4Giugno2008
hatecouture
di bucknasty / 305 commenti
La moda è un concetto astratto, specialmente se non ti sai vestire. Mentre “ilfescion” , questo particolare stile che sembra attaccarsi alle tipe cesse come un copriwater di carta su un bagno Trenitalia, è molto chiaro e definito. Così tanto che può anche sbatterti addosso una sera e rovesciarti la birra. Ma molto più spesso si iscrive allo IULM e vende occhiali di plastica colorata su Facebook.
Come dimostra questa pagina che si impegna a promuovere i “Glassing”, un oggetto a quanto pare estremamente popolare in uno dei più target commerciali più ambiti dalle aziende di tutto il mondo, quello della gente che ha fatto dei film di Jerry Calà degli anni ‘80 il proprio stile di vita.
Cosa vuol dire esattamente “Glassing”? Non c’è spiegato nella pagina, ma a vedere le foto nella galleria di chi ha deciso di comprarli è chiaro che significa il contrario di “Cura Per La Leucemia Infantile” o “Non Sembrare Dei Pirla”.
Ecco come vengono descritti:
I Glassing, con i loro colori fluo, sono diventati il nuovo status symbol per chi si vuole distinguere nello stile. Ormai non puoi non notarli: allo IULM spopolano, nei negozi più esclusivi vanno a ruba
Per chi non è di Milano è difficile spiegare cosa sia esattamente lo IULM. Quello che fanno non è cosa da poco, e noi tutti siamo grati a loro di questo. Svolge una importante funzione sociale: toglie dalla strada chi è legalmente afflitto da demenza mentale, ma abbastanza patetico da avere un papì a cui elemosinare la retta d’iscrizione e troppo sfigato per farsi lo IED, e dà loro una Laurea da conseguire colorando dentro i puntini del grande libro per bambini chiamato “Specializzazioni In Comunicazione e Marketing”.
E così come l’insegnante di sostegno delle tue superiori dava al tuo compagno “rimasto indietro” da disegnare un arcobaleno creato dai sogni di pinguini che hanno smesso di odiarsi per i loro colori politici per fare qualcosa mentre tu avevi il compito di Fisica, agli studenti IULM vengono dati corsi di “Televisione, Cinema e New Media”, “Strategie della marca, moda e design” e “Scienze Della Comunicazione”. Mentre per quelli più preparati c’è il Master “Food Culture & Marketing “ e “Interpretare I Sogni Dei Cani & Castelli di Lego”. Alla fine dei 4 anni ogni studente IULM può così apporre la propria firma sulla propria carriera: una grande X rossa.
Queste considerazioni non sempre vengono accettate da chi frequenta l’ “università”. L’ultima volta che scrissi qualcosa contro IULM moltissime studentesse accorsero a sputare sentenze contro chi pensava male della loro scelta scolastica, anche se i più accorti sapranno che il loro meglio lo danno quando ingoiano.
Questo gruppo è per tutti quelli che li hanno o che li vorrebbero in tutti i colori e che li indosserebbero anche per fare la doccia…… ma anche per quelli che ne hanno visti centinaia in giro e fino ad ora non sapevano di chi fossero…
L’anno scorso andavano molto fra gli hipster di tutto il mondo i Ray Ban modello Wayfarer taroccati in colori fosforescenti. Non era raro vederli indossati da cantanti di gruppi dalla confusa identità sessuale in innocui festival musicali. Ma ora arriva il gol contro l’inghilterra di Maradona ai Mondiali dell’86 della sfiga: questi hanno voluto copiare il tarocco, ma hanno sbagliato modello. Hanno preso i Ray Ban, questa volta quelli classici da “aviatore”, e ci hanno messo intorno una strato di plastica e AIDS. Hanno taroccato il tarocco male. Esatto i “Glassing” sono il nuovo paradigma del FAILlimento.
nelle discoteche decine di persone li indossano rischiando di travolgere tavolini e persone nel buio del locale, Danny the Voice li ha resi il suo marchio di fabbrica, le loro lenti scure permettono a tutti di nascondere occhiaie e segni della stanchezza e le signore bene li usano abbinati a borse e scarpe…
No, cazzo. I “Glassing” non sono degli occhiali qualunque, questi pensano che l’olocausto non sia mai esistito e che tua madre sia una troia. Sì, questi occhiali ce l’hanno con te. Se potessero parlare diventerebbero i tuoi migliori amici e poi scopriresti che si sono fatti la tua ex dalle tette grosse di 26 anni e sono stati loro a farti litigare con lei. Questi occhiali ti chiedono di farlo con te senza preservativo e tu pensi che sia per farti un piacere e poi scopri che hanno la candidosi. Questi occhiali sono la ripresa che passa sulla faccia del tipo che sta venendo mentre stai venendo pure tu durante una sega. A questi occhiali hai detto che hai sete e loro fanno “sì, aspetta” e poi ti passano la birra ed è calda e sa di saliva. Vaffanculo a questi occhiali.
Quando Obama sarà eletto Leader Del Mondo Libero e sarà diventato legale schiaffeggiare dalla parte del polso la gente per strada che cammina lentamente chiunque verrà trovato in possesso dei “Glassing” farà questa fine:
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16Maggio2008
sabbia nella vagina
di bucknasty / 198 commenti
E’ venerdì sera e a 300 metri dall’ingresso dei Magazzini Generali tutto è giallo, umido, solo, stretto fra dei leggings o gay. E’ la consueta serata del “BuggedOut!”, l’appuntamento milanese ufficiale “electro/nu rave” in replica ogni settimana. Questa sera è speciale però, perchè, ad occuparsi del dj set, sarà uno dei membri dei Klaxons, il gruppo che ha insegnato a migliaia di figli di papà della vera capitale d’Italia che vestirsi come un muratore calabrese in tuta di acetato in visita alle vetrine del Duomo con l’autoradio sottobraccio del 1991 è da considerarsi “cool”. Sono passati solo 3 anni dagli hipster dei navigli e la situazione non ha fatto altro che peggiorare. Ora sono diventati hipster di Porta Ticinese. La maggior parte delle persone qui in fila in questa degradata discoteca vittima di stupri e presentazioni di album dei Club Dogo — sembra non sia mai uscita dalla via adiacente alle colonne di San Lorenzo. Una lunga catena di poco-più-che-ventenni che si vestono srotolando un lungo tappeto d’acqua di plastica dalle colonne di San Lorenzo fino a Porta Ticinese sbattendo contro gli “store” di American Apparel, Stùssy, Tokidoki, 55DSL ed H&M.

Non c’è nessuno in questa fila che non abbia almeno un capo di questi marchi dove un cappello rigido con un adesivo sopra arriva a costare anche oltre 150 €.
E poi neoyuppie. Centinaia. Non me lo aspettavo, ma se non costituiscono almeno il 50% del pubblico questa sera, ci vanno comunque molto vicino. Forse perchè l’Hollywood ha chiuso dimenticandosi di baciare le giuste chiappe. Forse perchè le tipe MDMA-Friendly sono anche BJ-Friendly.
Lo sciame in tonalità ipovedente finisce di allinearsi sui due lati dell’ingresso.
Arriva un tizio con una sciarpa legata stile laccio emostatico al collo, che temo non essere affatto casualmente in tinta con la carrozzeria della Legomacchina in cui è seduto, che lotta senza successo contro la volontà di Dio che lo ha voluto imbecille, mentre prova a parcheggiare una vettura lunga come la sua carriera scolastica scontrandosi ripetutamente con l’auto davanti e con quella immediatamente dietro.
Immagino sia così che si debba sentire un documentarista di Discovery Channel mentre osserva e riprende, dopo essere stato sdraiato per ore nel fango e umido, qualche insetto che si accoppia in una foresta dell’america latina. L’unica differenza è che qui non ci sono specie in via di estinzione o luoghi esotici, solo un idiota con la sua Smart e la puzza di piscio incrostata ai bordi del marciapiede di Corvetto.
Completato l’allunaggio una tizia gli fa segno di muoversi; devono iniziare la lunga processione da profughi mendicanti per entrare ai Magazzini.
In una scena dove marchi e simboli sono stati eliminati ed è impossibile notare immediatamente quanto hai speso per cosa e dove, la fila ai locali è diventato il nuovo status symbol tramite cui generare invidia sociale. Non importa neanche quanto guadagni, la cosa veramente essenziale è cosa fai e per chi. Certo, c’è qualcuno che arriva posteggiando il Lamborghini, ma non se li incula mai nessuno. Fanno solo colore e danno un tono all’ambiente, come i tappeti e l’inquinamento ad Istanbul. E devono comunque accodarsi per far passare editor e galleristi e artisti e musicisti e designer e copywriter vari. Tutti sembrano impegnati a fare qualcosa che non richiede uno sforzo fisico maggiore di tenere premuto Opzione + Mela insieme.
Coloro che invece non rientrano nella casta creativa milanese si devono affidare a MuHarsehlo, il PR apparentemente responsabile di ogni cosa che accade qui intorno, il cui nome rispecchia appieno la virilità che emana. Ogni volta che appare all’ingresso si sentono svariate persone lamentare il suo nome, disperatamente alla ricerca della sua attenzione. I più scavati possono vantarlo alla voce “M” in rubrica, ma al numero non sembra mai rispondere nessuno. “Sempre quella cazzo di segreteria telefonica del cazzo, cazzo!” dice un tizio con una felpa bianca con un pattern infinito di cupcakes rossi. I soliti sociologi e psicologi chiamati nelle solite trasmissioni dopo i soliti omicidi amano ripetere che “non ci sono più eroi per i giovani”, ma si sbagliano. Ogni venerdì notte, centinaia di 20enni milanesi, nel momento del bisogno — sanno che possono rivolgersi a una sola persona: Malllseooo “Hey!| È arrivato il supereroe più gay del mondo. Ha il potere di farti entrare al privè gratis dei Magazzini Generali coordinando i calzini con la camicia e litigando con suo padre!” e sono salvi e felici così.
C’è una tizia più avanti nella fila che sembra aver particolarmente bisogno di una mano. E’ strana, perchè – paradossalmente – è normale. Non ha occhiali nerd ironici in faccia, non ha magliette ironiche sul petto e neppure scarpe anacronistiche (ironiche) addosso. E’ anche paffuta — grassa per gli standard di chi ha intorno. Non ha nulla a che vedere con la fila degli hipster milanesi, ma nessuno riesce a dirle niente perchè sembra una camionista tedesca lesbica che ci prova con la tua ragazza all’autogrill, ma non ce la fai a dirle niente di cattivo perchè ti ha offerto il caffè corretto. Nessuno tranne l’amica che ha accolto l’astronauta di prima. Cerca di passarle avanti, e quando si rifiuta le fa “Dove hai comprato quella tshirt? Oh, non dirmelo tesoro, al reparto extralarge, eh?” Che sembra una di quelle pessime battute che senti dire agli antagonisti dell’episodio del giorno nelle sitcom americane tradotte male nel pre-serale di italia 1, ma evidentemente hanno basi nella realtà. La frase sembra causare il malumore dei più, non tanto per le parole, ma perchè chi le ha pronunciate ha le tette a forma del mouse del primo iMac, e quei così erano scomodi perfino per trascinare dei file in un cestino — figuriamoci sul petto di una donna.
Mi arriva un SMS, il mio contatto fa segno di andare da lui, e MuaRHsrsceeloo ci viene a prendere portando tutti direttamente nel privè.
La musica dentro è un mix interminabile di electro francese alla Justice - che aveva già rotto il cazzo 2 anni fa - ma che per fortuna sembra ormai entrata nel mainstream popolare, il che dovrebbe condannare il genere ad una morte fra qualche mese. Una roba tipo questa.
La gente sul piano superiore rispetto alla pista è ancora più forzatamente stravagante di quella rimasta fuori. Un vano tentativo fallito di apparire
brillanti e con una personalità interessante attraverso il vestiario inconsueto ed anacronistico. Una tipa sui 27anni è si è presentata con addosso dei moonbots da montagna. Un altro è solamente coperto di cellophane e va in giro a chiedere speed da mischiare con la vodka lemon. Molti hanno la kefiah, magliette in sostegno a prigionieri politici che non conoscono e altri oggetti riconducibili a movimenti di resistenza. Tutti portati in modo fastidiosamente “ironico”. Se i simboli di lotte di gente che è morta per la propria sopravvivenza fossero una famiglia di 3 persone che vive in un’anonima provincia lombarda, gli hipster di porta tinicinese sarebbero Olindo e Rosa Bazzi. Un’infinita schiera di testicoli e colpi d’ascia fra le gambe che cercano di conoscersi l’un l’altro vestendosi da comparse di qualche film degli anni ‘80 che non è stato mai prodotto.
C’è un sacco di gente che ha delle reflex con flash enormi da migliaia di euro, macchine usate di solito da fotografi professionisti per catturare concerti o eventi sportivi, che qui vengono impiegate per dimostrare dov’eri e cosa indossavi. Ognuna di queste immagini andrà poi su qualche sito o rivista hipster.
Ogni volta che questi fotografi passano, qualcuno li picchietta sulla spalla per avere una foto. “Me ne fai una, daai!” Si mettono in posa,chiamano i loro amici e urlano facendo facce strane. Se fossero a Gardaland, queste sarebbero la foto da pirla sopra Blue Tornado per dimostrare a tutti che ci sei stato. Qualcuno ci prova anche con me, ma presto trovo un metodo per negarmi. Un segnale — forse rudimentale, ma efficace — compreso da tutti, che riesce a colmare l’incomprensione e risolve il simpatico qui pro quo formatosi dalla distanza culturale che ci separa: “’fanculo no”.
A parte un tizio che controbatte con una proposta: se gli assicuro la pubblicazione della foto mi presenterà “Una donna matura, una 36enne figa con il corpo di una 23enne”, la tizia è davanti a me, ma il corpo della 23enne deve averlo nascosto nel congelatore.

Ho sete, mi dirigo al bar. Tento di leggere sul menu quanto costano i cocktail, anche se davanti c’è una ragazza truccata da uno starnuto di Ronald McDonald che copre 3/4 del foglio. 10 euro per un bicchiere di plastica e 2 dita di alcool? Vaffanculo. Un tizio di scatto mi si avvicina con attaccato appresso altri 2 figuri, nessuno alto più di 170. La loro espressione è quella standard da tamarro di provincia milanese, dovrebbe far paura nelle loro intenzioni - tipo, chessò, l’inseguimento al bimbo sul triciclo in Shining - ma è più “42 enne che fotografa gli upskirt delle liceali al parco e poi le aggiunge al suo sito”.
Se la biologia ti ha donato di spalle larghe e un’altezza sopra la media sai già quello che ti sta per succedere.
“Ho visto. Non devi guardare. Non devi guardarla.”
Non è mai perfettamente chiaro cosa non dovresti guardare. Potrebbe essere il suo sguardo, i cocktail o il sottoinsieme di adipe e pompini poco entusiasti che si porta appresso.
“Cioè, sta con me. Mi dà fastidio”
Le prime volte sei genuinamente perplesso che da una squisita disquisizione verbale la cosa si trasformerà a breve nella versione con grugniti e vapide minacce di morte delle borsettate fra ragazze, ma poi capisci. Comprendi che si tratta di un rito di passaggio. I bambini ebrei a 13 anni hanno la Bar mitzvah, i guerrieri masai per diventare uomini devono superare delle lotte in solitario per mesi fra leoni e serpenti velenosi, i tamarri milanesi ti dicono di non guardare la loro cazzo di ragazza.
“No, ti ho visto che la guardavi.”
Potrebbe essere considerata una sfortuna le prime volte che ciò accade, ma ogni dubbio scompare perchè poi realizzi che hai il biglietto di Willy Wonka dorato di prima classe per il Treno Delle Figate Che Userai Come Aneddoti Per Le Prossime 2358 Cene.
Avrei voluto chiedergli se aveva un frullato da poter bere, ma la scenetta aveva fatto il suo corso e doveva concludersi con il terzo amico che si scusa con me e allontana il suo compagno di vita eterosessuale con il gomito, e gli dice qualcosa. Poi gli prende la mano e se lo tira via come una bambina che ha appena fatto cadere un cono da 3 euro insistendo contro la coppetta che voleva comprare la madre. Ognuno ha il supereroe che si merita.
Come una ragazza, che continua a tagliare la stanza in diagonale per attirare l’attenzione. E’ vestita con una rete e basta, e il seno è completamente scoperto. L’unica cosa che la copre sono degli short di jeans con un enorme logo di 55dsl. E poi si lamentano delle notizie tragiche che ripetono i telegiornali quotidianamente. Non sarebbe sorprendente se un giorno di questi qualche malintenzionato la prendesse per i capelli trascinandola in un vicolo buio e, slacciandosi i pantaloni, le desse un indirizzo per spendere meglio i propri soldi.
Ma sono le 4 e la serata è finita.
E mentre la gente raccoglie le proprie cose e le lingue si staccano, solo una cosa rimane scolpita limpidamente nella mente. Negli anni ‘60 la gioventù dovette organizzarsi e battersi per ottenere diritti civili fondamentali di cui tutto godiamo oggi. L’aborto. Il divorzio. Molti morirono per questo. Negli anni ‘70 la gioventù dovette scendere nelle strade per combattere contro la stato fascista di polizia che si era venuto a creare. Molti morirono per questo. Negli anni 80 si sfondarono tutti di eroina perchè i loro genitori erano diventati quelli contro cui lottarono in gioventù. Molti incontrarono Muccioli per questo. Negli anni 2000, la difficoltà più grande che ha dovuto affrontare nella vita la generazione in fila a vedere i Klaxons stasera è stata diplomarsi al Liceo Artistico.
17Aprile2008
sabbia nella vagina
di bucknasty / 113 commenti
Gli ultimi 2 giorni sono stati fra i più emo dalla 2° repubblica ad oggi. Comunisti 60enni che piangono. Gente che giura che andrà a vivere all’estero. Bruno Vespa. Il livello di pessimismo & fastidio è talmente elevato che qualcuno è arrivato a richiedere ottimistiche parole di conforto — a me.
Molti, infatti, continuano a domandarsi su twitter, sul proprio blog, nei gruppi di facebook, fra le foto con la reflex di flickr, nei party del salone del mobile, come mai il loro messaggio non sia arrivato al ferramenta con 4 figli in Val Camonica.
“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?” si chiedono, fiocinando frustrati la tastiera del proprio macbook da 1800 euro.
Secondo le stime più superficiali la colpa\merito è da attribuire alla Lega Nord, che ha raccolto il “voto di protesta” di una popolazione incazzata, semplice ed operaia — ma nessuno capisce bene come mai. Essendo io un abitante dell’hinterland milanese, non solo posso tastare il polso del paese vero, ma evito anche la merda dei loro pitbull davanti all’ingresso di casa mia.
E’ iniziato tutto alla partenza della campagna elettorale a Pescara, dove Veltroni ha annunciato al popolo del PD, ai giornalisti ed alla nazione tutta, un netto taglio con la vecchia politica del passato fatta di attacchi ai propri avversari, divisioni ideologiche ed odio, riuscendo così ad evitare con successo quella deriva che ha portato molti altri leader in giro per l’Europa a vincere le elezioni.
E così allora Veltroni ha indossato il suo vestito da sposa bianco ed ha iniziato un tour per portare il suo messaggio di pace e speranza, prendendo passaggi da un pulman all’altro, in giro per tutta l’Italia. Da nord e sud, passando da folle di poche centinaia di persone in piccoli paesini ai grandi capoluoghi con migliaia di persone e la presenza di personalità dello spettacolo. “Gli italiani sono stanchi delle divisioni” ripeteva spesso loro “Se non nomino il mio avversario politico e non rispondo mai alle stronzate che dice demolendomi la gente mi voterà IN MASSA! Me l’ha detto uno che legge Sun Tzu e i manuali dei samurai per vendere detersivi e ora fa il consulente di marketing politico!” Tutto questo è finito in tragedia quando, la sera del 14 aprile, l’ingenuità di Veltroni è stata strangolata e stuprata dal 10% in più del PDL, che ha seppellito crudelmente il suo corpo per almeno i prossimi 5 anni.
“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?”
Il momento più emo di tutti però si è raggiunto subito dopo i risultati certi delle elezioni – verso sera – quando i politici si sono ritrovati nelle varie trasmissioni politiche per commentare i risultati più o meno positivi che avevano ottenuto. Di solito questa parte, non importa ciò che è accaduto nel pomeriggio, è molto più angosciante della realizzazione di chi dovrà governare la tua vita per il prossimo lustro. Questa volta l’assoluto protagonista di tale fase è stato Bertinotti, che ha trascorso tutto il tempo disponibile da Mentana con gli occhi lucidi a cercare di giustificarsi e a razionalizzare lo shock, come un concorrente di un reality cacciato per una bestemmmia. Ha fatto talmente pena a tutti, che perfino Gasparri ha smesso di sorridere come un insopportabile ghigno arrogante compiaciuto del cazzo per 30 secondi per offrire le sue parole di conforto. Gasparri. Conforto.
“Ooh, perchè abbiamo perso? PERCHE’?”
E’ difficile trovare un punto debole in una campagna che prevedeva, come punto strategico propagandistico di convincimento elettorale, ripetere 380 volte al giorno la brillante parola “Veltrusconi” e tagliare nastri per inaugurare la carta da parati con il logo nuovo nelle vecchie sedi di partito. E’ stato il “Veltrusconi” o i nastri?
— “Uh, Fausto, la Lega ha tappezzato tutto il nord Italia di manifesti che dicono che gli albanegri si scoperanno tutte le figlie bianche e cristiane dopo aver costruito un tempio islamico con mattoni fatti di cocaina spacciata nelle scuole e lavoro rubato agli italiani, cosa facciamo?”
— “Veltrusconi!”
La risposta la troveranno solo i massimi politologi internazionali, quando gli diranno che esisteva un partito dal nome “Sinistra Arcobaleno”.
Rifondazione Comunista era il nome più figo del mondo, perchè cambiarlo? Non era statico, come “Comunisti Italiani”. Non Rifondato, ma Rifondazione. Nel senso che non era mai completo il processo. Tipo un giorno sono in giro a protestare in favore della pace per il Poveribimbinegristan e il giorno dopo – BAM – ti accorgi che c’è un armata sotterranea di LeninZombie pronta a marciare sul Vaticano. Poi, una mattina, ti alzi e la falce ed il martello ed il nome fighissimo sono rimpiazzati con la bandiera del gay pride colorata con i pastelli che ti regala l’insegnante di sostegno alle elementari se sei ritardato. Come puoi vincere le elezioni — o entrare anche solo in parlamento — quando il nome del tuo partito sembra il titolo di un album dei Tiromancino?
Ma Rizzo, sembra aver trovato una risposta alla debacle. “La sinistra cacci salottieri e radical-chic, torni a essere vicino al popolo e agli operai. A questo serve un nuovo partito comunista senza trasformismi e arrampicatori” ha dichiarato oggi, assicurando così il non ritorno dei partiti comunisti nel parlamento italiano per sempre.
L’errore fondamentale del samaritano de sinistra è pensare che per convincere lo straccione fallito che vota Berlusconi a cambiare sponda basti poggiargli una mano sulla spalla e dire “Io ti capisco, fratello sole” elencandogli poi tutte le cose cattive che lo scarafaggio arcoraro ha compiuto e detto. Non comprendono ancora che l’italiano è fondamentalmente un volgare ed ignorante cazzone con il culto della personalità carismatica dominante ed autoritaria per mancanza della propria, e che nel nostro paese l’anti-intellettualismo è uno dei pochi valori in cui tutti si riconoscono. A nessuno frega un cazzo degli operai, perchè gli operai sono ormai tutti albanegri. L’unica cosa che il pizzamandolino odia è la condiscendenza, soprattutto se viene da qualche figlio di papà di sinistra che giura di sentire cosa si prova ad essere nella sua situazione. Il problema non sono i “salottieri”, gli italiani non odiano ciò che disperatamente cercano trivialmente di sembrare senza che se lo possano permettere, ed andando contro i propri interessi. Cos’è Berlusconi, in fondo, se non il nostro iPhone che possiamo agitare in faccia agli altri paesi europei per dimostrare pateticamente che anche noi abbiamo i soldi? Certo dobbiamo vendere il culo, ma HA I TASTI CHE SI TOCCANO!
Gli altri possono pure comprare il loro vestito da sposa.