italiane, gente dinamica, flessibile, con la possibilità di muoversi anche all’estero, quando in realtà non si sa che fine si farà tra 2 mesi e la prospettiva più realistica comprende il travaglio di cercarsi un altro lavoro, con condizioni peggiori. Ci parla dei contratti a progetto in questi termini:
“il progetto inizia… e finisce”.
Parole sue.
In verità c’è gente che da 5 anni segue lo stesso progetto — e addirittura posizioni di responsabilità — inserite all’interno di organigrammi, da precaria.
Che forza ha il vostro sindacato dentro MTV? Con uno sciopero potreste bloccare le trasmissioni o inficiarle pesantemente ?
La questione è molto complessa. Un precario, aldilà della condizione d’incertezza in cui vive, è sottoposto quotidianamente a vessazione psicologica. Partendo dal presupposto che siamo intercambiabili, come figurine (l’azienda non punta sulla formazione), un precario si domanda “ma se devono scegliere tra un pirla, ed un pirla che manifesta, alla scadenza del contratto la mia fine è certa”. C’è anche la questione delle posizione lavorative completamente differenti all’interno dell’azienda: marketing, produzione video, montaggio, programmatori. Tutte persone con differenti obiettivi – orari di lavoro – mansioni.
E’ difficile per i sindacati mettere tutti d’accordo.
Uno sciopero, anche in una situazione di crisi quale l’attuale, non porterebbe a niente, ad un 20% al massimo, di partecipazione. Diciamocelo, gli anni 70 sono lontani, la realtà solida di allora è finita, oggi solo i metalmeccanici (ma anche mediaset, che è un’azienda basata su un modello anni 80) possono pensare di protestare. Ed il futuro tenderà sempre più al modello MTV.
Qual è la percentuale di stagisti rispetto all’intera forza lavorativa, ci sono delle cifre?
Gli stagisti in verità non sono molti, ora. Mi pare 4 o 5. Ce n’erano molti di più qualche tempo fa, ma sono stati i primi a cadere, ora tocca ai progetti e agli assunti a tempo determinato. Non sappiamo neanche quanti siano i licenziati in tutto, perchè per legge non sono “licenziati”. Il mese scorso i sindacati hanno cominciato a farci arrivare i numeri di quelli fatti fuori: 12 ad aprile, 8 questo mese, a giugno penso saranno una quindicina. Anche perchè non sappiamo mai quando ci rinnoveranno il contratto, di solito ogni anno, ma sempre più spesso si va di 3 mesi alla volta.
Francesco Mandelli, il vj “nongiovane”, ha realizzato un film sulla condizione del giovane precario, chiamato “Generazione 1000 euro”. Poi ha interpretato addirittura uno sketch per MTV chiamato “il precario”, la cui descrizione visibile sul sito è “In un ufficio, un impiegato precario subisce le vessazioni di un capo che pubblicamente finge di motivarlo ma, quando nessuno può sentirli, lo umilia col solo, demoniaco obiettivo di annientare la sua autostima e la sua dignità. Il sospetto è che sia tutto frutto della provata psiche del precario. (Immaginate un mega sic)” Lui ha espresso qualche opinione a proposito della vostra condizione? Avrà sicuramente parlato con l’azienda, visto che è così impegnato socialmente nella questione, no?
Non ne ho idea, e conosco sia il film che lo sketch. Anche PIF se non mi sbaglio ha fatto qualcosa sui precari. Noi li vediamo poco, loro non parlano molto con noi e non ho idea effettivamente di cosa sappiano di quello che accade.
Com’è il clima dentro MTV in questo momento? Si sente la pressione di questo 50% precario che chiede più diritti o si fa finta di nulla?
Pare che la notizia del gruppo di Facebook sia arrivata ai piani alti e immagino si siano riuniti per discuterne. Gli è stato toccato il progetto “tocca a noi”, un nuovo investimento atto a dimostrare quanto MTV sia fuori dal coro, sia con i giovani che con l’Italia. Mi aspetto una comunicazione che faccia leva sul solito sentimento “alla grande famiglia”. “Ragazzi, così non va bene, non risolviamo la crisi in questo modo, parliamone, siamo sempre a disposizione per voi”. Temo anche ripercussioni più violente: se MTV ci identificasse correremmo il rischio serio di non lavorare mai più in Italia.
Quindi qualcuno ha già subito minacce in proposito, dopo le vostre proteste?
Non esplicitamente, ma tutto è tacito. Partendo dal terrore psicologico di cui sopra. Inoltre una persona cui scadrà il contratto non può fare molto: la via legale atta a dimostrare un abuso verso il proprio tipo di lavoro, che ne dimostri un’attività lavorativa di tipo subordinato è un’arma a doppio taglio. Ad ogni modo pare che ultimamente ci siano state 5 vertenze tutte vinte dai lavoratori. O forse sono stati pagati per tacere, ma prevedo per loro un futuro anche peggiore.
Tempo fa MTV ha lanciato un appello a tutti i lavorati sfruttati, pubblicando questo messaggio sul proprio sito:
“Mtv cerca giovani “arrabbiati” col mondo del lavoro. Sei un precario, che non fa altro che cambiare lavoro di mese in mese? Sei un laureato che considera ormai il diploma solo un pezzo di carta? Ti senti un eterno stagista? Hai avuto un’esperienza di lavoro all’estero? Inviaci una mail o un videomessaggio e raccontaci la tua storia.
Scrivici a arrabbiati@mtvne.com”
Quindi, tu, da giovane “arrabbiato” e “precario laureato sfruttato” da MTV, cosa scriveresti a MTV riguardo lo sfruttamento subito da MTV?
Cosa scriverei? Un bel niente, e nessuno lo farebbe. Si stanno esponendo di persona solo gli ex dipendenti, che non hanno più nulla da perdere. Io mi sto dando da fare per cercarmi un posto di lavoro, e così gli altri.
Cerchiamo di farci sentire, ma silenziosamente e nell’ombra, nessuna azione di protesta viene affrontata alla luce del sole. E’ un lusso che un precario di MTV non può permettersi.
Siamo i topi del nuovo millennio, è innegabile.
14maggio2009
hatecouture
Secondo Elisabeth Kübler Ross esistono cinque stati di elaborazione del lutto prima di poter superare lo shock della perdita. Quando ho sentito della morte di Gianni “Go Go” Baget Bozzo ho saltato, come si faceva con la pubblicità nei programmi registrati su VHS, “negazione”, “rabbia”, “patteggiamento” e “depressione” per arrivare direttamente ad “accettazione”. Ho infatti subito accettato che il mondo fosse diventato un posto migliore dove vivere e mi sono fatto un black russian. E con una videocassetta Baget Bozzo aveva molto altro in comune: era vecchio, obsoleto, si inceppava spesso, e nessuno sapeva più che cazzo farci. Dio così ha deciso, all’improvviso una notte, di smagnetizzarlo nel sonno.
Diversi, l’indomani, invece di vedere un bel film in dvd o blu-ray, hanno scelto di dedicarsi a redigere agiografie sull’ideologo di Forza Italia. Di “grave perdita” parlano tutti. Di “tragedia” molti. Ma sentire usare toni del genere al riguardo di una persona dagli stessi individui che non provano nulla a vedere barconi spinti da carburante realizzato con cuccioli di Koala sparati in testa a bruciapelo e sofferenza umana rispediti in lager libici insospettisce sempre. C’è qualcosa che non torna. Katrina è una “tragedia”. Il terremoto in Abruzzo è una “tragedia”. Le scarpe Hogan sono una “tragedia”. La dipartita di un rispettato ed influente ispiratore di divisioni religiose, etniche e politiche può rattristare solo il genere di umanità che descrive il II Concilio Vaticano come il II tempo di Salò di Pasolini.
C’è chi non è cattivo, e viene disegnato così dagli altri. Baget Bozzo invece preferiva gli autoritratti, e tratteggiava direttamente di suo pugno paranoici ed apocalittici disegni con guerre e scontri di civiltà. La sua matita si è sempre ritrova a ricalcare, casualmente, contro ebrei e mussulmani.
Secondo Simon Levis Sullam, professore di italiano alla Berkeley e uno storico specializzato nei movimenti nazionalistici e anti-semiti che ha compiuto diverse ricerche sulle condizioni degli ebrei nella storia del nostro paese, Baget Bozzo era convinto che ci fosse un “problema ebraico” che andasse risolto. Che gli ebrei “dominassero il mondo”. Che Israele “dovesse ricevere una Illuminazione dal Signore” e che l’Olocausto fosse stato “una provvidenza”1. Tutte cose che ha scritto di suo pugno, in giornali come Il Manifesto,2 Repubblica e il neofascista Ordine Civile, almeno fino a quando è diventato più conveniente parlare male degli islamici. Per questo è solo chiamato “anti-giudaico” dal Corriere, perchè “anti-semita” si riserva per quelli che trovano esagerato l’uso del fosforo bianco per avvertire i bambini che è ora di tornare a casa dalla madre.
Come tutti gli altri violenti reazionari il momento della celebrità arrivò con l’11 settembre. Finalmente era diventato possibile uscire dai circoli delle seghe in cerchio dell’odio e della dietrologia per avere le seconde serate di Rai 1. Poco dopo aver visto morire 3000 persone una mattina scrisse che Giovanni Paolo II era troppo “soft” e che questo avrebbe portato alla fine dell’occidente e della cristianità. Evidentemente Wojtyla avrebbe dovuto papapilotare un papaf16 e lanciare papamissili per portare la papace.
“Oggi3 gli americani si rallegrano di avere eletto un uomo comune che diviene un presidente fuori del comune. Gli USA vanno alla guerra e alla morte, si rivelano l’ultima grande nazione della cristianità, che sa accettare il rischio di morire in battaglia. Anche la Chiesa ha un papa fuori del comune: non ci prepara alla guerra ma al disarmo morale”
Quando si fanno presenti queste dichiarazioni e posizioni ai sostenitori del “prete” la risposta è sempre la medesima. Inclinano la tesa e dicono “ma era un mistico! Un profeta!” con lo stesso condiscendente tono che si usa per riferirsi ad un cane che ti sta montando la gamba. Ma dato che in Italia la castrazione chimica non è ancora consentita, trovarono la cosa più simile alla frustrazione di non usare giornalmente il proprio apparato riproduttivo: gli fu permesso di scrivere editoriali per Il Giornale.
“Don Gianni era un genio politico e religioso insieme, pensava che l’Essere è stabilmente affidato alla cura amorevole di Dio ma la Storia è nelle mani dell’uomo e del cristiano. Il Vaticano II e l’apertura a sinistra, che coincisero cronologicamente nel drammatico pontificato di Giovanni Battista Montini, Paolo VI, erano per lui due parallele che convergevano. Confessò in una bellissima autobiografia pubblicata nel giugno del 1997 su Panorama di essere guidato da una Voce, e si sentiva che la sua libertà aveva qualcosa di più e di diverso dalla generica autodeterminazione dei liberali.”
Molti hanno scritto sul fatto che sia necessario superare la politica “delle divisioni”, di andare oltre “la destra” e “la sinistra”. Per il bene del paese. Per il bene della famiglia. Baget Bozzo è stato un pioniere in questo senso, unendo tutti quelli che conoscevo nel considerarlo uno stronzo. Specialmente la mia famiglia.
Verrà ricordato con affetto dai Giuliani, Peri, Giordani, Ciellini, Dell’Utri e dal resto del meglio che l’intellighenzia del 12° secolo ci ha saputo offrire.
Amen.
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29/9 :: In Irlanda scommettono (seriamente!) a soldi su chi Berlusconi insulterà la prossima volta. Angela Merkel è data 3/1, Gordon Brown 4/1 e il papa 7/1. Mancano solo “se stesso” e la Presidentessa Finlandese lesbica. (screenshot se non riuscite a raggiungere il sito per colpa del ministero) (40)
10/9 :: Non lo ho ancora segnalato alle autorità competenti, ma penso di aver trovato un blog di reclutamento di Al Queida con sede a Milano. (16)
6/6 :: Questa è la triste storia di G., niggu eppur fassista, che dentro Forza Nuova è dirigente napoletano. Tuoni! Fulmini! Stormfront scalpita, e urla “E’ uno scandalo. Che tutto ciò non esista!” Allor Scotto, con piglio deciso, prende laptop e matita e cerca di spiegar la sua triste vita. (18)








